
APPARIZIONI MARIANE






|
IL FENOMENO "RADIO MARIA"
Un palinsesto divino
di ANDREA RIVETTA
(dalla rivista "Millecanali", gennaio 1997)
Il nostro paese è lento – ha esordito padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, da noi intervistato questo mese –: "ecco perchè siamo riusciti a fare tanta strada". Ce lo ha detto con quella sua voce inconfondibile, roca poco decifrabile: non si capisce mai davvero se stia per arrabiarsi o per scherzare. Comunque è una delle voci più note in Italia, visto che quotidianamente si fa ascoltare da centinaia di migliaia di persone. E come l'ascoltano! Con la massima attenzione e partecipazionee non, come si usa spesso con le "altre" radio, in sottofondo.
Fanzaga è nato nel 1940 vicino a Bergamo ed è entrato nella congregazione degli Scolopi nel 1966. Fanatico della lettura, iniziato all'attività di animazione negli oratori e per 18 anni gestore amministrativo della sua comunità, P. Livio ha maturato una molteplicità di esperienze, che sono poi sfociate nel suo impegno all'interno di Radio Maria. Un'attività affrontata dopo l'incontro con don Mario Galbiati prima (il fondatore dell'emittente) ed Emanuele Ferrario poi (presidente dell'Associazione Radio Maria, "titolare" dell'emittente). Questa volta non abbiamo voluto tornare sui temi già molte volte toccati: quanto costi e come Radio Maria raccolga tante offerte, le polemiche interne, i messaggi da Medjugorje, piuttosto che i rapporti complessi tra la radio e la Curia. Abbiamo invece chiesto a padre Livio di raccontarci la radio nel suo aspetto più "tecnico": quello produttivo. Di svelarci cioè il "dietro le quinte": per capire meglio come possa funzionare e avere un simile successo un'emittente nazionale con soli 12 dipendenti e centinaia di impianti FM da gestire.
Sostanza e non forma
«Uno dei punti di divergenza spesso emersi con il mondo cattolico – ha continuato Fanzaga – è stato l'accusa mossaci di "distorcere" il mezzo radiofonico, allontanandolo dalla sua natura, che è divertimento e intrattenimento leggero. In realtà noi crediamo che poichè l'evangelizzazione è voce e anche la radio è voce, ci sia una perfetta coerenza nella scelta fatta. Che poi è la linea che era già stata percorsa dalle radio protestanti. Loro in verità fanno pure molti intermezzi musicali, mentre per Radio Maria abbiamo preferito dare indiscutibilmente il primato alla parola. Oltretutto proprio dal nostro pubblico viene l'esortazione a non dare troppo spazio alla musica. Per costruire il palinsesto abbiamo semplicemente seguito il principio benedettino "ora et labora": quindi in una giornata abbiamo pensato di alternare i momenti dello spirito con quelli più laici che riguardano i fatti e i problemi quotidiani.
La preghiera vera e propria c'è dalle 6 alle 9 del mattino, a mezzogiorno per mezz'ora, dalle 16.30 alle 17.30, dalle 20 alle 21, da mezzanotte a mezzanotte e mezza e in replica dalle tre alle tre e mezzo. La parola nel momento di preghiera è comunque un momento "facile" di produzione dal punto di vista redazionale, poichè i contenuti sono dati, e complesso dal punto di vista tecnico; poi ci sono soprattutto programmi di cultura religiosa, organizzati come fossimo una grande università popolare di teologia: 25 sacerdoti e 5 vescovi ci aiutano in questo gran lavoro di produzione. Quasi tutti sono docenti delle università pontifice».
Fede remota
Radio Maria riesce a coinvolgere così tanti collaboratori, anche prestigiosi e lontani tra loro, facendo un grande uso del cosidetto "remote broadcasting": raccogliendo cioè via cavo telefonico le voci da ogni angolo d'Italia, senza obbligare gli interessati a spostamenti faticosi. Infatti ci sono degli studi periferici, che vengono installati presso la sede dei conduttori per tutto il periodo della loro collaborazione: da padre Gasparino, da don Angelo Viganò dei salesiani di Torino a monsignor De Giorgi a Palermo. Palermo, Bologna, Brescia, Torino e Genova sono gli studi periferici principali, mentre a Roma c'è addirittura una vera e propria sede distaccata, con redazione fissa, ospitata presso un appartamento gentilmente messo a disposizione dell'emittente da due devoti capitolini. «Addirittura un buon numero di conduttori trasmette direttamente per telefono – ci ha detto padre Livio – : sono soprattutto i vescovi e i cardinali. È un sistema pratico e funziona comunque molto bene».
Che musica, magister
In questa programmazione vincente, non possiamo trascurare certo l'aspetto musicale, la "playlist" mariana. «I protestanti danno spazio alla musica classica – ci ha detto padre Livio – , mentre noi preferiamo i canti di musica leggera cristiana: abbiamo una lista di ben 4.000 titoli. Circa un terzo sono di cantautori che ce li inviano, poi ci sono i neocatecumenali che ci fanno avere i loro canti corali. Noi abbiamo bisogno di canti che la gente possa seguire in modo coinvolgente, come i cori in chiesa: ci piace pensare che la canzone sia stimolo alla preghiera. In una giornata viene trasmessa un'ora e mezza di musica, ovvero una quarantina di canti, concentrati soprattutto nel primo pomeriggio». Padre Livio fa ogni giorno anche il commento alla stampa, dalle 8.45 alle 9.30 e poi prosegue fino alle 10.15 con il Catechismo della Chiesa Cattolica.
Il venerdì sera alle 21 guida la catechesi giovanile: un programma con i ragazzi radunati nella cappellina della radio, che ha ben 60 posti, ma in generale viene usata per momenti di preghiera personale dei collaboratori. In realtà padre Livio in radio arriva alle 6.30 del mattino e ci sta fino alle 13.30, con un incarico di "copertura" dei vari servizi. Roberta Zappa, da anni a Radio Maria, copre invece lo spazio dalle 13.30 alle 19.30. Entrambi trasmettono in auto-regia, "smanettando" da soli su un Soundcraft, con uno stile che ricorda quello delle prime radio locali: tempi lenti, "buchi", rumore di cassette... Ma sembra che questi "dettagli" nulla tolgano all'efficacia della messa in onda. Ci sono poi 40 ragazzi brianzoli che si alternano al mixer e garantiscono la parte tecnica dalle 19.30 sino alle 24, oltre che dalle 7 alle 7.30 del mattino e la domenica. Alla segreteria c'è Nadia, che gestisce il telefono attivo per le informazioni.
La Telecom qualche anno fa dichiarò che quotidianamente arrivavano al numero 031/610.610 ben 30.000 tentativi di chiamata al giorno: numeri da mandare in tilt l'intero comprensorio comasco. Nadia ha a sua volta l'impegno di coordinare 4 o 5 collaboratori, anche perchè lei è un "jolly" che aiuta in redazione e va in onda nei momenti di necessità. Sulle telefonate per la diretta a volte c'è un "filtro" e a volte no. «Devo dire comunque che a "fare lo stupido in diretta" è una percentuale minima di persone – ci ha spiegato padre Livio –. Probabilmente potrebbero essercene di più, ma abbiamo verificato che il loro problema è che non riescono a prendere la linea e si scocciano... In fondo anche per questo confidiamo nella benevola "collaborazione" della Madonna».
|
RADIO MARIA

|