
APPARIZIONI MARIANE






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IL FENOMENO RADIO MARIA
Esce dal coma ascoltando Radio Maria
Ma il vero miracolo della emittente sono le conversioni
RISVEGLI - Colpita da un ictus due anni
fa, ricomincia a parlare. Il medico: merito dell'emittente, la ascoltava
sempre. Il direttore della stazione: non è la prima volta
di ALBA PIAZZA
(da "Libero", 7/12/2005)
PALERMO – La sua prima parola è stata
"Emma". Ha subito invocato la sorella con la quale ha
sempre vissuto a Palermo. Entrambe, intatti, non sono mai convolate
a nozze. Sono rimaste due "signorine", come si dice da
queste parti per indicare le nubili. In realtà, Elena Giacopino
di primavere ne ha già contate 87 e gli ultimi due anni della
sua vita li ha trascorsi immobile, a letto, nella sua abitazione
al civico 220 di Corso Alberto Amedeo. Al suo capezzale, giorno
dopo giorno, accorrono Emma, i nipoti e un esercito di infermieri
e medici che l'accudiscono incessantemente. È sempre qui,
fra le mura domestiehe, che si compie il "miracolo". Che
l'anziana zia si risveglia dal coma dopo oltre ventiquattro mesi.
E il merito, secondo i familiari, è tutto di "Radio
Maria", la sua emittente preferita. Prima di ammalarsi, Elena,
finita in stato vegetativo in seguito a un ictus, era perennemente
sintonizzata sul canale religioso. Faceva un'indigestione quotidiana
di messe, preghiere e catechismo.
Ieri, la sua casa era gremita: cronisti e televisioni.
«C'è anche una troupe della Rai, quella di "La
vita in diretta"» spiega il nipote Domenico Massa, pensionato
– «lavoravo ai cantieri navali» – che da due anni, assieme
alla moglie, si prende cura della zia. La sua incredulità
è palpabile: «All'improvviso ha cominciato a parlare,
ha recuperato la lucidità e ha persino appetito. L'unico
problema è che ha un braccio, le gambe e le caviglie completamente
bloccate». Quest'uomo, ancora un po' frastornato per l'accaduto,
ci racconta l'odissea di Elena.
È il giugno del 2003 quando viene colpita
da un ictus. Ricoverata all'ospedale civico di Palermo, viene dimessa
dopo due mesi. I medici la danno per spacciata: «Non c'è
più nulla da fare, portatela pure a casa e cercate di accudirla».
Viene alimentata con un sondino e con l'ausilio di una siringa.
L'Assistenza Domiciliare Integrata (Adi) invia un infermiere professionista che le cura le piaghe da decubito. È il medico
di famiglia, il dottor Ginestra, a consigliare ai parenti di farle
ascoltare la sua radio del cuore. D'altronde, Elena era una cattolica
fervente: non si perdeva mai una messa.
Le prime avvisaglie di una guarigione si manifestano
qualche mese fa: accenna a muoversi, con fatica tenta di parlare.
Ma il miracolo risale a due settimane fa quando, dopo aver chiamato
la sorella, invoca l'ausilio dei medici: «Vuole un fisioterapista
per recuperare l'uso del braccio e delle gambe». Il suo sogno
è riprendere a camminare. Ovviamente, richiede anche la presenza
di un prete. Lo stesso che, accorso al suo capezzale per darle l'estrema
unzione, poi se la ritrova sveglia e arzilla. Domenica scorsa Elena
esprime anche il desiderio di fare la comunione. E si lamenta per
la protesi dentale rotta perché, in preda ai morsi della
fame, oltre ad ascoltare Radio Maria, non vede l'ora di addentare
un tozzo di pane.
L'effetto taumaturgico dell'emittente di Erba
– il 60% del pubblico è costituito dagli over-sessanta – è corroborato dagli ascolti: una media giornaliera di due
milioni e cinque settimanali, secondo le stime di Audiradio. Padre
Livio Fanzaga, che la dirige dal 1988, spiega che è inserita
nella top-ten delle prime dieci radio nazionali, ed è seconda
solo alla Rai. «E sorprendente quante lettere di ringraziamento
riceviamo dai familiari di malati o persone in fin di vita che,
ascoltandoci, affrontano la malattia o gli ultimi giorni con estrema
serenità, guardando alla morte con luce diversa». Nonostante
sia, come sostiene Don Fanzaga, una radio "abbastanza impegnativa"
– «solo il 10% della trasmissione è musica, poi dodici
ore non stop di cultura religiosa e otto di preghiera» – è
seguitissima. E il pubblico è variegato: giovani e carcerati,
mentre il 30% dell'audience ascolta Radio Maria in macchina. I camionisti
sono i più "attivi e reattivi" perché, oltre
ad ascoltare e riflettere, intervengono quotidianamente nelle discussioni
teologiche. Adriano Sofri, pochi mesi fa, dal carcere ha pubblicato
su "Panorama" una lettera indirizzata all'emittente lamentando
l'interruzione notturna – erano le quattro del mattino – di una
conferenza biblica di Monsignor Gianfranco Ravasi. L'ex leader di
Lotta Continua pretendeva che venisse trasmessa tutta assieme.
«La gente ci ascolta perché ricerca
il senso della vita, la serenità. Perché è
affamata di eternità», spiega Padre Fanzaga. Ma il
miracolo più grande della sua Radio è quello di fare
uscire gli ascoltatori dal «coma dell'ateismo». «Con
noi persino i non credenti ritrovano la luce e tornano a confessarsi.
Il vero miracolo è quello della conversione».
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RADIO MARIA

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