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IL FENOMENO RADIO MARIA

Dacia Maraini accusa di ingerenza Radio Maria

La scrittrice disturbata. Ohibò. Dalle Avemaria via radio.

di DAVIDE RONDONI
(da "Avvenire" del 21/11/2007)

Esce un sondaggio da cui emerge che le nostre ragazzine fin dai dodici anni fanno facile uso di fumi vari e di sesso banalizzato, e sognano d’essere veline, e cosa fa la nota intellettuale femminista? In Italia trapela – tra non poche censure – la notizia che il padre clonatore della pecora Dolly abbandona la via della sperimentazione sugli embrioni perché inutile, e cosa fa la nota intellettuale in prima linea nelle battaglie scientiste e abortiste? E ancora: esce la notizia che Mtv, grande e potente rete televisiva giovanile apre le trasmissioni nel mondo arabo, grazie al lavoro di Mtv Italia. A una condizione, però: che non si vedano violenza, sesso. E crocefissi. E cosa fa la colta scrittrice sempre pronta a parlare di libertà e contro le censure? Dedica un articolo della sua rubrica sul Corriere della Sera alle prepotenze di Radio Maria.

Sì, per Dacia Maraini l’ambascia maggiore in questo momento è sfuggire alle 'Ave Maria' che s’intrufolano non si sa come nelle trasmissioni che, dal suo racconto, sembra ascoltare ogni sera per radio a casa sua. Con tutto il rispetto per le sere passate accanto alla radio della Dacia nazionale, francamente ci scappa da ridere. Che il problema su cui si concentrano le menti migliori della nostra cultura, in mezzo al bailamme in cui ci troviamo, alle violenze, alle censure mastodontiche, alle inquietudini, sia quello – come titola il Corriere – di avere «libertà d’ascolto da Radio Maria» sembra un pezzo di comicità alla Totò. Se non fosse che invece queste menti migliori si prendono maledettamente sul serio. Addirittura la Maraini rispolvera il latino delle litanie che sentiva da bambina, dal suono 'poetico', per rimproverare a Radio Maria come dice il Rosario. Perdinci, direbbe Totò, ma da parte di una che accusa sempre la Chiesa di ingerenza, questo insegnare ai preti addirittura come si deve dire il rosario cosa è? Ingerenza o indigestione? Ripetendo a quel loro modo giaculatorie e Ave Maria, secondo la Maraini, l’emittente vuol portare i suoi ascoltatori «verso l’inerzia e la paralisi mentale», impedendo la «germinazione di pensieri propri» per ottenere la resa «al volere altrui». Addirittura? Radio Maria come un enorme Giucas Casella soggiogatore di coscienze in agguato mentre uno se ne sta in poltrona ad ascoltare la radio? La stupefacente Maraini, che basa le sue accuse sul fatto che «anche degli amici le hanno detto» del problema, arriva a paragonare il Rosario alla magia incantatoria del pendolo e di altre ipnosi del genere.

Banalità, ma per sfoggiare d’essere una mente delle migliori, fa un piccolo a fondo sulla ripetizione come modo delle magie e delle trance. Ma se intendesse un poco meglio questi problemi, ad esempio come ne parla Leo Spitzer nei suoi saggi sullo stile di Péguy e altri, vedrebbe che ci sono diversi genere di ripetizione. A furia di prendersela con tutto ciò che è legato alla Chiesa, gli intellettuali e i nostri giornali più diffusi, stanno diventando comici.
D’una comicità che fa rabbia e tenerezza. Rabbia per essere l’Italia, grazie a costoro, in una specie di triste farsa, fatta passare per cultura, piena di viltà e di censure, e senza allegria. E tenerezza, perché non v’è dubbio, leggendo l’indignazione della signora, che in lei resta un conto aperto, una ferita e una domanda circa la Madonna. Un conto e una ferita che vorrebbe forse sbrigativamente chiudere, mentre Lei, pregata dal popolo della sua Radio come da coloro che ne bisbigliano il nome mentre vanno in ufficio o a scuola, è paziente. E non ha conti da chiudere, ma solo da aprire.

 

LA PROVOCAZIONE DI DACIA MARAINI


Cara Radio Maria voglio libertà d'ascolto

L'articolo integrale di Dacia Maraini pubblicato sul Corriere della Sera il giorno martedì 20 novembre 2007.

Se la prepotenza si ammanta di umiltà smette di essere prepotente? Avevo sperato che con la caduta dei bigottissimi gemelli polacchi, Radio Maria avrebbe abbassato i toni. Sapevo che erano stati loro a investire somme enormi per farla ascoltare in tutto il mondo. Ho già scritto un articolo due anni fa sulle prepotenze di Radio Maria, e sono stata sommersa da una valanga di lettere rimproveranti. Un fatto curioso: erano tutte uguali, alcune scritte a macchina altre a mano ma con le stesse parole: come mi permettevo di criticare Radio Maria che trasmette la parola di Dio? e come mi permettevo di dire che era prepotente quando semplicemente si limita a trasmettere sante preghiere? Ho il massimo rispetto per le preghiere, ma trovo arrogante che ci vengano imposte, rendendo inudibile, per esempio, una conversazione civile che stiamo ascoltando su RAI3, o insinuandosi a tradimento nel mezzo di una discussione sull' emigrazione trasmessa su radio24, o ancora coprendo brutalmente la musica di Bach che ci rallegra la mente, diffusa da radio Vaticana. Parlandone con amici, sento che tutti hanno lo stesso problema. Ma ciascuno pensa che sia colpa della sua radio che è vecchia, che non capta bene i segnali dell' etere, ecc.. Fra l' altro ho notato che mentre prima a lamentarsi dei disturbi provocati da Radio Maria erano gli amici di un paesino abruzzese, ora si tratta di Roma, la capitale di uno Stato che non sembra capace di difendersi dall' invasione di una radio straniera che macina preghiere, distribuisce prediche e piccole agiografie di santi. Qualcuno dice di avere ascoltato anche discorsi antisemiti, ma io non posso testimoniarlo. Cerco di fuggire da Radio Maria. Anche se è difficile. Perché vanno avanti tutto il giorno, a tutte le ore, con un rosario ripetuto meccanicamente che si intromette nel mezzo di ogni ascolto. Il bel salterio della Beata Vergine che ricordo da bambina suonava poetico all'orecchio: «Rosa mystica, Domus aurea, Stella matutina, Salus infirmorum, Regina Angelorum, Mater purissima, Mater castissima, Mater amabilis, Virgo prudentissima, Virgo veneranda, Virgo praedicanda», a cui in coro si rispondeva «ora pro nobis», ora rimbomba martellante, ossessivo, imperioso. Se non ci si sintonizza più che bene, si rischia di essere raggiunti e sommersi da giaculatorie e litanie. Nemmeno un fervente cattolico potrebbe resistere alla ripetizione maniacale di rosari reiterati con tono metallico, sempre uguali, quindi evidentemente registrati, per ore e ore. L' uso della ripetizione, lo voglio ricordare, è tipica delle formule magiche. Si fa ciondolare un pendolo, si ripete una frase cento volte, finché non perde il suo significato originale, si indirizzano il pensiero e la parola verso un luogo sospeso che porta all' inerzia e alla paralisi mentale. Così si impedisce la germinazione di pensieri propri e si consente la resa al volere altrui. La ripetizione è l' iniziazione al sonno e all' abbandono. È quello che vogliono i cari amici di Radio Maria? Sinceramente preferisco un sonno che viene alla fine della giornata, dopo ore di lavoro, che mi porta sogni fantasiosi e non solo l' ombra minacciosa di una madonna che assomiglia sempre più ad una bambola meccanica.


La reazione degli ascoltatori

Lettera pubblicata nella rubrica "Interventi e repliche" dal Corriere della Sera, il giorno 15 dicembre 2007.

Nell'articolo pubblicato sul Corriere del 20 novembre Dacia Maraini ci informa che Radio Maria con la sua antenna disturba continuamente altre antenne a Roma. È vecchia questione e, considerata la penna che scrive, le crediamo e ci dispiace! Qui a Padova, invece, con difficoltà riusciamo a sintonizzarci con Radio Maria, e Radio Vaticana è quasi imprendibile. Spesso avviene il contrario che a Roma: ci sono interferenze «a tradimento» come dice lei. Mentre stiamo ascoltando in pace Radio Maria, si intrufolano Radio 24 e le due (!) frequenze di Radio Radicale. Rai 3 è potente e nitida ovunque. Le bande sono troppo vicine? Non c'è spazio nell' etere per tutte le emittenti? È il suo, cara Maraini, problema tecnico o religioso? Purtroppo molte parole quasi astiose escono dalla sua penna in quel suo articolo! Le danno fastidio le preghiere? Quelle degli altri! Gli atti di elevazione e di spiritualità la infastidiscono! E poi offende la Donna a cui noi alziamo ripetute Ave Maria e che non è, come dice lei «un' ombra minacciosa di una madonna che assomiglia più a una bambola meccanica»! Quella è la Madonna che piange e che sembra non sappia più cosa fare per i suoi figli (apparizioni, messaggi, lacrime). E poi si sa... la preghiera è studio, è ricerca, è fatica... è «ripetizione»... Non si tratta di formule magiche che portano all' inerzia e alla paralisi mentale. La preghiera richiede comunque rispetto! Da chiunque e da qualsiasi religione provenga... La Madonna ci ha spiegato, insistentemente, come pregare e noi pensiamo che Lei se ne intenda! Le «formule magiche» della pubblicità che ci martellano con ritmo fastidioso e che noi ascoltatori finanziamo, non le danno fastidio? Vogliamo far tacere la radio che insegna il buon senso e il bene? L'unica voce che non è assoldata dall'economia, che aiuta gli uomini a vivere e a non sfruttarsi a vicenda? Vogliamo il «Tutti contro tutti»?
Luciano Chiesa, Freda Breda, Sergio Busi Giuseppina Gasparini, Gianfranco Magro Adelina Rinaldi, Paola Rizzato, Bianca Tabacchi Giuliano Tabacchi, Gianna Vettore.

RISPOSTA di Dacia Maraini – Ripeto: ho il massimo rispetto per chi prega. Trovo invadente una radio che tende a sovrapporsi sistematicamente agli altri programmi, disturbandoli. Perché non spiegate da dove nasce e chi paga questa potentissima emittente?

 

La risposta di Padre Livio

Come dice il noto detto, verba volant sed scripta manent. Per questo intendiamo riportare una sintesi degli interventi fatti del direttore di Radio Maria su questa vicenda. Padre Livio si fa sentire solo dopo l'articolo pubblicato da Avvenire, nel corso della sua quotidiana trasmissione del Commento alla stampa di giovedì 22 novembre, prendendo spunto dall'intervento del Card. Bagnasco («Certe voci che contestano il senso comune godono di un’eco pubblica sproporzionata al punto che sembrano esaurire il pensiero diffuso tra la gente»). Ecco quanto ha detto Padre Fanzaga: «Ecco, per fare un esempio, l'altroieri una certa Dacia Maraini ha scritto un'articolo sul Corriere prendendosela a morte con Radio Maria perché trasmette le litanie in latino e ci accusa di fare il lavaggio del cervello. Io mi chiedo come possa il Corriere pubblicare un simile articolo. Voi ascoltatori avete mai sentito dire le litanie in latino qui a Radio Maria? Noi diciamo sei rosari nel giro delle ventiquattro ore della giornata, ma le litanie in latino non le abbiamo mai dette. Quindi il bello è che inventano pure...».

Sul problema dell'invasione delle frequenze ritorna poi il 15 di dicembre, sempre nel corso del Commento alla stampa: «Chi conosce come funzionano tecnicamente le frequenze non avrebbe mai scritto un simile articolo. Infatti ci sono delle radio che curano costantemente i propri ripetitori, come facciamo noi perché altrimenti la gente si lamenta, ma non è detto che tutte le radio lo facciano. Anzi, io credo pure che in molte zone noi potremmo fare di meglio perché ho notato che ci sono dei problemi d'ascolto. Inoltre abbiamo 850 ripetitori e siamo perfettamente conformi alla legge, infatti non siamo mai stati condannati da nessun tribunale. Una volta ci era stato spento un ripetitore a Roma da parte del Pretore, ma il giorno dopo abbiamo potuto subito riaccenderlo perché i documenti che ci accusavano non erano conformi. Eppure questa Dacia Maraini, che evidentemente non si intende di frequenze, ha preso lo spunto per svilppare contro di noi un attacco inviperito. E per di più fa delle insinuazioni perché scrive: "Perché non spiegate da dove nasce e chi paga questa potentissima emittente?". Io mi chiedo come possa il Corriere di Mieli pubblicare queste cose, dato che al Corriere sanno benissimo come funziona Radio Maria. Infatti tempo fa è stato qui un inviato del Corriere della Sera da mattino a sera, e ha guardato dappertutto, persino nei cassetti. Poi ha scritto sul Corriere Magazine un articolo di quattro pagine intitolato "Radio Maria gratia plena", pieno di entusiasmo. Poi è stato qui da noi anche Marco Politi, vaticanista di Repubblica, e ha controllato tutto anche lui. Il bello è che Politi è pure amico di Scalfari e ha scritto un libro intitolato "Il ritorno di Dio" (peraltro sempre con la prefazione di Scalfari) dedicando a Radio Maria ben 20 pagine. Invito Dacia Maraini a leggersele. Per di più la informo che noi trasmettiamo da un condominio in affitto e la catechesi di ieri sera l'ho trasmessa da uno scantinato. Chi paga questa emittente? 150 conduttori che trasmettono tutti gratis, 50 ragazzi che fanno volontariato al mixer gratuitamente, 30 persone al centralino che lavorano tutti i giorni gratis ed 80 studi mobili disseminati in tutta Italia che lavorano gratis. Oltre a questo immenso lavoro di volontariato ci sono file di persone che fanno la coda in posta per sostenere questa emittente, che non ha un briciolo di pubblicità. Di sicuro questa radio non l'abbiamo fatta coi soldi dei ricchi, ma con quelli della povera gente. Gente che andrebbe rispettata».

 

 

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