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IL PONTIFICATO DI BENEDETTO XVI

Il libro "Gesù di Nazaret"

Con il suo libro Gesù di Nazaret, Benedetto XVI intende presentare il Gesù dei Vangeli come il Gesù reale, il Gesù storico in senso vero e proprio.

 

 

ratzinger - Fede, verità, tolleranza

Joseph Ratzinger
Benedetto XVI:
GESU DI NAZARET

Rizzoli – 2007

Il primo libro da pontefice di Joseph Ratzinger, Gesù di Nazaret (Rizzoli), è nelle librerie da lunedì 16 aprile 2007, giorno dell'ottantesimo compleanno di Papa Ratzinger. A presentare il volume in Vaticano è il cardinale Christoph Schoenborn, arcivescovo di Vienna, assieme al sindaco di Venezia Massimo Cacciari e all teologo valdese Daniele Garrone.

Si tratta di un caso più unico che raro quello di un Pontefice regnante che ha usato "tutti i momenti liberi", come scrive egli stesso nella premessa, per comporre un volume su un argomento che gli sta decisamente a cuore: la figura "autentica" di Gesù Cristo. "Ma noi conosciamo davvero Gesù? Lo capiamo? Non dobbiamo forse impegnarci a conoscerlo in un modo completamente nuovo, ieri come oggi?", si domanda. «Ho voluto fare il tentativo di presentare il Gesù dei Vangeli come il Gesù reale, come il Gesù storico in senso vero e proprio», una figura «storicamente sensata e convincente».

UN VOLUME FORTEMENTE VOLUTO – Il libro del Papa è un saggio piuttosto corposo, frutto di oltre tre anni di lavoro. Ratzinger ha scritto le prime pagine durante l'estate del 2003, in uno dei brevi periodi di vacanza (allora era prefetto per la Congregazione della Dottrina della fede). Una volta eletto Papa, ha dedicato al testo «tutti i momenti liberi» fino al settembre 2006, data in cui ha completato le bozze. Il libro, che porta nella copertina la doppia firma, Joseph Ratzinger e Benedetto XVI, è inteso come la prima parte di un'opera in due volumi. In 447 pagine, il Papa analizza la vita di Gesù dal battesimo alla trasfigurazione. La parte relativa all'infanzia è stata "rimandata" dall'autore alla seconda parte del libro, di cui non è nota la data di uscita. Il Papa ha preferito quindi concentrarsi sull'attività "pubblica" di Cristo. Dieci sono i capitoli: Il battesimo di Gesù. Le tentazioni di Gesù. Il discorso della montagna. La preghiera del Signore (il Padre nostro). I discepoli. Il messaggio delle parabole. Le grandi immagini giovannee. Due momenti importanti nel cammino di Gesù: la confessione di Pietro e la trasfigurazione. Le affermazioni di Gesù su se stesso.

NON È UN ATTO MAGISTERIALE – Questo volume potrà essere discusso liberamente da chiunque, poichè non vincola all'infallibilità pontificia, non trattandosi di un testo inserito nel Magistero Papale nè in atti ufficiali del Mandato Petrino. «Questo libro non è in alcun modo un atto magisteriale – ha tenuto a precisare il Papa nella introduzione – ma è unicamente l'espressione della mia ricerca personale del volto di Cristo. Perciò ognuno è libero di contraddirmi. Chiedo solo alle lettrici e ai lettori quell'anticipo di simpatia senza il quale non c'è alcuna comprensione».

IL GESÚ STORICO È QUELLO DEI VANGELI – Con il suo libro Gesù di Nazaret, Benedetto XVI intende "presentare il Gesù dei Vangeli come il Gesù reale, il Gesù storico in senso vero e proprio". Lo stesso Pontefice lo spiega fin dalla premessa, quando afferma: "Sono convinto che la figura di Gesù che ne emerge è molto più logica e dal punto di vista storico anche più comprensibile delle ricostruzioni con le quali ci siamo dovuti confrontare negli ultimi decenni. Ritengo che proprio questo Gesù, quello dei Vangeli, sia una figura storicamente sensata e convincente". Gesù di Nazaret è dunque frutto di un «lungo cammino interiore» che affonda le sue motivazioni nella necessità di prendere posizione in quello strappo che si determinò a partire dagli anni '50: «lo strappo tra il Gesù storico e il Cristo della fede». Prima - grazie anche ad autori come Adam, Guardini, Willam, Papini, Claude-Rops l'immagine di Gesù Cristo veniva delineata dai Vangeli sottolineando come Egli, attraverso l' uomo, «divenne visibile Dio e a partire da Dio si potè vedere l'immagine dell'autentico uomo». Una immagine che, attraverso la ricerca storico-critica, «divenne sempre più nebulosa, prese contorni sempre meno definiti» e che prese, a seconda anche degli ideali di coloro che ne intesero chiarire il profilo, connotazioni diverse e lontane, dal rivoluzionario anti-romano al «mite moralista», causa della sua stessa rovina.

L'ANTICRISTO – Il Papa però tiene a precisare che il suo libro "non è stato scritto contro la moderna esegesi, ma con grande riconoscenza per il molto che ci ha dato e continua a darci". In proposito cita anche il Concilio e la sua apertura alla teoria dei "generi letterari", ma non si risparmia un riferimento polemico riguardo ai danni causati alla fede proprio dalle interpretazioni esegetiche: "i peggiori libri distruttori della figura di Gesù, smantellatori della fede, sono stati intessuti con presunti risultati delle esegesi". E tanto per essere chiaro, il Papa ricorda che anche il Demonio conosce le Scritture, come dimostra il suo colloquio con Gesù al momento delle tentazioni nel deserto, che "si configura come un dibattito tra due esperti della Scrittura: il Diavolo vi appare come teologo, l'Anticristo è un grande esperto della Bibbia e l'interpretazione della Bibbia può diventare uno strumento dell'Anticristo". Una posizione che appare molto vicina al pericolo espresso dal card. Giacomo Biffi nel corso degli Esercizi spirituali tenuti nel 2007 alla Curia Romana, in cui, riflettendo sull’ammonimento profetico dello scrittore russo Vladimir S. Solovev, tratteggiava l'Anticristo con i caratteri di esperto esegeta: «la sua cultura biblica gli propizierà addirittura una laurea honoris causa a Tubinga».

DIALOGO CON L'EBRAISMO – Un ampio spazio del volume è dedicato al rapporto di Cristo con l’ebraismo, che il Papa svolge commentando il discorso della montagna a partire dal libro di un grande erudito ebreo, Jacob Neusner, Un rabbino parla con Gesù. Ratzinger mostra come non sia corretto presentare Cristo come un liberal che voleva mitigare la dura meticolosità delle prescrizioni della legge: il Nazareno porta a compimento l’antica legge, anzi, "Gesù intende sé stesso come la Torah". Questa è la chiave di lettura di tutto il libro: "L’insegnamento di Gesù non proviene da un apprendimento umano, qualunque possa essere. Viene dall’immediato contatto con il Padre, dal dialogo “faccia a faccia”… È la parola del Figlio. Senza questo fondamento interiore sarebbe temerarietà". Per questo motivo "il discepolo che cammina con Gesù viene in questo modo coinvolto con Lui nella comunione con Dio".

 

DIBATTITI


"Ognuno è libero di contraddirmi"

"Questo libro non è in alcun modo un atto magisteriale – tiene a precisare il Papa – perciò ognuno è libero di contraddirmi". Benedetto XVI lo aveva chiarito fin dall'annuncio che sarebbe uscito il suo libro: il volume potrà essere discusso liberamente da chiunque, poichè non vincola all'infallibilità pontificia, non trattandosi di un testo inserito nel Magistero Papale nè in atti ufficiali del Mandato Petrino.

A godere delle lodi papali è per primo lo scrittore cattolico Vittorio Messori, del quale a pagina 46 è citato "l'importante libro Patì sotto Ponzio Pilato". Una citazione con lode che spicca ancora di più perché nel suo libro dedicato ai Vangeli il Pontefice non cita invece teologi e biblisti italiani di grande fama, come il card. Carlo Maria Martini, l'arcivescovo Bruno Forte e mons. Gianfranco Ravasi. È citato invece, con lode però implicita, il cardinale di Vienna Christoph Schoenborn, e del preposito generale dei gesuiti padre Peter Hans Kolvenbach.

Le reazioni al libro – Rassegna stampa tratta dal blog "magisterobenedettoxvi"
Gesù di Nazaret: errori del Papa o dei suoi critici? – di Don Pietro Cantoni

 

 

BENEDETTO XVI

 

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