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BENEDETTO XVI

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IL PONTIFICATO DI BENEDETTO XVI

La deriva anticristica del mondo moderno

Lo spirito dell'Anticristo persente oggi risiede nel rifiuto della verità rivelata e nell'orgoglio dell'uomo di volersi sostituire a Dio. Benedetto XVI non esita ad affermare che ciò ci potrebbe portare direttamente ad una catastrofe.

 

Il diavolo e l'anticristo
Il diavolo e l'anticristo
(affresco del Signorelli,
cattedrale di Orvieto)

SECOLI DRAMMATICI – Ogni generazione cristiana è tenuta a decifrare i segni dei tempi e a smascherare le manifestazioni dell'Anticristo che ha il potere di agire fino al giorno del Giudizio Universale, sia pur nei limiti imposti dalla vittoria di Gesù Cristo. Il secolo che abbiamo appena terminato è stato uno dei secoli più drammatici della storia umana, segnato dalle due guerre mondiali e da due tremende ideologie del male: il comunismo e il nazismo. Non v'è dunque da meravigliarsi se ci sono state rivelazioni di grande impatto ecclesiale, come quella di Fatima, che hanno aiutato la Chiesa nell'operare un serio discernimento. Ma è stata soprattutto la voce dei papi che hanno più volte messo in guardia il Popolo di Dio dalla opera seduttrice dell'Anticristo per eccellenza che è satana, il quale anela a distruggere prima la Chiesa e poi il Cristianesimo. Oggi però viviamo in una fase ancora più drammatica della storia perché per la prima volta – come già ci aveva più volte messo in guardia Giovanni Paolo II – l'umanità, col potere tecnologico che ha acquisito, è in grado di distruggere sé stessa.

L'ANTICRISTO È TRA NOI? – Nella situazione del mondo di oggi non è difficile intravedere una vera e propria deriva anticristica verso la quale l'umanità sta correndo sempre più ad occhi chiusi. Tale deriva sembra nascondersi dietro a quello spirito di arrogante autosufficienza di una umanità che pretende di porsi come unico padrone del mondo. Come sottolinea il Catechismo della Chiesa Cattolica l'impostura religiosa anticristica risiede in «uno pseudo-messianismo in cui l'uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne». Dietro a questo atteggiamento il Catechismo non esita ad indicare l'azione del "mistero di iniquità", ossia satana, che «sotto la forma di una impostura religiosa offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell'apostasia dalla verità».

LA DENUNCIA DI BENEDETTO XVI: LA MENZOGNA E L'ORGOGLIO – Papa Benedetto XVI, in un crescendo di interventi dal tono marcatamente apocalittico, già a partire dai primi mesi del suo pontificato denuncia uno dei più pericolosi peccati dell'uomo moderno: la negazione dell'esistenza stessa della verità e la volontà dell'uomo – sedotto dal principe delle tenebre – di erigersi a padrone del mondo eliminando Dio e la sua legge morale dalla propria vita e dalla vita pubblica. La radice di questo peccato risiede nel rifiuto di essere creature e di dipendere da Dio Creatore, ed è proprio da questo rifiuto che derivano tutti i mali: il disprezzo di Dio, il disprezzo del prossimo, la persecuzione alla Chiesa, l'arroganza del potere e l'asseza della pace tra i popoli. Tutto ciò non può che portare l'umanità ad una inevitabilmente catastrofe, essendo satana – instancabile nemico dell'opera divina della creazione e della redenzione – il regista nascosto di questa situazione. Analizziamo ora i principali interventi con i quali Benedetto XVI, con toni profetici, delinea questo grave peccato del mondo di oggi.

• L'omelia della Missa Pro Eligendo Romano Pontifice (18 aprile 2005) – Già nell'omelia in occasione dell'apertura del Conclave, l'allora cardinale Ratzinger davanti alla assemblea dei cardinali non aveva esitato ad indicare il rinnegamento della Verità come l'atteggiamento di fondo di tutto l'Occidente ex-cristiano, dove al posto della verità rivelata l'uomo instaura la dittatura del "pensiero unico" nella quale l'unica verità ammessa è quella per cui non esiste alcuna verità e dove l'opinione della maggioranza diviene la misura di tutte le cose. Tale morbo satanico è oggi giunto ad infettare persino il pensiero e il comportamento di molti cristiani.

   Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero... La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde - gettata da un estremo all’altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all’individualismo radicale; dall’ateismo ad un vago misticismo religioso; dall’agnosticismo al sincretismo e così via. Ogni giorno nascono nuove sette e si realizza quanto dice San Paolo sull’inganno degli uomini, sull’astuzia che tende a trarre nell’errore (cf Ef 4, 14). Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare “qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie. (→ testo integrale)

• L'omelia del Sinodo dei Vescovi (2 ottobre 2005) – In occasione del Sinodo dei Vescovi di tutta la Chiesa la denuncia si fa sempre più incalzante: come è accaduto agli uomini della vigna, così anche gli uomini di oggi vogliono bandire Dio dal mondo ribellandosi a lui. Il rischio però è quello che il mondo – sempre per usare l'immagine biblica – diventi un terreno incolto calpestato dai cinghiali. Lo stesso Occidente oggi rischia di cadere sotto il giudizio di Dio come già accadde alla città di Gerusalemme che venne devastata dalle legioni romane.

   Noi uomini, ai quali la creazione, per così dire, è affidata in gestione, la usurpiamo. Vogliamo esserne i padroni in prima persona e da soli. Vogliamo possedere il mondo e la nostra stessa vita in modo illimitato. Dio ci è d’intralcio. O si fa di Lui una semplice frase devota o Egli viene negato del tutto, bandito dalla vita pubblica, così da perdere ogni significato. La tolleranza, che ammette per così dire Dio come opinione privata, ma gli rifiuta il dominio pubblico, la realtà del mondo e della nostra vita, non è tolleranza ma ipocrisia. Laddove però l’uomo si fa unico padrone del mondo e proprietario di se stesso, non può esistere la giustizia. Là può dominare solo l’arbitrio del potere e degli interessi. Certo, si può cacciare il Figlio fuori della vigna e ucciderlo, per gustare egoisticamente da soli i frutti della terra. Ma allora la vigna ben presto si trasforma in un terreno incolto calpestato dai cinghiali, come ci dice il Salmo responsoriale (cfr Sal 79,14) (...) Il Signore, nell’Antico come nel Nuovo Testamento, annuncia alla vigna infedele il giudizio. Il giudizio che Isaia prevedeva si è realizzato nelle grandi guerre ed esili ad opera degli Assiri e dei Babilonesi. Il giudizio annunciato dal Signore Gesù si riferisce soprattutto alla distruzione di Gerusalemme nell’anno 70. Ma la minaccia di giudizio riguarda anche noi, la Chiesa in Europa, l’Europa e l’Occidente in generale. Con questo Vangelo il Signore grida anche nelle nostre orecchie le parole che nell’Apocalisse rivolse alla Chiesa di Efeso: “Se non ti ravvederai, verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto” (2,5). (→ testo integrale)

• L'omelia della Solennità dell’Immacolata Concezione (8 dicembre 2005) – Nell'omelia per la solennità dell'Immacolata del 2005, Benedetto XVI affronta la medesima tematica, partendo questa volta dal peccato originale, che trova la sua base nella presunzione dell'uomo di essere il padrone della propria vita e il padrone del mondo. Il pontefice denuncia esplicitamente questa ubriacatura anticristica facendo riferimento diretto alla lettera di San Paolo dove l'uomo iniquo arriverà ad additare sé stesso come Dio.

   Qual è il quadro che in questa pagina ci vien posto davanti? L'uomo non si fida di Dio. Egli, tentato dalle parole del serpente, cova il sospetto che Dio, in fin dei conti, gli tolga qualcosa della sua vita, che Dio sia un concorrente che limita la nostra libertà e che noi saremo pienamente esseri umani soltanto quando l'avremo accantonato; insomma, che solo in questo modo possiamo realizzare in pienezza la nostra libertà. L'uomo vive nel sospetto che l'amore di Dio crei una dipendenza e che gli sia necessario sbarazzarsi di questa dipendenza per essere pienamente se stesso. L'uomo non vuole ricevere da Dio la sua esistenza e la pienezza della sua vita. Vuole attingere egli stesso dall'albero della conoscenza il potere di plasmare il mondo, di farsi dio elevandosi al livello di Lui, e di vincere con le proprie forze la morte e le tenebre. Non vuole contare sull'amore che non gli sembra affidabile; egli conta unicamente sulla conoscenza, in quanto essa gli conferisce il potere. Piuttosto che sull'amore punta sul potere col quale vuole prendere in mano in modo autonomo la propria vita. E nel fare questo, egli si fida della menzogna piuttosto che della verità e con ciò sprofonda con la sua vita nel vuoto, nella morte. (...) Se noi viviamo contro l'amore e contro la verità – contro Dio –, allora ci distruggiamo a vicenda e distruggiamo il mondo. Allora non troviamo la vita, ma facciamo l'interesse della morte. Tutto questo è raccontato con immagini immortali nella storia della caduta originale e della cacciata dell'uomo dal Paradiso terrestre. (→ testo integrale)

• Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace (1 gennaio 2006) – Nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace Benedetto XVI non si limita più a registrare i segnali della deriva anticristica ma ne individua la regia nascosta che sembra aver ammaliato l'intero Occidente: Satana.

   E allora, chi e che cosa può impedire la realizzazione della pace? A questo proposito, la Sacra Scrittura mette in evidenza nel suo primo Libro, la Genesi, la menzogna, pronunciata all'inizio della storia dall'essere dalla lingua biforcuta, qualificato dall'evangelista Giovanni come «padre della menzogna» (Gv 8,44). La menzogna è pure uno dei peccati che ricorda la Bibbia nell'ultimo capitolo del suo ultimo Libro, l'Apocalisse, per segnalare l'esclusione dalla Gerusalemme celeste dei menzogneri: «Fuori... chiunque ama e pratica la menzogna!» (22,15). Alla menzogna è legato il dramma del peccato con le sue conseguenze perverse, che hanno causato e continuano a causare effetti devastanti nella vita degli individui e delle nazioni. Basti pensare a quanto è successo nel secolo scorso, quando aberranti sistemi ideologici e politici hanno mistificato in modo programmato la verità ed hanno condotto allo sfruttamento ed alla soppressione di un numero impressionante di uomini e di donne, sterminando addirittura intere famiglie e comunità. Come non restare seriamente preoccupati, dopo tali esperienze, di fronte alle menzogne del nostro tempo, che fanno da cornice a minacciosi scenari di morte in non poche regioni del mondo? L'autentica ricerca della pace deve partire dalla consapevolezza che il problema della verità e della menzogna riguarda ogni uomo e ogni donna, e risulta essere decisivo per un futuro pacifico del nostro pianeta. (...) La storia ha ampiamente dimostrato che fare guerra a Dio per estirparlo dal cuore degli uomini porta l'umanità, impaurita e impoverita, verso scelte che non hanno futuro. (→ il testo integrale)

• L'enciclica "Spe Salvi" (30 novembre 2007) – Nella seconda enciclica del suo pontificato, Benedetto XVI parla esplicitamente dell'Anticristo, e li fa citando un passo del filosofo tedesco Immanuel Kant. Secondo Kant, l’abbandono del cristianesimo e la guerra al cristianesimo potrebbero portare a una fine non naturale, “perversa”, dell’umanità, a una sorta di autodistruzione planetaria, sia in senso morale che in senso materiale (fatto che oggi può rappresentare una reale possibilità, visti i potenziali distruttivi delle armi di distruzione di massa).

   Nel 1794, nello scritto «Das Ende aller Dinge» (La fine di tutte le cose) appare un'immagine mutata. Ora Kant prende in considerazione la possibilità che, accanto alla fine naturale di tutte le cose, se ne verifichi anche una contro natura, perversa. Scrive al riguardo: «Se il cristianesimo un giorno dovesse arrivare a non essere più degno di amore [...] allora il pensiero dominante degli uomini dovrebbe diventare quello di un rifiuto e di un'opposizione contro di esso; e l'anticristo [...] inaugurerebbe il suo, pur breve, regime (fondato presumibilmente sulla paura e sull'egoismo). In seguito, però, poiché il cristianesimo, pur essendo stato destinato ad essere la religione universale, di fatto non sarebbe stato aiutato dal destino a diventarlo, potrebbe verificarsi, sotto l'aspetto morale, la fine (perversa) di tutte le cose».(→ testo integrale)

LA CONTINUITÀ CON I PAPI PRECEDENTI – Non è difficile notare come questa denuncia anticristica di Papa Benedetto XVI si inserisca perfettamente nella continuità con i precedenti pontificati. Come sappiamo è infatti lo Spirito Santo che parla per mezzo dei papi, Spirito che viene mandato da Cristo risorto, che è venuto a convincere «il mondo quanto al peccato» (Gv 16,8). Paolo VI infatti non aveva esitato ad affermare che il fumo di satana fosse entrato nel tempio di Dio, mentre Giovanni Paolo II nel suo ultimo libro Memoria e identità affronta ampiamente il tema delle ideologie del male: morti il comunismo e il nazismo, oggi domina quello che chiama "il nuovo totalitarismo", fondato sul potere della ricchezza, della scienza e della tecnica che apparentemente sembrerebbero voler salvare l'uomo dalla sua condizione esistenziale di infelicità e di morte ma che senza regole morali rischiano di condurlo negli abissi del male e della catastrofe.

 

IN SINTESI

La seduzione anticristica dei nostri tempi

Il principale peccato che dilaga del mondo moderno sta nella volontà dell'uomo di sostituirsi a Dio e di comandare egli stesso sul mondo, stabilendo leggi non più basate sui suoi comandamenti bensì su un proprio tornaconto personale. Se in passato si cercava di discernere ciò che era bene e ciò che era male, oggi invece tale distinzione non sembra più importante, e spesso si giustificano le proprie azioni in base alle opinioni o alle decisioni prese dalla maggioranza più che su una analisi della verità.
In questo clima di eclissi morale la conoscienza scientifica è spesso ridotta a semplice prassi tecnica, che pretende di ergersi a paladina del progresso manipolando l'essere umano a proprio piacimento; lo Stato, in nome di una pretestuosa laicità spesso ammantata di ideologia laicista, pretende di stabilire come verità leggi contrarie alla legge morale naturale. Queste sono solo alcune delle forme di impostura anticristica oggi dominanti e contro le quali la quale la Chiesa è chiamata ad opporsi.
Si tratta del riproporsi nella storia del peccato originale la cui essenza sono la superbia (l'uomo vuole essere Dio al posto di Dio), la ribellione a Dio (l'uomo che non accetta di essere una creatura e vuole staccarsi dal Creatore volendo diventare padrone del mondo), la disubbidienza ai suoi comandamenti (l'uomo che vuole decidere ciò che è bene e ciò che è male), e l'autosufficienza (l'uomo che vuole fare a meno di Dio e che pretende di salvarsi da solo senza Dio e senza la Chiesa).
Il peccato originale oggi si manifesta in particolar modo con una silenziosa apostasia di massa. Gli uomini non avvertono più l'esigenza di Dio e pretendono di salvarsi da sé stessi con le proprie forze, oggi mediante la conoscienza, la tecnica, la medicina, nell'illusione di inseguire paradisi su questa terra. Ma senza Dio, senza il suo amore e la sua verità l'uomo va inesorabilmente verso la sua autodistruzione: senza Dio non c'è futuro né salvezza eterna. Il peccato è sempre contrario al vero bene, alla vera pace e alla piena realizzazione dell'uomo: il bene fa sempre bene e il male fa sempre male.
La forma più eclatante di questa apostasia avverrà però alla fine del mondo, quando si affermerà uno pseudomessianismo col quale l'uomo pretende di salvare sé stesso a prezzo dell'apostasia della verità (cf. il n. 675 del CCC) e si verificherà la massima epifania del peccato originale.
Il nucleo di questa tentazione è racchiusa in questa sentenza programmatica: diventerete come Dio (Gen. 3,5). Come Dio: cioè liberi dalla legge del Creatore, liberi dalle stesse leggi della natura, padroni assoluti del proprio destino. L'uomo che desidera continuamente solo questo: essere il creatore e il padrone di se stesso. Ma ciò che ci attende alla fine di questa strada non è certo il Paradiso Terrestre.

A. G.


L'Anticristo e la fine dei tempi

Nel corso della storia numerosi mistici e santi hanno identificato in vari personaggi la figura dell'Anticristo. Ma chi è veramente l'Anticristo? Come dice la parola stessa, l'Anti-Cristo è una potenza perversa e pervertitrice che si oppone alla figura di Cristo e che agisce nel corso della storia. L'Anticristo per eccellenza è senza dubbio satana, che si incarna nelle forze storiche – in particolare nel potere politico e nella falsa profezia – ma vi possono essere anche altre imposture pseudo-messianiche che vengono incarnate nel corso della storia da vari personaggi o ideologie, come ad esempio il comunismo e l'ateismo, responsabili delle uccisioni di milioni e milioni di persone innocenti.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica parla di un tempo nel quale vi sarà una massima impostura anticristica che coinciderà con la fine del mondo. Questa massima impostura anticristioca sarà preceduta da numerose altre imposture anticristiche di minor entità, le quali possono essere considerate come precursori dell'Anticristo. Quando nel corso della storia si presentano queste varie imposture anticristiche è difficile cadere in errore, perché laddove si individuano messianismi terreni che pretendono di salvare l'uomo negando Cristo e apostatando dalla verità è evidente che l'azione anticristica è sempre presente. Quello che però non è possibile sapere è quando avverrà la massima impostura anticristica che precederà la fine del mondo.

A. G.

 

La massima impostura anticristica descritta nella Seconda lettera di San Paolo ai Tessalonicesi (2 Ts 2,1):

«Ora vi preghiamo, fratelli, riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e alla nostra riunione con lui, di non lasciarvi così facilmente confondere e turbare, né da pretese ispirazioni, né da parole, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia imminente.
Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l'apostasia e dovrà esser rivelato l'uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s'innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio. Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, venivo dicendo queste cose? E ora sapete ciò che impedisce la sua manifestazione, che avverrà nella sua ora.
Il mistero dell'iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene. Solo allora sarà rivelato l'empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all'apparire della sua venuta, l'iniquo, la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri, e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l'amore della verità per essere salvi.
E per questo Dio invia loro una potenza d'inganno perché essi credano alla menzogna e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma hanno acconsentito all'iniquità. Noi però dobbiamo rendere sempre grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza, attraverso l'opera santificatrice dello Spirito e la fede nella verità».

 

IL PONTIFICATO

 

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