
BENEDETTO XVI





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BENEDETTO XVI
Gli incontri di Benedetto XVI
Il Santo Padre si è più volte lasciato interrogare da consacrati e giornalisti sulla situazione attuale della Chiesa e sulle sue prospettive per il futuro.
→ 25 luglio 2005 - Incontro con il Clero della diocesi di Aosta
Il Papa dialoga con alcuni preti di una diocesi su una serie di problemi pastorali molto concreti. Non si tratta di un discorso, ma piuttosto di una serie di risposte ad altrettante suggestioni nate dall'esperienza quotidiana di un presbiterio di una diocesi italiana. E proprio dalla descrizione di tre «sofferenze» (la questione del calo delle vocazioni, la sensazione di una distanza rispetto alla comunità adulta, la difficoltà ad assicurare in ogni chiesa della diocesi l'Eucaristia domenicale) era partito il vescovo Giuseppe Anfossi, introducendo l'incontro. Altre le hanno aggiunte alcuni sacerdoti. Affrontando nodi come l'educazione dei giovani e la scuola cattolica, il ruolo della vita consacrata, la prossimità ai carcerati. Ma c'è stato spazio anche per riflettere su questioni molto specifiche: come comportarsi davanti alla sofferenza dei divorziati risposati che non possono accostarsi all'Eucaristia?
→ 13 agosto 2006 - Intervista delle TV tedesche
Il Papa risponde alle domande poste da quattro rappresentanti delle testate televisive tedesche e alla Radio vaticana prima della sua visita in Germania: per la prima volta, il capo supremo della Chiesa cattolica è stato a totale disposizione dei giornalisti tedeschi, senza tabù. Secondo Benedetto XVI il messaggio principale da trasmettere oggi è che “credere è bello” in modo tale che l'uomo di oggi possa finalmente riscoprire Dio e il suo volto umano in Gesù Cristo, e perché si renda conto che “il cattolicesimo non è un cumulo di proibizioni ma un’opzione positiva”. Il papa rivela l'intenzione di sviluppare gli strumenti della collegialità e la necessità che le diverse confessioni cristiane diano una testimonianza comune ad un mondo che fa sempre più difficoltà a credere. Secondo il Papa uno dei problemi fondamentali di oggi è lo squilibrio tra la crescita del potere tecnico dell’uomo e il deficit della sua capacità morale: uno squilibrio che va superato con la formazione della persona umana; la sola razionalità sganciata da Dio invece è insufficiente. Risponde poi a quanti criticano la Chiesa sulla questione dell’AIDS: in Africa, in mezzo a tante distruzioni, la Chiesa resta spesso l’unica realtà che educa e cura. Parla poi del grande Pontificato di Giovanni Paolo II, del ruolo della donna nella Chiesa, dei cambiamenti che ha apportato alle cerimonie di beatificazione, decentralizzandole, e anche di cinema, ipotizzando un bel film su Sant’Agostino, uno dei Padri della Chiesa a lui più cari.
→ 31 agosto 2006 - Incontro con i sacerdoti della Diocesi di Albano
Benedetto XVI riceve in udienza, a Castel Gandolfo, il clero di Albano. A presentare al Papa la realtà della diocesi è stato il vescovo di Albano mons. Marcello Semeraro che ha esposto al Santo Padre i problemi che toccano la sua Chiesa: il futuro dei giovani, la vita degli anziani, le difficoltà dei sacerdoti nelle loro comunità. Hanno preso poi la parola alcuni sacerdoti che hanno rivolto a Benedetto XVI delle domande. Il Papa ha dato lunghe risposte, evidenziando, in particolare, la necessità di vivere le fatiche in un continuo affidamento a Dio e riconoscendo i propri limiti: Ai sacerdoti il Papa ha raccomandato di curare particolarmente la vita interiore e la preghiera: sottolineando che la Chiesa è frutto di un cammino articolato e talvolta doloroso, ma che essa è sempre una Chiesa viva. Infine, perché i sacerdoti possano andare incontro ai giovani, il Papa ha parlato di una pastorale che deve trascendere i limiti della parrocchia. I giovani, ha detto il Santo Padre, non devono essere lasciati alle discoteche, ma piuttosto vanno inseriti in comunità di preghiera e ascolto della Parola e impegnati in attività di volontariato. Perché nell’aiuto ispirato dall’amore di Cristo per gli uomini possano far ardere quella fiamma che custodiscono nel cuore.
→ 22 febbraio 2007 - Incontro con i sacerdoti romani
L'incontro di Benedetto XVI con i sacerdoti romani guidati dal Card. Ruini si è svolto nell’Aula delle Benedizioni. Il Papa, in un clima particolarmente cordiale e segnato da applausi e anche da momenti di umorismo, ha risposto alle domande di nove sacerdoti su temi che hanno spaziato a molti temi. Rispondendo ad un sacerdote del Santuario del Divino Amore, Benedetto XVI ha messo l’accento sul valore della pietà popolare e dell’incontro con la devozione mariana sottolineando l'importanza dei Santuari per la Chiesa. Alla pastorale giovanile il Papa ha poi dedicato una parte significativa delle sue riflessioni, sottolineando come la gioventù debba essere una priorità del lavoro pastorale. I giovani oggi vivono in un mondo lontano da Dio e per questo l’incontro con Cristo e l'impegno per una vita cristiana e di fede risulta molto difficile. Per questo i giovani hanno bisogno di tanto accompagnamento per poter realmente trovare questa strada. Ai giovani, ha detto ancora, bisogna far capire che Cristo non è un grande profeta ma in lui vediamo realmente il Volto di Dio, che è il volto del perdono e dell’amore. Rispondendo ad un’altra domanda, il Papa si è soffermato sull’importanza della lettura della Sacra Scrittura, una lettura che deve essere integrale e nella quale Cristo deve essere la chiave di tutto. Il Papa ha quindi ribadito che la Sacra Scrittura va sempre letta in una dimensione non solo storica e cristologica, ma anche ecclesiologica, perché tutti i suoi passi sono passi del popolo di Dio. È stata quindi la volta del tema dei movimenti ecclesiali in cui ha evidenziato l'importanza di un dialogo a tutti i livelli affinché non si spengano i carismi: «Se il Signore ci dà nuovi doni, dobbiamo essere grati anche se sono scomodi. È una bella cosa che nascano senza un’iniziativa della gerarchia. Scaturiscono da una iniziativa dal basso – come si dice – ma è anche un'iniziativa realmente dall’alto, cioè dai doni dello Spirito Santo, che nascono nuove forme di vita della Chiesa come sono nati in tutti i secoli». In un’altra risposta, il Papa ha riconosciuto che la fede in Italia è ancora profondamente radicata, anche se minacciata da molte sfide. Quindi, ha ribadito che la Chiesa è innanzitutto una realtà spirituale: «Possiamo anche attirare il nostro popolo in questa visione, perché capiscano che la Chiesa non è una grande struttura, uno di questi enti sovranazionali. La Chiesa, pur essendo corpo, è corpo di Cristo e quindi un corpo spirituale, come dice San Paolo. La Chiesa non è una organizzazione sovranazionale, non è un corpo amministrativo, non è un corpo di potere. Non è neanche una agenzia sociale, benché faccia un lavoro sociale, ma è un corpo spirituale». Infine, il Pontefice ha offerto una sua riflessione sull’importanza dell’arte sacra, definita una catechesi sempre viva e un tesoro di cui l’Italia è ricca in modo inestimabile.
→ 24 luglio 2007 - Incontro con il clero di Belluno-Feltre e Treviso
Si è tenuto nella Chiesa di Santa Giustina, con la presenza di circa 400 sacerdoti, l'incontro di Benedetto XVI con il clero trevigiano e bellunese. Sono state poste dieci domande da parte di dieci diversi sacerdoti, che hanno toccato vari argomenti: il problema della formazione di giovani e della loro coscienza morale, i problemi della vita sacerdotale, le priorità del ministero nella situazione attuale della pastorale in Italia e nell’evoluzione della situazione storica attuale. A questi temi se ne sono aggiunti altre come l’evangelizzazione e il dialogo. Il dialogo rispettoso con le altre religioni, in un contesto di forte immigrazione, ma anche la questione dei divorziati risposati o conviventi e, quindi, come conciliare misericordia e verità. Ancora, il tema del Concilio e della fedeltà al Concilio e al suo spirito.
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