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TEOLOGIA






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I FALSI PROFETI
I falsi profeti
«Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete» (Mt 7,15-16)
CHI SONO I FALSI PROFETI? – La falsa profezia è una delle tematiche più presenti nella Sacra Scrittura sia del Vecchio sia del Nuovo Testamento, perché rappresenta il pericolo maggiore per la Parola di Dio. La falsa profezia è infatti l'attività con cui satana, il primo falso profeta per eccellenza, cerca di imitare Dio adulterando la divina rivelazione. I falsi profeti sono coloro che si presentano come portavoci di Dio e dello Spirito ma in realtà seminano la menzogna tra il Popolo di Dio e lo seducono con false sembianze di pietà e buonismo. Si tratta di trafficanti della parola di Dio per loro vantaggio. San Girolamo così commenta: «Nella vita della Chiesa la figura di falsi profeti, di cui parla Gesù, è stata intesa dai Santi Padri come riferita agli eretici, i quali si rivestono con abiti esteriori di vita di pietà e di penitenza, ma il loro cuore non possiede i sentimenti di Cristo» (san Girolamo, Commentum in Matthaeum, 7). I falsi profeti si presentano in vesti di pecore, come se appartenessero all’ovile di Cristo, fingendo lo zelo per la gloria di Dio, mentre nascostamente tramano per nuocere agli altri agendo come strumento del demonio. Gesù Cristo ci ammonisce in questo modo: «Guardatevi dai falsi profeti, i quali vengono a voi in veste di pecora, ma dentro sono lupi rapaci» (Mt 7, 15).
IL CARISMA DELLA PROFEZIA – Con il termine 'profezia' si intende la lettura alla luce della fede di momenti storici che si stanno attraverando. Il profeta dunque non è colui che è in grado di predire il futuro, come pretenderebbero di fare maghi e indovini, ma è colui che parla a nome di Dio, ispirato e incaricato da Lui, esortando la gente alla conversione. Il profeta cerca invece di indicare ciò che Dio vuole liberamente dal suo popolo e, nel caso non si accetti tale invito, ti dice questo comportamento potrebbe causarti del male. La profezia era ampiamente presente già tra i profeti dell'Antico Testamento, che richiamavano alla fede in Dio, alla purezza dei costumi, denunciando i peccati del mondo e minacciando castighi divini. Basti ricordare le figure di Elia, pieno di zelo per la purezza della fede nell’unico vero Dio (1Re 18,20-40), quella di Isaia, che parla contro la corruzione morale (Is 1-5), quella di Natan, che denuncia i peccati di Davide (2Sam 12,1-14), quella di Giona che annuncia i castighi divini alla città di Ninive (Gio 3). Per questo motivo i profeti hanno sempre trovavato forti resistenze e reazioni, addirittura fino a dover temere per la propria vita; un esempio tipico è quello di Geremia, "oggetto di litigio e di contrasto per tutto il paese" (Ger 15,10), che viene arrestato e giudicato (Ger 26).
LA FALSA PROFEZIA NELLA CHIESA – La falsa profezia interna alla Chiesa è la più pericolosa delle azioni diaboliche perché, agendo all'interno della Chiesa e coprendosi di autorità o di falsa autorità, falsifica la Parola di Dio diffondendo eresie e dottrine contrarie alla Divina Rivelazione. San Giovanni parla esplicitamente degli anticristi che sono in mezzo a noi: «Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri; se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma doveva rendersi manifesto che non tutti sono dei nostri». (2Giov 1,19) Per questo Gesù Cristo ha lasciato al Santo Padre il carisma della infalliblità – sotto determinate condizioni – in materia di fede e morale, sostendo il Pastore della Santa Chiesa di Dio con doni particolari dello Spirito Santo affinché protegga la fede dei semplici e sia così una guida sicura del proprio gregge: «Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell'inferno non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli» (Mt 16,18-19).
COME RICONOSCERE LA FALSA PROFEZIA – Smascherare i falsi profeti non è cosa facile, perché mascherandosi da portavoci di Dio e dello Spirito Santo, in realtà sono portatori di Satana che è il primo vero falso profeta per eccellenza, il menzognero che si presenta a noi come "angelo di luce" (2 Cor 11,14) e maestro spirituale. I falsi profeti distorcono la Parola di Dio diffondendo la falsità e l'eresia come se venisse da Dio mentre si tratta di imposture sataniche. Gesù Cristo ci fornisce una utile indicazione su come riconoscere i falsi profeti: guardare ai loro frutti. Il profeta vero conduce alla fede, al pentimento, alla riconciliazione con Dio, alla bontà, alla fedeltà o al dominio di sé (Gal 5,19-23). Il frutto caratteristico del falso profeta è invece l’impegno volto ad allontanare il popolo di Dio dal magistero della Chiesa, attraverso cui risuona nel mondo la sana dottrina di Cristo. Perciò san Paolo esorta i cristiani: «Cercate ciò che è gradito al Signore, e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente, poiché di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso persino parlare» (Ef 5,10-12).
IL DISCERNIMENTO DEI FALSI PROFETI – La falsa profezia al di fuori della Chiesa è operata da tutti quei maestri di anti-cristianesimo e da tutte quelle forme di religione o di filosofia che si presentano come verità in contrasto col Cristianesimo. La falsa profezia può operare anche all'interno della Chiesa stessa attraverso falsi mistici, falsi veggenti, falsi pastori e falsi teologi: in questo caso la falsa profezia è ancora più pericolosa da smascherare perché dietro a quelle che vengono presentate come verità divine in realtà si nascondono menzogne sataniche perché, rimanendo materialmente all'interno della Chiesa, non ne condividono fino in fondo la fede, gli orientamenti e l'adesione al magistero ecclesiastico. Spesso i falsi profeti non esitano all'inizio a simulare parole di verità, per assestare alla fine il morso fatale della menzogna e dell'inganno. Come diceva la saggezza gli antichi: in cauda venenum.
FALSI MISTICI E FALSI VEGGENTI – La gran parte di queste persone hanno fenomeni riconducibili a motivazioni di carattere psicologico, spesso sono convinti – magari in buona fede – di avere fenomeni di carattere soprannaturale mentre si tratta di fenomeni facilmente riconducibili a radici di carattere psichico (come è provato per le cosiddette scritture automatiche). In altri casi gli stessi mistici sono ingannati dal demonio e quindi diventano a loro volta ingannatori degli altri: è proprio in questi casi che satana si presenta come falso angelo vestito di luce. Il discernimento dei veri mistici e veggenti è una pratica molto complessa che deve tenere in considerazione di molti fattori. Anche in questo caso si deve guardare ai frutti e si possono formulare dei motivi di credibilità: per quanto riguarda i singoli mistici e veggenti occorre prendere in considerazione la moralità della loro vita, il loro cammino spirituale e il distinguersi per alcune virtù (come l'umiltà, l'obbedienza, la presenza della croce) e infine la retta dottrina (che presuppone l'adesione alla fede della Chiesa e l'obbedienza delle autorità ecclesiastiche). Anche una sola affermazione non conforme all'insegnamento della Chiesa Cattolica implica che ci troviamo dinnanzi ad una infiltrazione del demoniaco.
GUARDARSI DAI RICONOSCIMENTI UMANI – I veri profeti sono sempre scomodi perché contrari allo spirito del mondo. Lo stesso Gesù Cristo, profeta per eccellenza, è venuto a rischiarare con la sua luce il mondo dalle tenebre, ma il mondo non lo ha accolto condannandolo a morte. La stessa cosa può avvenire ai veri servitori di Cristo, che non sono mai osannati dalla folla. San Paolo stesso dichiara: «Se ancora io piacessi agli uomini, non sarei più servitore di Cristo!» (Gal 1,10) il che riprende lo stesso insegnamento di Cristo: «Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti» (Lc 6,26).
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