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TEOLOGIA






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I FALSI PROFETI
Il fumo di Satana nel tempio di Dio
«Il fumo di Satana è entrato nel tempio di Dio... Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. È venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio» (Paolo VI, 1972)

Gli apostoli Pietro e Paolo |
LA CRISI DI FEDE NELLA CHIESA – Sebbene si debba affermare che la Chiesa è indefettibile nella fede nel corso della storia, è bene sapere che questa indefettibilità non appartiene a tutta la Chiesa, anzi, può capitare che ampi strati di essa venga corrosa da eresie e crisi di fede, come capitò nei primi quattro secoli per le eresie cristologiche e trinitarie. Oggi la crisi di fede all'interno della Chiesa si manifesta su tre differenti versanti: la cristologia (ossia il fondamento stesso della fede cristiana) quando si tende a negare la divinità della persona di Gesù Cristo, l'ispirazione divina della Sacra Scrittura, quando esegeti e biblisti non interpretano la Bibbia secondo la'interpretazione della Chiesa alla luce dello Spirito Santo e infine il relativismo ecclesiale, quando si intende la Chiesa non come una realtà divina ma come una realtà puramente sociologica. Anche la crisi morale la contestazione del magistero da parte di molti cristiani e anche di molti sacerdoti va fatta risalire in ultima analisi a questa crisi di fede.
IL FUMO DI SATANA NEL TEMPIO DI DIO – Non vi è dubbio che satana agisca all'interno della Chiesa per demolirla lentamente e silenziosamente. Il più impressionante grido di allarme risuonato ai nostri giorni all'interno della Chiesa è stato quello di Paolo VI nell'omelia della solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo del 29 giugno 1972. Ci troviamo nell'immediato post-concilio, quando serpeggiavano e si diffondevano gravi deviazioni teologiche da parte di intellettuali e gruppi che avevano travisato e strumentalizzato lo "spirito" del Concilio. Riferendosi alla situazione della Chiesa, il Santo Padre Paolo VI affermava di avere la sensazione che da qualche fessura fosse entrato «il fumo di Satana nel tempio di Dio». In cosa consiste questo fumo? Consiste nell'affermarsi di un pensiero non cristiano all'interno dello stesso cristianesimo ad opera di un potere avverso. Paolo VI spiega questo pericolo affermando che nella Chiesa si era insinuato «il dubbio, l’incertezza, la problematica, l’inquietudine, l’insoddisfazione, il confronto». Così continua:
«Non ci si fida più della Chiesa; ci si fida del primo profeta profano che viene a parlarci da qualche giornale o da qualche moto sociale per rincorrerlo e chiedere a lui se ha la formula della vera vita. E non avvertiamo di esserne invece già noi padroni e maestri. È entrato il dubbio nelle nostre coscienze, ed è entrato per finestre che invece dovevano essere aperte alla luce. Dalla scienza, che è fatta per darci delle verità che non distaccano da Dio ma ce lo fanno cercare ancora di più e celebrare con maggiore intensità, è venuta invece la critica, è venuto il dubbio. Gli scienziati sono coloro che più pensosamente e più dolorosamente curvano la fronte. E finiscono per insegnare: "Non so, non sappiamo, non possiamo sapere". La scuola diventa palestra di confusione e di contraddizioni talvolta assurde. Si celebra il progresso per poterlo poi demolire con le rivoluzioni più strane e più radicali, per negare tutto ciò che si è conquistato, per ritornare primitivi dopo aver tanto esaltato i progressi del mondo moderno. Anche nella Chiesa regna questo stato di incertezza. Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. È venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza. Predichiamo l’ecumenismo e ci distacchiamo sempre di più dagli altri. Cerchiamo di scavare abissi invece di colmarli». (29 giugno 1972)
L'AVVERTIMENTO DI PAOLO VI – In seguito Paolo VI, pochi mesi prima di morire, confidandosi con l'amico Jean Guitton, approfondisce il suo pensiero ritenendo non solo che nella Chiesa si sia affermando un pensiero non cattolico, ma che questo pensiero sarebbe potuto diventare anche prevalente nella stessa Chiesa. Ecco le sue parole:
«C'è un grande turbamento in questo momento nel mondo della Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel Vangelo di san Luca: "Quando il Figlio dell'Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla Terra?". Capita che escano dei libri in cui la fede è in ritirata su punti importanti, che gli episcopati tacciano, che non si trovino strani questi libri. Questo, secondo me, è strano. Rileggo talvolta il Vangelo della fine dei tempi e constato che in questo momento emergono alcuni segni di questa fine. Siamo prossimi alla fine? Questo non lo sapremo mai. Occorre tenersi sempre pronti, ma tutto può durare ancora molto a lungo. Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all'interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all'interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia». (8 settembre 1977)
GIOVANNI PAOLO II E LE IDEOLOGIE DEL MALE – Giovanni Paolo II, cogliendo la denuncia di Paolo VI in merito alla crisi della fede, assieme all'allora Card. Ratzinger fece preparare il Catechismo della Chiesa Cattolica, quel grande capolavoro che rettamente interpreta gli insegnamenti conciliari. Non è possibile poi disgiungere il pontificato di Papa Wojtyla, il "Papa di Maria", dalla prospettiva della rivelazione di Fatima che profetizzava il cammino della Chiesa all'interno del secolo infernale segnato da immani catastrofi causate dai totalitarismi nei quali – stando alle parole contenute nel suo ultimo libro Memoria e Identità – è predominato il male nella sua forma più tragica. «Non è stato un male in edizione piccola... È stato un male di proporzioni gigantesche, un male che si è avvalso delle strutture statali per compiere la sua opera nefasta, un male eretto a sistema» (pag. 198). Eppure oggi la situazione risulta ancora peggiore, dove il male eretto a sistema nei regimi totalitari oggi lo si esprime tranquillamente nei parlamenti eletti democraticamente che legittimano l'aborto, le unioni omosessuali, l'amore libero, il permissivismo, lo sfruttamento degli embrioni umani e le tecniche di manipolazione sulla vita, rompendo così gli argini della legge morale naturale e agendo come Dio non esistesse. Non è forse questa una subdola forma di totalitarismo, che prende vita da imponenti centri di potere economico e ideologico ed è celata sotto le apparenze della democrazia?
BENEDETTO XVI E LA DITTATURA DEL RELATIVISMO – Benedetto XVI, prima di iniziare il suo pontificato, denuncia apertamente quanto sia sballottata la barca della Chiesa nell'oceano della storia da parte di teorie che non sono cattoliche, ma che si sono infiltrate nel pensiero cattolico e all'interno stesso della Chiesa:
«Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero... La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde - gettata da un estremo all’altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all’individualismo radicale; dall’ateismo ad un vago misticismo religioso; dall’agnosticismo al sincretismo e così via. Ogni giorno nascono nuove sette e si realizza quanto dice San Paolo sull’inganno degli uomini, sull’astuzia che tende a trarre nell’errore (cf Ef 4, 14). Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare “qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie». (omelia della "Missa Pro Eligendo Romano Pontifice")
PER APPROFONDIRE
Le visioni della beata Caterina Emmerick
La suora agostiniana (1774-1824), elevata alla gloria degli altari all'inizio di questo nostro millennio, ha dettato pagine immortali sulla persecuzione della Chiesa, in piena sintonia con altre profezie che caratterizzano la fase della modernità (da quelle di San Luigi Grignon da Montfort alla profezia di Fatima). L'azione di satana, secondo questa grande anima mistica e stigmatizzata tedesca, opera con incredibile malizia non solo fuori ma anche dentro la Chiesa. A questo riguardo sono incredibilmente brucianti le sue visioni sullo stato di crisi del sacerdozio. Così scrisse:
«Io vidi la condizione di mancanza e la caduta del sacerdozio e le sue cause. Capii perché i preti oggi non sono più in grado di aiutare e salvare, e il motivo per cui non ne sono più capaci, oppure raramente e in modo così diverso. Il motivo per cui i preti di oggigiomo raramente salvano e benedicono mi venne spiegato con un esempio: vidi tre tipi di pittori, i quali imprimevano figure sulla cera. Uno aveva una cera bella e bianca ed era molto intelligente e abile, ma era pieno di sé stesso e non aveva l’immagine di Cristo in sé, perciò il suo quadro non valeva proprio niente. L’altro lavorava con cera sbiadita ed essendo tiepido e caparbio non era capace di niente. Il terzo era inabile e lavorava con grande imperizia, con la comune cera gialla, ma con diligenza e semplicità, e il suo lavoro diede un’immagine retta sebbene mostrasse dei tratti grezzi. Così vidi anch’io brillanti sacerdoti, pieni di scienza, predicare con grande saggezza però senza alcun effetto concreto per l’aiuto dell’uomo, dall’altra parte preti semplici e poveri mostrare la potenza del sacerdozio nell’ambito della benedizione e della salvezza».
L'esempio dei tre pittori è estremamente eloquente. La prima categoria è quella di quei preti, teologi ed esegeti che sono pieni di cultura ma poveri di fede, e che quindi non convertono nessuno. Stessa sorte tocca alla seconda categoria, quella dei preti tiepidi. Soltanto i preti della terza categoria, quella che ricalcano l'esempio del Santo Curato d'Ars, ottengono grandi risultati sulle anime perché, pur non essendo apprezzati dal mondo, sono pieni di fede e d'amore per Dio.
La beata Caterina Emmerick ci dà inoltre un affresco profetico di grandissima importanza sulla battaglia apocalittica che si sta combattendo tra il potere delle tenebre da una parte e Maria Santissima dall'altra, e che caratterizza l'attuale passaggio storico:
«Io vidi intorno alla Chiesa di Pietro una enorme quantità di persone, alcune occupate a distruggerla e molte altre, invece, a ripristinarla. Vidi il Papa in preghiera circondato da falsi amici, i quali spesso agivano in contrasto alle sue disposizioni. Vidi come tanti religiosi avevano contribuito all’opera di distruzione, senza che ciò apparisse pubblicamente. Fui resa consapevole che i cristiani intesi nel senso vero della parola non esistono più. Restai molto addolorata nell’apprendere questa realtà. Quando la Chiesa fu quasi del tutto caduta in rovina, e ormai restavano solo il coro e l’altare, i demolitori entrarono con la bestia nella Chiesa ma si trovaroro di fronte ad una donna grande e maestosa. Essa si muoveva come un corpo benedetto, camminava molto lentamente, i nemici ne ebbero molto timore, la bestia si fermò e tese la sua gola verso la donna, come se volesse inghiottirla. Ma appena la donna la guardò, e fece per andarle incontro, la bestia fuggì nel mare e i nemici scapparono confusi. Allora i nemici della Chiesa, per sfuggire, presero a muoversi nelle più diverse direzioni senza che ne avessero la coscienza, ed erano molto confusi. Non sapevano cosa facevano, e neppure cosa avrebbero dovuto fare, e perciò correvano l’uno contro l’altro, cozzandosi a vicenda nel parapiglia. Quando poi, finalmente, furono serrati tutti insieme dai “gruppi della Fede”, li vidi rinunciare al loro lavoro distruttivo della Chiesa e sparpagliarsi. La Chiesa aveva ripreso il suo magnifico splendore. Fin dai confini del mondo la gente di buona volontà, di tutte le condizioni e della terra intera, aveva formato un’immane catena umana per passarsi ad una ad una le pietre per ricostruirla. Vidi ancora tanti uomini cattivi e altri che sarebbero divenuti martiri per Gesù. La Chiesa fu del tutto ricostruita in breve tempo. Dietro di questa, in alto su un monte, vidi l’Agnello di Dio e intorno un corteo di vergini con palme e le cinque schiere celesti, che rispecchiavano ed erano in sintonia con quelle terrene. Intorno all’Agnello stavano pure le quattro sacre bestie dell’Apocalisse».
In queste visioni profetiche si manifesta così il mistero pasquale della morte e della risurrezione del Signore lungo il corso della storia. I demolitori e i costruttori della Chiesa sono oggi più che mai all'opera. Noi, da che parte stiamo? |
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I falsi profeti 
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