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PREGHIERA






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LITURGIA
La Settimana Santa

L'ultima cena (Giotto) |
La Settimana Santa è la settimana più importante di tutto l'anno sacro, e si apre la Domenica delle Palme e raggiunge il suo vertice nel Sacro Triduo. Essa è tutta una memoria dei grandi momenti e gesti della nostra salvezza, la passione, la morte, la sepoltura, la risurrezione di Gesù. Non si rievoca soltanto un evento ormai passato: il mistero della Pasqua continua a redimerci e a santificarci.
LA DOMENICA DELLE PALME (colore liturgico: rosso) – Si incomincia con la Domenica delle Palme. La distinguono la benedizione e la processione con i rami di ulivo e di palme, a cui è legata una messa propria, che interpreta espressamente il mistero dell'entrata del Signore in Gerusalemme e ci prepara a ricevere a nostra volta, nella sincerità dell'animo, "Colui che viene nel nome del Signore". Ulivi e palme portati nelle nostre case come un preludio ci richiamano gli inizi della liturgia pasquale. La processione deve rivestire la più grande solennità e rivelare una vivacità festosa per tutta la comunità, come indice di profonda e diffusa gioia perchè i misteri della redenzione si rinnovano.
I PRIMI 3 GIORNI FERIALI (colore liturgico: viola) – Il lunedì, martedì e mercoledì santo la Chiesa contempla il tradimento di Giuda per trenta denari. Inoltre sono rievocate la figura e le vicende di Giobbe e la figura di Tobia, che preannunziano le amare sofferenze di Cristo e la sua incrollabile fiducia nel Padre durante tutta l'angoscia delle prove.
IL SACRO TRIDUO – Con la messa vespertina "nella Cena del Signore" incomincia il Sacro Triduo che rappresenta il cuore di tutto l'anno liturgico. Il Triduo pasquale si può considerare come un’unica celebrazione vissuta in momenti diversi, che inizia con l’Eucaristia vespertina del Giovedì santo e si conclude con i Vespri e/o l’Eucaristia vespertina della Domenica di Pasqua. Il Segno di Croce all’inizio della Messa della Cena del Signore non verrà più ripetuto se non al termine della Veglia pasquale; questo Segno determina una inclusione: come dicevamo prima, il Triduo pasquale è un’unica grande celebrazione; la Domenica di Pasqua è il terzo giorno del Triduo e risulta essere il prolungamento di quanto celebrato nella solenne Veglia pasquale.
Il Giovedì Santo: la messa nella cena del Signore (colore liturgico: bianco). La Missa in coena Domini ci introduce al mistero del Signore crocifisso, sepolto e risuscitato. Essa è innanzitutto celebrazione di quella che è stata storicamente l'ultima cena di Gesù con i suoi discepoli e quindi dell'istituzione dell'Eucaristia e del Sacerdozio, ma all'interno di una profonda meditazione del dono che Cristo ha fatto di se stesso. È precisamente quest'ultimo aspetto che va esplicitato. Soprattutto nella liturgia ambrosiana la messa in Coena Domini ha come tema fondamentale quello della Passione del Signore Gesù che si è iniziata nel Cenacolo e si è conclusa sul Calvario. È pertanto un essere introdotti al mistero della donazione piena di Cristo alla volontà del Padre fino al sacrificio totale di se stesso. È così in questo sfondo (noctem cruentam crimine) che egli si dona a noi nell'Eucaristia e ci dona il suo comandamento nuovo: "Amatevi come io vi ho amato". Il rito della lavanda dei piedi non è obbligatorio, ma qualora lo si attua permette di comprendere meglio il precetto cristiano dell'amore fraterno. L’altare o la cappella della reposizione vengono preparati per l’adorazione dell’Eucaristia che serve a rivivere i sentimenti di Cristo Gesù, che «avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine».
Il Venerdì Santo: nella Passione del Signore (colore liturgico: rosso). Il Venerdì Santo non celebriamo la cena del Signore. Lo accompagniamo nella sua passione: dai tribunali dell'iniqua sentenza, allo spasimo dell'angoscia, alla morte sul Calvario, al silenzio della sepoltura. La Parola di Dio rievocherà con prolungata lettura questi momenti dolorosi, già preannunziati nei carmi profetici. Sono i misteri del Signore che per salvarci si consegna liberamente nelle mani dei carnefici, che, subendo il supplizio, infrange l'opera del demonio, spezza le catene della nostra colpa e guarisce l'uomo dal contagio del male. Davanti alla croce, a cui è sospeso il Redentore del mondo, ci sale sulle labbra la timida e confidente implorazione del ladro pentito: "O Dio, che ci ami con amore di Padre, e in premio della sua fede, nello stesso giorno portasti il ladro pentito dalla croce al paradiso, liberaci dalle nostre ingiustizie e rendici eredi dei tuoi beni eterni". Ci prostriamo in adorazione come dinanzi al più ineffabile e sorprendente segreto di Dio, che è scandalo e follia al nostro giudizio, ma in lui è iniziativa della sapienza e potenza del suo amore per tutti gli uomini. Dopo l'annuncio della morte del Signore durante la proclamazione della Passione, si spengono le candele e le luci, si spoglia l'altare e ci si sofferma qualche istante in meditazione.
Il Sabato Santo (colore liturgico: bianco). Il Sabato Santo è tradizionalmente giorno aliturgico: non si celebra l'Eucaristia, in attesa della solenne veglia pasquale che si celebrerà durante la notte. Il mattino del Sabato Santo è occupato da incontri e preghiere intorno alla Parola di Dio. La giornata commemora specialmente la sepoltura di Gesù e la sua discesa agli inferi, dove annunzia la redenzione ai giusti che l'hanno attesa con fede e speranza.
La Veglia pasquale (colore liturgico: bianco). La veglia pasquale è tra tutte la più santa e solenne: ci tiene desti durante la "notte beata", nella cui "rapida corsa si avverano preannunzi e fatti profetici di vari millenni". Quando Cristo risorge, anche 'l'universo abbattuto e decrepito risorge e si rinnova, e tutto ritorna all'integrità primitiva". Questa notte la Chiesa è "un popolo in festa", che fa l'interiore esperienza del proprio passaggio". A questo tendeva la penitenza e la conversione dei giorni di Quaresima. Dalla forza di un impegno sincero a trasformare secondo il Vangelo la nostra condotta, dipende la verità e la consistenza dei riti di questa "notte memoranda".
Nella Veglia Pasquale la santa Chiesa:
- celebra la Liturgia della luce (parte prima della Veglia);
- medita le "meraviglie" che il Signore ha compiuto per il suo popolo fin dall'inizio e confida nella sua parola e nella promessa (seconda parte, Liturgia della Parola);
- rivive, con i suoi membri rigenerati nel Battesimo, il giorno della risurrezione (terza parte, Liturgia Battesimale);
- viene invitata alla mensa che il Signore ha preparato per il suo popolo per mezzo della sua morte e risurrezione (quarta parte, Liturgia Eucaristica).
La Messa della notte, anche se celebrata prima della mezzanotte, è la messa pasquale della Domenica di Risurrezione.
NORME PER I VENERDÌ DI QUARESIMA
Per espressa volontà di Nostro Signore Gesù Cristo, la virtù della penitenza deve informare tutta la vita del cristiano. Per determinazione della Santa Chiesa, il Popolo cristiano é chiamato in modo particolare a fare penitenza nel tempo di Quaresima e nei giorni di venerdì.
Ecco le norme attuali:
- Il primo venerdì di Quaresima e il Venerdì Santo sono giorni di digiuno e di astinenza dalle carni
(per il Rito Ambrosiano).
- Tutti i venerdì di Quaresima sono giorni di astinenza dalle carni
- In tutti gli altri venerdì dell'anno, l'astinenza dalle carni può essere liberamente sostituita con altra opera di penitenza, da compiersi nello stesso giorno.
- L'obbligo del digiuno va dagli anni 18 compiuti ai 59 compiuti.
- L'obbligo dell'astinenza comincia dagli anni 14 compiuti.
- Quando il venerdì coincide con una festa di precetto viene sospesa la prescrizione della penitenza.
- Tra le opere buone con cui sostituire la astinenza dalle carni, indichiamo: una elemosina o una rinuncia a un divertimento anche lecito, al fumo... per offrire ciò che non è speso a scopo caritativo; un esercizio di pietà, meglio se con i familiari: partecipazione alla Messa, visita al SS. Sacramento, recita di una parte del S. Rosario, lettura di una pagina della Bibbia, ascolto di una predica o di una istruzione cristiana; un'opera di misericordia corporale o spirituale.
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