
PREGHIERA






|
LITURGIA
La Chiesa
La struttura attuale della Chiesa è costituita da tre parti:
- un atrio aperto, per disporsi ad entrare
- la navata (da "nave"), per l'assemblea, ad indicare un popolo pellegrinante, navigante verso il cielo.
- il presbiterio, lo spazio riservato ai presbiteri (anziani = sacerdoti) o più propriamente ai ministri e ministranti all'altare.
Il senso della separazione della navata dal presbiterio resta tuttora, anche se, per sottolineare l'unità di sacerdozio del ministro e dei fedeli, sono state eliminate le balaustre. Anche le nostre chiese, per quanto é possibile, devono essere artistiche (perché la bellezza é prerogativa divina); di materiale pregiato (perché anche la materia, opera divina, deve lodarlo nella maniera più degna). La povertà iniziale di molti luoghi e oggetti di culto é giustificata dalla mancanza di mezzi, per una più urgente presenza di Dio in mezzo ai poveri e bisognosi di ogni specie.
Ogni comunità ha la sua chiesa e ad essa, ogni domenica, sono invitati i fedeli. In essa Cristo si fa presente col suo corpo glorioso, e con esso ci sentiamo più vicini al Padre, allo Spirito Santo e alla corte celeste. È naturale quindi che alla chiesa si acceda con gioia, con rispetto e riverenza. Una chiesa decorosa e funzionale favorisce inoltre il senso della comunità e rende gradita la celebrazione liturgica. La dedicazione (consacrazione) della chiesa spetta al Vescovo.
L'altare
L'edificio chiesa esprime bene l'unità del popolo riunito in assemblea con il suo Dio, però il centro é dato dall'altare, sul quale viene celebrata la Messa. È l'elemento sacro della religiosità degli uomini che, dopo la preghiera e come oggetto di culto pubblico, ha preceduto ogni altro. Tutti i popoli conoscono il sacrificio, l'offerta a Dio dei doni, prodotti della terra o animali, bruciati sull'altare (su blocchi di pietra, all'aperto), affinché, diventati fuoco e fumo, salgano alto, verso il cielo, dimora di Dio; mentre dal cielo scenda la sua benedizione.
Viene chiamato altare, che significa "cosa alta" (dal latino: alta res), perché elevato; per ragioni non tanto di praticità, quanto di nobiltà e tensione verso il cielo, segno esso stesso di elevazione a Dio, di preghiera. Nella chiesa é collocato nello spazio riservato ai sacerdoti, al centro, sopraelevato, visibile a tutti. Fino alla recente riforma era di pietra, come quello ebraico, che era destinato alla immolazione (uccisione) degli animali ed al fuoco che bruciava le offerte.
La croce
La croce, strumento di supplizio e simbolo di ignominia, con l'imperatore Costantino diventa segno dei cristiani e oggetto di devozione. La croce indica il nudo legno; il Crocifisso è la croce con l'immagine di Gesù scolpita o dipinta. La croce serviva all'inizio per aprire le processioni e veniva sistemata a fianco dell'altare per essere rimossa alla fine. All'inizio del secondo millennio ebbe una sistemazione stabile: fu collocata, isolata sopra l'altare, ed infine addirittura sopra il tabernacolo. È frequente trovare un crocifisso di grandi dimensioni sulla parete di fondo. Accade, da qualche tempo, di vedere il corpo di Gesù sospeso in aria senza il supporto del legno della croce.
La collocazione del crocifisso più consona alla attuale liturgia è a fianco dell'altare, diagonalmente, in modo da risultare visibile al celebrante ed ai fedeli. Liturgicamente, sia il crocifisso che il nudo legno della croce ricevono la medesima riverenza, in quanto immagine il primo e simbolo il secondo della crocifissione e morte del Signore; perciò entrambi vengono incensati e ad essi ci si rivolge con l'inchino e, nel Venerdì santo, con la genuflessione.
Il crocifisso vittorioso. Dei primi tempi sono rimasti rarissimi esemplari di croce: si preferivano i simboli del pesce, del pastore, dell'ancora, della colomba, ecc. Solo nei secoli IV e V le croci vengono scolpite di frequente sui sarcofaghi. Il Crocifisso propriamente detto appare nel V secolo; con Gesù riprodotto vivo, in atteggiamento regale, incoronato da un diadema o da una corona di fiori, dolce e benevolo, rivestito di una lunga tunica con maniche. Si voleva sottolineare la sua vittoria sul peccato e sulla morte e l'instaurazione del suo Regno ("Regnò dal legno Iddio", canta la Liturgia).
Il crocifisso dolente. Nel secolo XI si riducono le dimensioni della veste; nel XII resta un pezzo di stoffa, il perizoma, a coprire la nudità e si sostituisce il diadema con una corona di spine. Il Crocifisso muta fisionomia; si sottolineano con realismo le sofferenze fisiche del Signore e i segni della flagellazione.
Il tabernacolo
Se il centro dell'assemblea eucaristica é dato dall'altare, però, conclusa la celebrazione, la pietà dei fedeli é concentrata nel tabernacolo, dove é presente Gesù sotto le specie del pane trasformato nella sua umanità gloriosa. La presenza di Gesù nel tabernacolo realizza in modo eminente la volontà di Dio di dimorare in mezzo agli uomini. Il tabernacolo si richiama infatti a quello del vecchio testamento, voluto da Dio quando il suo popolo peregrinava nel deserto.
Il calice
Il calice sostituisce la coppa del vino. Destinato ad accogliere, nel vino consacrato, il Corpo glorioso di Gesù, la Chiesa chiede che sia di materiale nobile, solido e dorato almeno al suo interno. Nelle prime comunità, alla maniera giudaica e di Gesù, il pane veniva spezzato e distribuito per ragione di praticità, nella Messa, le parti vengono disposte sotto forma di particola (piccole parti), dette anche ostie ( = vittime). Rimane un segno della "frazione del pane" (in latino: frangere = spezzare) quando il celebrante spezza l'ostia grande in tre parti, prima della Comunione. Il rito ebraico probabilmente non prevedeva un vassoio per il pane; la Liturgia lo introdusse per ragione di dignità e per rendere facile la raccolta degli eventuali frammenti. È la patena: un piccolo piatto, concavo almeno al centro, dello stesso materiale del calice. Calice e patena sono benedetti dal vescovo o dal sacerdote.
Le reliquie
Sopra la mensa, sul davanti, al centro dell'altare, in una cavità ricoperta da una pietra consacrata dal Vescovo, sono generalmente conservate delle reliquie di santi, preferibilmente martiri. I martiri furono i primi ad essere oggetto di venerazione e, nelle catacombe, la Messa veniva celebrata sulle loro tombe. Hanno dato la vita per Cristo, in sacrificio a Dio. Si spiega così perchè molti altari presentano sottostante un sarcofago. L'incontro con l'altare è quindi anche l'incontro con i martiri. La presenza dei martiri diventa richiamo ad offrire la propria vita in sacrificio, soprattutto mentre si fa presente il sacrificio di Gesù, del quale noi siamo membra.Sopra la mensa, sul davanti, al centro dell'altare, in una cavità ricoperta da una pietra consacrata dal Vescovo, sono generalmente conservate delle reliquie di santi, preferibilmente .nartiri. I martiri furono i primi ad essere oggetto di venerazione e, nelle catacombe, la Messa veniva celebrata sulle loro tombe. Hanno dato la vita per Cristo, in sacrificio a Dio. Si spiega così perchè molti altari presentano sottostante un sarcofago. L'incontro con l'altare è quindi anche l'incontro con i martiri. La presenza dei martiri diventa richiamo ad offrire la propria vita in sacrificio, soprattutto mentre si fa presente il sacrificio di Gesù, del quale noi siamo membra.
|
Liturgia

|