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PREGHIERA






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PAROLA DI DIO
La lectio divina
Il metodo patristico della Lectio divina è semplicissimo e prevede tre grandi gradini o momenti successivi, che elenchiamo secondo quanto ci ha insegnato il Card. Martini, indiscusso maestro di questa pratica.
1. La "lectio" consiste nel leggere e rileggere la pagina della Scrittura, mettendo in rilievo gli elementi portanti. Per questo consiglio di leggere con la penna in mano, sottolineando le parole che colpiscono, oppure richiamando con segni grafici i verbi, le azioni, i soggetti, i sentimenti espressi o la parola-chiave. In tal modo la nostra attenzione viene stimolata; l'intelligenza, la fantasia e la sensibilità si muovono facendo sì che un brano, considerato magari arcinoto, appaia nuovo. A me che da tanti anni leggo il Vangelo succede, ad esempio, che riprendendolo in mano scopro ogni volta delle cose nuove proprio attraverso il metodo della lectio. Questo primo lavoro può occupare parecchio tempo, se siamo aperti allo Spirito: si colloca il racconto letto nel contesto più vasto, sia dei brani vicini, sia dell'insieme di un libro, sia dell'intera Bibbia, per capire che cosa vuol dire.
2. La "meditatio" è la riflessione sui valori perenni del testo. Mentre nella lectio assumo le coordinate storiche, geografiche, culturali del brano, qui si pone la domanda: «Che cosa dice a me? Quale messaggio in riferimento all'oggi vieneproposto autorevolmente dal brano come parola del Dio vivente? Come vengo provocato dai valori che stanno dietro alle azioni, alle parole, ai soggetti?».
3. La "contemplatio" è difficilmente esprimibile e spiegabile. Si tratta di dimorare con amore nel testo, anzi, di passare dal testo e dal messaggio alla contemplazione di colui che parla attraverso ogni pagina della Bibbia: Gesù, Figlio del Padre, effusore dello Spirito. Contemplatio è adorazione, lode, silenzio, davanti a colui che è l'oggetto ultimo della mia preghiera, il Cristo Signore della morte, rivelatore del Padre, mediatore assoluto della salvezza, donatore della gioia del vangelo.
Che cosa si vuole ottenere con la pratica della lectio divina? Si vuole ottenere anzitutto che una persona si senta interpellata direttamente da Dio, che impari cioè ad ascoltarlo e non semplicemente che conosca la Scrittura o ascolti un bravo biblista, ma che si senta personalmente interpellato dalla Parola. Quando questo accade si fa un'esperienza indimenticabile, basta farla una volta perché si radica nella vita e continua ad attrarci verso la Scrittura. Scrive un esegeta contemporaneo: "Quando una sola parola del Signore per la prima volta interpella il cuore di una persona, lì la grazia del Battesimo diviene santamente operante". E il vivere da cristiano diviene davvero il vivere di fronte al "Tu" di Dio, di Gesù che ci chiama, ci interpella. Allora la risposta di chi si sente interpellato diventa anche risposta vocazionale: «Signore, che cosa vuoi da me?» e la conoscenza di Gesù e del cristianesimo sarà solida, integrata, non appiccicata, e la persona diverrà essa stessa, in qualche modo, Parola di Dio per gli altri.
La Lectio Divina: fondamenti e prassi – Riflessioni di Enzo Bianchi, Priore della Comunità di Bose.
LE PAROLE DI PAPA BENEDETTO XVI
«La Costituzione conciliare Dei Verbum ha impresso un forte impulso alla valorizzazione della Parola di Dio, da cui è derivato un profondo rinnovamento della vita della Comunità ecclesiale. Tra i molteplici frutti di questa primavera biblica mi piace menzionare la diffusione dell'antica pratica della "lectio divina", o "lettura spirituale" della Sacra Scrittura. Essa consiste nel rimanere a lungo sopra un testo biblico, leggendolo e rileggendolo, quasi "ruminandolo" come dicono i Padri, e spremendone, per così dire, tutto il "succo", perché nutra la meditazione e la contemplazione e giunga ad irrigare come linfa la vita concreta. Condizione della lectio divina è che la mente ed il cuore siano illuminati dallo Spirito Santo, cioè dallo stesso Ispiratore delle Scritture, e si pongano perciò in atteggiamento di "religioso ascolto"». (dall'angelus di domenica 6 novembre 2005) |
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Sacra Scrittura

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