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IL CASO DELLA MADONNINA DI CIVITAVECCHIA

10 anni dalla lacrimazione di Civitavecchia

Testimonianza di Mons. Girolamo Grillo, dai microfoni di Radio Maria
(13 gennaio 2005)

 

Mons. Alessandro Maggiolini
Mons. Girolamo Grillo,
vescovo di Civitavecchia

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(durata: 45 min. circa)

Girolamo Grillo tiene una trasmissione fissa mensile a "Radio Maria", il secondo giovedì di ogni mese alle ore 18. Ecco la testimonianza pubblica che ha tenuto a dieci anni dalla prima lacrimazione della Madonnina.

Buonasera carissimi amici di Radio Maria. Vorrei come al solito inviare il mio saluto a quanti soffrono, agli ammalati, a tutti i sacerdoti, alle carissime suore di clausura molte delle quali mi stanno ascoltando, ai nostri carissimi carcerati... non vorrei escludere nessuno. Dovendo parlare della Madonnina non nascondo che sono molto emozionato. Ricordarmi dopo dieci anni di quanto è avvenuto anche nelle mie mani non è facile. Sono trascorsi quasi dieci anni da quando a Civitavecchia, in un giardino della famiglia Gregori e poi nelle mie mani, si sono susseguite 14 o forse 15 lacrimazioni di sangue in una statuetta della Madonna.

Dopo l'interessamento della stampa che ha fatto rimbalzare la notizia in Italia e in tutto il mondo, i giornali grazie a Dio ormai non ne fanno più parola. La Madonna parla nel silenzio. Recentemente il rettore del santuario di Lourdes mi domandava: «perché lei non ne parla più?» Ed io gli rispondevo: «ma perché lei è venuto qui a Civitavecchia? Ha la sua grande Madonna di Lourdes!». «È vero, è vero» mi diceva «ma ho sentito una forza misteriosa che mi ha condotto a Civitavecchia a pregare la Madonnina che ha pianto lacrime di sangue». In contrasto con questa generale apatia e passività, i fedeli pellegrini provenienti da ogni paese alla Parrocchia di Sant'Agostino nella contrada Pantano in cui è collocata la Madonnina non conoscono flessioni, sono una realtà che si rinnova continuamente. Gli studiosi mi dicono che constatano una grande conversione ogni giorno. Fate il conto: da dieci anni, ogni giorno, una grande conversione. Tutto avviene senza rumore e senza pubblicità, perché la Madonna non ha bisogno di rumore.

Dopo dieci anni sono costretto a parlare. Tante volte gli ascoltatori di Radio Maria mi hanno pungolato su questo tema ma io ho sempre glissato le domande. Tante persone, in quella parrocchia, si preoccupano di provvedere alla accoglienza dei pellegrini e alla celebrazione dei riti religiosi. Mi commuove il fatto che ogni giorno c'è una adorazione eucaristica che io stesso presenzio e conduco una volta alla settimana. È un'ora eucaristica silenziosa. E le confessioni. I fedeli, provenienti da ogni parte del mondo, profittano di tutte le occasioni, specialmente liturgiche, per veicolare la solida dottrina del capitolo VIII della Lumen gentium, il documento del Concilio Vaticano II su Maria. Io stesso ricordo l'esotrazione del Card. Joseph Ratzinger che mi chiedeva di riservare verso tutti i fedeli che sarebbero arrivati a Civitavecchia spinti da motivi di fede "quella attenzione e cura pastorale necessarie per promuovere una sana devozione verso la Vergine Maria secondo l'insegnamento della Chiesa". Non mi sarei mai aspettato dieci anni fa che Pantano sarebbe stato un punto di riferimento per tutto il mondo e "un luogo di evangelizzazione", secondo la raccomandazione che allora mi fece il cardinale Gandin che allora presiedeva la Congregazione per i vescovi. Questo fatto si è verificato. E anche nella mia commozione ringrazio il Signore e la Vergine perché ha voluto fare di Pantano un luogo così privilegiato.

Poiché mi sono accorto che dopo la lacrimazione di sangue della Madonnina avvenuta tra le mie mani il 15 marzo 1995 sono rimasto alquanto traumatizzato per un certo periodo di tempo, allora per non essere impreciso preferisco attingere le parole dal mio diario personale dal quale, specialmente per quanto attiene ai giorni precedenti la suddetta lacrimazione, appare in maniera chiara la lenta evoluzione del mio stato d'animo dallo scetticismo iniziale in poi. Fino al 5 febbraio non ho annotato nulla nel diario, pur essendo stato informato dal parroco della Parrochia di Sant'Agostino del fatto accaduto in un girdino della sua parrocchia in data 2 febbraio. Evidentemente avevo pensato che si trattasse di uno dei soliti scherzi delle statue che piangono: in quello stesso ne piangevano tante in tutta Italia.

Il 5 febbraio annoto invece quanto segue: "Che brutta storia quella delle Madonne che piangono. C’è sempre qualche burlone che si prende lo sfizio di imbrattare gli oggetti sacri. Poveri noi, dove siamo capitati. Con il parroco che va dietro anche a queste stupidaggini. Mater Boni Consilii, ora pro me!".

La pagina del 6 febbraio è interamente dedicata al suddetto avvenimento: "La giornata è stata piena di incontri e di interviste sulla «Madonnina» che avrebbe pianto lacrime di sangue. Non c’è di che rallegrarsi di questa specie di prurito di curiosità che prende le masse quando sentono parlare di questi fenomeni. Bisogna aprire gli occhi e non lasciarsi travolgere né dallo scetticismo né dalla faciloneria. Bisogna che tutto si sgonfi da sé, senza creare falsi allarmismi, ma senza neppur lasciare correre. Occorre tenere il polso fermo. La Chiesa deve essere sapiente, attenta, prudente e deve saper attendere. La fretta, specialmente in queste cose è cattiva consigliera. La gente che ci ascolta alla radio o alla televisione o che legge i giornali ha bisogno di essere aiutata a giudicare gli eventi con serenità. Interrogherò a giorni i protagonisti di questa vicenda. Poi si vedrà. Mater mea, fiducia mea!".

Il giorno 7 febbraio trovo scritto, in fondo alla pagina, questo inciso: "Ho incontrato il Dott. Vignati (allora Vice Questore di Civitavecchia) pregandolo di indagare sulla Famiglia Gregori, quella dove avrebbe pianto la «Madonnina», e di riferirmi segretamente.

Anche l’intera pagina del giorno 8 febbraio è dedicata alla «Madonnina»: "È stata una giornata super affollata di persone interessate alla presunta lacrimazione di sangue della Madonna. La gente è avida del sensazionale; non si accontenta di quello che la Chiesa annunzia a nome del Cristo. C’è tanta ignoranza in giro, unitamente però ha tanta voglia di sacro. Forse, quest’ultimo aspetto è l’unico fatto positivo di questa curiosa e strana vicenda. Signore, aiutami a scoprire gli eventuali trucchi, cui questa gente interessata ha potuto ricorrere. Debbo essere molto cauto e prudente e mantenermi quasi scettico. Satana, oltre tutto, può ricorrere a qualunque espediente per trarre in inganno gli uomini. Questo è il suo mestiere. Il Vescovo deve essere come l’angelo custode del suo gregge; deve cioè, tenere sempre aperti gli occhi, al fine di smascherare ogni cosa. Madonna mia, tu lo sai quanto ti voglio bene. Debbo, però, agire così per il bene della Chiesa. E tu desideri la stessa cosa. Maria, Mater Ecclesiae, ora pro me et pro nobis. Anche di sera mi hanno disturbato su questa strana vicenda di una Madonnina che avrebbe pianto. Quanta pazienza ci vuole con questi giornalisti che vanno in cerca sempre del sensazionale, pur trattandosi spesso di stupidaggini. Nel frattempo proibisco ai miei sacerdoti, in maniera categorica, di accedere al luogo dove sarebbero accadute le lacrimazioni".

Tralascio ovviamente altre cose un po’ delicate che, al momento, non è opportuno far conoscere. Un giorno gli storici leggeranno i miei diari. Credo che valga la pena, però, riportare alcune considerazioni da me scritte in data 9 febbraio: "Si osserva attorno una grande sete di sacro. Verrebbe da esclamare con il profeta: «Questo popolo si rende conto che qualcosa non va nell’ingranaggio della vita corrente, fatta di consumismo e di cose effimere». Appena i giornali danno notizia di qualcosa di eclatante, di miracoloso, subito corre, anzi si precipita per vedere, per rendersi conto ed anche si entusiasma… Poveri noi! Ho conosciuto i protagonisti della vicenda: sono gente semplice; appaiono quasi traumatizzati. Può darsi che siano stati oggetto di un raggiro malvagio o maligno, ma potrebbe darsi che tutto sia vero. Povero me, se fosse vero! Questo mi vien da pensare istintivamente. Ma sono sicuro che il Signore mi aiuterà a vederci chiaro in tutto e la Vergine Santa mi proteggerà.

Siamo al 10 febbraio, e aggiungo alle suddette annotazioni: "Mi ha fatto pena il protagonista della vicenda di S.Agostino, Fabio Gregori. Ha pianto, quando si è appartato con me, ritenendosi un uomo pieno di peccati e quasi oggetto di una maledizione di Dio. Il pomeriggio sono stato all’Istituto di Medicina Legale del Policlinico Gemelli, dove il Prof. Angelo Fiore, Direttore del medesimo Istituto ha fatto i prelievi del presunto sangue della Madonnina. Sarà affiancato dal Prof. Giancarlo Umani Ronchi, Direttore dell’Istituto omonimo dell’Università «La Sapienza» di Roma, per volontà della Famiglia Gregori, la quale teme che io riesca a far dire che si tratti di un imbroglio. Un primo risultato immediato è questo: non vi sono marchingegni di sorta entro la statuina, cioè la lacrimazione non è dovuta né a cause meccaniche, né alla natura del materiale della statua. Non resta da pensare, quindi, se non a qualche burlone che abbia fatto uno scherzo di cattivo genere. Ho fatto numerose domande al Prof. Fiori, soprattutto in ordine ad altre possibilità scientifiche che potrebbero far piangere lacrime di sangue. Mi ha risposto che, a suo parere, non esiste alcun’altra possibilità scientifica".

Il giorno 11 febbraio annoto qualcosa, di cui tuttora non mi è lecito parlare.

Giorno 13 febbraio: "In serata ho avuto un incontro con tre persone della località di Sant'Agostino. Non ho avuto una buona impressione, ma posso anche sbagliarmi. Penso sempre che la famiglia Gregori sia vittima di qualche macchinazione di gente che le abbia voluto tendere un brutto tiro. Speriamo che tutto si chiarisca con gli esami scientifici che stanno ultimando al Policlinico Gemelli".

Giorno 16 febbraio: "Mentre scrivo queste righe so già che le lacrime sgorgate dalla piccola statua della Madonna sono sicuramente di sangue umano. Devono ancora approfondire l’esame sui cromosomi: maschile o femminile… A sera penso: ma non potrebbe essere tutto un inganno del demonio? È strano, però… Non ci capisco niente.

Giorno 22 febbraio: "Oggi il Prof. Angelo Fiori, Direttore dell’Istituto di Medicina Legale del «Gemelli» mi ha informato che le lacrime della Madonnina sono vero sangue umano di donna…

Giorno 23 febbraio: "Domani la statuetta sarà sottoposta alle ultime indagini radiologiche e poi si vedrà…"

Giorno 27 febbraio: "Dopo tre indagini ripetute sul sangue, la risposta definitiva è: sangue umano maschile. Che cosa strana, non ci capisco niente! Non resta altro che chiedere un segno alla Madonna, qualora fosse veramente Lei a piangere".

Giorno 1 marzo: Ero stato in Vaticano alla Congragazione per la Dottrina della Fede. "Gli Organi competenti della Chiesa hanno bisogno di esaminare attentamente l’intera questione, sulla quale anch’io dovrò inviare loro un’accurata e circostanziata relazione scritta. Successivamente mi faranno conoscere gli ulteriori passi da compiere. Saggezza e prudenza della Chiesa, la quale in questi fenomeni non deve essere mai frettolosa nella loro valutazione. Durante la giornata c’è stata una continua gragnola di telefonate da parte di giornalisti, agenzie, radio, televisioni, che stanno generando una immensa confusione. È il lato coreografico di una vicenda che potrebbe essere anche seria. Ma con questi giornalisti non ci posso far nulla! Tanto scrivono quello che vogliono".

Giorno 7 marzo: "Ho assistito alla trasmissione televisiva «Chi l’ha visto», in cui sono stati sollevati forti dubbi sulla vicenda della Madonnina. Anch’io… ho espresso molta cautela in queste cose…".

Giorno 13 marzo: "Ricevo una telefonata dal noto esorcista don Gabriele Amorth, il quale non esclude l’influsso diabolico per tutte le altre statue che stanno piangendo in Italia, ma non per la Madonnina di Civitavecchia, pregandomi di non essere molto scettico, perché egli era venuto a conoscenza fin dalla scorsa estate da un’anima da lui diretta spiritualmente che una Madonnina avrebbe pianto a Civitavecchia e che questo segno sarebbe stato di non buon auspicio per l’Italia, ragion per cui sarebbe stato opportuno far penitenza e pregare molto… Naturalmente non ho creduto a questa telefonata, anche se successivamente ne ho parlato con mia sorella Grazia… tanto per farla sorridere un po’ ".

Giorno 15 marzo: "Alle ore 8,15, accade l’incredibile, dopo la celebrazione della Santa Messa e dopo la colazione. Mia sorella, ricordando le parole di don Amorth, mi chiede di permetterle di pregare la Madonnina, facendo accedere anche mio cognato, il quale, per delicatezza, non mi aveva mai chiesto di vedere la piccola statua, che era riposta chiusa nell’armadio di una delle mie suore. Attento all’insistenza di mia sorella, domando alla suora il permesso di poter accedere alla sua stanza assieme a lei stessa. Quindi in quel momento eravamo in quattro. Prendo la Madonnina riposta in un piccolo cestino ed incominciamo a pregare in silenzio, quando dopo qualche attimo mio cognato (io personalmente pregavo con gli occhi socchiusi) mi dice: «Guarda, guarda, che cosa sta accadendo?». La Madonnina aveva ricominciato a piangere dall’occhio destro. Un filo sottilissimo, un po’ più grande d’un capello, dapprima bianco come una lacrima normale, che si bloccava davanti alla piccolissima gota, dove formava come una piccola perla di rubino, che riusciva a scavalcare la gota e a scendere, riformando la lacrima di sangue che già era stata asportata al Policlinico Gemelli. Stavo recitando la «Salve Regina» in latino. Stranamente ero arrivato alle parole: «Illos tuos misericordes oculos ad nos converte». Mia sorella, vedendomi sbiancare in viso, grida aiuto a squarciagola e si macchia il dito con il sangue della Madonnina. Accorre quindi l’altra suora che era in cucina, mentre mio nipote Angelo si precipita dal letto. Quasi svenuto mi accascio su di una sedia e vengo soccorso dal Primario cardiologo di Civitavecchia, Dott. Marco di Gennaro, il quale anche lui constata la lacrima ancora fresca".

Tralascio tutto il resto. Dopo aver ottenuto il permesso del Dicastero competente, il quale mi aveva raccomandato di vigilare sulla ortodossia della devozione, il 17 giugno di quello stesso anno colloco la piccola statua nella Chiesa di Sant’Agostino, dopo che la Magistratura aveva chiesto alla Criminalpol di togliere il sangue per controllare il DNA. Ma su questo argomento riferirà l’Avv. Forestieri (avvocato della Famiglia Gregori).

In quello stesso anno 1995, la piccola Jessica Gregori, mi ha confidato alcuni messaggi, cui allora io non ho creduto, ma che successivamente si sono verificati puntualmente. La piccola di allora, oggi più che quindicenne, ricorda benissimo quei segreti, anche se lei non tutto ha compreso. Tali segreti devono rimanere tali per lei e per me. Per ora non resta altro che pregare e fare penitenza. Sono più che contento che il mondo abbia compreso che a Pantano si venga soltanto per pregare, per fare penitenza e per ritrovare la fede perduta in Cristo Signore, Figlio di Dio e Figlio di Maria.

Prima di concludere questa parte che, dal primo evento delle lacrimazioni, perviene alla quattordicesima lacrimazione avvenuta nelle mie mani, ritengo opportuno trascrivere la lettera del Prof. Giancarlo Umani Ronchi (scienziato laico de «La Sapienza»), a testimonianza di quanto allora accaduto. La lettera mi è stata inviata dopo la sentenza della Magistratura di Civitavecchia, la quale, pur aprendo alla possibilità di un fatto soprannaturale, in cui è competente la Chiesa, stranamente sostiene che ci sia stata una sola lacrimazione.

Ecco il testo della lettera:

Civitavecchia, 21 dicembre 2004.
Prof. Giancarlo Umani Ronchi
Ordinario di Medicina Legale e delle Assicurazioni
nell’Università di Roma "La Sapienza"
00192 Roma - Viale delle Milizie, 52

Roma, li 13 giugno 2001

Egr. Mons. Grillo,

    ho esaminato i documenti da lei inviatemi. Mentre il decreto di archiviazione del Giudice dott. Carmine Castaldo mi sembra nel complesso equilibrato e rispettoso del giudizio della Chiesa «cui incombe l’onere di spiegare... se il fenomeno in questione debba essere meno qualificato miracolo», le osservazioni del Pubblico Ministero dott. Antonio La Rosa suscitano perplessità e amarezza.
    Perplessità perché, pur conoscendoli, ha ignorato fatti che sono emersi in quei giorni senza tenerli in alcun conto o peggio, senza compiere alcuna indagine diretta a verificare la credibilità.
    Mi riferisco alla mia testimonianza, seppure indiretta, della ulteriore lacrimazione avvenuta nelle Sue mani.
    Ricordo, come fosse ora, che il 28/3 presso la sua abitazione, appena vista la piccola statua non ho potuto frenare esclamazioni di meraviglia alla presenza di alcuni poliziotti, del Dott. Spinella della Criminalpol e forse dello stesso Dott. La Rosa (ma non ricordo se fosse presente). Avevo notato che la gota destra presentava una traccia nettamente più estesa di materiale rossastro (poi rivelatosi sangue) rispetto all’ultimo prelievo effettuato presso il Policlinico Gemelli alcuni giorni prima. Il rivolo che secondo i miei ricordi si arrestava all’altezza inferiore del viso (a livello della mandibola); la nuova traccia presentava un colore più chiaro tanto che piuttosto netta, ai miei occhi, appariva la differenza rispetto a quella ancora evidenziabile a monte. Pregai più volte il Dott. Spinella che era stato incaricato, insieme a me e al Prof Fiori, di effettuare distinti prelievi delle due parti del rivolo, ma questi rifiutò adducendo che - comunque - ove vi fosse stata una qualche differenza, sarebbe emersa dalle indagini. Asserzione scientificamente corretta sotto il profilo delle indagini sul DNA, ma indubbiamente erronea ove il Pubblico Ministero avesse formulato anche il quesito sulla cronologia delle diverse parti della traccia ematica.
    All’arrivo del Prof Fiori, il prelievo era stato già completato, tant’è che questi non è stato in grado di confermare quanto da me osservato.
    Amarezza di fronte alle parole del Pubblico Ministero, perché - pur avendo riscontrato «un incremento delle macchie di colore rosso poste sul lato destro del volto della statuetta», non ne tiene conto e preferisce soffermarsi sul fatto che le macchie «non sembrano avere origine dall’occhio» ma dallo «zigomo» e a sinistra «di poco sopra la palpebra». E, contrariamente al giudice, conclude con un «insulto blasfemo», affermazione gravissima per un magistrato e soprattutto irrispettosa nei confronti di chi intendeva dare un diverso significato ai fatti.
    Come uomo di scienza, ritengo che l’obiettività e il rispetto siano segni fondamentali di educazione e di civiltà.
    A Sua disposizione, La saluto cordialmente

Firmato
Giancarlo Umani Ronchi

 

 

LE TESTIMONIANZE

Breve estratto con la testimonianza di Jessica Gregori rilasciata a Don Giovanni d'Ercole per la trasissione televisiva "Sulla via di Damasco" andata in onda su RaiDue.

Un'altro breve estratto video con la testimonianza di Mons. Girolamo Grillo rilasciata sempre a Don Giovanni d'Ercole. Mons.


Documentario della TV Svizzera Italiana (2 giugno 2006)

L'inchiesta realizzata da Valerio Selle per la TSI racconta questa misteriosa vicenda che continua ad appassionare e a far discutere.

"Il mistero delle lacrime"
(dal sito della Televisione Svizzera)

 

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