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IL CASO DELLA MADONNINA DI CIVITAVECCHIA

Il caso della Madonnina di Civitavecchia

«L’albero si riconosce dai suoi frutti»

 

L'inizio della vicenda

La Madonna di Civitavecchia con le lacrime di sangue
La Madonna di Civitavecchia con le lacrime di sangue

02/02/1995 – È il 2 febbraio 1995 quando nel quartiere di Pantano, una frazione periferica di Civitavecchia, la piccola Jessica Gregori chiamò il padre: «Papà, la Madonnina piange, piange sangue!». La bambina, dopo essere uscita di casa, si era fermata a salutare la statuina della Madonna posta nel vialetto della loro abitazione e si accorse che c'era una macchia rossastra su uno degli occhi. Fabio Gregori scese dall’auto dove la attendeva per andare in Chiesa e le andò incontro. «Vidi un rivolo rosso sgorgare dall’occhio destro della piccola statuina – sostiene Fabio Gregori in una intervista – ed all’inizio pensavo che mia figlia nel salutarla, visto che la trattava come se fosse una bambola, si fosse fatta male e di conseguenza l’avesse macchiata in qualche modo; poi pensai, poiché la statua si trovava all’interno di una grotta che avevo realizzato artigianalmente, sovrastata dall’edera, che potesse trattarsi di qualche animaletto nascosto tra le foglie, ma nulla. Quindi sollevai l’icona e poggiai un dito sul liquido che nel frattempo era arrivato all’altezza della gota e costatai che si trattava di sangue e che era caldo. Nel frattempo vidi sgorgare un altro rivolo di sangue anche dall’occhio sinistro e fui terrorizzato. Non sapevo cosa stesse accadendo, presi Jessica in braccio ed andai in chiesa. Al ritorno trovai che la statua era macchiata di sangue  fino al vestito». La statuina era stata regalata alla piccola Jessica da Padre Pablo Martin Sanguino, un sacerdote spagnolo molto interessato ai fenomeni mariani e mistici, all’epoca parroco della Chiesa di Sant’Agostino. La statuina era stata da lui portata in Italia da Medjugorie nel settembre del 1995, e l'aveva regalata alla famiglia Gregori come "ex-voto" per ringraziare la Vergine per il ritorno alla fede cattolica dello stesso Fabio Gregori, da lui abbandonata tempo prima per diventare testimone di Geova. Si tratta di una statuina molto semplice, come tante, fatta in serie per i mercatini dei santuari e dei centri di pellegrinaggio. Intanto non giunge nessun commento dalla curia vescovile.

05/02/1995 – La domenica successiva si calcola che oltre 2000 persone sono andate a vedere da vicino, a toccare e a pregare davanti alla cripta miracolosa. Questa gran confusione che ha creato problemi di circolazione sulle strade, che ha richiesto l'intervento di un gran numero di vigili urbani e di agenti per regolare "il pellegrinaggio", improvvisato dopo la diffusione della notizia da parte dei media. Fabio Gregori, non reggendo a questo stress di tutta questa folla davanti casa sua, è andato a riposarsi a casa della madre, lontano dai curiosi che da due giorni lo tempestano di domande. Anche padre Martin ha visto sgorgare le lacrime della piccola statua, ma non vuole commentare: «Ho consegnato una relazione al Vescovo, dobbiamo essere molto cauti». Tra coloro che affermano di aver assistito ad una delle lacrimazioni si aggiunge anche il comandante dei vigili urbani di Civitavecchia, insieme ad alcuni colleghi. Intanto il Vescovo della diocesi di Civitavecchia e Tarquinia, Mons. Girolamo Grillo, invita alla prudenza ed all'inizio si dice scettico tirando addirittura in ballo possibili malefici di magia nera, dato che la zona di Pantano è infatti nota in città per alcune celebrazioni magiche di questo tipo. Il Vescovo aveva parlato, senza mezzi termini, di sette sataniche che operano nelle campagne di Pantano, fra Civitavecchia e Tarquinia, nelle immediate vicinanze della parrocchia di SAnt'Agostino.

06/02/1995 – Dopo aver trascorso alcune notti insonni, Fabio Gregori trasferisce la statuina in un luogo segreto con l'intenzione di far cessare i pellegrinaggi.

10/02/1995 – La statua viene portata a casa del Vescovo ubicata nel quartiere di San Gordiano, frazione periferica di Civitavecchia. Il presule incarica due ematologi di Roma di effettuare i primi esami sul sangue delle presunte lacrimazioni, Giancarlo Umani Ronchi ed il Professor, Angelo Fiori.  Intanto la procura di Civitavecchia apre un'inchiesta a seguito di un esposto presentato dal Codacons e dal telefono antiplagio, in cui si ipotizza il reato di truffa ed abuso della credulità popolare.

27/02/1995 – Viene lanciata una agenzia ANSA in cui si afferma che "il liquido uscito dagli occhi della Madonnina di Civitavecchia è sangue umano senza artefatti. È quanto hanno appurato  gli scienziati che per 18 giorni hanno effettuato analisi di laboratorio sui campioni della sostanza. La perizia che comunque non stabilisce il gruppo sanguigno è giunta oggi nelle mani del Vescovo della cittadina laziale, Mons. Girolamo Grillo. In sette pagine fitte di considerazioni scientifiche vengono illustrati i risultati dei numerosi test condotti dai professori Angelo Fiori, direttore dell'istituto di medicina legale della Cattolica e Giancarlo Umani Ronchi, ordinario di medicina legale della Sapienza. Massimo riserbo sui contenuti della relazione. «Non posso dire nulla in merito – ha detto il Vescovo – posso solo dire che leggendola non sono rimasto sorpreso». Il Vescovo, da scettico, è diventato ogni giorno che passa sempre più possibilista sulla natura soprannaturale del fenomeno, ed il primo marzo viene ricevuto in Vaticano dal Card. Joseph Ratzinger, prefetto della congregazione per la dottrina della fede. Conclusi gli esami, la Madonnina viene portata in un luogo sicuro: nella caserma dei carabinieri, anche se i fedeli vogliono riavere la statuina.

01/03/1995 – In un'Ansa si afferma che l'incontro tenutosi in Vaticano Tra Mons. Grillo e il Card. Ratzinger è stato di carattere "informativo", dal momento che, quando un fatto assume dimensioni extradiocesane, il vescovo del luogo è tenuto ad informare le autorità superiori. Il Vescovo, incontrando la stampa, ha risposto con secchi "No comment", precisando che in casi come questi la posizione della Chiesa è sempre "molto cauta". Sul presunto evento miracoloso, il Vescovo non ha voluto esprimere un parere sia in senso negativo, che in senso positivo. «I tempi della Chiesa sono lunghi» ha dichiarato Grillo: un'affermazione che può significare nuove cautele per evitare clamorose smentite.


Il Dossier della diocesi

23/01/2005 – Jessica Gregori ha rilasciato una intervista al Tg5 in cui ha descritto i particolari del vestito della Vergine e ha riferito le raccomandazioni di pace, di preghiera e di pentimento rivolte al genere umano da Maria. In proposito la giovane Gregori ha poi sostenuto di aver rilasciato delle dichiarazioni importanti di cui il mondo ancora non sa nulla sia alla commissione teologica che a Mons. Girolamo Grillo. La parola è passata poi al Vescovo che si è limitato a confermare quanto detto dalla Gregori. Il motivo dell’intervista è la pubblicazione del dossier consistente in 170 pagine che racchiudono una serie di relazioni e di documenti che testimoniano la cronaca dei fatti avvenuti 10 anni fa, in particolare del 15 marzo del 1995, quando, com’è noto si verificò l’ultima lacrimazione della Madonnina di Medjugorie proprio nella casa del Vescovo di Civitavecchia Mons. Girolamo Grillo. Il dossier è stato rilasciato dalla Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia in occasione del decimo anniversario delle lacrimazioni della Madonnina a Civitavecchia ed è intitolato "Non dimenticare i gemiti di tua madre!". In esso compaiono per la prima volta gli appunti del vescovo Mons. Grillo trascritti dal suo diario personale e una sia intervista, la cronaca degli eventi curata da Padre Flavio Uboldo, la testimonianza della piccola Jessica Gregori, la narrazione della vicenda giudiziaria della Madonnina a cura dell'avvocato Bruno Forestieri e una valutazione teologica curata dal noto mariologo Padre Stefano De Fiores. Secondo De Fiores “a Civitavecchia non c’è altra spiegazione logica e sostenibile se non l’accettazione di un intervento divino”. Il dossier è disponibile in questo sito web.


I frutti spirituali

08/02/2005 – Sulle colonne del quotidiano cattolico Avvenire viene pubblicato un articolo dedicato alla lacrimazione della Madonnina di Civitavecchia. Si tratta di un fatto importante, dal momento che l'organo di informazione ufficiale della CEI è solito pubblicare articoli solo di miracoli ufficialmente riconosciuti. Nella intervista a Mons. Girolamo Grillo così leggiamo: «L’albero si riconosce dai suoi frutti». Citando questa frase tratta dal vangelo, Grillo sostiene come l’ondata di pellegrini in visita alla parrocchia di Sant’Agostino successiva alle lacrimazioni della Madonnina non solo non è venuta meno, ma col passare del tempo si è spogliata anche delle scorie di sensazionalismo. «Quindi quanto espresso – commenta il Presule – durante un colloquio avuto all’indomani delle lacrimazioni col Card. Ratzinger secondo cui “qualora il fatto si fosse rivelato non di origine sovrannaturale si sarebbe sgonfiato da solo, mentre, se lo fosse stato, nessuno avrebbe potuto fermare la Madonna", aveva all’epoca, già il suo fondamento. Tante sono state, infatti, le conversioni anche di ex-musulmani, tante le famiglie ricomposte e molte donne hanno avuto la gioia di diventare madri. (...) Fino a 20 anni fa Civitavecchia era considerata "la Stalingrado del Lazio": il 60 per cento di comunisti, una città anticlericale e anarchica. Oggi credo che questo fatto abbia lasciato il segno. Certo, se è davvero la Madonna che ha pianto, non credo abbia pianto solo per Civitavecchia». L’intervista si conclude con la richiesta del Santo Padre al Vescovo di costruire un santuario e con l’idea avanzata, invece, da Grillo di essere aiutato anche nella realizzazione di una casa delle suore di Madre Teresa di Calcutta.


Mons. Grillo: conosco cose che non posso ancora rivelare

07/11/2005 – Mons. Girolamo Grillo, commentando la situazione relativa alla inchiesta che la Chiesa sta conducendo in merito alle lacrime di sangue presenti sulla Madonnina di Civitavecchia, afferma che «il caso non è chiuso». In un articolo pubblicato dal quotidiano La Stampa così commenta il presule: «Non posso dire di più per il momento; le cose segrete non le ho dette mai, e non le dirò fino al momento in cui non avrò il "via libera". Molte cose non ho detto, e quelle le potrò dire solo al momento opportuno. Ma il caso, dopo dieci anni, non è chiuso. Il vescovo di Civitevecchia sa delle cose che non è ancora il momento di rivelare».


Una seconda commissione costituita dal Vaticano?

12/12/2005 – Mons. Tarcisio Bertone, in un intervento televisivo del andato in onda il 17 febbraio 2005 durante la trasmissione "A porta a porta" condotta da Bruno Vespa su RaiUno, rivela che sulla Madonnina di Civitavecchia il Vaticano si è espresso con una formula interlocutoria: «Non consta la soprannaturalità dell’evento», ossia con una formula che, se da un lato non esclude la possibilità di un fatto soprannaturale, dall’altro non lo afferma. In questi anni non si era mai saputo se, quando e come la seconda commissione, di cui risulta ignota la composizione dei membri, avesse concluso i suoi lavori. Questa rivelazione è stata effettuata sul finire della trasmissione, tornata ad occuparsi di apparizioni mariane, con particolare riferimento a quelle di Fatima e Medjugorie. Da qui il passo è stato breve verso le lacrime di sangue della Madonnina di Pantano, visto che, peraltro la statua è stata acquistata proprio nelle bancarelle del santuario jugoslavo da Don Pablo, parroco all’epoca della Chiesa di Sant’Agostino.

Dopo le conclusioni della prima commissione, quella nominata dalla diocesi che aveva espresso un parere sostanzialmente favorevole al fenomeno (5 voti favorevoli, 4 con dubbio sospensivo ed 1 contrario), ne è stata creata un’altra che, invece, si è espressa in modo diverso. Secondo alcune indiscrezioni sembra che la supervisione di questa seconda commissione sia stata affidata al Card. Camillo Ruini con la partecipazione di esperti di fiducia indicati dal Sant’Uffizio. Tuttavia quanto espresso dalla seconda equipe, oltre a non essere mai stato diffuso, sembra non essere avallato ufficialmente dal dicastero di Ratzinger. Interpellato dal quotidiano Il Giornale, Mons. Girolamo Grillo si è limitato a dire di non aver avuto alcuna comunicazione ufficiale di questo risultato: «Ammesso che questa commissione esista – sostiene Grillo – ritengo sia abbastanza grave che non mi abbia mai interpellato, né interrogato sulla faccenda. D’altro canto la prima commissione si pronunciò sulla sola veridicità delle lacrime di sangue e non sulla loro soprannaturalità. Quindi, per quanto mi riguarda, la congregazione ancora si deve esprimere e se Bertone avesse letto il mio dossier avrebbe appreso che non ho mai parlato di evento soprannaturale, bensì di evento inspiegabile. Come ogni fenomeno inspiegabile non si possono avere a mio parere metri di valutazione per affermare che un evento consti o meno di soprannaturalità, ma ci vuole tempo e la Chiesa, lo si vede nei processi di beatificazione e santificazione procede sempre con cautela e talvolta impiega moltissimi anni».


Ecco i messaggi che Madonnina lasciò a Jessica

22/03/2005 – Ieri sera, in una intervista trasmessa dal Tg5, Padre Flavio Uboldi ha fornito ulteriori e clamorose rivelazioni. All’epoca il sacerdote era stato incaricato dal Vescovo Girolamo Grillo di seguire la famiglia Gregori all’indomani dell’evento delle lacrimazioni e, quindi, ha avuto modo di seguire da vicino tutte le vicende che nel corso di 10 anni si sono susseguite a casa Gregori. Secondo quanto riferito da Padre Flavio nel corso dell'intervista «la Madonna ha parlato a Jessica Gregori di cose che aveva già detto ai pastorelli di Fatima e che lei deve ora testimoniare». La piccola ebbe circa 92 apparizioni della Vergine e soltanto ora il sacerdote avrebbe avuto il nulla osta dalla Chiesa per diffondere il contenuto dei messaggi lasciati dieci anni fa a Jessica, parlando, inoltre, anche di una voce maschile da attribuire a Gesù che spiega come quelle lacrime di sangue siano da intendersi come un avvertimento. Queste parole – secondo il cappuccino – spiegherebbero il fatto che il sangue «pianto» dalla statuina sia risultato – agli esami di laboratorio – sangue maschile. «Ci sono dei messaggi – ha poi affermato Don Uboldi – che riguardano anche la Chiesa e la sua unità, con la raccomandazione di essere uniti al Santo Padre, in pericolo perché Satana cerca di distruggere la sua opera e di gettare ombra sulla Chiesa». Altri messaggi parlerebbero del pericolo di apostasia (abbandono della fede), perché anche oggi Satana cerca di dividere e devastare la Chiesa.

 

Piange anche la seconda copia della Madonnina di Medjugorie

Monsignor Grillo depone la Madonna piangente su un altare
Piange anche la seconda copia della Madonnina

29/03/2006 – Questa lacrimazione della seconda copia della Madonnina di Medjugorje donata il 10 aprile del  1995 alla famiglia Gregori dal cardinale Deskur) si aggiunge alle già note essudazioni di olio profumato, che sembra si verificano in alcuni periodi dell’anno in coincidenza del Natale, della Pasqua e durante altre festività liturgiche. Fabio Gregori non ha rilasciato commenti sul fenomeno, cosa che spetterà alla Chiesa, ma ha solo confermato che il fenomeno avvenne per la prima volta il 28 marzo 2005, quando Papa Giovanni Paolo II era in agonia, e proseguirono fino al 2 aprile, giorno della sua morte. Quindi, a distanza di un anno dalla morte del Santo Padre, la statuina ha nuovamente lacrimato. «Martedì scorso – dichiara – eravamo raccolti in preghiera in casa assieme ad un nutrito gruppo di persone, quando l’icona si è messa a lacrimare improvvisamente. Subito ho avvertito il Vescovo, il quale mi ha consigliato di chiamare Don Elio, il parroco della Chiesa di Sant’Agostino. Giunto sul posto si è constatato, perché toccate ed assaggiate, che fossero lacrime salate, lacrime umane». Questi sono i fatti, a cui Fabio Gregori, in obbedienza a Mons. Girolamo Grillo, non aggiunge altro.

31/03/2006 29/03/2006 – A questo punto interviene direttamente il vescovo dopo aver visto lacrimare di persona in casa Gregori la seconda copia della statuetta: «Ha pianto davanti a me per 10 minuti. Era necessario che andassi – dice il Vescovo – visto che la notizia ormai aveva fatto il giro del mondo e quindi non avrei potuto fare altro che andare dai Gregori per verificare il nuovo evento. È singolare il fatto  come le lacrime, che, evidentemente, sono scese abbondantemente dal 28 marzo ad oggi, abbiano sbiancato la stessa statuina del giallo, che, le precedenti essudazioni di olio le avevano lasciato sul vestito. Questa mattina Fabio Gregori, come del resto ieri, ha filmato la lacrimazione. È stato davvero bello vedere che piangeva da tutte e due gli occhi e vedere il liquido scendere lungo le pieghe del vestito fino a bagnare un fazzoletto che le era stato posto ai piedi. Sicuramente esiste un legame tra la due lacrimazioni: quelle di sangue avvenute il 2 febbraio del 1995 e queste ultime, poichè, come è noto, il 10 aprile del 1995, il Cardinale Deskur, per volere del Papa, donò la seconda icona alla famiglia Gregori, perché la prima restasse alla Chiesa. Mi auguro, ovviamente che non si ripetano le vicende già vissute per la prima Madonnina, anche se penso che ciò che si è verificato a distanza di un anno dalla morte del Santo Padre sia solo un segno, forse una coincidenza, probabilmente un legame con Giovanni Paolo II». Con questa dichiarazione il vescovo non vuole avanzare alcun pronunciamento ufficiale su un fatto che richiederebbe ancora un lungo iter di indagini, e pertanto rimane, come unico punto di riferimento per i pellegrini, la prima Madonnina che ha pianto lacrime di sangue collocata nel Santuario di Sant’Agostino.


Nuove lacrimazioni

21/10/2006 – Da circa dieci giorni, sulle gote della statuina della Madonnina custodita dal giugno del 1995 in una teca blindata all’interno della Chiesa di Sant’Agostino, sono ricomparse delle macchie rossastre. A notare il raffiorarsi delle lacrime, scomparse dal volto della statuina per il susseguirsi all’epoca di perizie ed accertamenti da parte della Criminalpol, è stato il segretario del vescovo Girolamo Grillo. «È stato Vincenzo, uno dei miei segretari – commenta Grillo – a notare la ricomparsa delle lacrime, tanto da decidere di fare una foto alla statua con il suo cellulare perchè anch’io vedessi ciò che aveva scorto. Vista l’immagine, pensai, inizialmente, che si trattasse di un riflesso di luce. Quindi diedi mandato a Vincenzo di far fotografare la Madonnina da un bravo fotografo per appurare il fenomeno. Quando lo scorso 17 ottobre vidi gli scatti ingranditi notai con stupore che la foto realizzata con la luce naturale metteva in evidenza più delle altre la presenza di macchie dal colore rossastro. Anche le suore le suore che abitano nella mia casa lo scorso 13 ottobre hanno visto personalmente le macchie in questione. Perciò ieri sono andato personalmente nella Chiesa di Pantano ed ho constatato de visu quanto avevo già visto e mi era stato detto. Sono rimasto un quarto d’ora davanti alla teca e sinceramente non so spiegarmi quanto sta accadendo. Che succede? Mah! È un mistero, che posso dire?!». Ora la chiesa di Sant’Agostino continua a restare chiusa al pubblico perché interessata da interventi di riparazione in seguito a danni alla struttura causati dal passaggio di una tromba d’aria di natura tropicale.

 

Mons. Grillo ha ottenuto il permesso di parlare

04/02/2008 – Il prelato, intervistato dalla trasmissione televisiva "Uno Mattina" andata in onda su RaiUno, ha confermato personalmente la notizia pubblicata per la prima volta il 25 gennaio di tre anni fa da Il Giornale. La notizia, riportata da Andrea Tornielli, riguardava il fatto che Giovanni Paolo II credesse nelle lacrimazioni della Madonnina di Civitavecchia tanto che cinque anni dopo volle lasciare un attestato che provasse questa venerazione. Papa Wojtyla riteneva infatti questo segno delle lacrime di Maria come un "segno" importante. Nel documento, mostrato per la prima volta dopo che il prelato è stato autorizzato a farlo, si legge la ricostruzione della serata in cui Grillo oltrepassò le mura vaticane portando con sé la piccola statua di gesso di proprietà della famiglia Gregori. Il Papa pregò davanti alla Madonnina, la benedisse, la baciò e le mise sul capo una piccola corona d'oro e nelle mani una coroncina d'oro del Rosario, che la statuina porta ancora con sé. Non si tratta di una approvazione ufficiale dell'evento da parte della Chiesa, ma questi gesti esprimono comunque attenzione e grande considerazione nei confronti dell'evento, e quanto è accaduto non potrà non avere un peso.

Civitavecchia: il documento firmato da Papa Wojtyla
Il documento firmato da Papa Wojtyla. Giovanni Paolo II credeva dunque nella Madonnina di Civitavecchia e riteneva che quelle lacrime erano un messaggio importante della Madonna.

05/02/2008 – Mons. Girolamo Grillo rilascia una lunga intervista al vaticanista Giuseppe De Carli.

 

I LIBRI PER APPROFONDIRE

Il dossier a cura dell'Ufficio Diocesano di Civitavecchia

Non dimenticare i gemiti di tua Madre!

Rivista diocesana
NON DIMENTICARE I GEMITI DI TUA MADRE!

Sono trascorsi dieci anni da quando a Civitavecchia in un giardino della famiglia Gregori (2-6 febbraio 1995) e poi nelle mani del Vescovo diocesano Girolamo Grillo (15 marzo 1995) si sono susseguite 14 lacrimazioni di sangue in una statuetta della Madonna. Dopo l'interessamento della stampa che ha fatto rimbalzare la notizia in Italia e in tutto il mondo, i giornali ormai non ne fanno parola, similmente gli storici stanno zitti, teologi e pastori si sono chiusi in un riserbo e silenzio assoluto. Nel decennale degli eventi il senso di responsabilità spinge a sostenere i fedeli presentando loro una documentazione, certo non esauriente, ma comunque significativa ed atta a rinnovare la loro convinzione e la loro pietà che ha percepito nelle lacrime della Madonnina un segno di amore materno, vicinanza solidale e condivisione dei dolori che attanagliano l'umanità soprattutto in questi tempi drammatici e tragici. I saggi qui raccolti sono in gran parte inediti e rappresentano un invito a rivisitare il problema dell'autenticità delle lacrimazioni di sangue della Madonnina e a percepirne il significato teologico e spirituale.

Sito web con il dossier

 

Fabio Uboldi: La Madonna di Civitavecchia

La Madonna di Civitavecchia

Flavio Uboldi
LA MADONNA DI CIVITAVECCHIA
Lacrime e messaggi

Piemme – 2006

Una statuina della Madonna, proveniente da Medjugorje, comincia a lacrimare. Sono lacrime di sangue che impressionano l’opinione pubblica. Tutti ne parlano: emittenti televisive, giornali, settimanali… Se ne interessa anche molta stampa estera. Sono passati undici anni da quel 2 febbraio 1995, giorno della prima lacrimazione. Furono avviate indagini da parte della Magistratura di Civitavecchia, che non riscontrò inganni, e da parte di una Commissione Teologica Diocesana che riconobbe la “veridicità” del fatto e la sua inspiegabilità naturale. Un’inchiesta circostanziata ricostruisce l’evento attraverso l’esame dei documenti originali. Si evidenziano tre realtà: la lacrimazione di sangue della prima statuina; la “trasudazione” di un’essenza profumata da una seconda statuina; apparizioni e messaggi. Della lacrimazione di sangue si è parlato molto, poco delle altre realtà. Il racconto riporta le testimonianze di chi ha assistito all’emanazione di balsamo profumato. L’aspetto inedito finora mai raccontato è costituito dai messaggi, che non hanno ancora ricevuto il riconoscimento e l’approvazione della Chiesa, ma che invitano in ogni modo a una profonda riflessione da parte di tutti.

 

RASSEGNA STAMPA

• 08/04/1995 – Messori: quelle lacrime il segno delle apparizioni di Medjugorje
di Michele Brambilla sul Corriere della Sera
• 23/01/2005 – Civitavecchia, ecco le prove del miracolo
di Vittorio Messori sul Corriere della Sera
• 08/02/2005 – Civitavecchia, un mistero lungo dieci anni
di Mimmo Muolo sull' Avvenire
• 29/06/2005 – La prova che Giovanni Paolo II venerò la Madonna di Civitavecchia di Andrea Tornielli su Il Giornale
• 21/07/2005 – Conversione contro la catastrofe
di Antonio Socci su Il Giornale
• 07/11/2005 – Parla il Card. Andrzej Maria Deskur: «Vere le lacrime della Madonnina di Civitavecchia»
di Marco Tosatti, su La Stampa
• 05/02/2008 – «Non siate scettici: quelle lacrime di sangue sono un segno»
di Andrea Tornielli, su Il Giornale
• 06/02/2008– Giuseppe De Carli intervista Mons. Girolamo Grillo
di Giuseppe De Carli, su Il Tempo

 

ALTRI MISTERI

 

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