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MEDJUGORJE

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IL CASO MEDJUGORJE

Commenti teologici ai principali messaggi

«Dio mi manda a voi per amore, per aiutarvi a capire che senza di Lui non c’è né futuro, né gioia, ma soprattutto non c’è salvezza eterna» (25 aprile 1997)

 

L'aspetto escatologico delle apparizioni

Cielo a Medjugorje
«Il Cielo è la meta a cui dovete tendere» (6/11/1986)

I NOVISSIMI – Una parte importante del messaggio di Medjugorje è quella che riguarda i «novissimi», ossia delle ultime vicende della vita umana. Le parole del messaggio della Madonna sono molto più chiare e toccano il destino eterno dell'uomo con molta più frequenza di quanto facciano i sacerdoti nelle loro prediche. Anzi, la prima parola che la Madonna ha detto ai veggenti aveva un palese carattere escatologico. Nelle sue rivelazioni a Medjugorje, si manifesta costantemente il messaggio della Madonna riguardo ai «novissimi». Esso non è rivolto solo ai veggenti, perché è stato loro raccomandato di divulgarlo a tutti con forza, per indurci a riflettere spesso sulle realtà che ci attendono. La Madonna sa molto bene che Dio ha detto all'uomo, fin dall'Antico Testamento: «Ricordati delle ultime realtà e non peccherai mai» (Sir 7,36).

LA VITA ETERNA – Quando la giovane veggente Ivanka ha chiesto alla Madonna della sorte di sua madre, deceduta alcune settimane prima, Ella le ha risposto subito dicendole che sua mamma sta bene e che è felice insieme a lei, in Paradiso. La stessa cosa ha fatto in seguito alla morte di Padre Slavko, padre spirituale di Medjugorje, nel messaggio dato il 25 novembre 2000: «Gioisco con voi e desidero dirvi che vostro fratello Slavko è nato al Cielo e che intercede per voi». Ancora, dopo la morte di Giovanni Paolo II, la Madonna ha mostrato al veggente Ivan il Santo Padre dicendo: «Il mio caro figlio è qui con me». Poteva forse la Madonna dire agli uomini qualcosa di più consolante e di più incoraggiante di questo? Ha ricordato a noi tutti che lo scopo fondamentale che domina tutta l'economia della salvezza è che suo Figlio Gesù è risorto il terzo giorno vincendo la morte; così ci ha dimostrato che il nostro ultimo destino non è la morte, anzi, proprio da questa inizia la vera vita. "Se non ci fosse stata la risurrezione di Cristo, la nostra fede sarebbe vana", come afferma San Paolo (1Cor 15, 15-19). Accecato dall'attrattiva dei beni terreni l'uomo spesso si attacca ad essi a tal punto che spesso perde di vista le realtà che lo attendono nella vita futura. È così che egli si trova molto spesso tra la speranza e la disperazione; da questa cerca di uscire, ma purtroppo non di rado prende una strada sbagliata, che non lo tiene lontano neppure dalla disperazione.

PARADISO, INFERNO E PURGATORIO – La Madonna non cessa mai di ammonirci come una buona madre, anzi, va oltre, mostrando chiaramente a ai veggenti e attraverso loro a tutti noi il Paradiso, il Purgatorio e l'Inferno. Da queste visioni la Madonna non ha escluso nessuno dei sei veggenti ma a Mirjana ha dato particolari spiegazioni. La Madonna le ha infatti spiegato quello che a noi sembra un contrasto difficile da sanare: vale a dire il contrasto tra la misericordia divina e l'eternità dell'Inferno. Le ha spiegato che l'eternità dell'Inferno si fonda sull'odio che i dannati hanno verso Dio, per cui non desiderano neppure lasciare l'inferno. Le ha detto cose interessanti anche sul Purgatorio. La Madonna glielo ha mostrato quasi suddiviso per gradi: coloro che stanno più in basso, non pregano neppure per la propria liberazione; altri invece pregano e desiderano preghiere per essere liberati al più presto da quello stato. Queste stesse verità sono state spiegate dalla Madonna a Vicka e a Jakov, quando improvvisamente li ha portati con sé in cielo, per mostrare loro il Paradiso, il Purgatorio e l'Inferno.

LA COMUNIONE DEI SANTI – A una precisa domanda di una delle veggenti, la Madonna ha risposto che, a favore di noi che siamo sulla terra, possono pregare non solo le anime del Paradiso, ma anche quelle del Purgatorio: sia le une che le altre possono intercedere per noi, perché con più facilità e sicurezza raggiungiamo la beatitudine eterna, dove saranno appagate le nostre più profonde aspirazioni. Si tratta di una splendida conferma della verità della «Comunione dei Santi», per noi che la professiamo nel Credo.

IL RICHIAMO MATERNO DI MARIA – A dire il vero, tutta la Rivelazione ci parla di questo, ma l'uomo se ne dimentica facilmente. L'uomo d'oggi è colpito proprio da questa malattia: la dimenticanza delle verità soprannaturali. Perciò la Madre le ripete con insistenza e con chiarezza ai suoi figli irrequieti e accecati. Il guaio dell'uomo è proprio questo: non c'è nulla, né dentro né fuori di lui, che lo porti a ricordarsi delle verità soprannaturali. È soprattutto lui che cerca di dimenticarle, immergendosi esclusivamente nelle realtà presenti. Ci sono inoltre tanti richiami terreni che lo ingannano, facendogli credere che esistano molti beni che possono renderlo felice. Invece la verità è che esistono solo due vite: quella attuale e quella futura. L'uomo non ha altra scelta: prima vive su questa terra e poi, lo voglia o no, viene il giorno in cui deve trasferirsi nell'aldilà. Lo sappiamo; è un mistero che ci interessa e ci compenetra. Certamente la nostra realizzazione definitiva, la nostra totale vicinanza al Signore stesso, è anch'essa un mistero indicibile, al quale ci avviciniamo col trascorrere della vita.


Satana nei messaggi di Medjugorje

Satana nei messaggi di Medjugorje
Satana nei messaggi di Medjugorje è il titolo del libro di Padre Livio Fanzaga e pubblicato dalle Edizioni Sugarco che espone ampiamente questa tematica

«SATANA ESISTE» – In nessuna delle apparizioni della Madonna in 2000 anni di Cristianesimo c'è mai stata una allusione a satana così chiara come avviene nei messaggi di Medjugorje. In questi 25 anni di apparizioni, tra le tante tematiche che ha toccato e che ha risvegliato nella catechesi e nella predicazione, la Madonna ha dedicato almeno 80 messaggi a svelare l'opera di satana, il principe dei demoni e degli angeli ribelli. La Madonna lo chiama con il suo nome biblico, che significa "avversario", non solo di Dio ma anche dell'uomo. Oggi c'è un certo timore nel parlare di satana anche all'interno della Chiesa perché lo si ritiene un personaggio mitico. Si tratta invece di un grande pericolo perché eliminando satana dalla prospettiva di fede cristiana ed eliminando l'aspetto escatologico dell'esistenza dell'Inferno, si elimina la possibilità della dannazione eterna disincentivando le anime al combattimento spirituale con gravi pericoli per la loro salvezza.

UNA CATECHESI SISTEMATICA – La Madonna in tutti questi messaggi ha evidenziato come satana agisce di nascosto non solo dietro la tentazione quotidiana ma anche dietro gli avvenimenti e dietro le persone. Il suo scopo è allontanarci dalla preghiera, dalla fede e – in definitiva – da Dio utilizzando le false luci del mondo e operando senza che ce ne accorgiamo. Satana opera incessantemente soprattutto in tre ambiti: per distruggere le famiglie, per incitare all'odio e alla guerra e per sedurre i giovani. La Madonna in queste rivelazioni private non dice nulla di nuovo, ma approfondisce e attualizza ciò che è contenuto all'interno della Sacra Scrittura e in particolare svela il mistero del male contenuto nel Nuovo Testamento.

SATANA OGGI OPERA PER DISTRUGGERE I GIOVANI E LE FAMIGLIE – Dietro alle cose effimere che il mondo offre soprattutto ai giovani d'oggi non è difficile scorgere l'opera seduttrice di satana. Infatti, finché un giovane è impegnato nello studio o nel lavoro, difficilmente subisce gravi deviazioni, cosa che invece accade molto più facilmente nel tempo libero. Il tempo libero se ben speso non è affatto un qualcosa di negativo, ma può diventarlo se viene usato per danneggiare il corpo e l'anima attraverso la droga, l'alcool, il sesso libero e il denaro facile. Molti sono i giovani che oggi vivono solo in funzione del divertimento e dello "sballo" del sabato sera, andando alla ricerca delle più rinomate discoteche e pub spesso per colmare un vuoto esistenziale che gli attanaglia.

«SATANA È SCIOLTO DALLE CATENE» La Madonna, con questa espressione, ci aiuta a comprendere il periodo storico nel quale viviamo: si tratta di un tempo inedito della storia dell'umanità, dove il mondo è per la prima volta a rischio di autodistruzione perché l'orgoglio dell'uomo che attraverso la padronanza della scienza e della tecnica vuole impadronirsi della vita è capace di distruggere anche l'intera creazione. La Madonna denuncia l'esistenza di questo pericolo perché lo si possa combattere, in particolare con la preghiera, in particolare quella del Santo Rosario, e con il digiuno.

SATANA SI MANIFESTA A MIRJANA – Si tratta di un episodio che la veggente Mirjana difficilmente racconta, ed anche nel corso delle interviste realizzate da Padre Livio a Radio Maria evita di parlarne. Esiste però una intervista, fatta da Padre Tomislav Vlasic e pubblicata nei primi anni '80 in un volume non più in commercio, che racconta questo significativo episodio. Riportiamo questo importante passaggio dell'intervista.

Padre Tomislav – Lascia che ti faccia un'altra domanda: dov'è attivo, in modo particolare, il demonio ai nostri giorni? Ti ha detto la Vergine tramite chi e come si manifesta maggiormente?
Mirjana – Soprattutto in quegli individui che non hanno un carattere equilibrato, nelle persone che vivono divise tra di loro o in quelle che si lasciano trascinare da diverse correnti. Ma il demonio ha una preferenza: aspira ad entrare nella vita dei credenti più convinti. Si è visto che cosa è capitato a me. Il suo scopo è quello di attirare a sé il maggior numero di coloro che hanno fede.
Padre Tomislav – Scusa, spiegami che cosa hai voluto dire quando hai pronunciato la frase «che cosa è capitato a me». Volevi forse riferirti a quel fatto di cui mi avevi parlato tempo fa?
Mirjana – Sì, proprio a quello.
Padre Tomislav – Però non ne hai mai parlato nell'intervista che stiamo registrando. Non hai mai detto che cosa ti è accaduto personalmente.
Mirjana – È vero. Penso che questa faccenda risalga press'a poco a circa sei mesi fa. Non so esattamente il giorno preciso in cui accadde. Come faccio spesso, mi ero chiusa a chiave nella mia camera ed ero sola. Mi ero messa a pensare alla Madonna e mi ero inginocchiata, senza farmi ancora il segno della croce. All'improvviso, c'è stato un bagliore nella stanza e mi è apparso il demonio. Non so spiegarlo, ma capii, senza che nessuno me lo dicesse, che quello era un demonio. Naturalmente lo guardai con grande stupore e paura. Appariva orribile, era qualcosa di nero, tutto nero e... aveva qualcosa di terrificante... qualcosa di irreale. Lo fissai: non capivo che cosa volesse da me. Cominciai a sentirmi confusa, debole e alla fine persi conoscenza. Quando mi ripresi, mi accorsi che lui era ancora lì e stava sogghignando. Era come se volesse darmi forza, per essere in grado di accettarlo normalmente. Si mise anche a parlare e mi spiegò che, se l'avessi seguito, sarei diventata sempre più bella ed anche più felice delle altre persone... e mi disse altre cose simili. Insisteva nell'affermare che la sola cosa di cui non avevo bisogno era la Madonna. E c'era un'altra cosa di cui non avrei avuto più bisogno: la mia fede. «La Madonna ti ha portato soltanto sofferenze e difficoltà!» – mi disse –. Lui, invece, mi avrebbe offerto le cose più belle che esistono. A questo punto ci fu qualcosa in me... non so dire che cosa fosse, se fosse in me o qualcosa nella mia anima... che cominciò a dirmi: «No, no, no!». Cominciai a tremare e cercai di scuotermi. Sentii dentro me un tormento terribile e lui scomparve. Poi, apparve la Madonna e, come lei fu presente, la mia forza ritornò: fu lei a farmi capire chi fosse quell'essere orribile che avevo visto. Ecco quello che mi è accaduto. Stavo dimenticando una cosa. La Madonna, in quell'occasione, mi ha anche detto: «È stato un brutto momento, questo, ma ormai è passato». (...) La Madonna ha anche aggiunto che nel mondo esiste un gran numero di falsi profeti e che, nella nostra epoca, c'è gente che mente, affermando di essere lei o Gesù. E questo è un peccato gravissimo: dovremmo pregare molto per queste persone. Anche la Madonna ed io abbiamo pregato insieme, per due settimane, esclusivamente per questi falsi profeti. Loro non riescono a capire che grave peccato sia mentire, dicendo di essere qualcuno venuto dal cielo. (Cf. L. Rooney - R. Faricy, Maria regina della Pace. Medjugorje, Milano 1984)

 

Le religioni non sono tutte uguali

Alcune obiezioni ai primi messaggi dati dalla Madonna riguardano l'ecumenismo. Questo problema è stato ampiamente affrontato dal teologo René Laurentin nel suo volume "Messaggio e pedagogia di Maria a Medjugorje". È importante ricordare come i messaggi dei primi anni delle apparizioni non venissero raccolti sistematicamente e pertanto la ricostruzione che ne è derivata è stata frammentaria e non priva di difficoltà. I principali limiti di questa ricostruzione sono dovuti al fatto che alcuni messaggi sono stati tramandati a voce, altri per iscritto, alcuni riferiti subito, altri dopo molto tempo, alcuni sono datati, altri risultano senza data. Tra questi messaggi risultano problematici quelli che si appellano al rispetto per le altre religioni, che potrebbero essere interpretati come se in definitiva tutte le religioni fossero uguali davanti a Dio. Ciò necessita un importante chiarimento, in quanto tale affermazione è contraria alla dottrina cattolica, che – nella costituzione conciliare Lumen gentium del Concilio Vaticano II – si limita soltanto ad affermare che in ognuna delle grandi religioni c'è del buono e del vero, ma che la conoscenza di Dio da parte delle altre religioni risulta comunque parziale: solo in Gesù Cristo si dà la rivelazione della pienezza della verità divina e solo per mezzo di Gesù Cristo si compie la salvezza dell'intero genere umano.

Secondo Laurentin però il linguaggio croato che nei messaggi fa riferimento alle "religioni" ha caratteristiche molto particolari in quanto, in una situazione di conflitto etnico come quella in cui si trovava Medjugorje, concetti come "religione" e "nazionalità" spesso finiscono per coincidere e confondersi. Il 10 gennaio 1983, Mirjana, interrogata su questo argomento, così risponde a Fra Tomislav Vlasic: «La Gospa ha detto spesso che i credenti, soprattutto nei villaggi, per esempio qui a Medjugorje, si oppongono agli ortodossi e ai musulmani. Non è una cosa buona. Essa ha detto anche che c'è un solo Dio e che gli uomini si sono divisi. Voi non siete cristiani se non rispettate le altre religioni, la musulmana e la serba». (Intervista fatta a Mirjana da Y. Vlasic, in R. Faricy, Medjugorje, p. 60).

La confusione della terminologia appare evidente: essere serbo è una nazionalità, non una religione; la religione predominante dei serbi è quella ortodossa, ma i serbi che esercitano il potere a Belgrado non sono ortodossi ma atei, cioé senza religione. Tale ambiguità è significativa per esemplificare il clima ambientale che permea non solo il linguaggio, ma anche le istituzioni. La correlazione tra religione e nazionalità è costante e la si ritrova anche nella Costituzione della Federazione Jugoslava, nella quale il governo comunista ha attribuito ai croati che sono divenuti musulmani la nazionalità musulmana e non più croata. Ufficialmente pertanto queste persone finiscono per non aver altra nazionalità se non la loro religione: situazione che risulta paradossale in un regime ateo, sebbene tale interferenza sia un fatto comune.

In un tale contesto il termine “religione” indica pertanto le persone e non le dottrine, le confessioni o le istituzioni religiose. Il seguito immediato dell'affermazione di Mirjana nella sopra citata intervista lo conferma: «Voi non siete cristiani se non li rispettate. Spesso le persone si burlano degli altri». Non rispettare 'le altre religioni', significa pertanto non offendere le persone che le praticano. Si tratta quindi delle persone e non delle religioni, né della verità di cui sono portatrici.

A. G.

 

I COMMENTI AI MESSAGGI DI PADRE LIVIO


L'urgenza del rinnovamento spirituale

Padre Livio

25 OTTOBRE 2006 – «Cari figli, oggi il Signore mi ha permesso di dirvi nuovamente che vivete in un tempo di grazia. Non siete coscienti, figlioli, che Dio vi dona una grande opportunità per convertirvi e vivere nella pace e nell’amore. Voi siete così ciechi e legati alle cose della terra e pensate alla vita terrena. Dio mi ha mandato per guidarvi verso la vita eterna. Io, figlioli, non sono stanca, anche se vedo i vostri cuori appesantiti e stanchi di tutto ciò che è grazia e dono. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Si tratta di un messaggio di materno rimprovero che ci fa molto meditare. Già nel precedente messaggio la Madonna ci aveva invitato alla conversione totale e ad imitare alla vita dei santi. Il Signore, vedendo che siamo ciechi perché troppo legati alle cose della Terra, e vedendo che poco ci importa di Dio e del suo amore, sembrerebbe pronto ad intervenire se non ci fosse l'intercessione di Maria che ottiene che questo tempo di grazia vada ancora avanti affinché abbiamo ancora tempo per convertirci e per avvicinarsi a lei anche se noi non lo meritiamo e non ne approfittiamo. La Madonna invece spera che rispondiamo veramente tutti alla sua chiamata.
Il senso del messaggio è molto chiaro. Noi uomini siamo in tutt'altre faccende affaccendati: non pensiamo alla nostra conversione, non pensiamo alla salvezza eterna della nostra anima, siamo forse convinti che la vita su questa terra duri chissà quanto e pensiamo solo al nostro benessere, ai quattrini e alle sicurezze terrene trascurando il fatto che con la morte tutte queste cose finiranno. Questa è la situazione che Maria stigmatizza con parole molto severe parlando di "incoscienza", di "cecità", di "cuori appesantiti e stanchi" come quelli degli apostoli nell'orto del Getzemani che dormivano mentre Gesù agonizzava.
Si tratta di uno dei messaggi più severi che la Madonna abbia mai detto. Dice: "io non sono stanca". Maria ha una delicatezza nel porgere i messaggi che è il riflesso di un amore materno tutto particolare, ma il senso è chiaro: "io non sono stanca, ma quasi quasi se continuate di questo passo mi stanco pure io". Maria è buona ma non è buonista. Queste parole severissime hanno uno scopo che dobbiamo cogliere: non è contenta di come mangiamo il mondo e siamo apatici nei confronti della vita spirituale. Nonostante ciò, ha ottenuto una proroga al tempo di grazia e si aspetta un forte rinnovamento spirituale da parte di tutti noi: nella preghiera, nel fervore, nell'impegno di santità, nella testimonianza.
Dio in questo tempo di grazia ci dà questa possibilità di convertirci e di vivere nella pace della coscienza e con Dio che poi si riversa nell'atteggiamento di pace e di amore col prossimo, con le famiglie e con la società. Il messaggio è anche in sintonia con la festa dei Santi, che ci ricorda che sulla terra siamo tutti passeggeri e che ciò che veramente conta è la salvezza eterna della nostra anima. Ci occupiamo troppo del cadavere del nostro corpo e poco di quella che è l'anima, ed è proprio questa fame di ricchezza, di potere e di piaceri che è il peccato principale che in noi dobbiamo sradicare perché tutto questo è destinato a finire.
La nostra generazione, appesantita dai beni terreni, fa fatica a desiderare l'eternità e a desiderare il Cielo e la spiritualità, perché la vita sembra essere unicamente quella che viviamo qui su questa terra, mentre invece siamo qui solo di passaggio. "Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la sua anima?" (Lc 9, 24‑25).

 

Il messaggio ai giovani

«Cari figli, Dio vi ha creato con la libera volontà perché conosciate e scegliete la Vita o la Morte. Io come madre, con amore materno, desidero aiutarvi nella conoscenza e nella scelta della vita. Figli miei, non ingannatevi con la pace falsa e la gioia falsa. Permettete figlioli miei, che io vi mostri la vera via, la via che conduce alla vita: a mio Figlio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (Messaggio a Mirjana del 2/6/2006)

Questo messaggio si apre facendo riferimento a quello che i giovani rivenficano nei confronti dei loro genitori, dei loro educatori e nei confronti della società: la libertà, quella di progettare la propria vita e il proprio futuro. La Madonna, come in altri messaggi, rispetta questa libertà e ci ha ricordato che Dio ci ha creati liberi. Subito dopo la Madonna indica come questa libertà è un'arma a doppio taglio con la quale uno può costruire la vita o distruggerla. La libera volontà è un po' come un volante di una automobile: se lo si usa bene si sta sulla retta via mentre se lo si usa male si rischia di deragliare e di portare alla morte.
La Madonna subito specifica con i due verbi "conoscere" e "scegliere" quelle due facoltà umane che lo distinguono radicalmente dagli animali, che sono l'intelligenza e la volontà. Con l'intelligenza si conosce la verità e con la volontà si sceglie il bene. La libertà non è il fare quello che si vuole ma quella facoltà con la quale ci si impegna per la conoscenza della verità mediante la ragione fino ad un certo punto, e poi mediante la divina rivelazione. Una volta che si conosce la verià la si deve scegliere, perché rappresenta sempre un bene per noi.
Quindi la Madonna parla di "vita" e di "morte": si tratta di due termini che si rifanno alla tradizione biblica, come nel salmo 1 nel quale si parla della via dei giusti e della via degli empi, ma anche nell'insegnamento di Cristo dove parla di strada larga che porta alla perdizione e di strada stretta che porta alla vita. Se la vita è gioia e felicità, la morte è lo smarrimento e il buio dell'anima. La Madonna dunque si mette al nostro fianco come educatrice dei giovani e della Chiesa per aiutarci in questo compito di conoscere la volontà di Dio e del bene per poi poter liberamente scegliere questa strada di gioia e felicità. La Madonna non si presenta come una madre possessiva, come certe madri che si vogliono mettere al posto dei figli e scegliere al loro posto, ma ci aiuta a conoscere ciò che noi dobbiamo poi liberamente scegliere.
La Madonna ci guida nella comprensione di qual è il senso della vita, e ci aiuta in queste scelte di vita smascherando l'attività di Satana nei confronti dei giovani che propone la pace falsa e la gioia falsa. Satana sa benissimo che la nostra intelligenza è orientata al vero e che il nostro libero arbitrio è orientato alla gioia e al bene, e proprio per questo propone la menzogna sotto forma di verità e il male sotto forma di bene. La falsa pace è un po' quello che i giovani chiamano lo "star bene", ossia quelle false gioie che non nascono dal cuore ma nascono dal fatto che si è ottenuto qualcosa o sia ha appagato una passione.
La Madonna, in modo materno, autorevole ma mai autoritario, desidera mostrare a tutti la vera via che conduce alla vera pace e alla vera gioia che porta alla vita e alla felicità qui su questa terra che poi sboccherà nella felicità eterna in cielo. Questa via è quella di suo figlio Gesù, che è la via, la verità e la vita. Il compito della Madonna è dunque quello di condurci a Gesù.

 

La vita è un cammino verso l'eternità

25 AGOSTO 2006 – «Cari figli, anche oggi vi invito: pregate, pregate, pregate. Solo nella preghiera sarete vicino a me e a Mio Figlio e vedrete come è breve questa vita. Nel vostro cuore nascerà il desiderio del cielo, la gioia comincerà a regnare nel vostro cuore e la preghiera scorrerà come un fiume; nelle vostre parole ci sarà solo gratitudine verso Dio perchè vi ha creati e il desiderio di santità diventerà per voi realtà. Grazie per aver risposto alla mia chiamata»

Questo messaggio è un richiamo al senso ultimo della vita: un cammino verso l'eternità. In un certo senso è anche un commento alle parole di Gesù quando nel Vangelo si legge "Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?"(Mc 8,36). La vita intesa come cammino verso l'eternità e come cammino di santità ci può venire soltanto dalla luce della fede e dalla forza della preghiera. Infatti è attraverso la preghiera che riusciamo a guardare la vita dal punto di vista soprannaturale, ed è solo in questo modo che rafforziamo la nostra decisione di avanzare nel cammino di santità trasformando il desiderio di santità in una pratica effettiva.
La Regina della Pace è qui tra noi per aiutare l'umanità in un passaggio molto difficile della sua storia, perché gli uomini abbiano la pace di Dio nei loro cuori e nelle famiglie, e perché questa pace si diffonda nel mondo; è qui per aprirci un futuro di serenità, per aiutarci a costruire il "mondo nuovo della pace" e a ricordarci che l'unica cosa che conta veramente è la salvezza eterna della propria anima. A Medjugorje, riprendendo quanto già era stato detto a Fatima, c'è sempre un fortissimo richiamo all'eternità, mostrando ai veggenti non solo l'Inferno, ma anche il purgatorio e il paradiso. Una volta la Madonna a Medjugorje ha detto, parlando del Purgatorio, che se avessimo una fede chiara e forte, faremmo di tutto per evitarlo e saremmo disponibili a qualsiasi rinuncia pur di ottenere il paradiso immediatamente dopo la morte.
Questo allontanamento dalle realtà soprannaturali si verifica perché una delle caratteristiche tipiche del nostro tempo della modernità è la perdita della visione della vita come cammino verso l'eternità. La grande maggioranza degli uomini oggi non vuole affrontare direttamente il tema della morte e fa di tutto per rimuovere questo pensiero perché inevitabilmente rimanda all'esistenza di Dio e all'eternità. Anzi, non sono pochi coloro che negano espressamente l'eternità affermando che dopo la morte finisce tutto. Molti cristiani ritiengono che l'importante sia il morire senza soffrire, come se questo costituisse un valore. Invece secondo un'ottica cristiana di fede la cosa più importante è morire chiedendo il perdono a Dio dei propri peccati, ricevendo i sacramenti (confessione, eucaristie ed estrema unzione) e affidandosi alla divina misericordia. Ciò non si capisce se non si tiene conto che con la morte di va davanti al tribunale di Dio e che la cosa più importante è morire da giusti e non da empi. Allo stesso modo è sbagliato pensare che con la morte finisce tutto. Santa Faustina Kowalska, che ha avuto la visione dell'Inferno, nel suo Diario racconta che la cosa che di più l'ha colpita visitando l'Inferno è che la maggioranza delle persone che si trovavano in quel luogo non credeva che esistesse l'inferno.
Per capire tutte queste cose è necessario pregare: nulla è più importante della preghiera col cuore nella quale ci si apre a Dio e che deve costituire il cibo quotidiano. La vita vista dal cielo è breve: una volta la Madonna ha detto che " la vostra vita passa come un fiorellino di primavera, che oggi è meraviglioso, ma domani non se ne trova traccia" (25 marzo 1988), ed è giusto che sia così perché gli uomini sono in esilio qui su questa terra e solo il cielo rappresenta la tappa definitiva della nostra esistenza e la meta cui dobbiamo tendere. Dopo questa vita c'è l'eternità, che è decisa da come ci si comporta in questa vita. È solo nella preghiera, nella quale gustiamo l'amore e la gioia di Dio, che pregustiamo già su questa terra la gioia del cielo e nasce spontaneo il desiderio del cielo. Sono in quest'ottica scompare la paura della morte, alimentata dal pensiero che tutto finisca nel nulla. Noi solo così invece vediamo quel traguardo che ci attende e che ci portarà nella eterna comunione d'amore delle tre persone divine: solo così inizierà a regnare nel nostro cuore la gioia e la gratitudine verso Dio. Scompariranno così quelle espressioni tipiche di chi non prega che vedono la vita come insopportabile, vuota, piatta. Pensando al cielo come meta, la santità non sarà più una velleità, un desiderio senza propositi e senza decisioni, ma diventerà una decisione e un impegno di ogni giorno per l'eternità.

 

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