
MEDJUGORJE





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IL CASO MEDJUGORJE
Il futuro del mondo è a rischio?
«Ora che Satana è sciolto dalle catene io vi invito a consacrarvi al mio Cuore e al Cuore di mio Figlio. In modo speciale adesso, cari figli miei, vi invito a essermi vicini» (1 gennaio 2001)

René Laurentin, uno dei principali studiosi di Medjugorje |
IL MESSAGGIO DI MEDJUGORJE – Le apparizioni della Vergine nel corso della storia non hanno mai lo scopo di affermare nuove verità di fede, essendo queste già contenute nella rivelazione pubblica conclusa con l'ultimo apostolo. Il messaggio di Medjugorje va dunque considerato solo un eco del Vangelo, attualizzato però in un contesto mondiale di una situazione grave, che giustifica queste numerose visite della Madonna e che culminerà con il realizzarsi dei Dieci Segreti. La Madonna ha più volte affermato che oggi viviamo in tempi difficili, tempi in cui "Satana è sciolto dalle catene" e opera incessantemente contro le famiglie e per sedurre i giovani. Il contesto socio-culturale in cui viviamo ci porta a credere che la realtà sia quella descritta dalla televisione o dai giornali. In verità ciò che viene quotidianamente ritratto dai media non è altro che una visione parziale della realtà: solo Dio ha la capacità di vedere ciò che accade nei cuori degli uomini che vivono nel mondo.
MARIA LA PROFETESSA – Molte volte si confonde il significato della profezia, pratica da sempre presente nelle Sacre Scritture, con quella della predizione del futuro. Ebbene, si tratta di due cose estremamente differenti. Come affermò l'allora Card. Ratzinger nel corso di una intervista, «l’elemento essenziale del profeta non è quello di predire i futuri avvenimenti; il profeta è colui che dice la verità perché è in contatto con Dio e cioè si tratta della verità valida per oggi che naturalmente illumina anche il futuro. Pertanto non si tratta di predire l’avvenire nei suoi dettagli, ma di rendere presente in quel momento la verità divina e di indicare il cammino da prendere». Ed è quello che fa oggi Maria, che rivela come oggi il mondo sia sotto il potere di Satana, e che rischia di cadere in un baratro per evitare il quale ci indica il rimedio: la preghiera, la conversione e il digiuno. Come un tempo fece la profetessa Giuditta che liberò di Israele da un nemico terribile, quello del popolo assiro, così oggi Maria, insieme a coloro i quali hanno risposto alla sua chiamata, combatte una vera e propria battaglia escatologica contro Satana, che sembra essersi impossessato dell'intero Occidente.
UN MONDO CHE VIVE COME SE DIO NON CI FOSSE – La Madonna ha detto che il più grave peccato dell'Occidente oggi è quello di non interessarsi più a Dio e di voler costruire un mondo nuovo senza Dio. Il teologo e mariologo René Laurentin, che ha lungamente studiato il fenomeno, ha tentato di tracciare una diagnosi della situazione mondiale di oggi. "Questo mondo si è tranquillamente abbandonato al peccato e prepara la sua distruzione: questo è l'oggetto della maggior parte dei segreti", scrive nel suo volume Breve storia delle apparizioni di Maria a Medjugorje. Un'attenta riflessione ci condurrebbe facilmente a considerare le minacce atomiche o del terrorismo internazionale che incombono oggi sul mondo: si tratta di due ipotesi ugualmente verosimili, ma non delle uniche possibili.
LA PACE DEL MONDO È A RISCHIO – In un mondo in cui Dio ha perso la sua primaria importanza e viene relegato ad una sfera strettamente sentimentale e privata, non è difficile ipotizzare che la corsa agli armamenti, il diffondersi delle bombe nelle valigette e la possibilità dell'utilizzo di armi di distruzione di massa usate per attacchi terroristici possano portare certe nazioni a pensare: "Se voglio salvare la pace della mia nazione, devo essere io il più forte e possedere io le armi più potenti". In base a questa logica perversa ognuno è dunque costretto a superare l'altro: si tratta di una corsa che non può facilmente fermarsi e che ha come diretto effetto il moltiplicare sul pianeta di armi atomiche, batteriologiche e chimiche ormai sufficienti per distruggere l'intero pianeta sul quale viviamo. Da oltre trent'anni inoltre si constata un'incredibile incapacità da parte degli stati di realizzare una dinamica di pace e di disarmo basata su altri valori che non siano quelli legati al possesso delle armi.
LA SCIENZA CHE TRADISCE DIO – Da un altro punto di vista gli uomini della nostra epoca, inebriati dal progresso scientifico e tecnico, sono portati a credere sempre più nella propria infallibilità e nella propria capacità di risolvere tutti i suoi problemi basandosi unicamente sulla propria intelligenza. Anzi, non sono pochi i filosofi che hanno ipotizzato che "la morte di Dio" avrebbe finalmente liberato l'uomo e accelerato il progresso per mezzo della padronanza tecnica della materia. Incombe sempre più minaccioso il pericolo di una scienza che, tradendo Dio, intende proclamarsi padrona assoluta della vita dimenticandosi di Dio e della sua legge morale. Molti seguono l'illusione, che però presto si trasforma in delusione, che senza Dio e la sua legge si possa vivere meglio e più felici. Il progresso oggi sviluppa prodigiosamente conoscenze, tecniche, efficacia materiale, ma trascura del tutto l'aspetto umano e soprattutto quello divino, che è la radice profonda dell'autenticità umana.
UN FALSO UMANESIMO SENZA DIO – Questa corsa, che porta l'uomo a vivere come Dio non ci fosse, risolve solo i problemi di superficie senza però affrontare il problema fondamentale dell'uomo che è un problema di amore, perché solo l'amore può costruire e organizzare l'interiorità dell'uomo e dell'umanità. Oggi c'è molta più istruzione di un tempo, ma c'è meno educazione; più eros ma meno agápe; più frenesia ma meno pace. Il tasso dei suicidi, della depressione e delle violenze omicide aumenta sempre di più nell'opulento Occidente, che nel frattempo non esita a volgere le spalle alle sue radici cristiane sia apertamente sia con una apostasia silenziosa da parte di una grande parte di credenti. Anche il clero appare oggi sballottato qua e là da numerosi venti di dottrina che non di rado lasciano intravedere una vera e propria crisi di fede che – in nome di un presunto "aggiornamento della Chiesa" – ha portato alla negazione implicita o esplicita di numerose verità non solo di carattere morale ma anche di fede, come l'esistenza e l'eternità dell'inferno o l'universalità salvifica di Gesù Cristo e della Chiesa.
LA CRISI DEL SENSO MORALE – Forse è proprio per questo motivo che la Madonna a Medjugorje sembra puntare il dito soprattutto sulla disintegrazione morale degli uomini e delle famiglie, sintomo di una crisi ormai generalizzata della fede: l'amore, nel senso forte del termine, si è oggi estremamente indebolito. Il preteso desiderio di autenticità dei sentimenti dispensa dalla fedeltà; la famiglia ne risulta pertanto lacerata, e tende a scomparire a vantaggio delle unioni libere, irresponsabili e sterili. Il numero dei matrimoni diminuisce a vista d'occhio, i divorzi invece si sono moltiplicati ancor più rapidamente. A tutto questo si aggiunga che oggi non pochi sono coloro che ritiengono il matrimonio e la famiglia un istituto ormai del tutto superato, a favore di unioni libere e senza impegni né di fedeltà né di quel minimo di responsabilità che permette di costruire l'avvenire di nuove generazioni. A tutto questo si aggiunga un diffuso senso di malessere e di insicurezza sul futuro, rilevato anche da molti sociologi. Il mondo non sa più da dove viene e dove va: avendo perso il senso delle sue finalità, oscilla tra depressione, frustrazione, insoddisfazione e violenza.
IL PECCATO CONTRO LO SPIRITO SANTO – Giovanni Paolo II nel suo libro Memoria e identità usa parole estremamente gravi sull'epoca che stiamo attraversando lanciando una grande luce sul mistero del male che è presente oggi nel mondo. Il grande pontefice non ha esitato a richiamarci sulla tentazione satanica descritta nel Libro della Genesi e che sta all'origine del peccato originale e di ogni nostro male: "Diventerete come Dio, conoscendo il bene e il male" (Gn 3,5). L'uomo di oggi, cioé, pretende di essere egli stesso padrone di decidere ciò che è bene e ciò che è male. È il trionfo della cosiddetta "religione umanitaria", secondo la quale l'uomo non vuole più ascoltare l'insegnamento che propone la Chiesa, ritenuto ormai anacronistico e fuori moda, e pretende orgogliosamente di salvarsi con le proprie forze. Eppure – ci ricorda il Venerato Pontefice – se la Chiesa in virtù dello Spirito Santo chiama il male per nome, lo fa soltanto al fine di indicare all'uomo la possibilità di vincerlo: è proprio questo il frutto della Divina misericordia. L'uomo, se respinge l'aiuto che gli viene offerto dallo Spirito Santo, è perché crede di essere Dio egli stesso e cioé capace di bastare a sé stesso senza aver bisogno del Salvatore. Ma questo atteggiamento è quello che la teologia chiama "peccato contro lo Spirito Santo", e tale peccato è il peccato più grave e per sua natura imperdonabile (cfr. Mt 12,31) perché esclude dal cuore del'uomo il desiderio stesso di perdono. Non a caso oggi la confessione è il sacramento meno praticato nella Chiesa.
LA DERIVA ANTICRISTICA DEL NOSTRO TEMPO – Stando alle parole di Padre Livio Fanzaga, che su questa tematica ha dedicato un intero volume, Satana nei Messaggi di Medjugorje (Edizioni Sugarco), oggi ci troviamo dinnanzi ad una vera e propria svolta dell'umanità in senso spirituale e anticristico. Il mondo di oggi è senza Dio, senza preghiera e senza pace: questa è la diagnosi che dà la Madonna a Medjugorje, che vede il mondo da altezze a noi sconosciute. Dietro a questo spirito di arrogante autosufficienza di una umanità che vuole porsi come unico padrone del mondo opera il «mistero di iniquità», ossia Satana, che sotto la forma di una impostura religiosa «offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell'apostasia dalla verità», stando alle parole del Catechismo della Chiesa Cattolica. La Madonna vede la pericolosa deriva verso la quale l'umanità sta sempre più correndo e con la voce accorata ci chiede di lasciare la via del peccato e della rovina verso la quale ci siamo incamminati in massa. È proprio in questo contesto che si prospetta all'orizzonte un inevitabile punto di crisi nel quale il male supererà il bene. Questa situazione si rivelerà in tutta la sua drammaticità nel tempo dei Dieci Segreti, tempo che è da considerare come atto di misericordia dal momento che proprio in questo tempo il potere del male sarà finalmente annientato, il che permetterà il sopraggiungere di un nuovo orizzonte di pace e di prosperità per il mondo.
LA PROPOSTA DEL PAPA: VIVERE COME SE DIO ESISTESSE – Benedetto XVI in un crescente numero di interventi denuncia il peccato per eccellenza dell'uomo moderno: l'apostasia del mondo occidente ex-cristiano e il negare l'esistenza stessa della verità con l'erigersi dell'uomo ad unico padrone del mondo espellendo Dio dalla propria vita. Per questo ha più volte richiamato i laici a vivere come se Dio esistesse (velut si Deus daretur) e ha invitato i credenti a non cedere alle lusinghe di un illusorio e deleterio relativismo religioso e morale. Ed è proprio il Papa ad esortare i giovani dicendo «Mi sembra questa la prima necessità: che Dio sia di nuovo presente nella nostra vita, che non viviamo come se fossimo autonomi, autorizzati ad inventare cosa siano la libertà e la vita. Dobbiamo prendere atto di essere creature, costatare che c’è un Dio che ci ha creati e che stare nella sua volontà non è dipendenza ma un dono d’amore che ci fa vivere». Un discorso che sembra riecheggiare il messaggio della Regina della Pace che invita nei suoi messaggi a decidersi per Dio perché senza Dio non c'è né futuro né salvezza eterna.
L'INTERVENTO DI MARIA NELLA STORIA DEL MONDO – Il rimedio che Maria "Regina della Pace" propone all'uomo non è un miracolo ma un cammino di santità molto impegnativo, attraverso dei continui ed incessanti messaggi, semplici nel contenuto, ma difficili da mettere in pratica. La Madonna si rivolge in primo luogo ai cristiani perché si rinnovino spiritualmente e diventino così forza di intercessione e testimoni della fede. Dio ha infatti affidato questo mondo agli uomini, che ha creato liberi e responsabili e per trovare in Dio quella pienezza d'amore che tutti cercano, la Madonna – come una brava madre e catechista – indica una via di conversione e di santità stretta ma straordinariamente efficace: ritornare a Dio con un atto di fede, con la conversione della propria vita, con la preghiera, il digiuno e la confessione sacramentale. Queste semplici parole-chiave del messaggio di Medjugorje ricordano il contenuto essenziale del Vangelo, che però oggi molti tendono a dimenticare o irresponsabilmente trascurano.
LA PACE VIENE SOLO DA DIO – La Madonna a Medjugorje vuole che si prepari la vittoria di Cristo attraverso la resistenza e la testimonianza dei veri credenti in un tempo di smarrimenti e gravi sbandamenti del popolo cristiano. La pace potrà avvenire tra gli uomini solo se gli uomini cesseranno di fare la guerra a Dio, col grave rischio di trasformare la terra in un inferno degli orrori come stanno a testimoniare gli esiti passati dell'ateismo militante: lager, gulag e laogai. Oggi però l'ateismo assume forme ben più subdole che in passato: non si esita a censurare i segni della fede, dando per scontato che il modo di pensare e di agire debba essere improntato ai canoni dell'agnosticismo e del relativismo, e ad irridere il cattolicesimo adducendo come pretesto il rispetto delle altre religioni. Però solo la pace con Dio e il ritorno a Dio potrà garantire un tempo di pace e prosperità per l'umanità, la quale si realizzerà solo dopo un periodo di forte burrasca che ci viene prospettato dal tempo dei Dieci Segreti, dove finalmente si manifesterà come l'illusorio progresso umano ottenuto espellendo Dio dal mondo sia falso e come solo accogliendo Cristo sia possibile ottenere un nuovo tempo di primavera.
A. G.
Papa Benedetto XVI denuncia la deriva anticristica del mondo moderno
IL PROBLEMA DELLA PACE NEL MONDO
Il problema della pace è il più grande problema della umanità contemporanea. Lo ha già affermato Giovanni Paolo II quando, durante il Giubileo, ha consacrato l'umanità a Maria e ha messo il nuovo millennio sotto la sua protezione. In quella occasione il Papa ha affermato che l'umanità è al bivio: può trasformare la terra in un giardino ma anche in un cumulo di pietre. Perché la pace è oggi il più grave problema dell'umanità? La ragione è, come ha detto lo stesso Giovanni Paolo II, che oggi il mondo è a rischio di autodistruzione. Nel mondo c'è sempre stata la violenza. Dopo la caduta del peccato originale Caino ha ucciso Abele e da quel momento è cominciato a scorrere un fiume di sangue che ha allagato la Terra. La storia dell'umanità è una storia di violenze e di guerre e, benché gli uomini aspirino alla pace, da soli non riescono a darsela. Oggi però la situazione è diversa dal passato perché una guerra mondiale con l'uso delle armi nucleari potrebbe distruggere tutta la Terra. Oggi la guerra minaccia il futuro stesso dell'intera umanità. Per questo la pace è il compito più importante che abbiamo davanti a noi.
Perché la storia dell'uomo è una storia di violenza e di guerre? Perché gli uomini combattono tra di loro invece di amarsi? Perché l'uomo è lupo è all'uomo? La ragione profonda è perché gli uomi hanno fatto e fanno guerra a Dio, la quale provoca la guerra fra gli uomini. Allora comprendiamo perché la pace è innanzitutto quella che Dio fa con gli uomini. È Dio che per primo ha preso l'iniziativa di fare la pace con gli uomini. Infatti quando nella notte di Natale la vergine Maria ha donato al mondo il Salvatore, gli angeli in cielo hanno cantato: «Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà». In quel momento in Gesù Cristo è stata stipulata la pace tra Dio e l'uomo. Anche dopo la sua Passione e Resurrezione Gesù, apparendo agli apostoli nel cenacolo, ha detto: «Pace a voi!». La pace di Dio è dunque il dono della Redenzione.
In che cosa consiste la pace tra Dio e gli uomini? Consiste nel perdono dei nostri peccati e nella misericordia con la quale Dio ci lava con il fuoco del suo amore. È in Gesù Cristo che il Padre ci rimette tutti i peccati e noi sperimentiamo questa pace nel nostro cuore quando la accogliamo. Infatti questa è la pace, quando cioé accogliamo il perdono di Dio e il suo amore. Non ci può infatti essere pace nel mondo se non c'è la pace di Dio nei cuori. Se nel mondo c'è l'ingiustizia, la violenza e la prepotenza è perché i cuori degli uomini sono orgogliosi, duri ed egoisti. Non può esserci la pace se non cambia il cuore dell'uomo. È soltanto una illusione quella di voler cambiare le strutture sociali per poter avere la pace: se infatti non cambiano i cuori, anche le nuove strutture sociali saranno improntate all'egoismo. Ecco perché giustamente sia Giovanni Paolo II sia Benedetto XVI hanno detto che la pace è il frutto della conversione. La pace non ci viene data dagli Stati o dalle organizzazioni internazionali, ma è un germoglio che nasce e cresce nel cuore, che si diffonde nelle famiglie, che deve concretizzarsi nel perdono e nel rispetto reciproco, nella condivisione. Solo allora la face dai cuori passa nelle famiglie e si diffonde nella società.
È solo da una umanità nuova cambiata dall'amore di Dio che nascono rapporti e strutture di pace. Ecco perché tutti noi possiamo essere strumenti di pace. Tutti noi possiamo convertirci ed essere più buoni, più giusti, più generosi. Come possiamo portare la pace nel mondo se non siamo capaci neppure di vivere la pace nelle famiglie e nei luoghi di lavoro? La pace nasce dall'intimo, cioé dal cuore che si apre all'amore di Dio, e dal basso, cioé facendo diversamente le azioni quotidiane. Dobbiamo lottare per vincere l'egoismo, per portare il perdono, per condividere con quelli che hanno bisogno. Dobbiamo lottare contro l'odio col nostro amore, contro la menzogna con la testimonianza della verità, contro l'ingiustizia praticando la giustizia, contro l'egoismo con la nostra generosità. Soltanto in questo modo si vince la violenza, la prepotenza e l'odio. Noi cristiani dobbiamo dare il nostro contributo alla pace comprendendo che essa è il frutto del cambiamento del cuore.
Se non cambiamo i cuori non ci sarà mai la pace nel mondo. Quando Papa Giovanni Paolo II al termine della GMG in Canada ha dato ai giovani il compito di costruire la civiltà dell'amore, ha detto che è nel loro cuore che deve prima di tutto spuntare l'amore. Noi cristiani diamo dunque il nostro contributo alla pace portando la nostra pace ad ogni cuore, costruendo la pace nella nostra vita e nelle nostre famiglie. Anche le nostre parrocchie devono essere oasi e irradiazioni di pace. La pace è frutto della conversione ma è anche quel dono che Dio fa al mondo se noi preghiamo. Oggi il mondo propone lo slogan romano "se vuoi la pace prepara la guerra". Noi, invece, dobbiamo proporre lo slogan cristiano "se vuoi la pace, prega e fai sacrifici".
Al termine della Prima Guerra Mondiale la Madonna è apparsa a Fatima e ha chiesto a tre pastorelli di dire il rosario perché la guerra terminasse. Con la preghiera si possono fermare le guerre per quanto violente esse siano. Giovanni Paolo II, in occasione di momenti difficili per l'umanità, ha chiamato tutti gli uomini a pregare e a digiunare per la pace. La preghiera e il digiuno operano grandi miracoli nei cuori e nel mondo. Occorre pregare ogni giorno per la pace per poter tenere il mondo sotto la protezione della preghiera perché la preghiera ottiene la grazia della conversione dei cuori e dai cuori convertiti nasce la pace. Per questo dobbiamo essere protagonisti attivi della pace del mondo con la nostra vita personale, portando con noi la pace di Cristo ai nostri fratelli, e pregando ogni giorno per la pace. In questo modo diventeremo degli strumenti di Maria Regina della Pace in questo mondo senza pace. |
I LIBRI PER APPROFONDIRE
Padre Livio Fanzaga:
L'avvenimento del Secolo
La Madonna si è fermata a Medjugorje

Padre Livio Fanzaga
L'AVVENIMENTO DEL SECOLO
La Madonna si è fermata a Medjugorje
Edizioni Sugarco – 2004 |
Ci stiamo avvicinando al quarto di secolo dal giorno in cui a Medjugorje (Bosnia-Erzegovina) hanno avuto inizio le apparizioni quotidiane della Madonna a sei veggenti, quattro ragazze e due ragazzi, oggi felici sposi e padri e madri di famiglia. Guardando indietro e abbracciando quanto è accaduto in tutti questi anni, ci rendiamo conto di trovarci di fronte a uno degli avvenimenti spirituali più importanti non solo dell'epoca contemporanea, ma dell'intera storia cristiana. Mai era accaduto che la Madonna apparisse per così tanto tempo a così numerose persone e guidasse con i suoi messaggi un'intera generazione. Questo evento straordinario è spiegabile solo con la drammaticità dell'attuale momento storico e con i pericoli mortali che incombono sul mondo.
«La storia umana è a un bivio», ha affermato Giovanni Paolo II, e la presenza di Maria è l'estremo atto d'amore dell'Onnipotente per un'umanità che, allontanandosi da lui, rischia di compromettere in modo irreparabile il suo futuro. La fama della parrocchia di Medjugorje si è ormai diffusa a livello planetario e lì affluiscono persone da ogni parte della terra. Molti però non hanno ancora afferrato la portata dello straordinario avvenimento e compreso l'urgenza estrema dei richiami della Madonna, la quale afferma che queste sono le sue ultime apparizioni sulla terra. Questo libro vuole aiutare a cogliere la grandezza del piano mirabile che la Regina della pace sta attuando in favore della Chiesa e dell'intera umanità. La Madonna vuole salvarci, ma non potrà farlo senza il nostro aiuto. Lei conosce la via per attraversare l'odierno Mar Rosso, ma solo quelli che la seguiranno passeranno indenni all'altra riva.
Giuseppe Forlai:
Maria e il regno che verrà

Giuseppe Forlai
MARIA E IL REGNO CHE VERRÀ
Teologia e spiritualità mariana in prospettiva escatologica
Edizioni Messaggero – 2005 |
L'autore del testo, un giovane teologo e docente francescano conventuale che svolge il suo ministero pastorale presso il Santuario della Vergine della Rivelazione alle Tre Fontane in Roma, nell'introduzione invita a un discernimento – attraverso l'incontro con la persona e il ruolo di Maria – che svincoli le comunità cristiane dalla sensazione pesante di vivere in un tempo di paura e di incertezza cronica. Cosa più agevole, appunto, se ci si pone sulle tracce della Vergine e si lascia che la nostra vita sia messa in tensione dalla sua originalissima presenza nella storia della salvezza: nei tempi dell'attesa, nei tempi messianici, nei tempi ultimi e in quelli della fine.
In riferimento a questa sequenza temporale e attivando una lettura teologica attenta ed equilibrata, Forlai mette a tema il «caso serio» delle apparizioni mariane, delle cosiddette mariofanie. Soprattutto Fatima e Medjugorje, infatti, hanno incoraggiato una certa lettura millenaristica (moderata), mentre va chiarito che le apparizioni non sono dei segni che preannunciano la fine del mondo, quanto piuttosto la fine di un certo modo di vivere il mondo, di rapportarsi (o meglio, non rapportarsi) a Dio e ai fratelli. Con le parole dell'autore: «Le apparizioni segnano la fine di questo "tempo/modo" di vivere a cui dovrebbe seguire un periodo di pace, di nuova pentecoste nella Chiesa, di ritorno a Dio. In realtà una tale interpretazione non è poi così fantasiosa» (p. 123).
Giuseppe Forlai, francescano conventuale, è specializzato in teologia dogmatica presso la Pontificia facoltà teologica «Marianum» di Roma.
(Recensione di Ugo Sartorio apparsa sul Messaggero di Sant'Antonio del maggio 2006)
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MEDJUGORJE
La storia e il messaggio

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