Da oltre vent'anni Medjugorje, un paesino dell'Erzegovina, non cessa di interessare il mondo per le testimonianze di sei veggenti i duali hanno dichiarato, ed ancora oggi continuano a sostenere, di aver visto la Madonna. La gente ha reagito a tutto ciò in modo diverso. Chi ha accettato questa testimonianza, e sono milioni, non si discosta neppure oggi dalle proprie motivazioni perché ogni giorno, in aggiunta a queste, ve ne sono di nuove. Tra coloro che hanno messo in dubbio la testimonianza dei veggenti, in molti lo hanno fatto per una questione di principio, a prior, per ragioni ateistiche o ideologiche. In molti si sono allontanati dal proprio atteggiamento iniziale, unendosi ai primi. Essi hanno mantenuto un atteggiamento di sostanziale apertura nei confronti delle apparizioni della Vergine. Alcuni, per motivazioni del tutto personali, si ostinano ad opporsi alle apparizioni. Ancor meno sono quelli che perseverano nel negarle o, con i più svariati motivi, nel dimostrare che non sono mai esistite o che sono tutto tranne che vere. Quanto maggiori sono le prove in favore di Medjugorje, tanto più evidente è la loro confusione e più flebile la loro voce. Le loro parole sono soltanto un surrogato della verità, perché "non ci sono diverse verità, ma soltanto interessi diversi" (Balzac). È proprio questo che i denigratori delle apparizioni di Medjugorje intendono addurre come motivazioni a sfavore: ipotesi che non richiedono alcuno sforzo intellettuale. Esse confermano chiaramente la nota verità in base alla quale nessuno può separarsi dalla propria ombra, a meno che tutto non divenga ombra. Un evidente esempio di tutto ciò è la monografia dell'Ordinariato Episcopale di Mostar Ogledalo Pravde nella quale il vescovo Perić, così come dichiara in Hrvatsko Slovo del 29 marzo 2002, pag. 5, in modo apparentemente "chiaro, inequivocabile, documentato ed argomentato" riporta la propria posizione contraria a Medjugorje. Tuttavia, oltre a questa affermazione, non ha addotto alcuna motivazione in merito. È innegabile che, nonostante tutto, Medjugorje oggi abbia contro di sé soltanto dubbi ipotetici, interessi ed opinioni personali. Quando si fratta della verità in generale, e quindi anche di quella sulle opparizioni di Medjugorje, non vi sono prove contro di essa. Neppure le affermazioni sono prove. La scienza, i frutti, la fede ed il cauto magistero ecclesiastico non solo non hanno trovato nulla contro Medjugorje, ma anzi guidano sempre più i comportamenti e gli atteggiamenti della gente verso le apparizioni di Medjugorje. Poiché i fenomeni di Medjugorje sono per loro natura di competenza della teologia e della fede, a queste ultime spetta il giudizio finale in merito. Il ruolo della Chiesa, e del magistero ecclesiastico in particolare, è in tal senso molto attivo, seppur discreto. Essa da un lato respinge energicamente il rifiuto immotivato delle apparizioni e dall'altro, devotamente, seppur privatamente, permette ai fedeli la crescita e la manifestazione di tutto il potenziale spirituale che in essi si cela. Pertanto neppure la ragione non e né deve essere aggirata ed ancor meno ferita. Infatti la fede con la quale si arriva al soprannaturale non viene messa a tacere dalla ragione, né questa viene infastidita dal fatto che ci si serva del suo potere, anzi questo la incoraggia e la rafforza. Proprio per questo la scienza potrebbe garantire la veridicità di quella parte dei fenomeni di Medjugorje che rientrano al suo interno. Nessuna delle apparizioni che sinora hanno avuto luogo nella storia è stata tanto analizzata scientificamente ed alla fine con successo quanto quelle di Medjugorje e la scienza non è mai stata tanto sicura del fatto che nessuna delle cause che essa controlla possa essere la causa dei fenomeni di Medjugorje. Pertanto ha umilmente riconosciuto la competenza della fede per una piena conoscenza degli stessi e, con i risultati delle sue ricerche, le ha facilitato la conoscenza e le decisioni. Con l'apparizione della Madonna a Medjugorje è spuntata nuovamente negli uomini l'eternità da tempo dimenticata ed abbandonata. Perciò tutti i tentativi di oscurarla devono essere ostacolati, nell'interesse dell'uomo, della cultura e della fede, nell'unico modo possibile: la verità nell'amore. La verità deve essere detta nell'amore (Ef 4, 15) e non tacendola per amore. Infatti le barricate contro Medjugorje non si erigono nella ragione, ma nel cuore. Pertanto prove senza amore non possono distruggerla. Non è la ragione ad essere atea, ma il cuore. Esso dice che non c'è Dio, mentre la ragione lo presuppone e lo cerca. È proprio questo l'obiettivo che si pone la nostra dissertazione: Ancora una volta la verità' su Medjugorje: in occasione della pubblicazione di Ogledalo Pravde dell'Ordinariato Episcopale di Mostar, che non ha altre finalità, sebbene siamo consapevoli del fatto che non si possa dire la verità e non risentirsi con qualcuno. (dalla presentazione degli Autori al volume)
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MEDJUGORJE |