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MEDJUGORJE

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IL CASO MEDJUGORJE

I fatti: l'inizio delle apparizioni

«Cari figli, ho scelto in modo speciale questa parrocchia ed è mio desiderio guidarla. Convertitevi, voi nella parrocchia: così aiuterete a convertirsi tutti coloro che verranno qui». (1 marzo 1984)

 

Padre Ljudevit Rupcic
Padre Ljudevit Rupcic
, teologo francescano e primo storico di Medjugorje

Pubblichiamo la descrizione dei primi giorni delle apparizioni fatta da Padre Ljudevit Rupcic, teologo francescano e primo storico di Medjugorje, che ha raccolto dettagliatamente le testimonianze delle prime apparizioni. Sebbene il primo incontro con la Madonna avvenne il 24 giugno 1981, si è soliti considerare come inizio delle apparizioni il giorno successivo, ossia il 25 giugno 1981. Ciò è motivato dal fatto che i ragazzi solo il 25 giugno si sono avvicinati realmente alla Madonna, per la prima volta hanno avuto con lei un colloquio e si è formato il gruppo stabile e definitivo dei sei veggenti: Ivanka, Mirjana, Vicka, Ivan, Marija e Jakov. La piccola Milka Pavlović e Ivan Ivanković, che avevano visto la Madonna soltanto primo giorno, in seguito non hanno più avuto questa grazia.


Cronaca dei primi giorni delle apparizioni

di PADRE LJUDEVIT RUPCIC

L'APPARIZIONE PREPARATORIA DEL 24 GIUGNO 1981 – Il 24 Giugno 1981, giorno della festa di S. Giovanni Battista, due ragazzine, Ivanka Ivanković e Mirjana Dragičević, entrambe di Bijakovici della parrocchia di Medugorje, andarono, verso le quattro del pomeriggio, sul monte sopra il villaggio per fare una passeggiata e per riportare indietro le pecore che erano salite troppo in alto. Ecco, d'un tratto, che Ivanka vede davanti a sé, sospesa a circa 30 centimetri da terra, una giovane donna dal volto luminoso e sorridente. Subito grida rivolta alla sua amica Mirjana: «Ecco la Madonna!». Mirjana guarda essa pure ma, stupita, fa un gesto di diniego con la mano e dice: «Ma come può essere la Madonna?!». Entrambe rimasero scosse da quanto era loro accaduto e, ritornate al villaggio, raccontarono ai vicini ciò che avevano visto sul monte. Lo stesso giorno, sul far della sera, ritornarono con degli amici allo stesso luogo, col segreto desiderio di vedere ancora la Madonna. Ivanka la vide di nuovo per prima e disse: «Eccola!»; poi la videro anche gli altri che erano, oltre Mirjana, Milka Pavlović, Ivan Dragičević, Ivan Ivanković e Vicka Ivanković. Tutti videro la Madonna, ma rimasero tanto turbati che non seppero cosa chiederle, non le parlarono neppure e spaventati scapparono di nuovo a casa. Naturalmente, al ritorno, raccontarono ciò che era loro successo e cosa avevano visto. In quell'occasione nessuno o quasi credette loro. Anzi, qualcuno li prese in giro e disse che avevano visto un disco volante o che avevano avuto un'allucinazione. Tuttavia la gente continuò a parlare dell'accaduto fino a notte inoltrata, mentre i ragazzi che videro la Madonna, come essi stessi dissero, non dormirono tutta la notte ed aspettarono svegli la mattina seguente.

LA SECONDA APPRIZIONE: GIOVEDÍ 25 GIUGNO 1991 – Il giorno dopo si rimisero in cammino (erano sei tra ragazzi e ragazze e con loro c'erano anche due persone anziane) verso il luogo dell'apparizione che è a mezza costa del monte Crnica e che si chiama Podbrdo, ossia "Piede della collina". Mentre stavano ancora andando, videro come un lampo di luce che scendeva, per cosi dire, dal cielo sulla terra e, subito dopo, videro la Madonna. Cominciarono allora a correre verso di Lei e, sebbene fossero in salita, si sentirono trasportati, come se avessero le ali, verso l'apparizione, senza far caso alle pietre o alle spine che avrebbero potuto ferire i loro piedi scalzi. Giunti danvanti alla Madonna, caddero in ginocchio e pregarono. Questa volta, all'incontro con la Madonna mancarono Ivan Ivanković, figlio del defunto Jozo, e Milka Pavlović, sorella di Marija, che erano rimasti a casa: Ivan perché, essendo un poco più grande, non voleva mettersi insieme a dei ragazzi, e Milka perché la mamma aveva bisogno di lei per qualche faccenda domestica. Milka aveva detto in quella occasione: "Bene, che vada Marija; è sufficiente!" E così avvenne. Al gruppetto si aggiunse anche il piccolo Jakov Čolo, e così in quel giorno videro la Madonna: Vicka Ivanković, Ivanka Ivanković, Mirjana Dragičević, Ivan Dragičević ed insieme a loro Marija Pavlović e Jakov Čolo che il primo giorno non erano presenti. Da allora questi sei ragazzi divennero veggenti stabili.

LA TERZA APPRIZIONE: VENERDÍ 26 GIUGNO 1981 – Verso le ore 18,15 di quel venerdì i ragazzi videro, in direzione del Podbrdo, tre lampi di luce: subito corsero sulla collina che risalirono fino a circa 200 metri più in su dei giorni precedenti. Qui caddero in ginocchio: la Madonna era là davanti a loro. Con loro c'è anche Milka, la sorella di Maria, che il primo giorno aveva visto l'apparizione: ma oggi ella non la vede e non la vedrà mai più. Perché? Non lo sa, ma non è amareggiata ed è felice che la sorella la veda. I lampi furono visti anche dai paesi vicini, per cui molta gente (certamente più di mille persone) si radunò sul monte, accalcandosi attorno ai ragazzi e schiacciandoli letteralmente, tanto che Vicka e Ivanka caddero a terra svenute. Dopo un primo momento di smarrimento, i ragazzi si riprendono e intonano un canto religioso. La folla canta e guarda i ragazzi, ma non vede la Madonna. Vicka, la più vivace, si avvicina all'Apparizione e l'asperge con l'acqua benedetta dicendole: «Se sei la Madonna resta con noi, se no va via da noi!». Al che la Madonna risponde con un sorriso. Poi i veggenti chiedono all'Apparizione quale è il suo nome. La risposta, detta a voce alta e chiara è questa: «Io sono la beata Vergine Maria». Ivanka interrogò poi la Madonna riguardo a sua madre che era morta improvvisamente qualche mese prima. La Madonna le rispose di non preoccuparsi per sua madre, perché stava bene ed era con Lei. Questa notizia fece poi il giro del paese lasciando in tutti un sentimento di fiducia nella bontà di Dio: la madre di Ivanka infatti, pur essendo una buona cristiana, non era stata una donna particolarmente pia ed era morta improvvisamente, senza poter ricevere i Sacramenti. È anche da sottolineare la delicatezza della Madonna verso chi soffre: la prima ragazza alla quale Ella volle apparire fu proprio Ivanka che aveva appena perso la mamma! In quel giorno la Madonna cominciò anche a pronunciare la parola che ripeterà nelle successive apparizioni: «Pace, pace, pace! Riconciliatevi!». Poi, prima di risalire verso il cielo, disse: «Andate nella pace del Signore!». Erano circa le sette e mezza della sera, e i veggenti, seguiti dalla folla, lasciarono il colle per rientrare nelle loro case.

LA QUARTA APPARIZIONE: SABATO 27 GIUGNO 1981 – Il mattino del sabato 27 giugno i rappresentanti delle organizzazioni politico-sociali di Citluk cominciarono ad interessarsi al fenomeno delle apparizioni ed invitarono i sei ragazzi per interrogarli e farli visitare da uno psichiatra. L'interrogatorio fu lungo e meticoloso, ma i ragazzi risposero con semplicità e senza contraddizioni. Anche l'esame medico li dichiarò tutti perfettamente sani ed equilibrati. Verso mezzogiorno i ragazzi ritornarono a casa, mangiarono qualcosa, e poi si incamminarono di nuovo verso il Podbrdo. Qui, verso le diciotto e trenta, si ripetè l'apparizione come il giorno prima.

LA QUINTA APPARIZIONE: DOMENICA 28 GIUGNO 1981 – La domenica 28 giugno era un giorno di sole. Come se la notizia dei fenomeni straordinari si fosse propagata in tutte le direzioni, dai villaggi e dalle parrocchie vicine convennero sul luogo delle apparizioni più di quindicimila persone. Alla stessa ora dei giorni precedenti, l'immensa folla vide i sei ragazzi inginocchiarsi simultaneamente: la Madonna era presente! Allora la gente, spinta dal desiderio di avvicinarsi il più possibile alla Madonna, si accalcò attorno ai ragazzi che poterono a stento essere difesi da dei volonterosi. Ad un certo momento — raccontaerà uno dei veggenti — il volto della Madonna si fece tristissimo: qualcuno tra la folla aveva bestemmiato... Quando la Madonna scomparve, tutta quella gente, con i veggenti, fece ritorno a casa riarsa dalla sete e dalla calura. Ebbene, contrariamente ad ogni aspettativa, i contadini che abitavano lungo la strada offrirono, spontaneamente e senza alcun compenso, vino del luogo ed altre bevande a chi ne desiderava: segno questo della gioia che era entrata nel cuore di tutti.

LA SESTA APPARIZIONE: LUNEDÍ 29 GIUGNO 1981 – La mattina del lunedì successivo i sei ragazzi vennero di nuovo chiamati a Citluk e da qui accompagnati a Mostar per essere nuovamente visitati da uno psichiatra. Si voleva dimostrare il loro squilibrio psichico, allo scopo di poter così mettere fine alla "pagliacciata" delle apparizioni. A Mostar furono accuratamente visitati dal Dott. Dzuda, che li dichiarò normalissimi e sani di mente. I ragazzi tornarono a casa il giorno stesso e, all'ora stabilita, poterono recarsi all'incontro con la Vergine. Durante l'apparizione la Madonna diede loro questo messaggio perché lo annunciassero a tutti: «C'è un solo Dio, una sola fede. Credete con forza. Abbiate fiducia!». Poi la Madonna disparve e la gente ritornò alle proprie case, non senza prima essersi dissetata con le bevande offerte dai contadini.

LA SETTIMA APPARIZIONE A CERNO: MARTEDÍ 30 GIUGNO – Nel primo pomeriggio di martedì 30, due signore del luogo, nell'intento di impedire ai ragazzi di andare per quel giorno sul Podbrdo, li invitarono a fare una bella gita sulla loro automobile. I ragazzi accettarono volentieri, non sospettando il vero scopo di tanta gentilezza. Solo Ivan non ci andò, perché era assente da casa in quell'ora. La gita fu più lunga del previsto: Citluk, Zitomislic, Pocitelje, le cascate di Kravica, Ljubuski... e solo quando le gentili signore ritennero che l'ora della apparizione fosse passata, si decisero a prendere la strada del ritorno. Ma ecco che, giunti a qualche chilometro prima di Bijakovici, nei pressi di Cerno, i ragazzi sentono un richiamo interiore e chiedono di fermarsi. Scendono dalla macchina e, allontanatisi un po' dalla strada si mettono in ginocchio e pregano Dio, proprio nello stesso momento in cui avrebbero dovuto essere sul Podbrdo, per incontrare la Madonna. Ed Ella appare loro lì, ai margini della strada.
Le due signore testimonieranno più tardi che udirono i ragazzi cantare, e che solo allora capirono di essere state giocate. Questi sono stati i primi sette giorni delle apparizioni. Da allora le apparizioni avvennero regolarmente a Podbrdo, nello stesso luogo dove erano cominciate. Così si andò avanti fino al 12 Agosto 1981 quando fu ufficialmente proibito di andare sul monte. I veggenti allora ebbero gli incontri con la Madonna nel loro villaggio. All'inizio, finché il tempo fu bello, suj prati e nei boschi; in seguito, in case private, ed anche nelle stesse abitazioni dei ragazzi.

LE APPARIZIONI NELLA CHIESA PARROCCHIALE – Le apparizioni avvengono ora ogni giorno nella chiesa parrocchiale del luogo. Esse hanno un contesto determinato, tuttavia non si può mai stabilire in anticipo se ci saranno oppure no: non si possono prevedere con certezza, sono pura grazia. Ecco come avvengono. Dopo aver recitato in chiesa con tutta la gente il santo Rosario, poco prima delle ore 18 i ragazzi si ritirano in una stanza collocata sul lato opposto della sacrestia, a fianco dell'altare. La stanza è piccola, di quattro metri per quattro e mezzo, e per questa ragione solo poche decine di persone possono entrarvi con i veggenti. Appena entrati, i veggenti si mettono in fila, l'uno a fianco dell'altro, davati all'altarino mobile appoggiato alla parete sulla quale è appeso un piccolo crocifisso di legno, ed incominciano a recitare, in slavo, i sette "Pater, Ave, Gloria" con un "Credo" loro raccomandati dalla Madonna. Solitamente, dopo uno o due "Pater", ecco apparire la Madonna, preceduta da una grande luce. Allora i veggenti cadono simultaneamente in ginocchio e volgono tutti lo sguardo estatico verso la stessa direzione, iniziando il loro dialogo con la Madonna.

Ivan, Marija, Ivanka, Jakov e Vicka
L'apparizione del gruppo dei ragazzi davanti al piccolo altare nella Chiesa parrocchiale.
Da sinistra: Ivan, Marija, Ivanka, Jakov e Vicka

Le persone che assistono a questo fatto, osservano nei veggenti un cambiamento meraviglioso: gli sguardi divengono immobili, il volto trasfigurato da una intcriore felicità, le mani giunte in preghiera. Taluni dei veggenti muovono a volte le labbra come stessero colloquiando, ma i presenti non odono la voce. È uno spettacolo sereno, normale nella sua straordinarietà, senza ombra di isterismo, che comunica pace e gioia in chi vi assiste. Dopo alcuni minuti (ma negli ultimi mesi la durata dell'estasi si è fatta sempre più breve fino a durare solo poche decine di secondi) gli astanti riodono la voce dei veggenti dire insieme il "Padre Nostro" incominciando però dalle parole "...che sei nei cieli". Racconteranno in seguito che la preghiera era stata iniziata dalla Madonna. Continuano con la recita dell'"Ave Maria" (che però — diranno — la Vergine non recita), del "Gloria" e del "Credo". Talvolta esclamano anche: "Ecco la Croce, ecco il Cuore!". Quindi segue un altro breve tempo di estasi e di colloquio durante il quale i presenti non odono più nulla. Alla fine, alzando simultaneamente la testa e lo sguardo verso l'alto, esclamano: «Ode!», che vuoi dire: "Se ne va!". E così termina l'apparizione. Allora i ragazzi rientrano in chiesa e recitano con tutta la gente i sette "Pater, Ave, Gloria" ed il "Credo"; poi assistono o servono la Santa Messa confusi tra il popolo. Qui termina la funzione quotidiana del pomeriggio presso la chiesa parrocchiale; ad essa partecipa sempre molta gente, ma mai meno di mille persone, e talvolta s'arriva anche a diecimila. Mentre la folla si muove verso casa, i veggenti rimangono ancora a pregare per gli ammalati che certe volte si radunano in buon numero. Proprio in questo momento avvengono guarigioni. La preghiera per gli ammalati dura mezz'ora o qualcosa di più. Alla fine i veggenti se ne tornano a casa per lavorare o per riposare. Il giorno seguente la loro giornata non sarà per nulla differente da quella dei coetanei che studiano o lavorano.

L'INTERVISTA


Perché così tante apparizioni?

Così risponde la veggente Vicka intervistata all'inizio degli anni '80 da Padre Janko Bubalo.

Padre Bubalo – Vicka, è una cosa già conosciuta quello che voi dite, che la Madonna vi appare da oltre trenta mesi.
Vicka – E con questo?
Padre Bubalo – A molti sembra un fatto eccessivamente lungo e poco chiaro.
Vicka – Ma che cosa deve sembrare? Come se fosse importante quello che sembra agli altri!
Padre Bubalo – Dimmi la verità, se anche a te sembra così.
Vicka – Sì; in passato mi è sembrato qualche volta così. Infatti noi all'inizio, abbiamo chiesto spesso alla Madonna: «Madonna mia, fino a quando ci apparirai?».
Padre Bubalo – E lei?
Vicka – Qualche volta stava zitta, come se non sentisse. Qualche volta invece ci ha detto: «Angeli miei, vi ho già stancato?». Ora non le chiediamo più queste cose. Io almeno non lo faccio più; per gli altri non lo so (...)
Padre Bubalo – Va bene, Vicka. Voi pensate che la Madonna vi apparirà sempre?
Vicka – Non credo a una cosa così e sono sicura che non la pensano nemmeno gli altri. Ma non voglio pensare a questo. A che cosa serve pensarci se non posso concludere niente?
Padre Bubalo – Va bene per questo. Ma c'è un'altra cosa che mi interessa.
Vicka – Che cosa?
Padre Bubalo – Sai fornirmi qualche risposta alla domanda perché la Madonna vi appare così a lungo?
Vicka – La Madonna lo sa sicuramente. Noi...
Padre Bubalo – È chiaro: voi non lo sapete. Ma tu cosa ne pensi?
Vicka – Beh, ho detto che questo fatto riguarda la Madonna. Ma se lo vuoi proprio sapere, la Madonna ci ha detto che questa è la sua ultima apparizione sulla terra. Per questo lei non può terminare tanto presto tutto quello che vuole fare.
Padre Bubalo – Cosa vuoi dire?
Vicka – Ma, prova a riflettere: come sarebbero andate le cose se la Madonna ci fosse apparsa solo dieci o venti volte e poi fosse scomparsa. Con tanta fretta si sarebbe già dimenticato tutto. Chi avrebbe creduto che lei era venuta qui?
Padre Bubalo – Hai osservato bene. Secondo te, allora, la Madonna dovrà apparire ancora a lungo?
Vicka – Non posso saperlo esattamente. Ma sicuramente lo farà perché il suo messaggio possa espandersi in tutto il mondo. Qualcosa di simile ce lo ha anche detto.
Padre Bubalo – Che cosa vi ha detto?
Vicka – Beh, ci ha detto che sarebbe venuta anche dopo averci lasciato il suo Segno. Ha detto così.
Padre Bubalo – Questo va bene, è impossibile controllarlo. Ma tu mi hai detto che questa sarebbe la sua ultima apparizione sulla terra. Sei stata precipitosa a dirmi questo o no?
Vicka – No, non sono stata precipitosa per niente. La Madonna ci ha detto proprio così.
Padre Bubalo – Forse non apparirà più in questo modo?
Vicka – Io questo non lo so, non so filosofare, fallo tu se vuoi. La Madonna ha detto che questo è il tempo della sua corsa e della sua lotta per le anime. Sicuramente hai sentito quello che la Madonna ha detto a Mirjana. L'ha detto anche a noi. Ti ricordi di quanto ha detto a Marija? Non può finire così presto.
Padre Bubalo – Vicka, tuttavia non è tutto chiaro.
Vicka – Beh, tu chiedilo alla Madonna; che te lo spieghi lei. Io non sono in grado di farlo. Solo ti voglio dire ancora questo.
Padre Bubalo – Dimmelo, per favore.
Vicka – È una cosa di cui ho parlato con un bravo sacerdote di Zagabria.
Padre Bubalo – Lui ha capito con facilità?
Vicka – Non lo so. Lui ha detto che anche Gesù solo una volta e vissuto in quel modo sulla terra. E così anche la Madonna può stare una volta sulla terra a modo suo. Questo mi è piaciuto e mi e rimasto impresso. Al riguardo, non ho nient'altro da dire. Si dice che nessuno è obbligato a credere alle apparizioni; quindi ognuno pensi quello che vuole.
Padre Bubalo – E così non mi dici niente altro su questo.
Vicka – Di questo, no.
Padre Bubalo – Va bene, Vicka. Grazie per quello che mi hai detto.

 

La storia di Medjugorje

Ecco il vero volto della Gospa di Medjugorje
Una vignetta di un giornale mostra la Madonna, vestita da terrorista, con un coltello tra i denti,mentre appare a dei bambini. Sotto si legge: «Ecco il vero volto della Madonna di Medjugorje!...»

LA DITTATURA COMUNISTA – Il regime politico vigente in Jugoslavia fino alla primavera del 1990 era basato sul principio del monopolio del potere riservato al partito unico, quello comunista. I fatti di Medjugorje si sono dunque svolti in un paese il cui regime professa l'ateismo destando così, specie agli inizi, fortissime resistenze e violente reazioni ad avvenimenti inaccettabili e impossibili secondo una visione marxista della realtà; e quindi si trattava necessariamente di prodotti di una mistificazione. È in questa luce che va considerata l'intolleranza con cui furono accolte le apparizioni di Medjugorje, viste d'acchito dalle autorità politiche sia periferiche che governative, e di conseguenza dalla stampa di regime e dalla TV, come frutti di un oscuro complotto clerico-nazionalista ordito da reazionari croati, legati al movimento fascista degli ustascia. Senonché, dopo anni in cui la palese non-violenza del fenomeno ha smentito coi fatti quella diagnosi gratuita, il giudizio è radicalmente mutato.

LA CONTRAPPOSIZIONE TRA CLERO DIOCESANO E FRANCESCANI – Nel medioevo, all'epoca dei governatori e dei re della Bosnia, Medugorje e le altre terre vicine vennero investite dall'onda dell'eresia bogumila. Questi paesi rimasero nella fede cattolica e la gente rimase particolarmente riconoscente per questo ai francescani, che vennero mandati in Bosnia ed Erzegovina già nel XIV secolo come missionari e che in seguito ricevettero dalla Santa Sede l'incarico di reggere pastoralmente il paese. Questo popolo soffrì pesanti tribolazioni sotto i Turchi che lo governarono dal 1482 al 1878. Attraverso sacrifici e martirii indescrivibili, i francescani e gli altri cattolici riuscirono però fino ad oggi a conservare la loro identità nazionale e di fede, disposti a sacrificare a tutto pur di mantenersi fedeli. Nel 1881 papa Leone XIII ripristinò, dopo secoli, la normale gerarchia diocesana, ridimensionando così a favore di quest'ultima il potere dei francescani, cui vengono sottratte via via molte parrocchie. Si innescò così un antagonismo che si verrà via via sempre più accentuando, in parallelo col crescere del clero secolare, e che perdurerà fino ai nostri giorni. Questi i precedenti storici che spiegano molti perché delle tensioni e delle contrapposizioni tra la parrocchia francescana di Medjugorje e le autorità religiose della diocesi di Mostar, al prodursi dello straordinario fenomeno costituito dalle apparizioni mariane.

LA FEDE OGGI A MEDJUGORJE – Oggi la popolazione di Medugorje vive in un nuovo contesto sociale, dove non è necessario morire per la fede, ma viverla e testimoniarla. Questo non è molto facile, tuttavia il popolo ci riesce bene. La vita sacramentale si mantiene ad un livello invidiabilmente alto. Ciascuno frequenta regolarmente la S. Messa domenicale e riceve i sacramenti. I giovani, in numero di 600, frequentano regolarmente le lezioni d'istruzione religiosa. Da questa parrocchia sono usciti numerosi sacerdoti, suore francescane e seminaristi.


Il villaggio di Medjugorje

 

PER CAPIRE


Padre Slavko Barbaric spiega il fenomeno Medjugorje

Trascrizione di una conversazione di Padre Slavko tentua ai pellegrini italiani e spagnoli il 14 marzo 1998.

«Per capire i messaggi mensili, che possono guidarci per tutto il mese, bisogna sempre tenere davanti agli occhi quelli principali. I messaggi principali derivano in parte dalla Bibbia e in parte dalla tradizione della Chiesa. Derivano dalla Bibbia i messaggi di pace, conversione, preghiere, fede, amore, digiuno... Derivano dalla tradizione della Chiesa quelli che riguardano modi di pregare maturati nei secoli: così raccomandano la Santa Messa, il Rosario, l'adorazione, la venerazione della Croce, la lettura della Bibbia; ci invitano al digiuno due giorni alla settimana, proprio come era già nella tradizione della Chiesa e anche nella tradizione ebraica.

In tanti messaggi la Madonna ha detto: "Io sono con voi". Alcuni potrebbero dire: "Scusaci, padre, ma la Madonna è presente anche da noi". Molti pellegrini mi hanno detto che prima di venire a Medjugorje, i loro amici e familiari dicevano: "Perché vai là? La Madonna c'è anche da noi!". E hanno ragione. Ma qui dobbiamo aggiungere una parola che è la parte nuova del messaggio: qui c'è una presenza "speciale" della Madonna, tramite le apparizioni. Solo così si può spiegare Medjugorje. Fin dall'inizio molti hanno provato a spiegare il fenomeno Medjugorje in un altro modo.

I comunisti lo interpretavano come una contro-rivoluzione. Questo è davvero un po' ridicolo. Immaginatevi un parroco francescano che va contro il comunismo con sei bambini dai dieci ai quindici anni; tra questi quattro ragazze, che, per quanto coraggiose, non bastano per una contro-rivoluzione e due maschi che sono timidi. Ma i comunisti davano con serietà queste spiegazioni: per questo hanno imprigionato il parroco e hanno fatto pressioni su tutta la parrocchia, sui veggenti, sulle loro famiglie, sui francescani... Nel 1981 paragonavano Medjugorje al Kosovo!

Il 15 agosto 1981 i comunisti hanno fatto venire da Sarajevo una speciale unità di polizia. Ma alla fine del giorno il capo del gruppo ha detto: "Ci hanno mandato qui come se ci fosse la guerra, ma qui tutto è tranquillo come in un cimitero". Però i comunisti erano buoni profeti per loro stessi. Dopo il primo incontro con i veggenti, uno di loro ha detto: "Voi inventate questo per distruggere il comunismo". Anche i posseduti dal demonio hanno riconosciuto per primi Gesù come Figlio di Dio: "Perché sei venuto qui, Figlio di Dio, per distruggerci?". E mentre gli altri si chiedevano se è vero o non è vero, loro dicevano: "Tu fai questo per distruggerci". Erano buoni profeti...

Ci sono altri ancora nella Chiesa che spiegano Medjugorje come una disubbidienza dei francescani. Dove mai la disubbidienza aiuta la gente alla conversione, alla preghiera, alla guarigione? Altri la spiegano ancora come una manipolazione dei frati, altri per i soldi. Certo a Medjugorje, venendo molta gente, ci sono anche dei soldi, si costruiscono molte case: ma non si può spiegare Medjugorje con i soldi; però ci accusano di questo. Io penso che i francescani non sono l'unica organizzazione del mondo che prende soldi. Ma allora se noi abbiamo trovato un buon metodo, potete applicarlo anche da voi. Tu quando torni a casa, prendi 5 o 7 bambini, non 6 come da noi; li istruisci un poco e un giorno questi dicono: "Vediamo la Madonna!". Non dire però Regina della Pace, perché già noi abbiamo preso questo nome. Dopo verranno molti soldi. Se ti metteranno in prigione, guadagnerai ancor di più che lavorando libero. Quando si analizza così è ridicolo. Eppure ci accusano di questo e tra la gente qualcuno ci crede.

Nonostante tutti gli sbagli che abbiamo fatto noi francescani, i veggenti, i pellegrini... non si può spiegare Medjugorje senza la presenza speciale della Madonna. È una grazia che il Signore dà in questi tempi mariani, come li chiama il Papa e allora Medjugorje non può essere senza problemi. Con i messaggi dati a Medjugorje la Madonna non ha condannato nessuno, non ha provocato nessuno in senso negativo. Allora tutti quelli che non vogliono venire potrebbero starsene tranquilli: non mi interessa e basta...

Analizzando tutti i testi che parlano contro Medjugorje, si può vedere che inventano tante cose, poi tutto svanisce come bolla di sapone. Sono come le onde: vengono, passano e spariscono. Vi assicuro che a Medjugorje non sono tutti santi, anche per il fatto che vengono i pellegrini e questi non sono tutti santi! Ma sono sicuro che esistono nel mondo posti ben peggiori e tuttavia si lasciano in pace. Qui invece devono attaccare, aggredire, criticare e condannare. Anche al Vescovo ho scritto: "Se l'unico problema della diocesi è Medjugorje, può stare tranquillo, in pace. Qui si prega di più che in tutta la diocesi...", anche se poi cantiamo: "Siam peccatori, ma figli tuoi". Se la Madonna ripete: "Io sono con voi", bisogna capire che non si può spiegare Medjugorje senza la presenza speciale della Madonna».

 

 

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