
MEDJUGORJE





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IL CASO MEDJUGORJE
2a Commissione Medica (1985)
Il Dossier scientifico italiano su Medjugorje


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Presentazione di Flaminio Piccoli
Quello che è stato definito da credenti e non credenti lo "straordinario mistero" di Medjugorje, di cui si occupano organi di informazione, radio e televisione di tutto il mondo, è al centro, da quattro anni di un commosso pellegrinaggio di uomini e di donne, di ogni età, di ogni condizione e di molti paesi di continenti diversi. Sui fatti del piccolo villaggio iugoslavo si è acceso un dibattito, con alterni giudizi, che ha coinvolto anche la stampa cattolica. Questo era ed è inevitabile per chi è seriamente impegnato nella ricerca e nella definizione della verità e deve rifuggire dal sensazionale, da tutto ciò che assume aspetti di una religiosità soltanto miracolistica. Medici, uomini di scienza, teologi di diverse nazioni hanno fatto il "punto della situazione", con un impegno di straordinario valore che stronca alcune polemiche superficiali, che pone altri interrogativi, che apre nuovi orizzonti di luce sull'evento.
Questo "dossier scientifico", che riproduce alcuni dei risultati raggiunti, riempie un vuoto e consente ulteriori elaborazioni per il giudizio finale che appartiene alla autorità ecclesiastica. Siamo, anche sotto il profilo di indagini accurate con gli strumenti della scienza più appropriati, dinanzi ad un "mistero". Lo stesso mistero che coglie chi, recandosi a Medjugorje, vive una atmosfera di serenità, sente il bisogno di un rinnovamento di sé, si apre ad una fortissima speranza, ritrova una comunicazione piena con il Signore, tramite quella che noi fermamente crediamo essere la presenza di Maria.
Nessun fanatismo, una perfetta ortodossia in chi gestisce la Parrocchia, un desiderio di preghiera, di meditazione, un'incidenza straordinaria sulle coscienze che porta a numerosissime autentiche conversioni. Chi poi ha avuto il privilegio di assistere alle apparizioni ha avvertito, nella presenza dei ragazzi che vivono con emozione profonda ma conferma e limpida serenità di fede l'evento, un atteggiamento profondo, per nulla influenzato dall'ambiente che li circonda e dalle persone che assistono alle apparizioni.
Nella mia prima visita, mentre uscivo dalla Chiesa, un giovane mi si è avvicinato e mi ha detto: "Onorevole Piccoli, io sono comunista, sono qui ed oggi ho pregato per lei... ". Sono rimasto commosso, gli ho risposto: "Io, invece, ho pregato per il mio Paese". Quel giovane è un sociologo, è nata tra noi una relazione umana e nelle sue lettere trovo una fede meditata, convinta. Ho avuto occasione di incontrare i padri francescani, cui è affidata la Parrocchia, la Chiesa delle apparizioni. Non ho sentito mai, una sola parola di critica o di recriminazione nei confronti di qualche autorità ecclesiastica che pure manifesta il proprio dissenso. Tutti si sono espressi sempre con profonda spiritualità, con grande pacatezza, con forte sensibilità apostolica.
È più che comprensibile – certo – la preoccupazione di chi non vuoi compromettere la posizione della Chiesa prima del giudizio definitivo, e va apprezzato quanto ha affermato il Vescovo di Mostar in una dichiarazione a Jesus di impegnarsi -, "se questi fatti vengono dal cielo, sarò io ad essere il primo a riconoscerlo, andando senza prevenzioni in pellegrinaggio a Medjugorje". Ma come si concilia tutto questo con l'altra dichiarazione in cui si afferma la certezza morale che "negli eventi di Medjugorje siamo davanti ad un caso di allucinazione collettiva?". Come si giustifica l'anticipazione di giudizi che sconvolgono i fedeli e definiscono "plagiati" i veggenti e tutti noi che siamo andati lì a pregare, a meditare?
Nessuna accusa ha fin qui trovato il minimo riscontro. Nessuna prova, anche minima, è stata portata per dimostrare che là opera la "stregoneria", che si fanatizzano i pellegrini. Il "mistero" sta producendo frutti concreti: la conversione ad una autentica vita di preghiera e di penitenza; la profonda edificazione che milioni di pellegrini ricevono dalle testimonianze dei veggenti che con un linguaggio semplice, essenziale e teologicamente perfetto den unciano i vistosi mali, le gravi deviazioni di cui soffre l'umanità, annunciandone i rimedi nella preghiera, nella rinuncia, nello spirito di sacrificio, nel perdono, nella carità. Per tutto questo, non si può accettare che una questione così delicata, venga trattata con superficialità.
Io tornerò ancora a Medjugorje: reco nella mia coscienza di uomo e di cristiano il senso profondo del messaggio mariano. Un messaggio che richiede ad ognuno di compiere sino infondo il proprio dovere: il male del mondo dipende da noi, ogni atto immorale è un atto di guerra e questa non nasce da un americano o da un sovietico, ma da una serie di errori, di colpe morali, di piccoli o grandi atti negativi di cui ogni uomo, ogni donna, ogni giovane, ogni anziano sono responsabili. Da Medjugorje parte, dunque, un materno, accorato invito alla responsabilità personale, emerge un patrimonio spirituale che offre ai pellegrini una forza straordinaria per affrontare la vita di ogni giorno.
Questa la testimonianza che io volevo recare. Rodolfo Doni, nel suo bellissimo libro dedicato allo "straordinario mistero", ha descritto con pagine di alta religiosità quel che tutti noi abbiamo provato recandoci nel piccolo paese iugoslavo. Non siamo dei "plagiati". Riteniamo di essere dei cristiani che hanno avuto una ulteriore prova per una fede che ha resistito ai secoli, che da la forza di soffrire, di operare e sperare. Una fede che non ha bisogno di miracoli (perché il miracolo è nella sua verità) ma che non deve rifiutare il miracolo quando, nella sua lunga storia, esso è spesso intervenuto per un dialogo che si è rivelato fondamentale e capace di aprire nuovi indirizzi di salvezza.
Scienziati anche non credenti andati a Medjugorje, con i criteri severi della scienza e della sapienza umana, hanno ammesso l'eccezionalità di un evento che non riescono a catalogare. È, dunque, eccessivo chiedere – anche alle più diffuse pubblicazioni del mondo cattolico italiano – di prestar orecchio al "popolo di Dio" in attesa che la Chiesa, nella sua prudenza, nel suo saggio accertare con i tempi dovuti, si pronunzi definitivamente su un "fenomeno" che converte atei, rinsalda nella fede i credenti ed offre a tutti il senso profondo del mistero cristiano e dei doveri che, per noi, ne derivano?
Flaminio Piccoli
L'INTERVISTA
Pubblichiamo la trascrizione dell'intervista rilasciata a "Papaboys TV" dal professor Luigi Frigerio, primario ospedaliero presso gli Ospedali Riuniti di Bergamo. Il professore, ai microfoni di Cristina Muscio, non entra nel merito né nel cotenuto delle estasi stesse, ma quanto emerge dalle sue dicharazioni sgombra il campo da ogni polemica e possibile speculazione sull'argomento.
D – Professor Frigerio, al termine degli studi fatti sui veggenti di Medjugorie, che conclusioni può trarre? Le estasi sono autentiche?
R – Innanzi tutto, non esiste una definizione di cosa sia uno stato di estasi. Io posso riferirire quali sono i risultati degli accertamenti che una équipe di medici dell'Unversità degli Studi di Milano ha effettuato sui veggenti di Medjugorie che sono stati sottoposti ad esami ripetute volte da diversi specialisti esperti in più settori. Sono stati presenti un neurologo, uno psicologo, un neurofisiologo, un farmacologo, un anestesista, un otorinolaringoiatra… Dunque, alla fine abbiamo utilizzato degli strumenti scientifici complessi, ma in definitiva abbastanza semplici per quello che voleva essere l'indagine da noi svolta, una serie di strumenti che evidenziavano innanazi tutto la capacità dei veggenti di sentire il dolore prima, durante e dopo l'estasi, e ancora, attraverso lo studio dell' elettrodermia la valutazione della condizione emotiva, prima, durante e dopo l'estasi e ancora, attraverso lo studio dei potenziali evocati del tronco e dell'encefalo; siamo andati ad indagare le vie visive, le vie acustiche, e le vie “somatoestesi”, cioè la sensibilità degi arti e la normalità della conduzione nervosa dalla periferia verso il cervello. Sinteticamente possiamo dire che, per quanto riguarda la sensibilità dolorifica, questa sostanzialmente si riduce fino a quasi a scomparire durante le estasi. Mentre prima di queste manifestazioni la sensibilià dolorifica dei veggenti era normale, durante le estasi, la soglia del dolore si è modificata del 700%, fino a diventare sostanzialmente insensibili ad ogni stimolo “nocicettivo”, per esempio utilizzando una sorgente di calore a 50 gradi attraverso l'impiego dell'aigometro, oppure per esempio quando è stato utilizzato l'estesiometro corneale di Bonet che è uno strumento che serve per valutare la sensibilità della cornea ecco che i veggenti durante l'estasi perdevano la sensibilità corneale, cioè toccando l'occhio la palpebra non si chiudeva più. Questa prima serie di esami è stata in grado di escludere la frode, l'inganno, la simulazione. Un' altra serie di esami, è consistito nello studio dell' elettrodermia, cioè la sudorazione della cute, che consente poi di trasmettere ad un apparecchio lo stato emotivo della persona. Noi, abbiamo potuto sostazialmente dimostrare che nel momento dell'estasi scompare la sensibilità dei veggenti rispetto alla circostanza. Se noi stimoliamo una persona all'improvviso con un rumore forte c'è una variazione emotiva che si riflette sullo stato neurovegetativo: si modifica la frequenza cardiaca, l'elettrodermia, la pressione sanguigna, tutte queste cose che avvenivano prima o dopo l'estasi abbiamo potuto dimostrare che invece non si verificavano durante il fenomeno. Questa potrebbe essere la dimostrazione, se accettiamo come definizione dell'estasi l'estraneità alla circostanza, un vero fenomeno estatico, nel senso che il soggetto perde la comunicazione con l'ambiente circostante. Questo entra un po' in contraddizione con il terzo tipo di esami che noi abbiamo fatto usando una specie di computer che ha studiato la sensibilità somato-estesica, la sensibilità acustica, perchè attraverso lo studio dei potenziali evocati del tronco e dell'encefalo abbiamo trovato che le vie nervose erano tutte aperte, ovvero, queste persone erano perfettamente vigili: vedono, odono, percepiscono, nello stesso tempo non reagiscono: come in una sorta di compartimento stagno che esclude la loro sensibilità e li rende incapaci di reagire rispetto agli stimoli circostanti e in più abbiamo dovuto osservare un sensibile ottundimento della sensbilità “nocicettiva”, cioè queste persone nei momenti dell'estasi non sentivano il dolore. Noi medici non siamo stati in grado di dare una spiegazione scientifica a questo fenomeno.
D – Dunque, in sintesi qual è la vostra conclusione?
R – Non c'è frode, non c'è inganno, non c'è simulazione, in quei momenti di estasi queste persone perdono la sensibilità rispetto al dolore, perdono una sensibiltà rispetto alla circostanza, eppure sappiamo che non dormono, che non sono in anestesia, che sono perfettamente vigili, perché vedono, ascoltano, percepiscono, eppure non hanno rapporto con la circostanza, come se la loro attenzione fosse attratta o totalmente interessata da un altro stimolo, da una “emittente” che noi però non abbiamo potuto valutare, quindi alla fine, dal punto di vista medico resta per noi inspiegabile.
D – È vero che i veggenti uscivano dalle estasi simultaneamente?
R – Sì, anche noi abbiamo osservato questo fenomeno in maniera però non approfondita. Questi studi, infatti, sono stati fatti in maniera più circostanziata dall'equipe francese diretta dal professor Joyex. Loro, attraverso uno strumento avevano studiato adirittura il “nistagmo”, quindi la capacità di fissare tutti insieme una emittente a noi ignota, simultaneamente da loro percepita e alla fine di questo fenomeno, con una discrepanza di pochi millesimi di secondo dimostrava questa simultaneità.
D – Ci può parlare della straordinaria guarigione, nel corso di un pellegrinaggio a Medjugorie, di Diana Basile che ha suscitato un grande scalpore?
R – In quel periodo, lavoravo agli Istituti clinici di perfezionamento di Milano, avevo visto questa signora molto malata perché soffriva di una sclerosi multipla, ed era sostanzialmente non vedente, ed aveva anche grossi problemi dermatologici. Mi è poi capitato di rivedere la stessa persona a distanza di pochi mesi ed ho potuto osservare un cambiamento straordinario. Non ero presente quando c'è stata questa guarigione, riferita istantanea, durante un pellegrnaggio a Medjugorie, però posso testimonare di aver conosciuto dal punto di vista medico questo soggetto, prima di questa guarigione, fra l'altro la diagnosi di sclerosi multipla era stata diagnosticata da medici molto importanti, da una delle equipe più famose in Italia, in quel momento nel campo. Alla fine di questa vicenda noi medici ci siamo trovati di fronte ad una persona del tutto normale, con una capacità visiva normale, con capacità di camminare, e le persone presenti in quel momento furono in grado di testimoniare l'istantaneità di questo cambiamento. Io stesso ho potuto verificare questo cambiamento di una evidenza elementare. |
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