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MEDJUGORJE

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IL CASO MEDJUGORJE

Il cammino spirituale con Maria a Medjugorje

«Cari figli, vi voglio invitare a incominciare, da oggi, a vivere una nuova vita. Cari figli, voglio che comprendiate che Dio ha scelto ognuno di voi nel suo piano di salvezza per l’umanità. Io sono con voi affinché possiate realizzare tutto» (25 gennaio 1987)

 

Riportiamo le trascrizioni delle meditazioni più significative tenute da Padre Tomislav Vlasič e Padre Slavko Barbarič ai pellegrini di Medjugorje durante i primi anni delle apparizioni. Queste riflessioni commentano in maniera semplice e chiara il cammino di santità che Maria ha voluto tracciare con i suoi messaggi ai gruppi di preghiera e in particolare alla Parrocchia di Medjugorje.

 

1. L'invito per tutti alla santità

L'invito alla santità

La vita umana cammina su due piani. Il primo piano è quello materialistico: viviamo per la vita materiale e consumistica così la vita si stringe sempre di più fino a terminare con la morte. Il secondo piano è quello spirituale: allora la vita si allarga sempre più così come la felicità, l'amore e la pace interiore. In questo modo, anche se le persone finiscono sulla croce, la vita si allarga e mantiene il suo senso.

La Madonna nel messaggio del 30 ottobre 1986 dice: «Cari figli, anche oggi desidero invitarvi a prendere e vivere sul serio i messaggi che vi do. Cari figli, a causa vostra sono restata così a lungo, per aiutarvi a mettere in pratica tutti i messaggi che io vi do. Perciò, cari figli, vivete con amore verso di me tutti i messaggi che io vi do». Con questo messaggio la Madonna riassume tutti i messaggi e sottolinea di prenderli sul serio. Che cosa vuol dire?

Molte persone si spaventano verso il futuro quando vengono a sapere dai veggenti che esistono dieci segreti e che tra di essi ci sono anche dei segreti molto duri per l'umanità. Ma questo non vuol dire prendere sul serio la Madonna, perché Lei non ci ha insegnato a pensare alle guerre, al male, ma ci ha spinti a sperare nel Signore, a vivere la speranza e, con la speranza rafforzata dalla preghiera, ad affrontare tutte le difficoltà che verranno all'umanità e che noi incontriamo nella nostra vita personale. Nel messaggio ricevuto ieri sera, la Madonna sottolinea ancora una volta la sua lunga esperienza qui sulla Terra per aiutarci a vivere questi messaggi. Il 9 ottobre 1986 la Madonna disse: «Questo lungo tempo mentre sto con voi, è il segno che io vi amo immensamente». Se Dio ci dà una tale grazia, per cui sua Madre rimane così a lungo tra di noi, è un segno della serietà degli avvenimenti. E quello che ci ha detto ieri sera dobbiamo accettarlo. Sembra che molti pellegrini che hanno vissuto quii un incontro con Dio e con la Madonna, dopo un certo tempo diventino tiepidi, ed altri, che hanno sentito soltanto le notizie su Medjugorje, continuino sulla stessa strada.

La veggente Mirjjana mi disse un mese fa: «Per me, almeno una giornata ogni settimana, è la giornata del pianto». Io le chiesi: «Perché?». Mi rispose: «Perché so quello che avverrà e gli uomini continuano come se non avesssero sentito nulla». Questo è più che serio, sia dal punto di vista degli avvenimenti che ci aspettano, sia dal punto di vista della durezza del cuore degli uomini i quali anche dopo cinque anni dalla presenza della Madonna sulla Terra, si domandano: «Cos'è? Devo cambiare? No, continuo così». E continuiamo ad essere attaccati ai valori terreni. Spesso i pellegrini dicono: «Ma dov'è la misericordia di Dio?». La misericordia di Dio, è mostrata nella Vergine Santissima che è venuta tra di noi, ma noi non vogliamo accettarLa. È inutile avere un dono se non vogliamo accettarlo. Se l'umanità prosegue aumentando le armi, se continua a vivere in modo amorale, se continua a vivere l'ingiustizia nella quale un terzo del mondo muore di fame, la Terra non potrà sopportare questa ingiustizia. Per questo la Madonna ci ha dato il messaggio della conversione urgente.

Ho detto all'inizio che coloro che si spaventano non prendono sul serio quello che dice la Madonna. La Madonna ci ha dato il messaggio centrale: la pace. E anche la veggente Mirjana dice: «Non abbiate paura, per chi crede in Dio, la morte non è un castigo, è un passaggio verso la vita migliore». Cari fedeli, questo è un punto cruciale. Per noi la morte non è un castigo, non è una tragedia, ma un passaggio verso la vita migliore. Voi credete sul serio a questo? Lo accettate? Finché non accettiamo questo sul serio, non abbiamo accettato la nostra fede. Perché il centro, il riassunto della nostra fede è la morte e la Risurrezione di Gesù Cristo, è la nostra morte e la nostra risurrezione. Finché non accettiamo questo non abbiamo accettato il nostro cristianesimo. Nello stesso messaggio la Madonna disse: «Cari figli, voi sapete che io desidero guidarvi sulla strada della santità, però non desidero costringervi ad essere santi per forza».

Noi siamo davanti alla festa di tutti i Santi. Vi faccio una domanda: «Avete deciso di diventare santi? Quanti di voi hanno deciso di diventare santi»? Eppure nel Paradiso non si entra se non si diventa santi. I cristiani spesso fanno un calcolo: la santità non è per me, è per qualcun altro; è un calcolo falso. Spesso vediamo i pellegrini che vengono qui per due motivi: pregare per la guarigione, per i bisogni della vita terrestre e affinché siano evitate le guerre e i castighi. È bene venire e chiedere alla Madre Celeste anche questo, ma non è sufficiente. Siamo sulla Terra e sappiamo benissimo che la nostra vita finisce dopo 70, 80, 90 anni, e allora? Sappiamo che dopo la nostra vita viene la vita più bella, quella vita per cui viviamo anche qui sulla Terra. Allora Per noi il punto centrale è la santificazione. Noi non soltanto non possiamo entrare in Cielo se non siamo santi, ma senza la santità non possiamo neanche vivere felici sulla terra. Soltanto i santi – lo sappiamo dalla storia della salvezza e dalla storia della Chiesa – erano uomini felici. Quelli che vivevano soltanto per la vita materialistica non erano felici e i loro nomi sono stati dimenticati presto. I nomi dei Santi sono sempre vivi tra di noi e, dalla storia della Chiesa, sappiamo che soltanto i Santi davano anima al cristianesimo, all'umanità, davano lo spirito alla nostra fede. Allora, anche qui sulla terra se vogliamo la vita felice possiamo viverla soltanto da santi. Così si spiega un messaggio della Madonna al gruppo di preghiera: «Cari figli, fate il Paradiso qui sulla terra tra di voi».

Nei messaggi la Madonna in continuo ci chiama a pregare. Perché pregare? Perché tante preghiere? Per aumentare il mio desiderio di Dio. Per aumentare dentro di me il desiderio di diventare simile a Dio. La preghiera è un processo di primavera dove tutto sboccia, fiorisce; la preghiera mi porta a desiderare Dio, a desiderare il Paradiso più di tutte le cose terrestri. Allora, se attraverso questo processo della conversione, attraverso questo processo della preghiera, dentro di me aumenta il desiderio di Dio, io divento felice perché dentro di me comincia già la vita di Dio. Altrimenti non posso ottenere questo nel momento della morte, perché la morte dovrebbe essere soltanto un passo facile per entrare nel Paradiso, quando si sente la voce di Gesù: «Venite benedetti». Sarà un passo difficile per chi deve andare nel Purgatorio, un passo terribile per chi sentirà la voce: «Vattene maledetto!». Voi siete venuti a chiedere che cosa vuole la Madonna: vuole la conversione per diventare santi, per la santificazione. Soltanto così otterrete lo scopo della vostra vita e sarete in grado di testimoniare la presenza della Madonna, di portare la gioia della salvezza, la pace di cui parlano la Madonna e Gesù. Senza santificazione noi non possiamo essere coloro che salveranno il mondo, non possiamo essere coloro che si dicono amici di Dio, coloro che possono implorare da Dio che siano tolti i castighi, come conseguenza dei peccati dell'umanità. Senza la santità non possiamo essere felici sulla terra, non possiamo entrare nel Paradiso. Perciò, concludendo, vi invito a prendere sul serio la presenza della Madonna, a vivere tutti i suoi messaggi. Lo scopo che dovete avere davanti a voi ogni giorno è la santificazione della vostra vita.

(da una meditazione di Padre Tomislav Vlasič del novembre 1986)

 

2. La preghiera col cuore

La preghiera col cuore

Non digiunate per digiunare e non pregate per pregare. Conoscete la storia del fariseo al quale Gesù ha detto: tu hai già il tuo compenso, quando questi gli aveva detto: «Io digiuno due volte, prego e do l'elemosina. Allora sono migliore di questo nell'angolo». Il fariseo aveva giudicato: io posso, l'altro non può. No, noi invece non preghiamo per giudicare gli altri che non pregano, noi non digiuniamo per giudicare quelli che non digiunano. Noi preghiamo e digiuniamo perché in questo modo incontriamo il Signore nel nostro cuore, lo sentiamo meglio, e così anche gli altri.

La Madonna nel messaggio del 28 marzo 1985 ha detto così: «Nella preghiera avrete la gioia più profonda», ma nella preghiera nella quale incontrate il Signore. La preghiera è un incontro col Signore che parla a noi, che ci guida, che ci dà luce, che ci salva. Il Signore che si è presentato come Padre e Gesù Cristo come nostro fratello, come nostro amico. Nell'incontrarci con Lui dobbiamo avere una gioia più profonda e nessuno di noi ha niente contro questa gioia profonda. Dobbiamo domandarci: come pregare, come incontrare questo Padre, questo amico, questo fratello?

Dio si è rivelato in Gesù Cristo. La Madonna ha detto anche un'altra cosa prima: «Pregate col cuore», cioè non solo ripetere con le parole qualche cosa. Un esempio: in una cucina si possono trovare tutti i cibi, ma si può morire di fame se non si mangia bene o se non si mangia. Tanta gente prega, ma non sente questa gioia, questa pace profonda. Perché? Dobbiamo dire: non prega come dovrebbe pregare, non incontra il Signore come si deve incontrare per avere questa gioia. Quale situazione può esservi per pregare e non sentire niente? Se volete incontrare qualcuno dei vostri amici, dovete cercarlo, dovete avere tempo per parlare con lui, dovete aver tempo per sentirlo... Se volete incontrarvi bene occorre preparare una situazione in cui non sarete disturbati. Se non si ha il tempo, se non si cerca l'incontro, se non si cerca di sentire l'altro, se non si cerca di dire qualcosa all'altro, non è possibile un incontro anche a livello umano. La stessa cosa si deve dire, io credo, anche per la preghiera, se avete deciso di pregare.

La Madonna domandava all'inizio delle apparizioni «pregate il Credo». Se avete deciso, secondo quello che domandava la Madonna, dovete prepararvi, cioè trovare un tempo, prendere un tempo in cui potete essere solo per Dio, dove il telefono non può disturbarvi, né la moglie..., un angolino della vostra casa e dire: questa mezz'ora è solo per la preghiera. Trovare il tempo, il luogo e cominciare come si può. Io dico di cominciare come potete. La Madonna all'inizio ha chiesto: Credo, sette Padre Nostro e il digiuno (un giorno di digiuno). Sono le cose concrete e semplici per cominciare. E tutti coloro che hanno cominciato così, trovando ogni giorno un po' di tempo per la preghiera, hanno potuto imparare a pregare. Così come quando abbiamo cominciato a pronunciare le prime parole con la mamma. Si deve cominciare come si può e continuare nella situazione, sempre.

Cercare tempo, luogo, cercare di sentire l'altro e cercare anche di parlare all'altro. In queste condizioni concrete, si può approfondire la propria preghiera e si può, di giorno in giorno, sentire una disposizione a pregare. Non dire solo: «voglio pregare», e non cercare questo metodo. La stessa cosa vale se uno dice: voglio essere medico e non vuol studiare. Noi ridiamo un po'... Come vuoi la meta e non vuoi i mezzi per raggiungerla? Come vuoi la gioia e la pace profonda e non vuoi i mezzi? Come vuoi pregare se non preghi? Come vuoi incontrare il Signore se non cerchi di compiere queste condizioni? Un'altra cosa: abituarsi. Voi dite: l'appetito viene mangiando, e io dico: anche pregando viene la preghiera e digiunando viene il digiuno! Non saper pregare come ha pregato S. Francesco non significa che non devo cominciare.
è questo il cammino che la Madonna domanda a noi. Se sei distratto, vai con questa distrazione alla preghiera. Il primo concreto avvio era sette Padre Nostro, molto semplice. Nell'agosto dell'anno scorso la Madonna ha domandato il Rosario intero.

(da una meditazione di Padre Slavko Barbarič del 30 marzo 1985)

 

3. La pratica della confessione

La pratica della confessione

Voi sapete che la Madonna ci ha invitati tutti quanti alla preghiera. All'inizio ha detto di pregare ogni giorno al minimo 7 Padre Nostro, Ave Maria e Gloria, poi ci ha invitati a pregare il Rosario intero ogni giorno, a digiunare due volte alla settimana, al mercoledì e venerdì, possibilmente ad acqua e pane; infine ci ha invitati alla confessione mensile, alla confessione più frequente e a prepararci ad ogni festa con il digiuno e con la preghiera. Io mi trattengo oggi sulla chiamata della Madonna per partecipare alla confessione mensile. Molti non hanno capito perché la Madonna chiede la confessione mensile. La Madonna non ci ha chiamati a fare la confessione mensile per fare un atto di pietà: dobbiamo capire il senso della confessione sottolineato dalla Madonna. Ci sono due possibilità nella confessione. C'è la possibilità di fare un obbligo o un atto di pietà, fare il primo venerdì, il primo sabato, perché così è stato ordinato. Questa confessione non porta tanti frutti. Porta i frutti la confessione che è dentro un cammino di conversione. La Madonna ci ha invitati ad una confessione più frequente, affinché possiamo allontanare ogni peccato e avanzare nella vita spirituale. Perciò la confessione mensile non è l'obbligo di confessarmi una volta al mese, ma anzi io devo confessarmi anche di più se sento il bisogno dentro di me. Quale bisogno? Ho incontrato molta gente che dice: «Ma che cosa ho da confessare ogni mese»? Se ci si pone questa domanda allora bisogna capire che cosa confessare.

Molti hanno capito la confessione come un pulire la casa, lasciare cadere la polvere e di nuovo pulire. Ma la confessione mensile sottolineata dalla Madonna dovrebbe essere una risurrezione della persona, una continua crescita della persona. Perciò la Madonna ha raccomandato al gruppo di preghiera la confessione più frequente, anzi la confessione settimanale. Una volta disse: «Appena vedete un peccato confessatelo, affinché non rimanga nascosto nella vostra anima». La confessione frequente dovrebbe essere una vigilanza continua sull'anima: non soltanto confessare i peccati, ma anche allontanare ogni ostacolo che ci impedisce di raggiungere la grazia divina. Chi si mette sul cammino della fede nel senso attivo di convertirsi, ogni giorno scoprirà sempre di più degli ostacoli e ogni giorno lavorerà per allontanarli, per promuovere una vita di grazia. Allora se ci mettiamo su questa strada del cammino della conversione per avanzare nella vita spirituale, noi sentiamo di più il bisogno di pulire ogni giorno la nostra anima attraverso l'esame di coscienza. Purtroppo questo non si pratica neanche in molte chiese, prima della Messa non si lasciano neanche due minuti per raccogliersi, per poter confessare i propri peccati davanti a Dio.

Confessarsi, non vuol dire soltanto un obbligo mensile, ma vuol dire collegare quella confessione mensile con un cammino quotidiano, con l'esame di coscienza. Quando la persona non si sente degna, si confessa, ma si mette davanti al sacerdote per ricevere un aiuto di grazie non soltanto quando non si sente degna, ma anche quando ci sono gli ostacoli, i disturbi, le difficoltà nell'anima. La confessione non è soltanto per pulire i peccati, ma è anche per aumentare le grazie dentro di noi, è anche per ricevere una grazia nuova, una spinta nuova per la vita spirituale. La confessione dovrebbe essere la parte di questo cammino continuo. Io devo pregare abbastanza di mattina e di sera, devo trovare una parola divina che mi parli, devo piantarla nel mio cuore e farla crescere. Io devo allontanare da me tutto quello che mi impedisce di fare crescere questa parola di Dio, tutto quello che impedisce questa luce divina. La confessione mi serve per allontanare questi ostacoli, per avvicinarmi a Dio. Perché parlo della confessione? È un mezzo che ci ha lasciato Gesù Cristo, è un mezzo che noi non abbiamo capito abbastanza e che, purtroppo, nella nostra epoca è rinnegato. Per questo molte persone si sono recate dagli psichiatri per le psicanalisi e hanno abbandonato Dio che è capace di trasformare le persone.

La Madonna ci ha indicato questa strada e noi dobbiamo capire il valore di questo messaggio. Ma il valore di questo messaggio si scopre soltanto praticando quello che la Madonna ci disse. La confessione non e soltanto un rito, la confessione ha una profonda preparazione nella preghiera. Qui in questa chiesa, durante questi cinque anni noi abbiamo sentito la Madonna e adesso posso dire che cinque anni con la Madonna sono stati cinque anni di preghiera, una scuola di preghiera. Possiamo capire molte cose nella confessione soltanto se abbiamo pregato abbastanza: chi prega di più, il suo cuore si apre di più e capisce di più. Vi raccomando quindi di fare qui una confessione profonda e anche di decidervi a fare confessioni frequenti tornando a casa, possibilmente confessioni preparate dai sacerdoti nei gruppi di preghiera, così che ogni confessione sia un rinnovamento della fede, un modo migliore di avanzare nella vita spirituale.

Voglio aggiungere un'altra parola che mi è venuta in mente ieri mentre abbiamo festeggiato la Madre della Chiesa. Quasi tutti i figli vengono nella casa della Madre e chiedono qualche cosa alla Madre. Anche i grandi peccatori vengono a chiedere denaro alla madre, chiedono qualche cosa di utile, ma i figli malvagi non accettano la madre, vogliono il denaro, vogliono qualche cosa. Voi che siete venuti qua, siate i figli buoni: accettate la Madre, non chiedeteLe soltanto qualche cosa per voi, per la salute, per risolvere questo problema, quel problema. Siate i figli buoni: accettate la Madre così come si manifesta qua. Se voi accettate la Madre con i suoi desideri, con i suoi progetti, con la sua umiltà, con la sua bellezza, con la sua purezza, con il suo amore, allora diventerete i figli della Madre, se invece voi verrete nel santuario soltanto per chiederLe qualche cosa, non siete ancora i figli bravi. L'ultimo messaggio dato per la Parrocchia e per i pellegrini ci invita ad offrire i nostri cuori alla Madonna, affinché Lei li cambi e li faccia simili al suo Cuore. La Madonna ha detto: «Cari figli, voi vi domandate perché non potete fare tutto quello che io vi dico. Perché voi non mi avete offerto i vostri cuori perché io li cambi. Non dite le parole, ma fate tutto quello che io vi ho detto». Accettare la Madonna, accettare la Madre, vuol dire accettare le sue parole e comportarsi secondo le sue direttive.

Attraverso i messaggi che la Madonna ci dà noi accettiamo la Madre e così diventiamo i suoi veri figli. In questo periodo, in modo particolare, voglio sottolineare l'urgenza della conversione, ma non l'urgenza che vi spinge verso la paura, ma l'urgenza che vi spinge verso una vita più bella, perché se voi vi convertite oggi, la vostra giornata di domani sarà più bella. Se voi vivrete domani una conversione migliore, dopo domani sarà più bello. Finalmente dobbiamo capire che Dio è venuto sulla Terra per farci felici, che il Vangelo ci fa beati qui sulla terra. San Pietro domandò a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti seguiamo, cosa riceveremo in premio»? «La vita eterna – rispose Gesù – e il centuplo qui sulla Terra». Noi fino adesso non abbiamo capito questa beatitudine, perciò vi invito alla conversione urgente, affinché possiate avere di più dalla vita.

(da una meditazione di Padre Tomislav Vlasič del 20 maggio 1986)

 

4. La pratica del digiuno

(P. Slavko Barbarič, 21 febbraio 1985)

La pratica del digiuno

Il digiuno è obbligatorio per tutti noi, secondo il Vangelo, come la preghiera. C'è un modo speciale del maligno che si può scacciare solo con la preghiera e con il digiuno. Se la prassi della Chiesa si è ridotta al minimo, questo è avvenuto secondo la situazione concreta: come, per esempio, mangiare un'ora prima della Comunione. Tanti volevano comunicarsi prima di andare al lavoro, ma dovevano mangiare e se non mangiavano, non potevano mangiare niente per tutto il giorno. Allora la Chiesa ha detto: facciamo così. Gesù ha mangiato e ha fatto la Comunione con gli Apostoli subito dopo la Cena; la Chiesa ha fatto una prassi, ne ha introdotto un'altra, può introdurne un'altra ancora... Tanta gente non poteva digiunare e la prassi è diventata un po' superficiale. La Madonna adesso però ci dice: «digiunate!» e così concretizza di nuovo questo principio generale del Vangelo, di tutti i profeti, di tutti i Santi che hanno digiunato. E se la Madonna dice: «digiunate», non dice niente di nuovo ma invita soltanto al rinnovamento di una prassi.

Il digiuno è connesso con la fede. Digiunare non significa aver fame: digiunare significa aprirsi al Signore. Uno che digiuna si apre, uno che digiuna è aperto, uno che digiuna diventa un povero nello spirito così come la Madonna e non può mai dire ad un altro «non ho bisogno di te», perché ha bisogno di lui. Io non ho niente. Lui ha qualche cosa, materialmente parlando. Un povero nello spirito non può diventare ateo, perché vede che ha bisogno del Signore e, allora, se la Madonna comincia adesso una nuova scuola della fede, in questo mondo pieno di ateismo, deve invitare al digiuno perché il digiuno ci aiuta ad aprirci, a diventare trasparenti, proprio a lasciare posto, anche nel corpo, per la Parola. I Santi Padri della Chiesa digiunavano e dicevano che il digiuno è la preghiera del corpo. Allora il corpo si prepara, anche col digiuno, ad accettare il Signore. E questo è al servizio della fede.

Dire che mangiare un giorno a pane e acqua sia dannoso, non è possibile. Domandatelo ai medici: un medico vi dirà che stare un giorno mangiando solo pane e acqua è un bene per l'organismo. La Madonna non vuole che noi restiamo senza vitamine, ma vuole un'armonia nella nostra vita. Digiunando si riceve un nuovo senso anche per il tempo, per discernere le cose importanti dalle cose non importanti. Tanti, dopo aver cominciato a digiunare, hanno visto che non c'è bisogno ogni sera di stare davanti alla televisione. Per una sera non aver mangiato, non aver fumato, non aver bevuto in una casa tante volte significa salute per la casa. Da una statistica: in Francia si guarda la televisione 18 ore la settimana, cioè tre ore al giorno: ma se cominciate a digiunare non farete più così.

 

5. Portare le croci con gioia

Portare le croci con gioia

Se ci domandiamo che cosa ha detto qui la Madonna sulla croce, sulla sofferenza, non troveremo molto, ma troveremo molti punti come inviti. Una volta – era un Venerdì Santo – ha detto in un messaggio: «Non abbiate paura di portare la vostra croce, mio Figlio Gesù è con voi». La Madonna sa che noi abbiamo la croce, ma ci invita a portarla, perché non siamo soli: «Mio Figlio Gesù è con voi». L'anno scorso, prima della festa della Croce, ha detto: «Vi invito, pregate davanti alla Croce, perché dalla Croce vengono grandi grazie» e ci ha tutti invitati anche a consacrarci. Consacrarsi alla Croce perché, come? La Madonna non ci ha spiegato come ci si deve consacrare alla Croce, ma noi possiamo sapere cosa significa consacrare. Su questo punto ci aiuta anche la tradizione della Chiesa, l'esperienza mistica di tanti santi. Consacrarsi alla Croce, consacrarsi attraverso la Croce al Signore, significa abbandonarsi, dare la propria vita. Nel consacrarsi alla Croce è molto importante questo: domandarci se questa Croce mi parla. In ogni famiglia cristiana e sicuramente anche nella tua famiglia c'è la Croce o sul muro o sul Rosario. Quante volte noi vicino alla Croce bestemmiamo, ci comportiamo male, egoisticamente, con orgoglio, offendiamo, non vogliamo riconciliarci. Se è così – e tante volte è così – significa che non siamo consacrati alla Croce, cioè la Croce non ci parla, perché la parola della Croce è sempre: riconciliatevi, perdonate, amate senza condizioni.

Se abbiamo capito la Croce capiremo tutto. Se non capiamo la Croce non capiremo mai niente della nostra vita cristiana. La Madonna vuole che noi capiamo la Croce, perché Lei stessa l'ha capita, non perché è fuggita dalla Croce, ma l'ha accettata, con suo Figlio Gesù. Nell'ultimo messaggio ha parlato sulla Croce e sulla sofferenza, esprimendo un desiderio: «Desidero che per voi la vostra croce sia gioia». Se la Madonna lo desidera significa che è possibile. La Madonna non dice mai una parola vuota, e se dice che desidera, è possibile che per me e per te, la mia e la tua sofferenza, le nostre croci diventino gioia. Ci ha mostrato anche la via per la quale si può arrivare: «In modo particolare, cari figli, pregate per poter accettare la croce, la sofferenza, con amore».

Non ci invita ad accettare subito, ma a pregare per poter accettare. Noi se abbiamo tristezza, molti problemi, molta sofferenza, se siamo disperati, forse a questo punto non possiamo accettare questo messaggio. Forse ci fa anche rabbia se dice: «Prendete con gioia, accettate con gioia la vostra croce, con amore». Possiamo domandarci: quando abbiamo pregato l'ultima volta per la grazia di poter accettare la croce, la sofferenza con amore come Gesù? È questo il punto che dobbiamo capire, ma lo possiamo solo attraverso la preghiera. La Madonna non è contenta se noi soffriamo, non è sicuramente felice se noi portiamo le croci. Non dobbiamo aver paura davanti a questo invito. «Accettate con amore la sofferenza». La Madonna ci vuole insegnare una strategia con la quale possiamo lottare contro la croce, contro la sofferenza. Noi abbiamo già trovato tante volte dei falsi mezzi nei confronti della sofferenza. Allora quando noi proviamo a fuggire dalla sofferenza, dalla croce, non vogliamo accettarla, ogni croce non accettata diventa doppia. La Madonna invitandoci ad accettare la sofferenza ci indica una strada, un cammino di guarigione. Infatti dice più avanti: «Solo così posso con la gioia darvi le grazie e guarigione che Gesù mi permette».

Vedete, quando si accetta la sofferenza con amore, come Gesù, questa è l'ultima condizione per essere guariti. Vi vorrei dire ancora una parola e discernere due fonti della sofferenza. Esiste una sofferenza che ci viene perché amiamo e un'altra perché non vogliamo amare, cioè perché facciamo il peccato, perché odiamo. Quando uno ama, con l'amore è sempre collegata la sofferenza, la croce, perché l'amore sempre ci guida verso gli altri e negli altri incontriamo sempre tanta sofferenza. Se li amiamo soffriamo, ma questa sofferenza ci fa maturare, ci aiuta e aiuta gli altri. Per esempio, quando una mamma ama il suo bambino e questo è ammalato, ha delle sofferenze, la mamma stando con lui sicuramente diventa una mamma più matura e il suo amore si purifica. È sempre così. Questa sofferenza accompagna sempre l'amore e a questo punto possiamo forse più facilmente capire da dove veniva la sofferenza di Gesù e la sofferenza della Madonna.

Umanamente parlando la Madonna dice che soffre e tante volte l'hanno vista piangere. Chi è in Cielo non può soffrire, ma in questo modo la Madonna ci dice che ci ama e ci vuole educare all'amore per poter capire la sofferenza, per poterla portare e per poter aiutare gli altri ad essere salvati dalla sofferenza. Da questa sofferenza che viene perché si ama, non possiamo essere salvati, perché Gesù stesso non era salvato. Ma c'è un'altra sofferenza. Se uno odia, non vuole perdonare, qual è la sua sofferenza? Il rancore. Non può essere mai contento, non può essere mai felice, perché l'odio distrugge, non può portarci la vita. Questa sofferenza è pericolosa, perché distrugge personalmente coloro che portano odio e che non vogliono riconciliarsi e queste persone distruggono le altre. Pensate ad un ubriaco, ad uno che beve molto, quale è la sua sofferenza? Qual è la sofferenza della sua famiglia? Diventa un problema, diventa una sofferenza grande. Se uno prende la droga, quanta sofferenza! Vedete il discernimento? Se noi cristiani capissimo questa sofferenza che viene dal peccato capiremmo che dobbiamo lasciare il peccato per poter avere l'amore. Quando abbiamo l'amore, io vi dico, non ci interessa più la sofferenza, ci interessa solo una cosa: amare in ogni momento, in ogni situazione. E qui, oggi, festeggiando, celebrando la Croce dovremmo capire questo punto della vita cristiana.

Allora la Madonna ci invita ad avvicinarci alla Croce, a pregare davanti alla Croce, a consacrarci alla Croce. E non ha paura perché sa quale significato hanno avuto la Croce e la sofferenza nella sua vita e nella vita di suo Figlio. La Madonna ha capito il suo dovere: siamo nati proprio sotto la Croce quando Gesù ha detto: «Madre ecco il tuo figlio» e al discepolo: «Ecco la tua Madre». Possiamo dire che in quel momento è nata la nostra Chiesa, la nostra comunità. Come ogni madre, Maria vuole educarci e come Regina dei profeti non poteva nasconderci la Croce, non poteva non parlare sulla sofferenza e doveva invitarci alla conversione, perché tutti i profeti dovevano fare così. Solo i falsi profeti hanno promesso la pace, non hanno parlato della sofferenza, non hanno parlato del bisogno della conversione. La Madonna, come Regina dei profeti, ci invita a pregare per poter accettare le croci e per potter, con la croce, con la nostra sofferenza, ottenere un mondo nuovo.

(da una meditazione di Padre Slavko Barbarič del 14 settembre 1986)

 

6. Riconciliarsi con Dio

La pratica della confessione

Oggi siamo a 45 mesi da quando la Madonna parla e durante tutti questi mesi abbiamo vissuto una storia incredibile. Io posso dire, guardando e vivendo un po' questa storia, che adesso capisco cosa significa credere a Dio, cosa significa ascoltare la Parola del Signore, cosa significano le parole della Madonna quando dice: «Abbandonatevi al Signore», cosa significa «riconciliatevi», ma anche che cosa significa che noi tutti siamo lontanissimi da Dio. Quando si comincia la via della pace e dell'amore radicale si vede come la Madonna ha detto una volta: «Voi non sapete ancora amare». Questa è una cosa che noi scopriamo qui e anche una ragione di andare più profondamente e più radicalmente con la Madonna.

Di solito la Madonna parla ogni giovedì, ma qualche volta dà i messaggi anche fuori del giovedì. Ieri ho assistito all'apparizione in canonica: c'erano solo Marija e Jacov. Io ho pregato con loro. L'apparizione è durata quasi tre minuti. Dopo l'apparizione solitamente scrivono su un quaderno tutto quello che hanno visto e che cosa è successo. Marija ha avuto bisogno di dieci minuti per scrivere tutto e mi ha detto: «per stasera c'è un messaggio», e questo messaggio contiene in sintesi tutto quello che ha detto la Madonna in questi mesi. Ha detto: «Oggi vi invito alla confessione anche se avete fatto la confessione alcuni giorni fa. Io desidero che voi possiate vivere la mia festa nel vostro cuore. Ma non potete viverla se non vi abbandonate totalmente al Signore. Perciò vi invito: riconciliatevi col Signore». La prima parola dei quarantacinque mesi era: pregate, convertitevi, pregate il Credo e sette Padre Nostro. Adesso vediamo tutta la preghiera e tutte le preghiere e il digiuno come un invito a riconciliarsi con il Signore.

Riconciliarsi con il Signore significa allora rinnovare la situazione della nostra vita e dell'umanità. Voi sapete che il primo peccato è stato di disobbedienza al Signore. L'uomo non era più riconciliato con Dio e tutta la creazione era contro l'uomo.
Riconciliarsi con il Signore nel fondo della propria anima, del proprio cuore, significa ritrovare il Paradiso. E come si fa a ritrovare il Paradiso? Che significa riconciliarsi col Signore? La prima cosa è questa: lasciarsi guidare dal Signore, confidare in lui.
Il primo peccato dell'uomo era questo: non aver confidenza con il Signore e pensare «se faccio una cosa diversa da quello che il Signore mi dice, allora sarò felice».
Avere confidenza nel Signore significa lasciarsi guidare e credere nella sua parola, credere che la via per la quale ci guida il Signore è la via più sicura per l'uomo e per tutta l'umanità. E quando uno ha confidenza nel Signore allora può crescere la pace, può crescere questo abbandono, può crescere anche l'amore. Riconciliarsi nel Signore allora significa accettare anche il progetto della mia vita che il Padre Onnipotente ha fatto per me, il progetto che la Madonna vuole che noi scopriamo.

Il nostro problema è sempre quello che noi vogliamo vivere la nostra vita, il nostro progetto qualche volta, se non spesso, fuori dal progetto del Signore. Allora lasciarsi guidare e avere confidenza nel Signore significa accettare il progetto della mia vita che viene dal Signore, ma che io scopro nel mio cuore. Per questa ragione di nuovo: il digiuno e la preghiera. Il digiuno ci pulisce nel profondo della nostra anima e del nostro cuore e così si scopre che il Signore ci vuole bene. Così anche i malati scoprono che questa è la via per accettare la volontà del Signore. Scoprire che anche nella sofferenza il Signore ci guida e non è lontano da noi, anche nella sofferenza i problemi hanno un senso. Senza questa confidenza nel Signore, senza pregare e digiunare non si può vedere e non si può accettare questo progetto mirabile che il Signore ha con noi.

Se vogliamo vedere la vita della Madonna nella luce di questa festa di oggi, possiamo dire che la Madonna, come ragazza del popolo eletto, sapeva tutte le promesse del Signore e si lasciava guidare. Siamo tutti sicuri che non sapeva al momento dell'Annunciazione che sarebbe venuto il Calvario, non sapeva tutte le difficoltà e tutti i problemi, ma questo non era importante. La Madonna si era preparata ed era pronta nel momento dell'Annunciazione ad accettare il progetto che veniva dal di fuori. Il progetto del Signore era quello di diventare la Madre, la Vergine Madre; il suo progetto era, se si può dire, un altro. Ma nel fondo era pronta ad accettare questo progetto di Dio. E questa è per me la più grande festa: la Madonna si è preparata per l'Annunciazione e quando ha detto «sì» tutt'altro doveva avvenire: anche il Natale di Betlemme, la morte e la Risurrezione... Questo progetto la Madonna non lo conosceva, ma andava passo per passo.

La riconciliazione significa questo: accettare, dire di sì e andare con la Madonna. Queste apparizioni durano da quarantacinque mesi. Sono come una preparazione. La Madonna vuole prepararci, vuole educarci. C'è un pensiero teologico: la Madonna fa con questa Chiesa, in questo mondo, in questa situazione, un nuovo cammino. Accompagna, invita e vuole che tutti noi diventiamo proprio Chiesa, credendo al Signore, nascendo all'amore, alla pace e alla riconciliazione.

(da una meditazione di Padre Slavko Barbarič del 25 marzo 1985)

 

 

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