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MEDJUGORJE

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IL CASO MEDJUGORJE

L'umanità è al bivio

«Cari figli, oggi, come mai prima, vi invito alla preghiera. Che la vostra preghiera sia preghiera per la pace. Satana è forte e desidera distruggere non soltanto la vostra vita umana, ma anche la natura e il pianeta sul quale vivete» (25 gennaio 1991)

di ALDO GALLI

Il mondo è a rischio di autodistruzione
Per la prima volta oggi il mondo è a rischio di autodistruzione

UN FATTO INEDITO PER L'UMANITÀ – La Madonna a Medjugorje, già a partire dalle sue prime apparizioni, si è presentata col titolo di "Regina della pace". Con il passare degli anni si è iniziato a comprendere sempre più chiaramente il motivo per cui si è presentata in questo modo: la pace oggi rappresenta infatti il problema più grave ed urgente per il mondo. Se anche in passato in special modo nel corso del XX secolo con le due guerre mondiali si verificarono orrori ed eccidi spaventosi, soltanto ora per la prima volta nella storia dell'umanità il mondo è a rischio di autodistruzione perché possiede armi tali non solo da poter distruggere la Terra ma anche per renderla non più abitabile da alcuna forma di vita. Sempre a Medjugorje la Madonna all'inizio del 1991 (mentre era in corso la guerra in Iraq) svelò questo piano satanico quando affermò che Satana vuole distruggere "il pianeta sul quale vivete". Fino a qualche anno fa le armi di distruzione di massa erano infatti monopolio di alcuni stati come l'URSS e gli Stati Uniti in quanto esigevano alti livelli tecnici per essere prodotte e raffinate conoscenze tecniche per essere utilizzate. Oggi invece non solo tali armi possono essere costruite anche da piccoli "Stati canaglia", ma la materia prima di queste armi, trafugata dalle nazioni dell'ex Unione Sovietica e poi vendute al mercato nero, possono facilmente finire a disposizione di piccoli gruppi terroristici che dispongano di adeguate risorse finanziarie. Atti terroristici che prevedano l'impiego di tali armi, aventi un impatto distruttivo ben superiore rispetto a quanto avvenuto a Hiroshima e Nagasaki e in grado di portare in breve tempo il mondo intero alla distruzione, rappresentano oggi una tragica realtà.

Le armi di distruzione di massa
Dalla documentatissima inchiesta giornalistica condotta da Robert Hutchinson emerge una dato inquietante: come conclusione ragionata e condivisa degli analisti dei servizi segreti, entro dieci anni una testata nucleare devasterà una delle più importanti città occidentali.

IL MONDO È A RISCHIO DI AUTODISTRUZIONE – Riusciranno gli uomini coi loro mezzi a impedire la distruzione del mondo? Oggi molti studiosi ritengono di no. La complessa realtà attuale si presenta in modi assai più enigmatici e spaventosi rispetto a quanto accaduto durante il periodo della guerra fredda, che vedeva il contrapporsi di Oriente ed Occidente in due blocchi ben definiti. Oggi invece il terrorismo non ha una matrice ben definita e individuabile; inoltre gli "Stati canaglia" sono alla continua ricerca di armi nucleari, biologiche e chimiche tanto che il proliferare del commercio globale di tali armi da parte di questi Stati rappresenta ormai un pericolo che incombe su tutte le nazioni. Alcuni analisti dei servizi segreti occidentali sostengono che sia plausibile che tale situazione possa sfociare entro il prossimo decennio nell'esplosione di piccoli dispositivi nucleari o radioattivi in Europa o negli USA. Sempre secondo tali esperti, è difficile prevedere con esattezza un simile evento, come l'ora ed il posto o chi potrebbe esserne responsabile. Come ha detto Stephen Lander, direttore generale del Servizio di sicurezza della Gran Bretagna: «I servizi segreti si occupano delle informazioni di sicurezza che altri vorrebbero mantenere riservate. Il 100% del successo però non si ottiene mai. Quelli che credono che l'intelligence possa fermare qualsiasi attacco terroristico non devono aver prestato attenzione a questo particolare». La politica, di fronte a questo rischio, si dimostra del tutto incapace di impedire la proliferazione di queste armi nucleari che potrebbero distruggere il mondo. Robert Hutchinson, autore di una documentatissima inchiesta giornalistica dal titolo Le armi di distruzioni di massa (edita in Italia da Newton & Compton), conclude: "Il genio nucleare non può essere imprigionato dentro la gabbia dei regolamenti. Soltanto un politico dalla mente debole potrebbe crederlo. Oggi la realtà si presenta, in tanti modi, più spaventosi del vecchio confronto nucleare Oriente-Occidente. Oggi coloro che potrebbero armarsi della radioattività hanno motivazioni radicalmente differenti e più imprevedibili rispetto agli Stati membri del 'circolo nucleare', che hanno sviluppato le loro armi e sono vincolati per lo meno da alcune delle convenzioni diplomatiche e politiche accettate. Nonostante tutte le nostre speranze, la fine dell'incubo nucleare era un pura illusione. Ora appare all'orizzonte delle nostre paure quotidiane più grande di quanto non fosse negli ultimi giorni della guerra fredda".

LA PREOCCUPAZIONE DI GIOVANNI PAOLO II – Nel testamento di morte, Giovanni Paolo II rivelò quale fosse la sua preoccupazione durante la prima parte del suo pontificato: lo scoppio di una guerra nucleare causata dalla guerra fredda. In seguito al crollo dell'Unione Societica nel 1989, come egli stesso scrive, tale pericolo oggi sembra scongiurato, ma il futuro non appare certo più roseo e privo di inquetudini. L'ultimo decennio del secolo passato è stato libero dalle precedenti tensioni ma ciò non significa che non abbia portato con sé nuovi problemi e difficoltà. Giovanni Paolo II non ha mai nascosto questa sua preoccupazione per le sorti del nostro pianeta quando affermò nel solenne Atto di affidamento del nuovo millennio alla Beata Vergine Maria del 2000: «Oggi come mai nel passato l'umanità è ad un bivio; possiede strumenti che può fare di questo mondo un giardino, o ridurlo ad un ammasso di macerie». La stessa preoccupazione la espresse in due encicliche parlando apertamente del rischio di autodistruzione: «Sull'orizzonte della civiltà contemporanea, specialmente di quella più sviluppata in senso tecnico-scientifico, i segni e i segnali di morte sono diventati particolarmente presenti e frequenti. Basti pensare alla corsa agli armamenti e al pericolo, in essa insito, di un'autodistruzione nucleare» (Dorninum et vivificantem, 57). «La seconda metà del nostro secolo — quasi in proporzione agli errori e alle trasgressioni della nostra civiltà contemporanea — porta in sé una minaccia così orribile di guerra nucleare che non possiamo pensare a questo periodo se non in termini di accumulo incomparabile di sofferenze, fino alla possibile autodistruzione dell'umanità» (Salvifici doloris, 8).

MEDJUGORJE: L'UNICA SPERANZA DI SALVEZZA – Molti non hanno ancora compreso il motivo per cui le apparizioni mariane di Medjugorje continuano da così tanto tempo e, anzi, si domandano il perché di questo strano fenomeno che coinvolge milioni di persone e pellegrini provenienti da tutto il mondo e che solo parzialmente trova un adeguato e corretto riscontro sui media. Sarebbe un grave errore ridurre Medjugorje ad un semplice luogo devozionale e di preghiera popolare così come ve ne sono già in molte parti del mondo: ciò che è accaduto in questi 25 anni è infatti soltanto una fase preparatoria di un evento che coinvolgerà tutti e nel quale "il più" deve ancora venire. Non va dimenticato infatti che la Madonna rivelò ai veggenti Dieci Segreti fin dai primissimi tempi delle apparizioni, anche se ciò non compare, se non di sfuggita, nei messaggi ufficiali dati alla parrochia. Questo è avvenuto perché ciò che più conta è la conversione e il rafforzamento della propria fede più che la preoccupazione angosciante del futuro: Dio ha un suo piano, e lo realizzerà con il nostro aiuto fatto di preghiere e santificazione personale. Ciò non toglie però l'estrema importanza che riveste la prospettiva che vede il delinearsi all'orizzonte dei Dieci Segreti: senza di essa si rischia di non comprendere questa importante manifestazione di misericordia di Dio. Personalmente mi ha molto colpito l'interrogativo posto a Mirjana – la veggente che dovrà annunciare i segreti al mondo mediante un sacerdote 3 giorni prima che accadano – da parte di Padre Livio Fanzaga nel corso di una sua nota intervista rilasciata nel 2001. Padre Livio in quella occasione sottolineava l'importanza di voler sapere se la veggente conosceva esattamente il luogo e il momento preciso in cui si verificheranno gli eventi contenuti nei segreti. «Queste due parole, "dove" e "quando", sono molto importanti» rimarcò, appena dopo averlo saputo. Perché queste due informazioni sono così importanti? A mio parere il motivo è evidente: il conoscere esattamente 3 giorni prima quanto accadrà ci permetterà di prendere quelle decisioni fondamentali per poterci salvare o evitare un imprevedibile catastrofe. Secondo alcune indiscrezioni raccolte da René Laurentin e pubblicate in un suo studio, in un segreto la Vergine avrebbe mostrato alla veggente, come in un film, la realizzazione di un segreto, che pare riguarderà l'Occidente. La terra era desolata. «Lo sconvolgimento di una regione del mondo».

L'INTERPRETAZIONE TEOLOGICA – L'interpretazione teologica di questo evento è stata data in maniera brillante da Padre Livio Fanzaga nel suo volume La Donna e il Drago prendendo lo spunto dalla lettura del capitolo dodicesimo dell'Apocalisse e applicandola alla lettura di quanto sta avvenendo nella storia secondo la prospettiva del messaggio di Medjugorje ed in continuità con il messaggio di Fatima. La tesi del libro è netta: Satana sta tentando di porre fine all'opera della creazione e redenzione del mondo attraverso la distruzione dell'intero pianeta, ma Maria, la Donna dell'Apocalisse, con i suoi umili e fedeli discepoli "portatori della pace" lo impedirà sconfiggendo il Drago infernale. Bisogna pertanto evitare il rischio che questa profezia venga strumentalizzata e deformata da gruppi settari e millenaristi, il cui scopo altro non è se non quello di seminare il terrore e la disperazione preannunciando un futuro senza sbocchi. La prospettiva finale di questo scontro è invece una prospettiva di salvezza che vadrà vincitore Cristo, vero Signore della storia, attraverso l'intervento dell'umile fanciulla di Nazareth che, con l'aiuto dei suoi seguaci, sconfiggerà la perfida serpe dell'odio, della violenza e della guerra – dietro la quale si nasconde sempre il volto infame di Satana – donando al mondo un tempo nuovo di prosperità e di pace.

 

LA DENUNCIA PROFETICA DI PAPA BENEDETTO XVI

Papa Benedetto XVI
Papa Benedetto XVI

«L'uomo non vuole ricevere da Dio la sua esistenza e la pienezza della sua vita. Vuole attingere egli stesso dall'albero della conoscenza il potere di plasmare il mondo, di farsi dio elevandosi al livello di Lui, e di vincere con le proprie forze la morte e le tenebre. Non vuole contare sull'amore che non gli sembra affidabile; egli conta unicamente sulla conoscenza, in quanto essa gli conferisce il potere.
Piuttosto che sull'amore punta sul potere col quale vuole prendere in mano in modo autonomo la propria vita. E nel fare questo, egli si fida della menzogna piuttosto che della verità e con ciò sprofonda con la sua vita nel vuoto, nella morte. (...) Se noi viviamo contro l'amore e contro la verità – contro Dio –, allora ci distruggiamo a vicenda e distruggiamo il mondo. Allora non troviamo la vita, ma facciamo l'interesse della morte».

(dalla omelia della Solennità dell’Immacolata Concezione dell'8 dicembre 2005)


«A
ltro elemento che suscita grande inquietudine è la volontà, manifestata di recente da alcuni Stati, di dotarsi di armi nucleari. Ne è risultato ulteriormente accentuato il diffuso clima di incertezza e di paura per una possibile catastrofe atomica. Ciò riporta gli animi indietro nel tempo, alle ansie logoranti del periodo della cosiddetta «guerra fredda». Dopo di allora si sperava che il pericolo atomico fosse definitivamente scongiurato e che l'umanità potesse finalmente tirare un durevole sospiro di sollievo. Quanto appare attuale, a questo proposito, il monito del Concilio Ecumenico Vaticano II: «Ogni azione bellica che indiscriminatamente mira alla distruzione di intere città o di vaste regioni con i loro abitanti è un crimine contro Dio e contro l'uomo, che deve essere condannato con fermezza e senza esitazione». Purtroppo ombre minacciose continuano ad addensarsi all'orizzonte dell'umanità. La via per assicurare un futuro di pace per tutti è rappresentata non solo da accordi internazionali per la non proliferazione delle armi nucleari, ma anche dall'impegno di perseguire con determinazione la loro diminuzione e il loro definitivo smantellamento. Niente si lasci di intentato per arrivare, con la trattativa, al conseguimento di tali obiettivi! È in gioco il destino dell'intera famiglia umana!».

(dal Messaggio per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace 2007)

 

VIGILATE!

Una cosa è certa, che mai si è parlato tanto di «pace e sicurezza» quanto se ne parla in questi nostri tempi, anche, o forse proprio perché, le cose che accadono nel mondo sono molto diverse da quelle che ci eravamo illusi che dovessero essere. La paura è tanta, e gli auspici esorcizzanti sono in proporzione. La minaccia apocalittica non è qualcosa che tocchi oggi la predicazione ecclesiastica: va troppo frontalmente contro i poteri e la logica di qualunque istituzione che sia inserita nel mondo. Ma i teologi e gli esegeti seri – si può provarlo in qualunque momento – riconoscono ormai che l'apocalittica sta al centro del messaggio cristiano, inseparabile com'è dalla fede messianica. Uno dei massimi pensatori religiosi moderni, Kierkegaard, ha scritto nel secolo scorso questo breve apologo: «Accadde, in un teatro, che le quinte prendessero fuoco. Un buffone uscì per informare il pubblico. Si credette che fosse una battuta e si applaudì; ripetè l'avviso, e si esultò ancora di più. Così io penso che il mondo perirà fra l'esultanza generale della gente di spirito, che crederà che questo sia uno scherzo».

(Sergio Quinzio, I Vangeli della domenica, Adelphi 1998, pp. 161-162)


SIAMO A CINQUE MINUTI DALLA MEZZANOTTE

Bulletin of the Atomic Scientists
Sulla home page del sito del Bulletin of the Atomic Scientists campeggia la scritta: "Siamo a 5 minuti dalla mezzanotte".

La lancetta dei minuti dell''orologio dell’Apocalisse' a partire dal 18 gennaio 2007 è stata spostata in avanti di due minuti per "la minaccia di una seconda era nucleare e le conseguenze dei cambiamenti climatici". Il quadrante è uno strumento simbolico gestito dal Bulletin of the Atomic Scientists, una rivista fondata nel 1945 dai ricercatori dell’Università di Chicago che avevano lavorato al Progetto Manhattan, che registra lo stato delle tensioni internazionali in base alla distanza della lancetta dei minuti dalla 'mezzanotte', intesa come distruzione conseguente alla guerra nucleare. Ogni 'passo' in avanti verso la 'mezzanotte' segna quindi un avanzamento verso il conflitto atomico.

Dal febbraio 2002 il 'barometro' delle tensioni internazionali era fermo a sette minuti dalla 'fine del mondo'. Ma il consiglio dell'organizzazione no-profit, consultato un gruppo di esperti che include 18 premi Nobel tra cui l'astrofisico britannico Stephen Hawking, ha stabilito lo spostamento in avanti di due minuti: ora sono 5 alla 'mezzanotte'. Sul sito del Bollettino degli Scienziati si legge: "I recenti test atomici condotti dalla Nord Corea, le ambizioni nucleari iraniane, la rinnovata enfasi degli Usa sull'utilità delle armi nucleari, la permanente insicurezza del materiale atomico, la presenza di 26.000 ordigni in America e Russia sono tutti elementi sintomatici di una mancata soluzione dei problemi posti da questa tecnologia". Non solo. Gli scienziati pongono l'accento anche sul pericolo rappresentato dai cambiamenti climatici con effetti ''spaventosi'' tanto quanto quelli legati all'uso di armi atomiche seppure nel lungo periodo.

Creato nel 1947 per fornire un’immagine emblematica della situazione in base all'evolversi dello scenario internazionale, in sessant'anni gli spostamenti sono stati fin'ora 17. Gli anni in cui le lancette sono state più vicine alla 'mezzanotte' sono stati il 1949 (tre minuti), per il primo test nucleare dell'Unione Sovietica, il 1953 (due minuti), per gli esperimenti di armi termo-nucleari condotti da Usa e Urss, e il 1984 (tre minuti), per l'escalation nella corsa agli armamenti voluta dall'allora presidente americano Ronald Reagan.

 

SULLA STAMPA

Allarme bomba sporca, di Jeremy Rifkin (da "L'Espresso" del 19/01/2006) –Un ordigno atomico rudimentale fatto esplodere in alta quota sui cieli americani o europei per paralizzare computer, elettricità, acquedotti. Oggi è lo scenario più temuto dall'Fbi. Ecco perché.

 

IL VIDEO PER APPROFONDIRE

3 minuti dalla catastrofe

3 minuti a mezzanotte:
Quando il mondo sfiorò la catastrofe nucleare

Questo filmato documenta la folle corsa agli armamenti che ha portato il mondo intero a un passo dalla guerra atomica e spiega come più di una volta il tragico momento fu scongiurato a pochi minuti dall’ora fissata. Quante volte l’umanità ha rischiato la strage nucleare? Quanti falsi allarmi, quanti errori, quante azioni sconsiderate per poco non sono sfociate in un conflitto devastante? Sorprendenti interviste, immagini inedite, accurate ricostruzioni ricche di suspence rivelano episodi che furono tenuti segreti negli archivi della CIA e del KGB. Come nei più grotteschi film di guerra o di spionaggio, l’attacco, scongiurato solo all’ultimo momento, rischiò di prendere il via a causa dell’errore o del troppo zelo di singoli, sconosciuti, individui.

 

IL LIBRO PER APPROFONDIRE


Rees Martin: "Il secolo finale. Perché l'umanità rischia di autodistruggersi nei prossimi cento anni"

Gaeta: L'altra sindone

Rees Martin
IL SECOLO FINALE
Perché l'umanità rischia di autodistruggersi nei prossimi cento anni
Mondadori – 2005

Quello che stiamo vivendo potrebbe essere l'ultimo secolo della storia dell'umanità. Secondo l'astrofisico Martin Rees, la probabilità che il genere umano distrugga se stesso e il mondo che lo circonda entro i prossimi cento anni è di circa il 50%. I pericoli dell'ultima tecnologia si profilano più gravi e meno controllabili di quelli, con cui ci siamo confrontati per decenni, di una catastrofe nucleare. E gli attacchi all'ambiente sferrati dalle attività umane potrebbero generare danni ben peggiori di quanto calamità naturali, eruzioni e impatti di asteroidi siano mai state in grado di fare. La sfida del ventunesimo secolo è il futuro infinito: queste immense distese di tempo saranno piene di vita o vuote come gli sterili mari primordiali?

Martin Rees è astronomo e cosmologo di fama internazionale, nonché successore di Fred Hoyle alla prestigiosa Plumian Professorship di Cambridge. Membro della Royal Society Research, è stato direttore dell’Istituto di Astronomia dell’Università di Cambridge, dove è professore emerito. Allievo di Hoyle e di Sciama, è autore di oltre cinquecento articoli e di numerosi libri a carattere divulgativo, tradotti in tutto il mondo.


POSSIBILI SCENARI

Gli effetti di una esplosione nucleare

Effetti dell'esplosione della bomba atomica a Nagasaki
L’umanità è giunta a un bivio: può fare del mondo un giardino oppure ridurlo a un cumulo di macerie.

Una esplosione nucleare è molto diversa, sia quantitativamente che qualitativamente, da una esplosione condotta con armi convenzionali. Il primo effetto chiaramente visibile è il cosiddetto fungo atomico; una colonna di vapore, residui e detriti che si solleva per molti chilometri dal luogo dell'esplosione. Gli effetti sull'ambiente e la popolazione colpita sono devastanti.

L'onda d'urto. Si tratta dell'effetto proprio di una qualunque esplosione: l'aria circostante alla zona dell'esplosione viene compressa e, conseguentemente, esercita una violenta ed intensissima pressione su muri, oggetti e persone. Questo effetto provoca già di per sé un notevole numero di vittime e danni elevati. Il corpo umano può sopportare al massimo un'onda d'urto pari ad una pressione di 0,3 bar (3,5 tonnellate/m²), a valori più alti gli organi interni si spappolano provocando una morte istantanea. Mentre per una bomba convenzionale l'onda d'urto ha effetti apprezzabili per un raggio di qualche decina di metri, per un'esplosione nucleare si arriva a qualche chilometro.

La generazione di calore in grande quantità. Una normale bomba provoca temperature di qualche migliaio di gradi: si tratta di temperature in grado di provocare incendi, ma che decrescono rapidamente nel giro di una decina di metri. Nel caso di una bomba termonucleare la temperatura raggiunge la decina di milioni di gradi ed è quindi in grado di provocare danni ben maggiori e su di un'area molto più vasta. Una temperatura di qualche milione di gradi non significa semplicemente ustionare o bruciare, ma significa vaporizzare istantaneamente qualunque cosa.

Lo sprigionarsi di micidiali radiazioni. Esse sono di diversi tipi, legate comunque al fatto che "i resti" dell'esplosione si allontanano rapidamente dal luogo dell'esplosione. Tutte queste radiazioni sono estremamente nocive, soprattutto per quanto riguarda gli effetti di tipo biologico. I neutroni sono dieci volte più dannosi dei raggi gamma ed inoltre entrano in profondità provocando un'elevata ionizzazione capace di danneggiare, mutare e uccidere le cellule umane.

Piogge radioattive o fall-out. In seguito all'esplosione polveri e terra vengono sollevati e si mescolano con piccole porzioni radioattive dei resti dell'esplosione che possono così venire trasportate nell'atmosfera anche a migliaia di chilometri di distanza. Quindi esso ricade mescolato alla pioggia, quando è ancora radioattivo, in varie forme. Ad esempio, l'isotopo 90Sr può depositarsi nel midollo delle ossa e provocare la leucemia, mentre lo 131I si deposita nella tiroide e ne provoca il cancro. È estremamente difficile prevedere dove il fall-out di una certa esplosione nucleare ricadrà: ciò dipende dalle correnti atmosferiche variabili e da quando pioverà. Nel caso di una guerra termonucleare globale, con ogni probabilità l'intero pianeta subirebbe una ricaduta radioattiva tale da rendere la vita animale e vegetale impossibile per migliaia di anni.

L'inverno nucleare. Si è ipotizzato anche quest'effetto come una delle possibili conseguenze di più esplosioni nucleari. Ognuna di esse solleverà una gran quantità di polveri che per mesi rimarranno sospese nell'atmosfera. È stato ipotizzato che la quantità di tali polveri sia sufficiente per schermare i raggi del sole e provocare, quindi, un abbassamento della temperatura media del pianeta di qualche grado. Ciò sarebbe sufficiente a provocare la scomparsa di molte specie animali e vegetali, compromettendo gravemente l'eqilibrio biologico.

 

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