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II mio caro Wojtyja è qui con me in Cielo

È questa la rivelazione fatta dalla Vergine, poche ore dopo la morte di Giovanni Paolo II, a Ivan Dragičević, nel New Hampshire. «Mentre Maria mi appariva, l'ho visto accanto a lei: era giovane e le sorrideva».

di VINCENZO SANSONETTI,
ha collaborato Mauro Suttora
(in "Oggi" del 27/04/2005)

Newport (New Hampshire, Stati Uniti), aprile. Il Papa era sorridente, appariva giovane ed era davvero felice. Era vestito di bianco e con un mantello dorato. La Vergine Maria si è voltata verso di lui e i due, guardandosi, hanno entrambi sorriso: un sorriso straordinario, meraviglioso. Giovanni Paolo II continuava estasiato a guardare la Giovane Donna e Lei s'è rivolta verso di me, dicendomi: "Il mio caro figlio è qui con me". Non ha aggiunto altro, ma il suo volto era raggiante come quello di Wojtyla, che Le stava accanto e che ha continuato a guardare il volto di Lei».

Queste le parole di Ivan Dragičević, uno dei sei «ragazzi di Medjugorje», abituato a vivere fatti straordinari, per raccontare il fatto più straordinario che gli sia mai capitato: l'accoglienza in Cielo «in diretta» tra le braccia della Madonna, a poche ore dalla morte, di Giovanni Paolo II il Grande. Che i fedeli di tutto il mondo considerano già santo. Ivan, 40 anni il 24 maggio, vive a Boston, negli Stati Uniti. Originario della cittadina di Medjugorje (ex Jugoslavia, oggi Bosnia-Erzegovina), si è trasferito in America dal 1994, quando ha sposato Loreen Murphey, ex miss Massachusetts, che gli ha dato quattro figli.

Marjia e Ivan
Marija Pavlović e Ivan Dragičević durante una apparizione:
sono due dei tre veggenti di Medjugorje che «vedono» la Madonna tutti i giorni.

Papa Wojtyla era morto da circa quattro ore (alle 21.37 di sabato 2 aprile, un'ora e una data che resteranno nella storia), quando Ivan Dragičević, là, Oltreoceano, alle 18.40 ora locale (ed era perciò ancora il 2 aprile), aveva la sua apparizione quotidiana. Ebbene, mentre pregava, come di consueto, al cospetto della Madonna (la giovane donna bellissima che gli appare ogni giorno dal 24 giugno 1981), alla sinistra di lei è apparso appunto il Papa sorridente. Una visione paradisiaca che ha scosso il veggente, lasciandogli un segno profondo.

La sensazionale notizia è trapelata proprio nei giorni in cui una moltitudine immensa invadeva piazza San Pietro e le vie adiacenti, e faceva lunghissime ore di fila per poter pregare un istante davanti al corpo di Giovanni Paolo II. L'hanno ripresa i cellulari e i siti internet, è rimbalzata dall'America a Medju-gorje, fino a Roma. Il giornalista «esperto di cose mariane» Antonio Socci (autore dell'inchiesta Mistero Medjugorje appena pubblicata da Piemme) l'ha rilanciata e commentata su un quotidiano italiano, dopo averne verificato l'autenticità.

Anche noi abbiamo effettuato le nostre verifiche, e siamo in grado di aggiungere, alla clamorosa notizia, particolari che la rendono ancora più significativa. L'apparizione in cui forse il più equilibrato e pacato tra i veggenti di Medjugorje (doveva farsi prete, ma poi decise di sposarsi) ha «visto» Karol Wojtyla in Paradiso, accanto all'Immacolata, non è avvenuta nella sua casa di Boston. Ha avuto luogo invece nella chiesa di San Patrizio e Gioacchino di Newport, nel New Hampshire, dove il veggente si era recato per tenere un incontro di preghiera. Ivan viaggia spesso, per testimoniare la sua eccezionale esperienza di fede e «contatto» con il soprannaturale. Questa volta non ha dovuto fare molta strada, dal momento che il piccolo Stato del New Hampshire confina proprio con il Massachusetts, di cui Boston è la capitale.

Il New Hampshire, grande più o meno come la Lombardia e con poco più di un milione di abitanti, ha fama di essere lo Stato più conservatore degli Stati Uniti: gli abitanti non pagano tasse e non ricevono in cambio dal governo che minimi servizi sociali. L'economia è piuttosto depressa, anche se compensata da uno degli ambienti meno degradati: gran parte dello Stato è coperta da meravigliose foreste e laghi cristallini.

Ma il fatto più sorprendente è che il New Hampshire, per la precisione la cittadina di Exeter, nel sud, ha dato i natali il 22 giugno 1964 allo scrittore più venduto e controverso del momento, quel Dan Brown che ha scritto Il Codice da Vinci e altri romanzi non certo teneri con il cristianesimo, la Chiesa e le sue istituzioni. Davvero stupefacente che da oggi questo piccolo Stato americano, al confine con il Canada, e il cui motto è Live free or die (vivi libero o muori), sarà ricordato come il luogo in cui la Madonna è apparsa con accanto Papa Wojtyla in gloria, praticamente già santo.

 

Medjugorje

Medjugorje (Bosnia-Erzegovina), 15 agosto 2000. Pellegrini in preghiera, il giorno dell'Assunta dell'Anno Santo, davanti alla statua della Madonna posta nel piazzale antistante il santuario. Wojtyla non si è mai espresso pubblicamente sulle apparizioni di Medjugorje, ma in più occasioni, privatamente, ne ha dato un giudizio positivo. Nel 1987 a Roma, alla veggente Mirjana Dragičević, ha detto: «Se non fossi Papa, sarei già a Medjugorje a confessare». La raccolta degli interventi su Medjugorje di Giovanni Paolo II è contenuta nel libro «Maria alba del terzo millennio», di Riccardo Caniato e del nostro Vincenzo Sansonetti (edizioni Ares), di cui sta per uscire una nuova edizione.

«Giovanni Paolo II, uomo d'azione e molto dinamico, è stato in realtà anche un grande contemplativo, profondamente aperto al soprannaturale», ci ricorda Socci. «Lo dimostra la sua venerazione per la polacca Helena-Faustina Kowalska, una delle più grandi mistiche del secolo scorso, che ha canonizzato e per cui ha istituito, la prima domenica dopo Pasqua, la festa della Divina Misericordia». Festa che, nelle sue intenzioni, doveva essere la chiave di lettura del Novecento e della storia intera (come ha sottolineato anche nell'ultimo libro, Memoria e identità, edito da Rizzoli).

«Che il trapasso di Giovanni Paolo II sia avvenuto proprio in questa festa (che inizia ai Vespri del sabato)», continua Socci, «fa riflettere. Anche perché era un "primo sabato" del mese, giorno in cui, secondo la pia pratica istituita dalla Madonna di Fatima, lei stessa accoglie chi si affida a lei».

Il legame di Papa Wojtyla con Fatima è notissimo: basti pensare che l'attentato è avvenuto il 13 maggio, festa della Madonna di Fatima, che il terzo segreto si riferisce proprio all'attentato e che la stessa Madonna, con il suo intervento, avrebbe deviato il proiettile di Ali Agca, quello stesso proiettile che ora si trova incastonato nella corona che sovrasta la statua della Vergine, nella cittadina portoghese.

Meno nota è l'apertura ai fatti di Medjugorje (le cui apparizioni, che continuano tuttora, non sono ancora riconosciute ufficialmente dalla Chiesa), ma sono tantissime e univoche le testimonianze. Pubblicamente Giovanni Paolo II non si è mai pronunciato, privatamente sì.

Più volte il Pontefice scomparso aveva ricevuto i veggenti, fra cui Mirjana Dragičević: in occasione di una visita a Roma, nel 1987, le parla in privato per una ventina di minuti. Mirjana non rivela il contenuto di quel colloquio, tranne le parole: «Se non fossi Papa, sarei già a Medjugorje a confessare».

Proprio a Mirjana, lo scorso 2 aprile, poco prima della morte del Papa, la Madonna rivolge questo significativo invito: «In questo momento vi chiedo di rinnovare la Chiesa». La ragazza obietta che è un compito troppo difficile, troppo impegnativo. Ma la Madonna la rassicura così: «Figli miei, io sarò con voi! Apostoli miei, io sarò con voi e vi aiuterò! Rinnovate prima voi stessi e le vostre famiglie, e vi sarà più facile».

C'è poi la testimonianza dello scomparso presidente croato Franjo Tudjman, che rivelò che il Papa, in occasione della visita alla città-martire di Sarajevo, nel marzo 1997, gli aveva confidato il suo desiderio di recarsi pellegrino a Medjugorje.

Le apparizioni di Medjugorje, le più lunghe della storia, cominciarono poche settimane dopo l'attentato al Papa, «quasi a voler accompagnare e sostenere il suo pontificato», precisa Socci. «E fin dall'inizio i veggenti hanno riferito che la Madonna definiva Wojtyla come il Papa che lei stessa aveva scelto e donato all'umanità per questo tempo drammatico». Marja Pavlović, la veggente che ha sposato un italiano e vive a Monza, l'unica con Ivan e Vicka Ivanković che ancora ha le apparizioni tutti i giorni, dice a Oggi: «Questo Papa e Medjugorje hanno cambiato il mondo. Speriamo che il nuovo Papa continui sulla stessa strada». In effetti, sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, Medjugorje è diventato davvero uno dei centri del mondo cristiano, con milioni di persone che lì hanno ritrovato la fede e se stessi.

«Mentre tanti guardano al Conclave con criteri politici», conclude Socci, «bisogna magari chiedersi se nella Chiesa non sia all'opera una forza misteriosa che la guida, la protegge e che si manifesta per soccorrere l'umanità in grave pericolo.

«Karol Wojtyla non aveva dubbi in proposito e per 27 anni ha ripetuto il nome di questa "forza" – Maria – all'umanità, affidando a lei tutto se stesso, la Chiesa e il mondo». Ora sorridono insieme in Paradiso.

 

 

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