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MEDJUGORJE – RASSEGNA STAMPA
Anche crederci non è un peccato
di Mons. ALESSANDRO MAGGIOLINI
(dal "Quotidiano Nazionale" del 3/3/2005)
Tempo fa si è assistito a una polemica – quanto meno a una discordia di pareri – tra il card. Tarcisio Bertone, arcivescovo di Genova, e padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria. Il motivo del contendere erano le apparizioni della Madonna di cui recentemente si parla: e precisamente i fenomeni avvenuti a Medjugorje e a Civitavecchia. Si tratta di vicende che non presentano grandi novità: nei secoli più recenti, fatti del genere sono avvenuti di frequente. A cominciare da Lourdes e da Fatima. Sì può intuire la motivazione del dissenso anche a partire dai due dissenzienti. Il card. Bertone esce da una esperienza di alia teologia a difesa del dogma cattolico come segretario della Congregazione per ìa Dottrina della Fede (l'ex Santo Letizio). Padre Fanzaga è a contatto quotidiano con la gente più semplice che forma il popolo di Dio: specialmente anziani e ammalati, bisognosi di consolazione e di tenerezza.
L'arcivescovo di Genova ha semplicemente detto che all'autorità ecclesiale non consta che i fatti accaduti a Medjugorje e a Civitavecchia siano necessariamente e indubitabilmente da spiegare ricorrendo a interventi miracolosi di Dio. Padre Fanzaga, invece, è più portato a una devozione popolare abbastanza intrisa e gonfia di sentimento. Senza negare le verità di fede; piuttosto rimanendo in atteggiamento di apertura verso il soprannaturale – la Madonna più precisamente – che può rendersi presente nei modi, nei tempi e nei luoghi che vuole. Non penso ci si debba schierare da una parte o dall'altra. Si può credere studiando le fonti della rivelazione con esattezza scientifica e quasi con aridità. Si può credere lasciando che sia il cuore a stupirsi e a esprimersi.
Per i due fenomeni richiamati, la Chiesa non ha affermato che non vi sono elementi soprannaturali: ha semplicemente detto che i fatti possono essere spiegati in modo naturale. Diverso è dire che non consta vi siano elementi trascendenti, e dire invece che consta non vi siano elementi trascendenti. Penso che l'autorità della Chiesa non debba essere importunata perché si pronunci per il sì o per il no a ogni stormir di fronda per cui sì sostiene che la Madonna si rende visibile e offre messaggi. Ritengo che la gerarchia debba intervenire quando sì tratta di falsità provaie: non solo per tutelare la rivelazione, ma anche per non illudere persone ammalate o bisognose di conforto che si potrebbero fidare di illusioni. Nel caso, invece, che ci si trovi di fronte ad avvenimenti almeno verosimili, la Chiesa pu ò utilmente tacere. Chi non crede alle apparizioni di Maria non può essere considerato eretico. Può, però, essere considerato un superficiale e un gretto e supponente giudice di chi chiede un conforto.
Sto dalla parte di Benone e dalla parte dì padre Fanzaga.
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