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MEDJUGORJE





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MEDJUGORJE – RASSEGNA STAMPA
Il riconoscimento delle apparizioni a Laus
Il riconoscimento delle apparizioni di Laus apre la strada ad un possibile futuro riconoscimento delle apparizioni di Medjugorie.
Agenzia AGI, 4 maggio 2008
Le apparizioni della Vergine a Laus, sulle Alpi, sono state riconosciute ufficialmente dalla Chiesa Cattolica. Il riconoscimento è stato dato dal vescovo locale con l'autorizzazione della Santa Sede. È la prima volta che tale riconoscimento viene concesso in Francia dopo quello relativo alle apparizioni di Lourdes. In Italia, un analogo atto ha riguardato invece la Madonna delle lacrime di Siracusa. Migliaia di fedeli, una trentina di cardinali e di vescovi hanno partecipato alla cerimonia presieduta da mons. Jean-Michel di Falco, vercovo di Gap e del santuario di Notre-Dame de Laus, nel luogo delle apparizioni. Come a Lourdes, è a un pastore, Benoite Rencurel (1647-1718), in predicato per la beatificazione, al quale sarebbe apparsa la Vergine. Intanto, dell'olio che continua a colare dalla lampada del tabernacolo è consierato miracoloso: una donna di origine belga ha recentemente dichiarato di essere guarita da un'ernia del disco. È significativo che il riconoscimento sia stato ufficializzato nel 150esimo anniversario delle apparizioni della Vergine a Lourdes, dove il Papa si recherà dal 13 al 15 settembre.
Il riconoscimento delle apparizioni di Laus apre la strada ad un possibile futuro riconoscimento delle apparizioni di Medjugorie, in quanto nel caso francese è stata superata una delle principali obiezioni mosse dai teologi e che riguarda la durata delle apparizioni: in Bosnia si protraggono da tre decenni, a Laus proseguiranno per ben 54 anni fino al 1718, anno della morte della veggente. Le apparizioni della Vergine in questo sperduto e suggestivo luogo delle Alpi francesi, si verificarono a partire dal maggio del lontano 1664: la pastorella Benedetta Rencurel aveva 16 anni quando conducendo al pascolo il gregge ebbe la prima apparizione della Vergine che teneva per mano un bellissimo Bambino. La ragazza non sapeva né leggere né scrivere, ma a lei la Madre di Dio affidò un messaggio importante nel periodo in cui in Europa infuriavano le cosiddette guerre di religione: un invito alla conversione dei peccatori e a sperimentare nella misericordia di Dio la riconciliazione. Un lungo periodo in cui la veggente dovette affrontare numerose tribolazioni: dalle vessazioni del Maligno al rifiuto da parte di preti giansenisti di darle la Comunione, all'obbligo di lasciare il luogo nativo per poi ritornarvi e trovare tutto distrutto. Nel 1673 mentre era in preghiera le apparve Gesù steso e inchiodato sulla croce, ricoperto di sangue: da allora Benedetta soffrì nel proprio corpo i dolori della Passione di Cristo. Lo scrittore Jean Guitton definì questo Santuario sulle Alpi "uno dei tesori più nascosti e più potenti della storia dell'Europa". Il vescovo locale, mons. Jean-Michel di Falco-Leandri, ha ricordato alla Radio Vaticana che il messaggio rivolto a Benedetta Rencurel rappresenta "un messaggio tuttora di grande attualità, poiché è centrato sulla riconciliazione: viviamo in un'epoca – ha detto – in cui è importante contribuire alla realizzazione della riconciliazione, per riconciliarci con gli altri, per riconciliarci così con noi stessi. Ma solo riconciliandoci con Dio, riusciremmo a riconciliarci con gli altri e con noi stessi". Proprio l'attualità di questo messaggio ha spinto il presule a chiedere alla Santa Sede di poter riconoscere le apparizioni una volta verificato se il messaggio fosse coerente col messaggio della Chiesa e con la fede. "Ho successivamente deciso – ha rivelato mons. Di Falco – proprio perché ritenevo che questo fosse importante per la mia diocesi, ma anche per tutti quei giovani che frequentano questi luoghi, di riconoscere che questi eventi raccontati e vissuti dalla veggente Rencurel avessero un carattere soprannaturale". Il riconoscimento, ha concluso, sblocca ora il processo di beatificazione della veggente Benedetta Rencurel, nel cui dossier mancava proprio "un documento che attestava il riconoscimento da parte del vescovo delle apparizioni".
Parla il mariologo, padre Stefano De Fiores
Le apparizioni al Santuario francese di Laus, segno della continua predilezione di Cristo per gli umili
Radiogiornale Vaticano, 5 maggio 2008
“Un messaggio di grande attualità centrato sulla riconciliazione”. È quanto ha detto ieri mons. Jean-Michel di Falco-Leandri, vescovo di Gap et d’Embrum, in occasione del riconoscimento ufficiale delle apparizioni mariane nel Santuario di Notre-Dame du Laus, sulle Alpi francesi. Visioni che si verificarono a partire dal 1664 per ben 54 anni ad una pastorella di 16 anni chiamata Benedetta Rencurel. Ma qual è il significato di questo riconoscimento? Ascoltiamo il mariologo padre Stefano De Fiores al microfono di Benedetta Capelli:
R. - È una questione di ordine regionale, perché queste apparizioni non hanno avuto un grande successo internazionale, ma sono rimaste praticamente cisrcoscritte alla regione delle Alpi del Delfinato. Quello che impressiona in queste apparizioni è il fatto che Benedetta abbia ricevuto molte apparizioni della Vergine, dal dicembre fino all’agosto del 1664 ha assistito a 240 apparizioni di Maria. Quindi, sono in qualche modo un anticipo di quello che avverrà presumibilmente a Medjugorje, dove è apparsa per migliaia e migliaia di volte.
D. – Guardando la storia della pastorella Benedetta si evidenziano analogie con la storia di Bernardette?
R. – Le analogie sono poche, a dire la verità, perché a Lourdes Bernardette ha assistito a 18 apparizioni, mentre qui il fenomeno è continuato molto, molto più a lungo. Quindi, non c’è analogia in questo senso, se non che è sempre apparsa Maria. Il messaggio che fa incontrare Lourdes con Laus è la costruzione del Santuario, per venire in pellegrinaggio. Una differenza è poi che la Madonna non appare a Benedetta come l’Immacolata Concezione, ma come una Regina, quindi coronata e risplendente di luce nel volto, in modo particolare tenendo sulle braccia Gesù Bambino.
D. – Questo riconoscimento avviene nel 150.mo anniversario delle apparizioni di Lourdes. Ci può essere in questo un legame?
R. – Sono delle coincidenze. La Francia è di nuovo in primo piano per quanto riguarda queste apparizioni, che però saranno superate tutte da Lourdes dove sono avvenuti dei miracoli constatabili, ma dove si è assistito soprattutto a quel rinnovamento della vita cristiana, che certamente non ci sarebbe stato in tanti pellegrini, senza il riconoscimento di Lourdes. Si spera che anche questo riconoscimento possa far parte di un pellegrinaggio a più vasto raggio.
D. – Bernardette e Benedetta, entrambe pastorelle, entrambe depositarie nella loro semplicità di un messaggio della Vergine di riconciliazione e di misericordia...
R. – Questo fa parte delle preferenze di Gesù per i piccoli, per gli umili. Quindi, questo risponde a questa legge storico-salvifica che recupera anche i frammenti lasciati in disparte, quelli che sono considerati "zero" nella società, e che invece vengono scelti dal Signore per delle grandi cose, che nello stesso tempo obbligano il veggente o la veggente a non vantarsi, perché tutto in loro è opera di Dio, che manifesta in loro la sua potenza e la sua gloria.
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