RASSEGNA STAMPA
Il vescovo vieta la presenza di Cantalamessa a Medjugorje
Il predicatore della Casa Pontificia non andrà a predicare a Medjugorje dopo che il vescovo ha annullato il programma
(traduzione dall'inglese del comunicato del
"Catholic News Service" del 20/06/2007)
MOSTAR, Bosnia-Herzegovina (SNC) – Il predicatore della Casa Pontificia si è ritirato dal programma di tenere una serie di prediche a Medjugorje, in Bosnia-Herzegovina, dopo che il vescovo locale gli ha negato il permesso di parlare in quel luogo.
Il cappuccino Padre Raniero Cantalamessa, che è stato predicatore del Papa dal 1980, doveva essere il principale relatore al dodicesimo seminario internazionale per i sacerdoti programmato per il 3-5 luglio a Medjugorje, luogo di migliaia di presunte apparizioni della Santa Vergine Maria.
Si prevedeva che avrebbe tenuto tre prediche durante l'evento, il cui titolo era «Con Maria nel Cenacolo, in attesa dello Spirito Santo», ma si è ritirato dopo che il vescovo Ratko Peric di Mostar-Duvno, alla cui diocesi appartiene Medjugorje, lo ha informato che non avrebbe avuto il suo permesso di presenziare all'evento.
"Il principio a cui mi attengo è quello di non predicare, e specialmente ai sacerdoti, senza il permesso del vescovo locale", ha scritto Padre Cantalamessa in una lettera destinata al vescovo Peric il 13 giugno. I brani della lettera sono stati resi noti dalla diocesi di Mostar-Duvno il 18 giugno.
Padre Cantalamessa è una figura ben nota in Vaticano, ed ogni venerdì di Quaresima e di Avvento predica le meditazioni in presenza del Santo Padre, dei cardinali, vescovi e superiori degli ordini religiosi. La decisione di Padre Cantalamessa di ritirarsi dal seminario è stata annunciata pubblicamente in inglese e in croato da Mons. Srecko Majic, vicario generale di Mostar.
"La cancelleria diocesana non ha mai ricevuto alcuna richiesta scritta di permesso, come è la norma, da alcuna delle parti coinvolte nel ritiro spirituale", ha detto. "Le norme del codice di diritto canonico non sono state rispettate in questo caso," ha aggiunto. Padre Cantalamessa non può essere raggiunto per un commento sui fatti perché è in viaggio.
Mons. Majic ha spiegato che l'evento era stato pubblicizzato su Internet per i mesi, ma la diocesi non è mai stata contattata per ottenerne il permesso, in conformità con le norme stabilite da una lettera del vescovo dell'agosto 2001.
Il Monsignore ha detto che gli organizzatori hanno inoltre pubblicizzato la presenza di Padre Jozo Zovko, che durante gli anni 80 era il consigliere spirituale dei sei veggenti, ma anche confessore dei sacerdoti, nonostante le sue facoltà fossero state revocate dal vescovo Peric nel 2004.
Mons. Majic ha detto che la diocesi aveva deciso di pubblicizzare la decisione di Padre Cantalamessa per contribuire a riordinare la confusione sulla condizione di Medjugorje, che, secondo una dichiarazione di aprile del bishop Peric, non risulta essere "un santuario né diocesano, né nazionale, né internazionale".
Mons. Majic ha detto che la diocesi aveva cercato di dissipare "inganni e interpretazioni errate che possono essere visti nei commenti sui siti Internet, che considerano Medjugorje come un luogo di apparizioni presunte", quando invece la posizione della Chiesa rimane che "non si può affermare che questi fatti riguardino apparizioni e rivelazioni soprannaturali".
Il vescovo Peric con veemenza si oppone alle affermazioni secondo cui Maria è apparsa nel villaggio quasi 40.000 volte negli ultimi 26 anni ultimi e lo scorso anno si lamentò personalmente a Papa Benedetto XVI che i sacerdoti da oltremare stessero ignorando la volontà del vescovo locale di non andare lì in pellegrinaggio.
L'anno scorso il vescovo Peric ha fatto un appello ai veggenti affinché smettessero di sostenere che Maria li stesse apparendo per decadi.
Predicando nella chiesa di San Giacomo, il luogo in cui si dice che si siano verificate la maggior parte delle apparizioni, ha detto che la chiesa "non ha accettato, né come soprannaturale nè come mariana, nessuna delle apparizioni".
"Come il vescovo locale, ritengo che per quanto riguarda gli eventi di Medjugorje, in base alle indagini ed alle esperienze raccolte finora nel corso di questi 25 anni, la Chiesa non ha confermato una singola apparizione come autenticamente proveniente dalla Madonna", ha detto.
In luglio il Card. Vinko Puljic di Sarajevo ha annunciato che i vescovi bosniaci avrebbero formato una commissione per riesaminare le prsunte apparizioni e le disposizioni pastorali per le molte migliaia di pellegrini che visitano la cittadina ogni anno.
Il comunicato stampa ufficiale della diocesi di Mostar
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