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TEOLOGIA






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MARIOLOGIA
Storia del dogma dell'immacolata concezione
Immacolata Concezione vuol dire che Maria è stata concepita senza la macchia del peccato originale
LA VITTORIA DEL "SENSUS FIDELIUM" – Nella evoluzione della storia del dogma dell'Immacolata Concezione così come si è venuto formando nel corso della storia noi possiamo riscontrare la vittoria del sensus fidelium, ossia del sentimento dei fedeli, su una certa parte di teologia dotta che, pur essendo estremamente rigorosa nella formulazione dei dogmi e nell'impostare le conseguenze stesse dei dogmi, ha fatto fatica ad accettare questa manifestazione della fede popolare riguardante il dogma dell'Immacolata Concezione. Dal silenzio della Sacra Scrittura e della più antica Tradizione si giunge alla definizione dogmatica del 1854 da parte del papa Pio IX attraverso fasi polemiche e drammatiche. L'attenzione alla Immacolata Concezione serve a verificare quindi come cresce l'approfondimento della Verità nella Chiesa e in particolare del ruolo del sensus fidelium e del Magistero. Il sensus fidelium è proprio quel senso della Fede che ha il popolo di Dio nel suo complesso.
COS'È L'IMMACOLATA CONCEZIONE – Prima di affrontare questa ricostruzione storica del dogma dell'Immacolata Concezione, mi pare importante dal punto di vista didattico esplicitare in che cosa consiste esattamente il dogma dell'Immacolata Concezione, perché molte volte questo dogma viene confuso con quello della verginità di Maria Santissima. Immacolata Concezione non significa il fatto che la Madonna ha concepito verginalmente Gesù e l'ha dato alla luce pur restando vergine durante il parto e poi successivamente anche dopo il parto. Questa è la fede della Chiesa nella verginità di Maria: verginità prima del parto (nel senso che ha concepito Gesù per opera dello Spirito Santo e senza concorso di uomo), verginità durante il parto (nel senso che Gesù è venuto alla luce senza toccare la Sua integrità verginale) e verginità dopo il parto (nel senso che Maria non ha avuto altri figli nei rapporti coniugali, come invece vogliono attribuirle anche all'interno del cristianesimo per esempio i protestanti). Che cosa è allora il dogma della Immacolata Concezione? Come dicono le parole stesse, Immacolata Concezione vuol dire che la Madonna è stata concepita nel seno della sua madre, che la tradizione dice essere Anna, senza la macchia del peccato originale. Con ciò non si vuol sostenere che la Madonna sia stata concepita anch'essa verginalmente da Anna. Secondo la normale tradizione della Chiesa, la Madonna è nata da un regolare rapporto fra i suoi genitori, sant'Anna e san Gioachino come li chiama la tradizione, ma questa creatura che è stata concepita nel seno di Anna, è stata concepita senza macchia di peccato originale fin dal primo istante del Suo concepimento, per cui non c'è stato nessun istante in cui Maria sia stata macchiata dal peccato originale. Questo è il dogma della Immacolata Concezione che dichiara quindi Maria immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo momento dell'unione della sua anima col suo corpo e quindi fin dal primo momento in cui è stata concepita. Questo è il dogma dell'Immacolata Concezione, poi ne vedremo la formulazione più esatta dalle parole stesse di Pio IX.
IL RUOLO DELLA TEOLOGIA NELLA FORMULAZIONE DEL DOGMA – Questo dogma è un dogma che, pur essendo già presente fin dai primi secoli nella coscienza popolare, è maturato nel tempo nel dibattito teologico ed è stato respinto anche da una parte dei teologi, anche dalle personalità più rappresentative, perfino da un sant'Agostino o da un san Tommaso, perché si riusciva a trovare una compatibilità tra il dogma dell'Immacolata Concezione e un altro dogma importantissimo: quello della universalità del peccato originale. Non dimentichiamo che san Paolo, che è nella Sacra Scrittura l'autore che più di tutti approfondisce la tematica del peccato originale, dichiara con una concisa espressione nell'epistola ai Romani che "in Adamo tutti hanno peccato". Il dogma del peccato originale, espresso chiaramente in san Paolo, sembra dunque non ammette eccezioni perché san Paolo afferma esplicitamente che "tutti hanno peccato", e quindi non c'è nessun riferimento ad alcuna eccezione, neanche a quella sola eccezione che riguarderebbe Maria Santissima. Vedete quindi come il dogma dell'Immacolata Concezione, che pure era ben radicato nella coscienza dei fedeli i quali non ammisero mai nel loro insieme che la Vergine Maria fosse stata anche solo per un istante sotto il dominio di satana, è stato difficilmente accettato da una parte della teologia dotta proprio perché non sapeva come armonizzare il dogma della universalità del peccato originale con il dogma dell'Immacolata Concezione, cioè il fatto che la Madonna ne fosse esente e ci fosse questa straordinaria eccezione.
LA CONTESTAZIONE DEI PROTESTANTI – Questo è il motivo per cui anche i protestanti fin dall'inizio hanno sempre avversato questo dogma, tanto più che secondo loro si tratta di una affermazione che a loro modo di vedere risulta arrischiata e risulta grave anche per un'altra ragione. Secondo i protestanti saremmo in presenza del totale silenzio dei Testi Sacri e della Tradizione più antica e ciò avviene proprio perché il protestantesimo ha molto sviluppato la teologia del peccato originale, anzi, addirittura ha talmente aggravato le conseguenze del peccato originale nell'uomo da affermare che dopo il peccato originale non c'è più neanche il libero arbitrio e non è più possibile all'uomo una santificazione interiore, ma la giustizia, la giustificazione e la santità ci vengono imputate quasi esternamente da Cristo, come se la santità fosse un vestito che mettiamo e non come una realtà che viviamo. Anche gli ortodossi, che pure hanno spunti notevoli per quanto riguarda l'affermazione della santità di Maria, non accettano il dogma cattolico così come è formulato da papa Pio IX, mentre sarebbero disposti ad accettarlo secondo altre formulazioni. Quindi ci troviamo di fronte ad un dogma che è contestato dai fratelli separati, specialmente dai protestanti, ma che anche all'interno del cattolicesimo ha fatto fatica ad aprirsi una strada soprattutto fra la teologia dotta per il motivo che abbiamo appena detto.
UN DOGMA CHE PARTE DAL POPOLO – Dobbiamo dire che chi ha fatto da traino nell'approfondimento di questo dogma è stata soprattutto la pietà popolare e anche i predicatori popolari, i teologi popolari, soprattutto dell'ordine francescano e dell'ordine dei Gesuiti. Ci troviamo dunque di fronte veramente ad un caso unico in cui la fede del popolo alla lunga ha avuto la meglio sulla teologia delle grandi università, almeno delle grandi università del centro Europa, e si tratta di un caso in cui il Magistero della Chiesa ha svolto una funzione straordinaria di moderazione ma anche di guida. In tutta questa vicenda ci ccorgiamo proprio di come l'assistenza dello Spirito Santo abbia veramente operato in tutti i papi, perché nel corso della storia, nonostante le aspre polemiche al riguardo, nessun papa ha mai espresso una opinione "maculatista", cioé mai nessun papa ha mai espresso simpatie o opinioni che potessero in qualche modo dar da intendere che nella Madonna ci fosse stata anche per un solo istante la presenza del peccato originale. Questo sicuramente è indice della assistenza specifica dello Spirito Santo nei confronti del Magistero ecclesiastico. Il primo indice della formazione di questa Fede nella coscienza del popolo cristiano è dovuta all'altissima concezione che il popolo cristiano ha sempre avuto della santità di Maria.
L'ALTA CONSIDERAZIONE DEL POPOLO PER MARIA – Il popolo cristiano, fin dall'inizio, non solo si è soffermato sui privilegi di Maria come Colei che era chiamata a diventare Madre di Dio, ma ha sempre ritenuto che proprio perché era Colei che doveva essere la Madre del Salvatore, doveva avere una preparazione spirituale adeguata, doveva avere, Colei che era chiamata con Cristo a schiacciare la testa al serpente, un vertice irraggiungibile di santità. Per esempio il protoevangelo di Giacomo, un vangelo non canonico ma che però esprime molto bene la fede popolare, esprime in un certo senso questa fede ingenua del popolo nella santità e nella altezza spirituale di Maria. D'altra parte noi vediamo che nello scorrere dei decenni gli epiteti che il popolo di Dio attribuisce alla Madonna esprime l'alta concezione che il popolo cristiano si era fatta di Maria. L'uso di epiteti come "tutta bella", "tutta santa", che la fede popolare attribuisce a Maria, è indice dell'alta concezione che c'è nella Fede della gente semplice della santità altissima di Maria sebbene non ci sia ancora nessuna distinzione sul fatto che la Madonna sia stata esente, oltre che dai peccati personali, anche dal peccato originale. Pensano giustamente le comunità cristiane primitive che Colei che doveva essere la Madre di Dio doveva per forza aver avuto una preparazione spirituale e morale eccezionale.
SANT'AGOSTINO – Sant'Agostino, che pure è il teologo per eccellenza del peccato originale, allo stesso modo di San Tommaso D'Aquino non riusciva a vedere come la Madonna potesse essere preservata dal peccato originale, data l'osservazione paolina. Tuttavia Sant'Agostino è un pastore d'anime e non un teologo di università, infatti la gran parte delle opere che ha scritto altro non sono se non le sue istruzioni al popolo, e più che a tavolino le sue opere erano scritte dal pulpito. Sant'Agostino dice che la pietà popolare impone di riconoscere Maria senza peccato, anche se non distingue tra i peccati personali di Maria e il peccato originale. Noi però sappiamo che sant'Agostino ha una concezione del peccato originale ben precisa: egli pensa che il peccato originale si comunica per generazione umana. Si tratta della cosiddetta teoria agostiniana del "traducianesimo", cioè il peccato originale viene tradotto dal padre e dalla madre nel rapporto sessuale a colui che è concepito. Essendo stata Maria concepita normalmente da sant'Anna e da san Gioachino, Sant'Agostino concludeva che anche Maria era stata concepita nel peccato originale, anche se non esita a dire che magari nell'istante successivo al primo istante poteva benissimo essere stata rigenerata alla Grazia. Sant'Agostino aveva in mano il polso della gente che sentiva che Maria era santa, che sentiva che Colei che avrebbe schiacciato la testa al serpente non poteva essere stata sotto la sua schiavitù neanche per un solo istante, tuttavia non riesce ad evitare che almeno per un istante Maria Santissima fosse soggetta al peccato originale. Sant'Agostino dominerà la teologia per secoli e secoli fino al Medioevo. Nel frattempo, nonostante l'autorità di questo grande dottore nel corso dei secoli, il popolo cristiano non accetta che la Madonna sia concepita nel peccato originale anche per un solo istante e questo fatto nel corso dei secoli ha un ruolo trainante per quanto riguarda la maturazione della teologia della Immacolata Concezione.
IL RUOLO TRAINANTE DEL POPOLO – Il popolo cristiano spontaneamente incomincia a celebrare le feste dell'Immacolata Concezione, sia pure in forma ancora non universale e attraverso celebrazioni locali, e quindi questo dogma dell'Immacolata Concezione incomincia a vivere oltre che nella fede dei fedeli, anche nella liturgia della Chiesa. In seguito il popolo cristiano si scandalizza e rumoreggia quando qualche predicatore nelle chiese mette in dubbio il principio che la Madonna sia stata esentata dal peccato originale fino al punto che, quando ci sono dei predicatori che asseriscono dai pulpiti che la Madonna è stata concepita nel peccato originale, si verificano dei casi in cui il popolo cristiano reagisce violentemente arrivando fino a cacciare il predicatore fuori dalla chiesa. Non c'è dubbio che c'è stata un'opposizione forte, durata per oltre un millennio e mezzo, fra la fede popolare e una parte della teologia dotta. Infatti noi vedremo come pian piano, specialmente nel Medio Evo, alcune grandissime personalità teologiche incomincino ad elaborare la teologia della Immacolata Concezione. Pensate voi che uno dei massimi teologi di scuola tomistica, Melchior Cano, in un tono sprezzante dice che appena il volgo si sente affermare che la Beata Vergine Maria ha contratto il peccato originale, subito esso si sente turbato, percosso o torturato. Quindi la gente non ne vuol sapere che i teologi affermino che la Madonna è stata concepita, seppure anche nel primo istante, col peccato originale.
IL FERVORE POPOLARE – Assistiamo dunque nel XVII secolo a un fervore popolare con la nascita di molte confraternite, istituti religiosi e conventi dedicati all'Immacolata Concezione. Suor Maria Gesù dé Agreda fu la fondatrice proprio in Spagna di un convento dedicato all'Immacolata Concezione e lei stessa nel suo libro sulla vita della Madonna, La mistica città di Dio, che dice di aver avuto come rivelazione privata, presenta l'Immacolata Concezione così formulata come lo è formulata in Pio IX. Questo libro creò turbamenti gravissimi nella Chiesa, soprattutto da parte del mondo teologico: questo è il motivo per cui questa opera fu così contrastata nei secoli. Nel medesimo tempo il popolo dedica cappelle e altari alla Immacolata Concezione e col nascere degli ordini religiosi legati alle realtà popolari, soprattutto i francescani, ma anche i gesuiti, pian piano in ogni università, specialmente nelle università teologiche di Spagna e nelle università teologiche italiane, i teologi nel momento in cui assumono la cattedra e fanno il giuramento di essere fedeli alla Chiesa e di insegnare secondo la dottrina della Chiesa, fanno anche un giuramento specifico: quella di difendere il dogma della Immacolata Concezione usque ad effusionem sanguinis, cioè fino al versamento del sangue. Pensate dunque con che passione, con che vigore, con quale forza questo dogma era difeso dal popolo e da una certa parte della teologia soprattutto spagnola e italiana.
IL "FACTUM ECCLESIAE" – Un grandissimo influsso nella elaborazione di questo dogma ci furono alcuni catechismi legati soprattutto al periodo della Riforma e quelli di san Leonardo da Porto Maurizio, di Canisio, di Bellarmino, e infine quello di Bossué. Tutti questi catechismi, che diventano poi catechismi a grande risonanza nella Chiesa, difendono l'Immacolata Concezione. Non mancarono le rivelazioni private: oltre a Suor Maria Gesù dé Agreda, contribuirono moltissimo alla diffusione e all'approfondimento popolare del dogma dell'Immacolata Concezione le rivelazioni di santa Brigida e la apparizioni a Santa Caterina Labouré. In questo modo si è instaurato quello che si chiama il factum ecclesiae e cioè che di fatto la Chiesa nel suo popolo e in tanti suoi ministri professa la fede nell'Immacolata Concezione, cioè si afferma la realtà viva della prassi ecclesiale. Ed è a questa realtà viva della prassi ecclesiale, della fede popolare e della fede espressa nella liturgia che papa Pio IX farà riferimento nella bolla Ineffabilis Deus dell'8 dicembre 1854, nella quale definirà l'Immacolata Concezione.
IL RUOLO DELLA TEOLOGIA: SANT'AGOSTINO – Il ruolo della teologia è stato sicuramente un ruolo positivo nonostante la difficoltà che poneva una certa parte della teologia, quella legata soprattutto alle grandi università dove si studiavano san Tommaso e sant'Agostino, due teologi maculatisti. Ora Sant'Agostino, nonostante sia stato un teologo maculatista, ha avuto un grandissimo merito: quello di dire che avendo tutti peccato in Adamo, tutti sono bisognosi di redenzione, e quindi lui stesso ha messo in evidenza come questi due dogmi sembrassero non andar d'accordo. Se tutti, anche la Madonna, sono bisognosi di redenzione, come ha fatto a essere redenta? Sant'Agostino, non riuscendo a risolvere il problema dal punto di vista teologico, sostenne che la Madonna era stata concepita nel peccato ma subito nell'istante dopo è rinata alla Grazia. Tale soluzione, come è immaginabile, non venne accettata dal popolo cristiano che non poteva ammettere che si dicesse questo di Colei che il libro del Genesi preannunciava come Colei che col suo seme avrebbe schiacciato la testa al serpente.
IL MEDIOEVO – La soluzione di questa antinomia tra il dogma della Immacolata Concezione e il dogma della universalità della redenzione e della universalità del peccato originale si è incominciato a risolvere nel Medio Evo. Il primo che ha trovato la via è un teologo del nono secolo fu Pascasio Radberto e, dopo di lui, Anselmo di Canterbury i quali hanno elaborato il concetto di pre-redenzione. Cioè dicevano: è bensì vero che il dogma della universalità della redenzione, cioè che tutti devono essere redenti da Cristo, è un dogma che non ammette alcuna eccezione, ma per quanto riguarda la Madonna, la redenzione è stata applicata prima ancora che nascesse. Quindi la Madonna non è stata esentata dal peccato originale perché non era bisognosa di redenzione, ma essendo anche Lei bisognosa di redenzione, a Lei la redenzione è stata applicata prima che nascesse. Quindi la Madonna sarebbe stata redenta prima di nascere, e quindi il concetto di pre-redenzione che è il concetto che ha risolto l'antinomia teologica..
POTUIT, DECUIT, FECIT – Piano piano un altro teologo, Eadmero di Canterbury , ha elaborato la famosa espressione che tutti quelli che hanno studiato teologia conoscono: "potuit, voluit, fecit". Un altro teologo, Giovanni Dun Scoto, invece usò l'espressione "potuit, decuit, fecit". Che cosa vuol dire? È molto semplice. Dicono questi due grandissimi teologi: Dio, perché la Madre del Figlio Suo fosse veramente la più degna madre possibile, poteva esimerla dal peccato originale (POTUIT); era conveniente che Colei che doveva essere Madre di Dio fosse esente dal peccato originale (DECUIT), quindi se Dio lo poteva (POTUIT), se era conveniente che Dio lo facesse (DECUIT), allora Dio lo fece (FECIT). È il famoso argomento di convenienza elaborato nella sua perfezione da Dun Scoto per cui Maria non è una eccezione alla redenzione in quanto Maria non è colei che non ha bisogno di redenzione, ma è il caso della più perfetta e più efficace applicazione della redenzione da parte dell'unico redentore che è Gesù Cristo, il quale ha applicato a Maria i suoi meriti prima ancora che nascesse. Ecco dunque come il ruolo della teologia ha dimostrato, soprattutto per opera dei teologi che abbiamo citato, come Maria non sia nata senza peccato originale non perché non aveva bisogno di redenzione, ma perché a Lei la redenzione è stata applicata nel modo più perfetto possibile, cioè prima ancora che nascesse. Maria è stata Lei stessa concepita senza peccato originale perché per la sua dignità che doveva avere di Madre di Dio, il Padre ha applicato a Lei la redenzione del Figlio nel modo più perfetto e cioè prima ancora che nascesse. In tal modo la teologia è riuscita a comporre queste due realtà che sembravano incomponibili e cioè il fatto che Cristo è l'unico redentore, che tutti sono stati redenti, che anche Maria è stata redenta, tuttavia Maria è stata concepita senza peccato originale perché redenta prima ancora della sua concezione.
IL RUOLO DEL MAGISTERO – In questa sorta di braccio di ferro tra una parte della teologia dotta e il popolo cristiano, il Magistero ha svolto una funzione non solo moderatrice ma anche di promozione e di maturazione. Intanto occorre dire con molta chiarezza che nessun papa ha espresso mai opinioni maculatiste nell'esercizio del suo magistero. Inoltre neppure il concilio della Chiesa che più di tutti si è impegnato nel definire il dogma del peccato originale, cioé il Concilio di Trento, non ha mai incluso Maria Santissima nel peccato originale: su questo argomento ha taciuto, e quindi – pur affermandone l'universalità – non ha fatto nessun riferimento a Maria Santissima. Un silenzio, questo del Concilio di Trento, estremamente eloquente, e che ha lasciato gli spazi liberi al dibattito teologico. Inoltre non solo i papi hanno svolto un'azione di moderazione ma anche di promozione, introducendo ufficialmente la festa dell'Immacolata Concezione prima di tutto nella loro diocesi a Roma e poi pian piano estendendola a tutta la Chiesa universale. Questo è un fatto importante perché un'affermazione nella teologia afferma che "Lex orandi, lex credendi" cioè la legge del pregare è poi la legge della fede, cioè ciò che tu preghi poi diventa anche regola di fede. Ebbene, quando una festa viene estesa alla Chiesa universale vuol appunto significare che corrisponde alla Fede della Chiesa.
LA FORMULAZIONE DEL DOGMA – Come ha proceduto Pio IX, che pure si trovava di fronte ad una accanita, anche se minoritaria, opposizione teologica, ad elaborare questo dogma che sembrava non avere dei fondamenti biblici? Pio IX, su consiglio di Antonio Rosmini, interrogò tutti i vescovi sulla opportunità di definire il dogma. Rosmini personalmente riteneva che il dogma dell'Immacolata Concezione fosse moralmente certo, ma riteneva inopportuna la sua definizione perché avrebbe causato reazioni da parte di una parte della Chiesa, tuttavia consigliò Pio IX, che era estremamente deciso alla proclamazione del dogma, a interrogare tutti i vescovi della Chiesa sulla opportunità o meno di questa della definizione. Può infatti accadere che di una verità di fede, pur condivisa dalla Chiesa, non sempre in un determinato contesto storico è opportuno definirne il dogma. Al riguardo ci fu una convergenza plebiscitaria da parte dei vescovi, tutti favorevoli a definire subito il dogma dell'Immacolata Concezione: su 603 vescovi che risposero, 546 si espressero sulla opportunità della immediata definizione del dogma. Il testo della definizione fu molto discusso, rimaneggiato, e alla fine Pio IX decise, nella sua bolla "Ineffabilis Deus", per questa formulazione: "Dichiariamo, pronunciamo e definiamo che la dottrina la quale ritiene che la Beatissima Vergine Maria, nel primo istante della Sua concezione, per singolare Grazia e privilegio di Dio Onnipotente ed in vista dei meriti di Gesù Cristo salvatore del genere umano, sia stata preservata immune da ogni macchia della colpa originale, è rivelata da Dio e perciò da credersi fermamente e costantemente da tutti i fedeli". Quindi Pio IX afferma solennemente che non c'è stato nessun istante che Maria non sia stata senza peccato originale e fa riferimento ai meriti di Cristo. Quindi dice che questo è stato un singolare privilegio di Maria Santissima. Ora non si dice nella bolla di Pio IX se sia l'unico privilegio di una creatura dal peccato originale: più tardi Pio X e Pio XII precisano che questo singolare privilegio è unico e quindi solo Maria ha avuto questo privilegio specificando che questo è dovuto alla perfetta redenzione di Maria da parte di Cristo. Anche noi siamo redenti da Cristo, ma solo imperfettamente perché nasciamo comunque col peccato originale e la redenzione abbisogna di tutta la nostra fatica. Maria comunque, nonostante la sua speciale redenzione, ha avuto una attività di corredentrice altissima, e più di tutti ha bevuto al calice amaro di Cristo.
LE RADICI BIBLICHE DEL DOGMA – Come abbiamo visto, questo dogma è frutto del dinamismo della fede che ha interessato la Chiesa in tutte le sue componenti: popolo di Dio, i teologi e il magistero sotto l'influsso dello Spirito Santo. Resta ora da vedere se veramente, come dice Pio IX, questa fede della Chiesa ha veramente delle radici bibliche, se dunque è veramente una dottrina rivelata. Sappiamo come i protestanti ritengano l'Immacolata Concezione una affermazione arrischiata perché in presenza del silenzio totale degli Scritti sacri e della Tradizione più antica. Ma è proprio vero questo? Papa Pio IX dice che non occorre leggere i passi biblici nella loro letteralità, ma occorre leggere i passi biblici con gli occhi della Chiesa, e porta come argomentazione la lettura che la Chiesa ha fatto di alcuni passi biblici cogliendoli in tutta la loro profondità per coglierne il loro senso profondo, spirituale, teologico, morale ed anagogico, come dicono i teologi. Pio IX riafferma il principio che la lettura della Bibbia non la fa il singolo, non la fa il teologo dotto, ma la fa la Chiesa sotto la illuminazione dello Spirito Santo. Si tratta di un principio ermeneutico fondamentale, cioè è inutile che noi usiamo la Bibbia contro la Chiesa: la verità è che la Bibbia è stata scritta dalla e per la Chiesa. Non dimentichiamo che la Bibbia è stata scritta dal popolo di Dio di Israele e la Bibbia è stata scritta dal popolo di Dio del Nuovo Israele, cioé dalla Chiesa, sotto l'influsso dello Spirito Santo, avendo Dio come autore e la Chiesa come l'unica garante ed interprete. Questo perché le Sacre Scritture sono nate dal seno della Chiesa e quindi soltanto la Chiesa sotto la illuminazione dello Spirito Santo è in grado di interpretarle in tutta la loro profondità e verità.
I PASSI BIBLICI – Quali sono quei testi biblici nei quali la Chiesa, con gli occhi della Fede e sotto la luce dello Spirito Santo, ha visto il dogma dell'Immacolata Concezione? Innanzitutto il protovangelo, Genesi 3,15, quando rivolgendosi al serpente Dio dice: "porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la stirpe di lei", e qui sono appunto Cristo e Maria vengono associati nella loro ostilità contro il demonio. Quindi la fede della Chiesa ha visto una opposizione radicale fra il serpente da una parte e la Madre e Cristo dall'altra, pertanto questa opposizione radicale esigeva che Maria mai, per nessun istante, fosse sottoposta all'influenza del serpente. Nella Ineffabilis Deus, Pio IX dice: "in conseguenza di ciò, come Cristo mediatore fra Dio e gli uomini, assunto la natura umana, distrusse il decreto di condanna che c'era contro di noi, attaccandolo trionfalmente alla Croce, così la Santissima Vergine, unita con Lui con un legame strettissimo e indissolubile, fu insieme con Lui e per mezzo di Lui l'eterna nemica del velenoso serpente e ne schiacciò la testa con il suo piede verginale". Pio IX per ben altre 3 volte allude al protoevangelo dicendo nella sua enciclica: "e certo era del tutto conveniente che una Madre così venerabile risplendesse sempre adorna dei fulgori della santità più perfetta e immune interamente dalla macchia del peccato originale riportasse il più completo trionfo sull'antico serpente". Sempre nella parte conclusiva Pio IX dice: "poi riaffermiamo la nostra più fiduciosa speranza nella Beatissima Vergine che tutta bella Immacolata ha schiacciato il capo velenoso del crudelissimo serpente e ha portato la Salvezza al mondo".
LE FIGURE BIBLICHE – Poi Pio IX fa anche riferimento a tante figure bibliche lette in chiave mariana, che esprimono appunto questa totale esenzione di Maria dal peccato, non solo personale, ma anche originale. Pio IX fa riferimento alle immagini bibliche dell'arca di Noè (che è la salvezza), della scala di Giacobbe (che ci "porta al Cielo"), del "roveto ardente", della "torre inespugnabile" (cioè che satana non ha mai neanche per un istante potuto espugnare), dell' "orto chiuso" del Canto dei Cantici. Come pure altre immagini che sono commentate diversamente dai Padri, come l'immagine di Colomba pura, di Gerusalemme santa, di Trono eccelso di Dio, di Regina assolutamente bella, perfetta e cara a Dio. Inoltre si fa riferimento ad alcuni testi del Nuovo Testamento e innanzitutto all'affermazione "piena di Grazia": questa pienezza è tale da essere incompatibile col peccato originale; o come la "Benedetta tra le donne", espressione con cui Elisabetta salutò Maria e poi l'espressione di Maria Santissima: "Grandi cose ha fatto in me l'onnipotente". Quindi la bolla Ineffabilis Deus Papa Pio IX insegna che la Sacra Scrittura, se letta cogli occhi della Chiesa, rivela una pienezza di senso che va al di là della sola lettera del testo. Dice Stefano De Flores nel suo bellissimo articolo sulla Immacolata Concezione nel Dizionario di mariologia: «In sostanza dunque la Ineffabilis Deus insegna che la Sacra Scrittura se letta cogli occhi della Chiesa, rivela una pienezza di senso che non emerge dalla semplice formulazione del testo, cioè dalla sola lettera. Anche per quanto riguarda la Vergine, i Libri Sacri contengono le espressioni che in germe possono insinuare la perfetta santità della Madre di Dio fin dal primo istante della sua concezione nel grembo materno. La Chiesa, guidata dallo Spirito ha sondato la ricchezza virtuale di quelle parole fino a maturare la propria fede nella Immacolata Concezione di Maria. Questa è la ragione per cui la Bolla conclude che tale dottrina è sempre esistita nella Chiesa medesima come ricevuta per tradizione e rivestita del carattere di dottrina rivelata. Infatti la Chiesa di Cristo, custode e vindice delle dottrine a lei affidate, non le ha mai alterate né con aggiunte né con diminuzioni, ma tratta con tutti gli accorgimenti e la sapienza quelle che l'antichità ha delineato e i Padri hanno seminato e cerca di limare e di affinare quelle antiche dottrine della divina Rivelazione in modo che ricevano chiarezza, luce e precisione. Così, mentre conservano la loro pienezza, la loro integrità e il loro carattere, si sviluppano soltanto secondo la loro propria natura, ossia nello stesso pensiero e nello stesso senso».
MARIA HA CORRISPOTO AI DONI RICEVUTI – Con la formulazione di questo dogma non si vuole porre Maria fuori dalla economia della Redenzione, ma si afferma la universale redenzione di Cristo che a Maria è stata applicata in un modo più perfetto che ad altri, inoltre si ribadisce che anche in Maria tutto è gratuito, non perché Lei avesse diritto a qualche cosa, Maria stessa l'ha detto nel Magnificat: "Ha fatto in me grandi cose l'Onnipotente", quindi ha fatto tutto Dio, l'iniziativa è tutta divina. Ma perché Dio ha fatto questo? L'ha fatto in vista della cooperazione di Maria alla Redenzione e quindi della cooperazione di Maria alla nostra salvezza. In questo occorre che ci mettiamo in sintonia anche con Giovanni Paolo II, oltre che con tanti autori spirituali, nel vedere in Maria non soltanto i privilegi, ma anche la cooperazione personale di Maria Santissima alle grazie che ha ricevuto. Questo è il fatto: i doni sono sempre un'arma a doppio taglio. Pensiamo ad Adamo ed Eva: non avevano forse ricevuto grandissime grazie? Erano stati creati senza peccato e avevano ricevuto il dono della grazia santificante più tutti i doni preternaturali: il dono dell'immortalità, il dono della impassibilità, il dono dell'integrità, il dono della scienza infusa. Eppure non seppero corrispondere a questi doni. Maria Santissima ha avuto dei grandissimi doni, ma Lei stessa, ad ogni dono straordinario che ha avuto da Dio, in special modo la grande chiamata ad essere Madre di Dio, ha corrisposto in un modo così perfetto come più perfettamente non si poteva e per questo Maria diviene per noi modello di corrispondenza alla Grazia. Dio infatti dà a tutti i suoi doni, quelli che sono i doni ordinari, innanzitutto il dono della Fede. Purtroppo i doni che noi abbiamo da Dio non trovano in noi quella corrispondenza che hanno avuto in Maria Santissima e quindi Lei è sicuramente per noi un esempio di cooperazione ai grandissimi doni di Dio: la Fede, la Speranza, la Carità e la vita di Grazia che è donata a noi attraverso i sacramenti.
NOI COME MARIA – Pensiamo, cari amici, se noi abbiamo veramente corrisposto come Maria ha corrisposto a questi doni con quella fede, con quella fatica del cuore per cui ci è di grande esempio. Vorrei concludere dicendo che se Maria è per noi esempio di cooperazione ai doni di Dio, Maria nella sua bellezza immacolata è anche per noi un segno elevato nel Cielo, un segno di santità, un segno di purezza. Io vorrei vedere la festa dell'Immacolata Concezione come un invito che ci rivolge la nostra Mamma Tutta Santa a riscoprire la nostra vocazione universale alla santità. Non dimentichiamo che se noi, a differenza di Maria, veniamo concepiti nel peccato originale, tuttavia con la nostra cooperazione alla Grazia possiamo anche noi rinascere e diventare Sua immagine.
(sintesi di una catechesi radiofonica di P. Livio Fanzaga a "Radio Maria")
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