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GIOVANNI PAOLO II





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IL PONTIFICATO DI GIOVANNI PAOLO II
Un papa tutto di Maria
Il popolo di Dio cerca l'incontro con la Madre di Dio per
trovare sotto la materna protezione di "colei che ha creduto"
il consolidamento della propria fede
di SILVANO STRACCA

Dal "Totus tuus" scelto
quale motto alla decisione di donare al Santuario di Fatima
la pallottola che l'aveva ferito, perché fosse incastonata
nella corona della statua della Vergine, sono numerose e significative
le testimonianze della devozione mariana di Karol Wojtyla. |
Pochi giorni
prima del XXV anniversario di pontificato, il 7 ottobre 2003,
il Papa ottantatreenne, incurante delle sofferenze fisiche,
è al Santuario di Pompei per concludere l'Anno del
Rosario, indetto l'anno prima per pregare per la pace dopo
gli attentati dell'11 settembre e la guerra in Irak, Giovanni
Paolo II non solo invita pastori e fedeli a riprendere in
mano la corona del Rosario, che egli considera quasi un "compendio"
del Vangelo, ma con coraggio innova profondamente l'antica
pratica devozionale, codificata nel 1569 da San PioV
(il Papa della vittoria di Lepanto invocata, appunto, dalla
Madonna del Rosario). L'anziano Pontefice introduce, infatti,
altri cinque misteri -"misteri della luce" o "luminosi" –
accanto ai quindici tradizionali, divisi in "gaudiosi",
"dolorosi" e "gloriosi". I nuovi misteri
riguardano la vita pubblica di Gesù. Così il
Papa Totus tuus intende anche riaffermare la centralità
di Cristo in questa preghiera mariana, a lui cara sin dalla
giovinezza.
Il pellegrinaggio a Pompei è l'ultimo
di una lunga serie ai santuari di Maria, noti e meno noti,
in tutto il mondo. Da Roma a Efeso, da Lourdes a Fatima, da
Loreto a Czestochowa, da Guadalupe (Messico) ad Apareeida
(Brasile) e Lujan (Argentina), dal Filar di Saragozza (Spagna)
alla Porta dell'Aurora a Vilnius (Lituania)...
Nell'enciclica Redemptoris Mater,
pubblicata alla vigilia dell'Anno Mariano (1987-88), Giovanni Paolo
II parla di una «geografìa della fede e della pietà
mariana», per indicare tutti i numerosissimi «luoghi
di particolare pellegrinaggio del Popolo di Dio, che cerca l'incontro
con la Madre di Dio per trovare, sotto la materna protezione di
"colei che ha creduto", il consolidamento della propria
fede».
Questa «geografia della fede e della pietà
mariana», nel settembre del 1996, conduce il Papa polacco
sino alla terra di Vandea, in Francia, per pregare in ginocchio
accanto ai resti mortali di San Luigi Maria Grignion de Montfort.
Per ritornare, dunque, alle fonti del "Totus tuus",
il suo motto da vescovo, da cardinale, da duecentosessantaquattresimo
successore dell'apostolo Pietro. Il 4 luglio 1958, nominato
da Pio XII vescovo ausiliare di Cracovia a soli 38 anni, Karol Wojtyla
volle porre nel suo stemma, sotto l'ala della croce, una grande
M per significare la sua tenera devozione a Maria e le parole "Totus
tuus" di San Bonaventura – citate dal Montfort nel suo
Trattato della vera devozione a Maria Vergine, libro a cui il giovane
Karol doveva molto –, con le quali il nuovo vescovo consacrava la
sua persona e il suo ministero alla Madonna.
Due parole
salite subito sulle labbra di Giovanni Paolo II con la veste intrisa
di sangue, in piazza San Pietro, il 13 maggio 1981, festa della
Madonna di Fatima, dopo i precisi
colpi di pistola del turco Ali Agca. Immediatamente gli apparve
chiaro che era stata «una mano materna a guidare la traiettoria
della pallottola», permettendo al «Papa agonizzante»
di fermarsi «sulla soglia della morte». Durante una
visita del vescovo della diocesi di Fatima, il Papa decise di consegnargli
la pallottola che l'aveva colpito nell'attentato, perché
venisse conservata nel Santuario della Cova da Iria. Per iniziativa
del vescovo essa fu poi incastonata nella corona della statua della
Madonna di Fatima, ai cui piedi lo stesso Giovanni Paolo II s'inginocchiava
il 13 maggio dell'anno successivo. Dopo l'attentato, Papa
Wojtyla aveva chiesto la busta, conservata in Vaticano, contenente
la terza parte del famoso "segreto di Fatima". Ancora
dal letto del Gemelli, pensò subito alla consacrazione del
mondo, e specialmente della Russia e dell'universo comunista, al
Cuore Immacolato di Maria, come aveva chiesto la Vergine ai tre
pastorelli. E compose egli stesso una preghiera per quello
che definì «Atto
di affidamento», celebrato il 7 giugno 1981 nella basilica
di Santa Maria Maggiore.
Ma il Papa del "Totus tuus",
per rispondere più pienamente alla richiesta di «Nostra
Signora» ai pastorinhos, volle esplicitare durante
l'Anno Santo della Redenzione l'atto di affidamento del giugno 1981.
Nel ricordo del «Fiat» pronunciato da Maria
al momento dell'annunciazione, il 25 marzo 1984, in piazza San Pietro,
in unione spirituale con tutti i vescovi del mondo, dinanzi all'immagine
della Madonna di Fatima Giovanni Paolo II affidò di nuovo
a Maria tutti gli uomini e i popoli.
Il 13 maggio 2000, l'anno del Giubileo,
il Papa torna nuovamente nella Cova da Iria per beatificare i due
pastorelli Francesco e Giacinta alla presenza di suor Lucia, la
terza veggente, scomparsa nel febbraio del 2005. Ma anche per rendere
finalmente pubblico il testo della terza parte del "segreto",
con la profezia della lotta dei sistemi atei contro la Chiesa e
i cristiani e dell'immane sofferenza dei testimoni della fede nell'ultimo
secolo del secondo millennio. Un'interminabile Via Cruàs
guidata dai Papi del ventesimo secolo. Quel 13 maggio 2000 è
il più stretto collaboratore di Giovanni Paolo II, il cardinale
Angelo Sodano, segretario di Stato, a rivelare: «Secondo l'interpretazione
dei pastorìnhos, confermata recentemente da suor
Lucia, il "Vescovo vestito di bianco" che prega per tutti
i fedeli è il Papa. Anch'egli, camminando faticosamente verso
la Croce tra i cadaveri dei martirizzati (vescovi, sacerdoti, religiosi,
religiose e numerosi laici), cade a terra come morto, sotto i colpi
di arma da fuoco».
Con la decisione del Papa del "Totus
tuus" di sollevare il velo su quanto non era ancora noto
del "segreto" di Fatima si chiude un lungo tratto di storia,
segnato da eventi drammatici e crudeli, ma anche dalla presenza
costante di Maria, come sottolineerà Giovanni Paolo II pellegrino
a Lourdes nell'agosto 2004.
Fonte: Giovanni Paolo II: Uomo di Dio tra gli
uomini, supplemento al N.4/2005 de Il Segno |
IL PONTIFICATO

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