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GIOVANNI PAOLO II





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IL PONTIFICATO DI GIOVANNI PAOLO II
La teologia del corpo
Vent'anni fa si concludeva la celebre catechesi di
Giovanni Paolo II sul rapporto fra uomo e donna e sulla sessualità.
di JEAN-MARIE GUÉNOIS
(in "Avvenire" del 15/12/2004)
Giusto vent'anni fa, Giovanni Paolo II concludeva
la sua catechesi dedicata alla teologia del corpo, un ciclo di ben
quattro anni di discorsi dedicati al tema della sessualità e che
non solo i pensatori cristiani, ma anche quelli non credenti, hanno
giudicato uno degli apporti più originali del Papa. In questi giorni
in Francia un libro del filosofo e teologo Yves Semen (La sexualité
selon Jean-Paul II, ed. Presse de la Renaissance) si pone come
un'introduzione ideale all'insegnamento del Pontefice.
Professor Semen, come spiega che una rivoluzione dottrinale
come quella di Giovanni Paolo II, in un campo così delicato come
quello della sessualità, sia rimasta piuttosto sconosciuta ai fedeli
della Chiesa e al gran pubblico?
«A mio parere, esistono almeno tre motivi. Il
primo è che Giovanni Paolo II non ha annunciato fin dall'inizio
l'intenzione di elaborare il più grande insegnamento mai dato da
un Papa su un tema specifico. Le 130 udienze da lui dedicate alla
"teologia del corpo" equivalgono almeno a 800 pagine scritte! E
solo nell'ultima udienza, quella del 28 novembre 1984, ha svelato
l'intenzione di fondo: fornire il quadro antropologico e teologico
che consenta di comprendere il senso della sessualità cristiana,
e come essa possa essere via di santità. Il secondo motivo è che
ha elaborato tale insegnamento nel corso delle udienze generali
del mercoledì. È il primo Papa ad aver utilizzato questo vettore
di comunicazione per diffondere un insegnamento dottrinale. Ma questa
strada, per sua natura frammentata, di mercoledì in mercoledì, ha
contribuito a rendere di difficile penetrazione quell'insegnamento.
Infine, Giovanni Paolo II utilizza categorie filosofiche e teologiche
e un vocabolario tecnico complessi».
Complesso. Ma se dovesse riassumere in poche parole l'insegnamento
di Giovanni Paolo II?
«Si basa su una concezione
fondamentale della persona. La persona è fatta per il dono di sé,
si rivela attraverso il dono. Il Papa si basa sul testo della Genesi
per riscoprire il piano originario di Dio sulla sessualità umana:
manifestare nella carne delle persone la comunione delle persone
divine vissuta nella Trinità. Esse sono eternamente dono totale
l'una all'altra. Il peccato originale ci ha reso incapaci di realizzare
quel dono totale con le nostre sole forze, poiché venne introdotto
tra l'uomo e la donna il desiderio di possesso e di dominio, in
particolare nelle relazioni affettive e sessuali. È tuttavia possibile
aspirare a vivere tale dono fondandosi sulla grazia del sacramento
del matrimonio, anche se resta la concupiscenza scaturita dal peccato
originale».
In che cosa consiste la novità di tale insegnamento?
«La novità principale risiede in una concezione
radicalmente nuova della vocazione del corpo umano nella sua dimensione
sessuata. Nell'uomo la differenza sessuale non va intesa come una
somiglianza con la sessualità animale. Al contrario, essa è il segno
del divino in noi, in quanto destinata a consentire la comunione
delle persone. Il corpo è fatto per il dono e per rivelare così
il divino. Giovanni Paolo II non esita a dire che «il corpo (ed
esso solo) è in grado di rendere visibile ciò che è invisibile:
lo spirituale e il divino». Secondo lui, "il corpo è stato creato
per trasferire nella realtà visibile del mondo il mistero nascosto
da tutta l'eternità in Dio ed esserne segno visibile". Da allora,
il dono dei corpi è chiamato a significare il dono delle persone
divine nella Trinità».
Si può, nondimeno, parlare di riabilitazione del piacere
sessuale?
«Credo sia più giusto dire che il Papa invita a considerare
il piacere sessuale come il frutto del dono autentico delle persone
nell'atto sessuale. Così il piacere cessa d'essere uno scopo ricercato
di per sé, come pretenderebbe l'edonismo contemporaneo, e diventa
in qualche modo misura della comunione delle persone. Considerato
e vissuto in questo modo, il piacere impegna la persona in tutte
le sue dimensioni e non solo in quella meramente genitale. Si tratta
dunque di molto più di una riabilitazione del piacere sessuale:
piuttosto, di una concezione di tale piacere che potrebbe essere
definita "integrale"».
Tale visione le sembra compatibile con il valore che si
dice i cristiani assegnino alla sofferenza, persino al sacrificio?
«Direi piuttosto che è espressione del valore
cristiano dell'ascesi, che è una condizione della castità nelle
relazioni coniugali. Il piacere sessuale gustato nel dono delle
persone esige, innanzitutto, di non considerare l'altro come oggetto
di godimento, bensì come partner nella comunione. Tale esigenza
è inseparabile da un'autentica ascesi, alla quale sono chiamati
gli sposi cristiani».
Non le sembra che quest'ideale sia fuori dalla portata
dei comuni mortali, sia dal punto di vista intellettivo che pratico?
«È fondamentale che sia accessibile. Sono anche
sicuro che sia una dimensione essenziale della nuova evangelizzazione.
E che non solo ci sia una grande attesa tra i cristiani, ma che
la Chiesa abbia il dovere di annunciare oggi al mondo la buona novella,
di cui è depositaria, sul corpo e sulla sessualità».
Lei pensa che in quest'ambito il Papa sia seguito?
«Se tale insegnamento fosse più conosciuto, non
c'è dubbio che sarebbe ascoltato, e non certo seguito perché si
deve farlo. Quel che è certo è che porta un'autentica liberazione,
restituendo al corpo e alla sessualità una dignità alla quale certe
correnti manichee (che, va riconosciuto, sono state influenti nella
Chiesa) avevano attentato. La "teologia del corpo" di Giovanni Paolo
II, che consente di comprendere in profondità il senso divino e
sacro della sessualità, resta un'urgenza dell'evangelizzazione.
È evidente che tale insegnamento deve inserirsi in maniera prioritaria
nella formazione di tutti i seminaristi».
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IL LIBRO PER APPROFONDIRE
La sessualità secondo Giovanni Paolo II
Vera e propria «bomba teologica a orologeria», come la chiama George Weigel, il biografo americano di Giovanni Paolo II, l'approccio alla sessualità specifico del compianto pontefice segnerà una svolta nella storia del pensiero moderno.
Nei primi quattro anni del suo lungo pontificato (1978-2005), Giovanni Paolo II dedicò le udienze generali del mercoledì al più ampio insegnamento che un papa abbia mai impartito su un medesimo argomento: la «teologia del corpo», un approccio originalissimo – ma altrettanto sconosciuto, ignorato – sul corpo, la sessualità e il matrimonio.
Paradossalmente, quest'insegnamento resta ancora sconosciuto, nonostante si tratti, secondo l'autore, di vere e proprie svolte sia nella teologia cattolica sia nella storia del pensiero moderno.

Karol
Woytyla
AMORE E RESPONSABILITÀ
Marietti, 1980 |
Karol Woytyla: Amore e responsablità
Nel magistero di Giovanni Paolo II è stata dedicata particolare attenzione ai temi attinenti la persona e i suoi diritti, il rapporto fra uomo e donna, la famiglia e la procreazione responsabile.
Amore e responsabilità, edito per la prima volta nel 1960 e tradotto subito in varie lingue nel giro di pochi anni, aiuta a conoscere il retroterra concettuale di queste prese di posizione, documentandone significativamente i presupposti, le fonti e gli orientamenti fondamentali. Il suo interesse non consiste perciò solo nel fornire la documentazione storica del maturarsi di un pensiero, poiché offre ancora oggi una precisa chiave interpretativa di alcune tra le affermazioni più rilevanti dell'attuale pontefice.
In quest'opera – secondo una linea sempre presente nei discorsi di Giovanni Paolo II – i temi riguardanti l'amore, la castità, il matrimonio, l'impulso sessuale, la procreazione e la famiglia, sono collocati entro una visione d'insieme della persona. Si scopre così che il problema dell'uomo, del suo essere e del suo destino, è stato per Giovanni Paolo II un oggetto costante di riflessione. Di questa preoccupazione centrale Amore e responsabilità, fra i vari scritti del pontefice, è una fra le testimonianze più eloquenti.
- Indice del volume "Amore e Responsabilità"
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IL PONTIFICATO

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