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GIOVANNI PAOLO II
Gli insegnamenti di Giovanni Paolo II
Amore e sofferenza
La sofferenza è la via obbligata della salvezza e della santificazione. Per diventare santi, possiamo mancare di questo o di quel carisma, di questa o di quella attitudine particolare, ma non possiamo essere dispensati dal soffrire. Il soffrire è un ingrediente necessario della santità. Come lo è l'amore. E difatti, l'amore che Cristo ci insegna e che Egli per primo ha vissuto dandocene l'esempio, è un amore crocifisso, è un amore che espia e salva attraverso la sofferenza.
L'amore è più importante della sofferenza: le da il suo senso e la rende accettabile. Vi può essere amore senza sofferenza. Ma la sofferenza senza l'amore non ha significato; con l'amore – accettata come l'ha accettata Cristo, come l'accettano i santi – essa acquista un valore inestimabile.
Cari fratelli e sorelle! Possa la vostra anima essere piena di quell'amore evangelico che trasfigura e rende leggera la sofferenza! Voglia il Signore Gesù concedere ai vostri cuori pace e fortezza, nel sopportare le prove. Resti salva e salda l'anima nonostante il martirio del corpo!
Io chiedo ardentemente per voi al Signore la vostra guarigione; ma chiedo anche la grazia interiore, che è vita dell'anima. Chiedo che siate pronti ad accogliere i misteriosi voleri divini. Chiedo che sappiate lottare fino all'ultimo.
Chiedo che vi lasciate illuminare dal senso evangelico della sofferenza: è qui infatti il valore centrale e originale di tutta la morale cristiana, della vera saggezza di vita che Cristo ci ha insegnato e per primo ha vissuto. È qui la molla, la forza decisiva della nostra eterna salvezza, al di là di ogni altra azione virtuosa, che, nel suo genere, conserva pur sempre il suo significato e il suo valore.
(Torino, 4 settembre 1988) |