|
GIOVANNI PAOLO II
Non temete la verità!
Le guerre assurde
Quante guerre sono scoppiate e quanto sangue
si è versato in nome di ideologie pensate a tavolino e non
sufficientemente umanizzate dal contatto vivo con gli uomini. Il
pensiero è il più grande tesoro, ma anche il più
grande rischio dell'umanità. E va coltivato con un atteggiamento
che non esito a definire religioso.
Quando alla persona viene tolto il riferimento
trascendente, essa diventa poco più che goccia in un oceano
e la sua dignità, per quanto sinceramente conosciuta e proclamata,
smarrisce la sua più solida garanzia. E così è
potuto accadere che in nome della classe o di un presunto bene nella
società, le singole persone venissero oppresse o addirittura
soppresse.
Viviamo un passaggio delicatissimo della storia
europea e mondiale, turbata da assurdi conflitti, su uno sfondo
planetario segnato da mille contraddizioni. Nessuno di noi è
in grado di prevedere il futuro. Sappiamo però che il mondo
sarà quale noi lo vorremo.1
L'umanità sembra aver smarrito,
in molte situazioni, il senso sacro dell'esistenza. Basta
pensare al persistere di guerre fratricide, all'offesa alla dignità
di donne inermi, allo sfruttamento di bambini innocenti, e a tanti
attentati contro l'essere umano. Una civiltà che esalta il
valore della persona, non radicandolo però alla verità
inscritta nella coscienza e rivelata da Cristo, cade nella contraddizione
di negare il diritto alla vita, specialmente ai più innocenti
ed inermi.2
Quando manca Dio, viene meno la pace
dentro e fuori dell'uomo, perché si intacca il principio
dell'unità. L'uomo si prostra a mille idoli e finisce con
l'essere diviso in se stesso, si fa schiavo delle cose. C'è
poi da meravigliarsi se l'umanità diventa un triste scenario
di guerra, di violenze e tragedie senza fine? 3
1 Incontro con il mondo accademico e
culturale nell'Umanità, Riga (Lettonia), 9 settembre 1993
2 Udienza all'assemblea dell'Unione Internazionale delle
Superiore generali, 14 maggio 1993
3 Angelus,
14 maggio 1993 |