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GIOVANNI PAOLO II





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GIOVANNI PAOLO II
Non temete la verità!
Divario tra ordine scientifico e ordine morale
Questo divario tra l'ordine scientifico e l'ordine
morale è un dramma del nostro tempo. L'uomo cerca di dominare
il mondo, ma non è ancora padrone di se stesso.
Sono i valori etici la via per la salvezza della
società contemporanea.
Coloro che sono attenti scrutatori della cultura odierna nell'ordine
etico possono constatare quanto sia vero quello che san Tommaso
chiama l'angoscia dei dotti (Contra Gentes, III,
48, n. 2261), allorché questi non trovano adeguata soluzione
alle istanze ultime dell'uomo. L'angoscia odierna deriva dal fatto
che la nostra civilizzazione non offre all'uomo la via giusta. Tanti
uomini del nostro tempo si trovano smarriti tra sentieri che non
hanno uno sbocco. Il pensatore cristiano è chiamato perciò
ad instaurare un dialogo aperto e sincero, alla luce delle verità
trascendenti, che porti a quella verità che toglie lo smarrimento
ad ogni uomo, in quanto è ancorata a Cristo, luce del mondo
e Redentore dell'uomo.
Quanto sia profonda la crisi etica del nostro
tempo è palese a tutti, ed è causa di sofferenza.
L'amore profondo per la sorte di ogni uomo e della nostra società
ci spinge alla ricerca di orizzonti più umani. Sono molti
i pregi della nostra cultura nei diversi campi, ma ci sono anche
tanti limiti. Il bene implica una totalità e non tollera
nessun difetto: Bonum ex integra causa!
Il secolo ventesimo segna l'ora delle grandi
conquiste dell'uomo ma porta con sé il torto di avere scatenato
gravi disordini e olocausti. L'uomo del nostro tempo ha scoperto
il valore della vita, ma ancora sotto diversi aspetti è succube
di una cultura della morte.
Dal punto di vista della morale cristiana non
possiamo non denunciare gli attentati contro la vita umana, contro
la dignità della famiglia, contro i valori spirituali e morali
dell'uomo, l'indifferentismo religioso, il materialismo ateo.
In mezzo a questa realtà il cristiano è consapevole
che deve agire contro corrente, che deve essere coerente nella vita
con quanto professa nella fede: «fides cre-denda et moribus
applicanda» (Gaudium et Spes, 25). La Provvidenza,
che dirige la storia umana, ci mostra oggi un nuovo orizzonte per
l'edificazione di un mondo nuovo. Dopo la caduta di quasi tutti
i regimi totali-tari ed oppressivi, fondati su una inadeguata antropologia,
siamo invitati alla ricostruzione di una «casa comune»
dove Oriente ed Occidente, sulla scia dei valori cristiani possano
coesistere e collaborare. È questa un'opportunità
offerta dalla Provvidenza la quale dispone l'ordine delle realtà
create ma chiama gli uomini ad una collaborazione effettiva. Sulle
rovine di un mondo bisognoso di valori spirituali deve sorgere un
nuovo mondo di solidarietà e fratellanza cristiana. L'Europa
cristiana deve molto all'opera dei grandi moralisti cristiani. Essa
riconosce come artefici del suo cammino storico insigni educatori
di popoli, come Benedetto, Cirillo e Metodio, Bernardo, Domenico
e Francesco, Alberto Magno e Tommaso d'Aquino, Ignazio di Loyola,
Giovanni della Croce, Alfonso Maria de' Liguori ed altri. Sono questi
che ci hanno indicato le vie dell'etica cristiana ed invitato a
fare della nostra esistenza un itinerario verso Dio.
Le grandi crisi della storia sono il risultato
delle deviazioni degli uomini nel loro cammino. L'uomo moderno,
fiero della propria ragione e fiducioso delle proprie forze, ha
accettato di vivere da solo, secolarizzando la propria esistenza.
Oltre alla perdita del fondamento trascendente, senza il quale l'uomo
rimane sospeso nel vuoto, egli ha portato all'esasperazione la propria
autonomia.1
1 Udienza al III Congresso Internazionale
della Società "San Tommaso d'Aquino", 28 settembre
1991 |
Non temete la verità!

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