Radio Maria

GIOVANNI PAOLO II

Il pontificato
Non temete la verità!
Gli insegnamenti
Le GMG

 

GIOVANNI PAOLO II

Non temete la verità!

 

Il materialismo

L'amore divino dev'essere profondamente legato alla creazione dell'universo e in particolare dell'uomo. Questi non ha accettato il Dio dell'amore, facendo entrare così il peccato nel mondo. Di qui l'indifferenza religiosa, il materialismo, la disgregazione della vita e della dignità umana.

È stato per mezzo del cuore dell'uomo che il peccato è entrato nel mondo; cioè attraverso il rifiuto dell'uomo di accettare l'Amore che è Dio. E un rifiuto che getta un'ombra di peccato e di morte sulla storia dell'uomo. Nei nostri giorni questo prende la forma di una diffusa indifferenza verso le cose di Dio, il materialismo che mette l'"avere" sopra l'"essere" e una tendenza a disgregare la vita umana o a manipolarla senza fare riferimento alla dignità inviolabile e ai diritti di ogni persona umana dal concepimento, fino alla morte naturale.

Dio ha chiamato l'uomo all'esistenza attraverso l'amore; l'ha chiamato nello stesso tempo per amore. Il peccato, comunque, ferisce perfino i principali rapporti d'amore, quello del matrimonio, facendoci pensare che sia troppo complicato, se non impossibile, essere legati ad una persona fedelmente per tutta la vita. In un mondo in cui i frutti amari del peccato sono la di sperazione e la solitudine - una esistenza senza significato, senza amore e senza Dio - la Chiesa dice "Sì" ai misteri dell'amore e della vita (cfr. Familiaris consortio, 11.20.30).1

In una società altamente sviluppata come la nostra, dove ognuno ha abbastanza da mangiare, dove l'istruzione e l'assistenza sanitaria sono a disposizione di tutti, dove è stato raggiunto un livello elevato di giustizia sociale, è facile perdere di vista il Creatore, dalle cui mani amorose viene ogni cosa. È facile vivere come se Dio non esistesse. Infatti un tale atteggiamento presenta una potente attrattiva, perché potrebbe sembrare che il riconoscere Dio come origine e fine di ogni cosa possa ridurre l'indipendenza dell'uomo e imporre limiti inaccettabili all'azione dell'uomo. Ma quando ci dimentichiamo di Dio perdiamo presto di vista il significato più profondo della nostra esistenza, non sappiamo più chi siamo (cfr. Gaudium et Spes, 36). Non è forse questo un elemento importante dell'insoddisfazione così comune nelle società altamente sviluppate?

Non è forse d'importanza fondamentale per il nostro benessere psicologico e sociale udire la voce di Dio nella meravigliosa armonia dell'universo? Non è forse liberante riconoscere che la stabilità, la verità, la bontà e l'ordine che la mente umana non finisce di scoprire nel cosmo sono un riflesso dell'unità, della verità, della bontà e della bellezza del Creatore stesso?

Una sfida radicale che si pone alla famiglia umana alla fine del XX secolo è l'uso saggio e responsabile delle risorse della terra, il che significa rispetto per i limiti ai quali queste risorse sono necessariamente soggette. Fare questo significa rispettare la volontà del Creatore. E nelle cose umane, la sfida è la costruzione di un mondo di giustizia, di pace e d'amore, nel quale siano difese e appoggiate la vita e la pari dignità di ogni uomo, senza discriminazioni. Agire in questo modo significa riconoscere il volto di Dio in ogni volto umano, specialmente nelle lacrime e sofferenze di coloro che anelano ad essere amati o trattati con giustizia. Nessuna persona può risolvere da sola tutti i problemi del mondo. Ma ogni atto di bontà è un importante contributo ai cambiamenti che tutti auspichiamo.

Il senso di una verità trascendente e di una vita divina si è molto affievolito o è quasi scomparso in molti uomini. In un mondo secolarizzato, che basta a se stesso e che si impegna solo per se stesso, la religione e la Chiesa sembrano non avere più alcuna utilità. E anche tra i cristiani la fede, nella vita concreta di tutti i giorni, ha perso la sua forza. Questo fatto non è estraneo alla diminuzione della frequentazione delle chiese e della preghiera nella vita dei singoli e delle famiglie. L'allontanamento di molti battezzati dalla vita comunitaria della Chiesa continua a crescere. Si diffonde un relativismo a tutti i livelli che nega e mette in pericolo la verità assoluta del cristianesimo mettendo sullo stesso piano, senza differenze, le diverse visioni del mondo.2

 

1 Omelia alla Santa Messa, Copenaghen, 6 giugno 1989
2 Omelia alla Santa Messa, Reykjarik, 4 giugno 1989

Non temete la verità!

 

eXTReMe Tracker