|

GIOVANNI PAOLO II





|
GIOVANNI PAOLO II
Non temete la verità!
Una società complessa e ambigua
E com'è la comunità degli uomini
oggi, al termine di questo secolo XX? Ormai è abbastanza
facile, e quasi scontato, formulare la diagnosi dei nostri tempi;
il difficile sta nella terapia. Comunque si può dire che è una comunità complessa e ambigua: che ha scoperto
in modo altamente positivo il valore e i diritti della persona umana,
e che, al tempo stesso, trascurando le direttive morali trascendenti
e perciò oggettive e universali, in tanti casi e in molteplici
situazioni si comporta contro l'uomo. È una comunità
meravigliosa per le sue conquiste e tuttavia drammatica, perché,
non avendo più chiaro e sicuro il significato della singola
esistenza e della storia umana, vive nella contraddizione, nell'angoscia,
nella paura. Ma è pure una comunità tormentata dall'ansia
dell'Assoluto, in attesa perenne della luce soprannaturale, in sofferta
ricerca della Verità e della gioia autentica, in serio e
severo impegno da parte di molti settori e individui di una convivenza
giusta, serena, operosa, illuminata e diretta dai valori della bontà,
della carità, dell'innocenza e della vera pace.
Noi sappiano che Dio è per noi: ed allora,
chi sarà contro di noi? (cfr. Rm 8,31). I santi
e i martiri ci insegnano che nell'opera della salvezza delle anime
durante la storia della Chiesa non è tanto questione di cambiamento
o di restaurazione, bensì di continuità nel cammino
tracciato dal Divino Redentore. Possono sopraggiungere — come
dice san Paolo – la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la
fame, la nudità, il pericolo, la spada: ma nulla e nessuno
potrà separarci dall'amore di Cristo (cfr. Rm 8,35).
Egli solo è la luce e la via! «In tutte queste cose
noi siamo più che vincitori per virtù di colui che
ci ha amati» (Rm 8,37).1
L'avvenire del mondo vi sembra piuttosto buio. La disoccupazione, la carestia, le minacce che la fabbricazione
massiccia di armi ad alto potere di distruzione fa pesare sull'umanità,
gli squilibri tra Nord e Sud, la povertà spirituale che in
numerosi Paesi si accompagna alla società dei consumi, ecco
altrettante cause di inquietudini e di angosce.
Gli straordinari progressi della scienza e della
tecnica sono ambivalenti. Essi possono servire al meglio e al peggio.
Possono salvare le vite umane o distruggerle. Possono permettere
una ripartizione dei beni in un mondo migliore e più giusto,
o al contrario accrescere la loro concentrazione nelle mani di piccoli
gruppi aumentando la miseria delle masse. Possono favorire la pace
o al contrario far pesare sull'umanità la minaccia di distruzioni
spaventose. Tutto dipende dall'uso che si fa dei progressi della
scienza o della tecnologia, tutto dipende insomma dal cuore degli
uomini. È il cuore degli uomini che ha bisogno di essere
cambiato.
L'autenticità è nella profondità. Ma ci sono, purtroppo, delle profondità fittizie che la droga
da l'illusione di raggiungere. C'è una pseudo-scienza, una
pseudo-libertà, una insulsa liberalizzazione della sessualità
che sono droghe non meno pericolose e mortali degli allucinogeni.
Prendere coscienza di sé, essere presenti
a se stessi, scoprire le vere aspirazioni della persona, conoscere
le proprie qualità e i propri limiti, accettarli, costituiscono
altrettante condizioni di una relazione autentica con gli altri.
Scoprire infine, in noi stessi e negli altri, la presenza segreta
del Dio dal quale abbiamo la vita, il movimento e l'essere (cfr.
Atti degli Apostoli 17,28), è scoprire la Sorgente
di una vita nuova e di un dinamismo nuovo per trasformare il mondo.
«Senza di me – ci dice Gesù – voi non potete fare niente»
(cfr. Giovanni 15,5).
Parlare di coscienza di sé, d'interiorità
di riflessione e di silenzio non è un invito a fuggire la
realtà, ma al contrario a ben esplorarla fino a scoprirvi
la sua dimensione spirituale. Non si tratta dunque di essere al
margine della vita, ma di entrarvi fino ad incontrare nella fede,
lo Spirito che agisce nei nostri cuori.2
1 Agli
alunni del Collegio Capranica, 19 gennaio 1985
2 Incontro
con i giovani, Friburgo (Svizzera), 13 giugno 1984 |
Non temete la verità!

|