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GIOVANNI PAOLO II

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Non temete la verità!
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Le GMG

 

GIOVANNI PAOLO II

Non temete la verità!

 

La libertà come arbitrio

La nostra epoca, e quelle che l'hanno preceduta, hanno creduto troppo facilmente che le conquiste scientifiche e tecniche sarebbero state l'equivalente, o per lo meno il garante, del progresso umano, generatore di liberazione e di felicità. Oggi numerosi scienziati, e con essi un numero crescente di nostri contemporanei, si rendono conto che la sconsiderata trasformazione del mondo rischia di compromettere gravemente gli equilibri complessi e delicati della natura, e sono angosciati per quelle realizzazioni tecniche suscettibili di diventare terrificanti strumenti di distruzione e di morte, nonché per altre recenti scoperte, pesanti di minacce di manipolazione e di asservimento dell'uomo.

È in questo contesto che appare la responsabilità e la grandezza della missione di intellettuali cristiani. Voi dovete essere sempre più consapevoli del dono fatto dal Creatore all'uomo, dotandolo della ragione. È da Dio – fondamento di ogni verità e prima origine di ogni senso – che viene l'incoercibile aspirazione della ragione umana alla verità. La ragione è capace di conoscere la verità e di trovare in essa quasi la sua perfezione. L'intellettuale che riflette sul senso della sua missione comprende che l'anima di questa missione è l'amore della verità al di sopra di tutto. Il suo atteggiamento fondamentale non può essere che la ricerca e l'accoglienza del vero. E questa è anche la strada per uscire dalla crisi che attraversa la cultura e la scienza: quest'ultima sarà tanto più libera quanto più si lascerà determinare dalla verità.

La scienza è veramente libera soltanto quando si lascia determinare dalla verità; la libertà della ricerca è un bene fondamentale; lo scienziato deve rispettare tra l'altro la fedeltà a quella verità che deve essere comunque ricercata; quando si tratta di ricerca teologica, la menzionata fedeltà porta con sé come oggetto di ricerca soprattutto la fedeltà a quella verità che viene da Dio.1

L'uomo ha ottenuto dal suo Creatore il dono della libertà. Tale dono gli da la possibilità di amare e di adorare Dio. La libertà ha però il suo prezzo. Libertà non significa arbitrio. Non esiste libertà senza legame. L'uomo è responsabile di se stesso, del suo prossimo e del mondo. Egli è responsabile davanti a Dio. Una società che sminuisce la responsabilità, la legge e la coscienza mina le fondamenta della vita umana.

Molti vengono presi dall'euforia, come se l'uomo fosse finalmente in grado di avere in pugno il mondo e di plasmarlo per sempre. In quest'orgogliosa consapevolezza non pochi hanno abbandonato la loro innata concezione del mondo, secondo cui Dio era l'origine e il fine di ogni essere. Ora Dio non sembra più essere indispensabile, ma a quest'egoistico allontanamento da Dio ha fatto seguito una grande disillusione accompagnata dalla paura. La libertà senza responsabilità, senza legami ai valori ultimi, diventa arbitrio, prevaricazione.2

 

1 Visita all'Università Cattolica, Friburgo, 13 giugno 1984
2 Santa Messa a conclusione del Katholikentag, Vienna, 11 settembre 1983

Non temete la verità!

 

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