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GIOVANNI PAOLO II





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GIOVANNI PAOLO II
Non temete la verità!
Affievolimento del senso del male
Tra i tanti mali che affliggono il mondo contemporaneo,
quello più preoccupante è costituito da un pauroso
affievolimento del senso del male. Per alcuni, la parola
"peccato" è diventata un'espressione vuota,
dietro la quale non devono vedersi che meccanismi psicologici devianti,
da ricondurre alla normalità mediante un opportuno trattamento
terapeutico. Per altri il peccato si riduce all'ingiustizia sociale,
frutto delle degenerazioni oppressive del "sistema" ed
imputabile pertanto a coloro che contribuiscono alla sua conservazione.
Per altri, ancora, il peccato è una realtà inevitabile,
dovuta alle non vincibili inclinazioni della natura umana e non
ascrivibile perciò al soggetto come personale responsabilità.
Vi sono, infine, coloro che, pur ammettendo un genuino concetto
di peccato, interpretano in modo arbitrario la legge morale e, distaccandosi
dalle indicazioni del Magistero della Chiesa, si allineano pedissequamente
alla mentalità permissiva del costume corrente.
La considerazione di questi diversi atteggiamenti
rivela quanto sia difficile arrivare a un autentico senso del peccato,
se ci si chiude alla luce che viene dalla parola di Dio. Quando
si poggia unicamente sull'uomo e sulle sue limitate ed unilaterali
vedute, si raggiungono forme di "liberazione" che finiscono
per preparare nuove e spesso più gravi condizioni di schiavitù
morale.1
1 Incontro
con l'Episcopato Italiano, 14 aprile 1983 |
Non temete la verità!

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