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GIOVANNI PAOLO II

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Non temete la verità!
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GIOVANNI PAOLO II

Non temete la verità!

 

Il rigetto di Dio

L'ateismo per affermare l'uomo nega Dio. Questo è il dramma spirituale del nostro tempo e la Chiesa intende affrontarlo coraggiosamente. Il fenomeno dell'ateismo non risparmia niente e nessuno: esso interessa l'Oriente come l'Occidente, i paesi socialisti e quelli capitalisti, il mondo della cultura e quello del lavoro. Nessuna età se ne salva, nessun continente è risparmiato. Il comune denominatore è questo: che l'uomo è tutto e basta a se stesso.

Tuttavia gli assalti e i fuochi incrociati dell'ateismo pragmatista, neopositivista, psicoanalitico, esistenzialista, marxista, strutturalista e nietzschiano non impediscono anzi, al contrario, suscitano proprio loro, nel cuore stesso dei regimi ufficialmente atei, come in seno alle società cosiddette consumistiche, un innegabile risveglio religioso. E questo costituisce per la Chiesa una vera sfida e un compito gigantesco da affrontare e realizzare con la collaborazione di tutti i suoi figli: riacculturare la fede nei diversi spazi culturali del nostro tempo, e reincarnare i valori dell'umanesimo cristiano.

Siamo dunque in spirito e in verità, dei testimoni del Dio vivente nel mezzo di un universo concentrato su se stesso e oscillante tra l'orgoglio di Lucifero e una disperazione disincantata. Voi, filosofi e teologi, cercate le vie per presentare il vostro pensiero in maniera che aiuti gli scienziati a riconoscere la validità della vostra riflessione filosofica e religiosa. Perché ne va di mezzo la credibilità e la validità stessa di questa riflessione per molti spiriti influenzati dalla mentalità scientifica diffusa dai mass media.1

A una società come la nostra tutta protesa al superamento della sofferenza, della schiavitù, della violenza e della guerra, e al tempo stesso precipitata nell'angoscia di fronte alla paventata inutilità dei propri sforzi, è necessario predicare il Vangelo con tutta mitezza, ma anche con santo coraggio, per convincere i cristiani che non si diventa uomini nuovi che assaporano la gioia, la libertà e la pace, se non riconoscendo anzitutto il peccato che è in noi, per poi passare, mediante un vero pentimento, a compiere frutti degni di penitenza.
Il rigetto di Dio, infatti, l'ateismo eretto a sistema teoretico e pratico o semplicemente vissuto nella società consumistica è alla radice di ogni male presente, dalla distruzione della vita anche incipiente a tutte le ingiustizie sociali, attraverso la perdita del senso di ogni moralità.2

 

1 Udienza ai partecipanti al Congresso Internazionale su "Evangelizzazione e ateismo", 20 ottobre 1980
2 Visita a Greccio, 2 gennaio 1983

Non temete la verità!

 

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