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GIOVANNI PAOLO II





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GIOVANNI PAOLO II
Non temete la verità!
L'anarchia morale
Le cause di fondo, per cui si è pervenuti
a questo stadio di organizzato ed accolto permissivismo, vanno anzitutto
ricercate in una crisi del pensiero, in una crisi cioè
di ordine metafisico: respinta od obnubilata l'idea di Dio, si è
falsata la visione dell'intera realtà e particolarmente dell'uomo.
La cultura moderna, percorsa – tutti lo sappiamo – da correnti di
pensiero agnostico ed ateo, è approdata ad un "pluralismo
ideologico" e quindi ad un "pluralismo etico", che
spesso è pretto relativismo, e che può raggiungere
le sponde dell'anarchia morale. Confuso ed alterato il concetto
dell'uomo, si confonde e si altera quello della sua vita, del suo
agire, della sua moralità. Se vogliamo essere autentici fautori della personalità e
della dignità umana, dobbiamo riconoscere nell'uomo un "essere"
che reclama un "dover essere" in forza d'una legge che
lo sovrasta: la legge naturale attestata dal senso interiore della
coscienza.
La stessa nozione di Dio, nella sua genericità,
non è ancora sufficiente per determinare in modo assoluto
i contenuti della moralità. Al momento delle scelte concrete,
le varie concezioni circa la divinità portano logicamente
a vari tipi di moralità. Edotti dalla fede che professiamo,
dobbiamo dire che solo Gesù Cristo, il Rivelatore del Padre,
è il paradigma sicuro, perché divino, della moralità;
Egli è la vera luce della coscienza umana: «Io sono
la luce del mondo. Chi viene dietro a me non cammina nelle tenebre».
Ad osservare la situazione della moralità pubblica, si direbbe
che gli uomini «hanno amato più le tenebre della luce»,
che una fitta nebbia avvolga l'umana società, nelle sue varie
ed articolate componenti. Vien fatto di pensare alla parabola del
buon grano e della zizzania: nel campo della storia il nemico dell'uomo
continua a seminare largamente il male.1
1 Alla
Assemblea Nazionale di "Reagire", 29 novembre 1982 |
Non temete la verità!

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