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GIOVANNI PAOLO II

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Non temete la verità!
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GIOVANNI PAOLO II

Non temete la verità!

 

Giovanni Paolo II

Lo sguardo di Giovanni Paolo II sulla società moderna è sincero e realistico: egli non teme di descrivere la situazione come e, impressionante e tragica, e non ha scrupolo di mettere il dito sulle piaghe che coprono le varie categorie di persone, indicando insieme le vie sicure per una società autenticamente umana.

Tre sono le realtà che emergono dalla sua parola sparsa in tutti i continenti e nelle situazioni locali più diverse:

• La crisi della fede in Dio, in Gesù e nella Chiesa; crisi di fede che è già preceduta dalla crisi della metafisica, e cioè dalla sfiducia nella conoscenza aggettiva della realtà da parte del pensiero. Nel secolo XX hanno fatto da maestri tre pensatori (i cosiddetti "maestri del sospetto"), che hanno dominato le menti con le loro dottrine: Marx, Freud e Nietzsche.

• Il degrado morale, conseguente atta crisi della fede, perché l'uomo vive come pensa. Dal relativismo ideologico è venuto come logica conseguenza il relativismo religioso ed etico. Netta società moderna domina in genere un'etica laica, che ha come direttiva il benessere del singolo e della società, non più illuminato dalla Trascendenza divina, che per la felicità umana terrena e ultraterrena ha dato la legge morale naturale e rivelata, ma guidato solo dal comune modo di pensare, legato al costume e ai mutamenti della storia. Non essendoci più dunque una legge morale oggettiva, trascendente, universale e cogente, emergono le passioni, gli istinti, gli interessi individuali, l'autonomia, la volontà di potenza. Vi è pure un'etica religiosa che si ispira ai dettami delle varie religioni stanche ed anche alle confessioni cristiane; ma è sempre un'etica instabile, incerta, contraddittoria, che può talvolta addirittura cedere alla superstizione o al fanatismo. L'unica vera etica è quella cristiana cattolica, perché rivelata da Dio, perfezionata ed elevata da Gesù Cristo e insegnata dal Magistero universale e perenne della Chiesa. Non accettando la fede cristiana cattolica, difficilmente si accetta la sua morale severa, rigorosa, esigente, anche se profondamente umana, equilibrata, consolante. Non si può sostenere il valore del De sexto se non si accetta il De Fide! Netta società laica domineranno sempre di più il groviglio delle passioni e quindi l'autonomia morale.

• L'impegno per la conversione a Cristo e al suo messaggio. Serietà e severità, che richiamano il rigore morale della croce, si trovano insieme a sentimenti di comprensione e di compassione.

In una conferenza sul tema "La crisi dell'uomo" tenuta a New York, alla Columbia University nel 1946, Albert Camus con estrema sincerità così diceva: «Se non si crede in niente, se niente da un senso e non riusciamo a trovare un valore in niente, allora tutto è permesso e niente importa. E allora non c'è né bene né male e Hitler non aveva né ragione né torto. C'è chi manda milioni di innocenti al crematorio e chi si dedica all'assistenza dei malati. C'è chi con una mano riduce orecchie a brandelli e con l'altra ne lenisce il dolore. Chi può rassettare la casa in presenza di torturati. Chi onora i morti e chi ne fa spazzatura. Tutti questi comportamenti si equivalgono. E poiché abbiamo pensato che nulla ha un senso, abbiamo dovuto concludere che ha ragione chi ha successo... Se niente è vero o falso, buono o cattivo, se l'unico valore è quello dell'efficienza, allora l'unica regola da seguire è quella che ci impone di essere il più possibile efficienti, in una parola i più forti. E di conseguenza il mondo non è più diviso in giusti e ingiusti, ma in padroni e schiavi. Ha ragione chi domina».

 

 

Non temete la verità!

 

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