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XX GMG - COLONIA

I discorsi del Papa

"La vera rivoluzione viene da Dio"

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"In vaste parti del mondo esiste oggi una strana dimenticanza di Dio. Sembra che tutto vada ugualmente anche senza di Lui. Ma al tempo stesso esiste anche un sentimento di frustrazione, di insoddisfazione di tutto e di tutti. Vien fatto di esclamare: non è possibile che questa sia la vita! Davvero no!"

L'incontro del Papa con i giovani, provenienti da tutto il mondo e riuniti nella spianata di Marienfeld, ha finalmente inizio con la Veglia di Preghiera. I canti, gli inni, gli applausi scroscianti hanno accompagnato l’arrivo della papa-mobile che ha percorso la spianata, improvvisamente colorata dallo sventolio delle bandiere, dei capellini, dei fazzoletti, il tutto accompagnato dalle note dell'Inno della GMG. Sono state portate sul palco la Croce delle Giornate Mondiali della Gioventù, l’icona di Maria, e la “Luce di Betlemme”, attinta dal luogo della Natività in Terra Santa. Il Papa ha quindi benedetto una campana che da ieri porta il nome di Giovanni Polo II.

Nel suo discorso il Papa ha rimarcato il percorso compiuto dai Magi per arrivare alla verità del proprio essere. I re dell’Oriente avevano il cuore inquieto ma erano certi che Dio esistesse e che fosse un Dio giusto e benigno. I Magi, ha detto il Papa, “si erano fatti pellegrini in cerca della giustizia che aspettavano da Dio, per potersi mettere al servizio di essa”. Dopo avere a lungo cercato e camminato, si trovano dinnanzi al Bambino: "Il nuovo Re, davanti al quale si erano prostrati in adorazione, si differenziava molto dalla loro attesa. Così dovevano imparare che Dio è diverso da come noi di solito lo immaginiamo. Si accorsero che il potere di Dio è diverso dal potere dei potenti del mondo".

I discorsi del Papa

A questo punto il Papa si sofferma su quella che è la vera potenza di Dio: “Il modo di agire di Dio è diverso da come noi lo immaginiamo e da come vorremmo imporlo anche a Lui. Dio in questo mondo non entra in concorrenza con le forme terrene del potere. Non contrappone le sue divisioni ad altre divisioni. A Gesù, nell’Orto degli ulivi, Dio non manda dodici legioni di angeli per aiutarlo. Egli contrappone al potere rumoroso e prepotente di questo mondo il potere inerme dell’amore, che sulla Croce – e poi sempre di nuovo nel corso della storia – soccombe, e tuttavia costituisce la cosa nuova, divina che poi si oppone all’ingiustizia e instaura il Regno di Dio”.

Benedetto XVI ha indicato la via dei Santi, citando le testimonianze del nostro tempo come Massimiliano Kolbe, Edith Stein, Madre Teresa, Padre. “Solo dai santi, solo da Dio viene la vera rivoluzione, il cambiamento decisivo del mondo. Non sono le ideologie che salvano il mondo, ma soltanto il volgersi al Dio vivente, che è il nostro Creatore, il garante della nostra libertà, il garante di ciò che è veramente buono e vero. La rivoluzione vera consiste unica-mente nel volgersi senza riserve a Dio che è la misura di ciò che è giusto e allo stesso tempo è l’amore eterno”.

Da questo deriva il fatto che non possiamo costruirci un Dio privato, un Gesù privato ma che crediamo e ci prostriamo davanti a quel Gesù che ci viene mostrato dalle Sacre Scritture e che nella grande processione dei fedeli chiamata Chiesa si rivela vivente. E parlando delle ricchezze di una Chiesa che “si può criticare” ma capace dell’abbraccio salvifico nei confronti di tutti gli uomini, ha sottolineato che “La Chiesa è come una famiglia umana, ma è anche allo stesso tempo la grande famiglia di Dio, mediante la quale Egli forma uno spazio di comunione e di unità attraverso tutti i continenti, le culture e le nazioni. Perciò siamo lieti di appartenere a questa grande famiglia; siamo lieti di avere fratelli e amici in tutto il mondo. Lo sperimentiamo proprio qui a Colonia quanto sia bello appartenere ad una famiglia vasta come il mondo, che comprende il cielo e la terra, il passato, il presente e il futuro e tutte le parti della terra. In questa grande comitiva di pellegrini camminiamo insieme con Cristo, camminiamo con la stella che illumina la storia”.

Mostrando tutta l’attualità della sequela in Cristo – ha concluso – "questa non è una storia lontana, avvenuta tanto tempo fa. Questa è presenza. Qui nell’Ostia sacra. Egli è davanti a noi e in mezzo a noi. Ci invita a quel pellegrinaggio interiore che si chiama adorazione". Quindi ancora canti ed il suggestivo arrivo alla collina della processione. Il pane eucaristico è stato portato nell’ostensorio ed esposto sull’altare per l’adorazione. Poi, dopo la preghiera dei fedeli, la benedizione eucaristica e migliaia di ragazzi si sono raccolti in preghiera adorando Cristo, Salvatore del mondo.

800 mila persone per un’adorazione eucaristica: un fatto come questo ha dell'incredibile. Si era abituati forse a pensare a Veglie molto animate da canti vivaci, grida e battimani, questa volta invecesi è voluto scommettere coraggiosamente sulla capacità di preghiera e di interiorità dei giovani che si è manifestato in un immenso prato fangoso sotto la volta del cielo. Una scommessa riuscita. Quindi i giovani, terminata la celebrazione, si sono preparati a trascorrere la notte nei sacchi a pelo.

Veglia
Le candele accese durante la veglia di preghiera [foto: A.G.]

 

"La libertà è lasciarsi conquistare dall'amore di Cristo"

Le note dei cori risvegliano qua e là i giovani che hanno trascorso la notte a Marienfeld. Molti sono coloro che stanno ancora arrivando. Alla fine risultano circa un milione i pellegrini presenti oggi per assistere alla Santa Messa presieduta da Benedetto XVI. In totale saranno quasi 800 i vescovi e 10.000 i sacerdoti prenderanno parte alla celebrazione in un clima decisamente poco favorevole, in cui il freddo si è fatto decisamente fatto sentire durante la notte e la nebbia si è alzata di prima mattina. Nel corso della celebrazione i il Papa pronuncia l'importante omelia che riassume tutto il senso di queste giornate.

Dall'altare posto sulla collina artificiale della spianata il Papa ha sottolineato come l'Eucaristia deve diventare il centro della nostra vita: "Il Corpo e il Sangue di Cristo – ha detto – sono dati a noi affinché noi stessi veniamo trasformati a nostra volta. Da qui la sottomissione a Cristo come atto del riconoscimento dell’amore assoluto. Una 'sottomissione' che diventa 'unione', però, perché Colui al quale ci sottomettiamo è Amore e rivela la più intima verità del nostro essere".

Purtroppo oggi si constata sempre più che la domenica viene privata di questa dimensione fondamentale: “È bello – precisa il Papa – che oggi, in molte culture, la domenica sia un giorno libero o, insieme col sabato, costituisca addirittura il cosiddetto 'fine-settimana' libero. Questo tempo libero, tuttavia, rimane vuoto se in esso non c’è Dio. Cari amici! Qualche volta, in un primo momento, può risultare piuttosto scomodo dover programmare nella domenica anche la Messa. Ma se vi ponete impegno, constaterete poi che è proprio questo che dà il giusto centro al tempo libero. Non lasciatevi dissuadere dal partecipare all’Eucaristia domenicale ed aiutate anche gli altri a scoprirla”.

Quindi si fa esplicito l'invito alla evangelizzazione che ogni cristiano è tenuto a compiere nel suo cammino: “Chi ha scoperto Cristo deve portare altri verso di Lui – ha aggiunto il Papa –. Una grande gioia non si può tenere per sé. Bisogna trasmetterla. Libertà non vuol dire godersi la vita, ritenersi assolutamente autonomi. Libertà vuol dire orientarsi secondo la misura della vita e del bene", e qui ha precisato quella che è la grande frustrazione vissuta da chi non conosce Dio.

Quindi ha richiamato a quelli che sono i rischi di una religione fai-da-te, sempre più frequente oggi: “Non di rado la religione diventa quasi un prodotto di consumo. Si sceglie quello che piace, e certuni sanno anche trarne un profitto. Ma la religione cercata alla maniera del ‘fai da te’ alla fin fine non ci aiuta. È comoda, ma nell’ora della crisi ci abbandona a noi stessi. Aiutate gli uomini a scoprire la vera stella che ci indica la strada: Gesù Cristo! Cerchiamo noi stessi di conoscerlo sempre meglio per poter in modo convincente guidare anche gli altri verso di Lui. Per questo è così importante l’amore per la Sacra Scrittura e, di conseguenza, importante conoscere la fede della Chiesa che ci dischiude il senso della Scrittura”.

Infine ha evidenziato l'importanza dell’aiuto per il prossimo: “Non dobbiamo, ad esempio, abbandonare gli anziani alla loro solitudine, non dobbiamo passare oltre di fronte ai sofferenti. Io so che voi come giovani aspirate alle cose grandi, che volete impegnarvi per un mondo migliore. Dimostratelo agli uomini, dimostratelo al mondo, che aspetta proprio questa testimonianza dai discepoli di Gesù Cristo”.

Prima dell’Angelus il Papa, tra gli applausi festanti della folla dei giovani, ha annunciato che la prossima GMG si terrà a Sydney, in Australia, nel 2008. Quindi ha congedato tutti i presenti nelle varie lingue e con queste parole si è rivolto agli italiani: “Cari amici di lingua italiana! Volge ormai al termine la ventesima Giornata Mondiale della Gioventù, ma questa celebrazione eucaristica continua nella vita: portate a tutti la gioia di Cristo, che qui avete incontrato”. E il Papa, sorridente, ha benedetto le migliaia di ragazzi in festa e si è avviato alla papa-mobile. I giovani, ricevuto il mandato missionario, adesso già hanno le loro menti rivolte a Sydney 2008.

 

I DISCORSI DEL PAPA ALLA GMG

Tutti i discorsi del Papa tenuti a Colonia
Veglia con i giovani nella Spianata di Marienfeld (20/08/2005)
Omelia alla Santa Messa nella spianata di Marienfeld (21/08/2005)

 

BENEDETTO XVI

 

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