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GMG
Le Giornate Mondiali della Gioventù
La
Giornata Mondiale della Gioventù costituisce la giornata della Chiesa per i giovani e con i giovani. La sua proposta non si pone in alternativa della pastorale giovanile svolta ordinariamente, spesso con grande sacrificio e abnegazione. Essa vuole piuttosto rinsaldarla offrendole nuovi stimoli d'impegno, mete sempre più coinvolgenti e partecipate. Puntando a suscitare crescente fervore nell'azione apostolica tra i giovani, non vuole certo isolarli dal resto della comunità, bensì renderli protagonisti di un apostolato che contagi le altre età e situazioni di vita nell'ambito della nuova "evangelizzazione".
I vari momenti in cui si articola una Giornata Mondiale costituiscono nel loro insieme una sorta di vasta catechesi, un annuncio del cammino di conversione a Cristo, a partire dalle esperienze e dagli interrogativi profondi della vita quotidiana dei destinatari. La Parola di Dio ne è il centro, la riflessione catechistica lo strumento, la preghiera l'alimento, la comunicazione e il dialogo lo stile.
Da una Giornata Mondiale il giovane può trarre una forte esperienza di fede e di comunione, che lo aiuterà ad affrontare le domande profonde dell'esistenza e ad assumere responsabilmente il proprio posto nella società e nella comunità ecclesiale.
Nel corso degli indimenticabili Incontri mondiali, l'amore gioioso e spontaneo dei giovani verso Dio e verso la Chiesa mi ha spesso commosso. Essi hanno raccontato storie di sofferenza per il Vangelo, di ostacoli apparentemente insormontabili superati con l'aiuto divino; hanno parlato della loro angoscia di fronte ad un mondo tormentato dalla disperazione, dal cinismo e dai conflitti. Dopo ogni Incontro, ho sentito più vivo il bisogno di lodare Dio che rivela ai giovani o segreto del suo Regno (cf. Mt 11,25).
L'esperienza delle Giornate Mondiali invita tutti noi, Pastori ed operatori della pastorale, a riflettere costantemente sul nostro ministero in mezzo ai giovani e sulla responsabilità che abbiamo di presentare loro la verità piena su Cristo e sulla sua Chiesa. Come non leggere nella loro partecipazione massiccia, disponibile ed entusiasta la costante richiesta di essere accompagnati nel pellegrinaggio di fede, nel viaggio che compiono in risposta alla grazia di Dio operante nei loro cuori?
Essi si rivolgono a noi perché li conduciamo a Cristo che, solo, ha parole di vita eterna (cf. Gv 6,68). Ascoltare i giovani e insegnare loro richiede attenzione, tempo e sapienza. La pastorale giovanile costituisce una delle priorità della Chiesa alle soglie del terzo millennio.
Con il loro entusiasmo e la loro esuberante energia, i giovani chiedono di essere incoraggiati a diventare "protagonisti dell'evangelizzazione e artefici del rinnovamento sociale" (Christifideles laici, 46). In tal modo i giovani, nei quali la Chiesa riconosce la sua stessa giovinezza di Sposa di Cristo (cf. Ef 5,22-33), non solo vengono evangelizzati, ma diventano essi stessi evangelizzatori che portano il Vangelo ai loro coetanei, compresi quanti sono estranei alla Chiesa e non hanno ancora udito la Buona Novella.
Giovanni Paolo II
dal Vaticano 8 Maggio 1996 |