| 
TEOLOGIA






|
LA STORICITÀ DI GESÙ
E voi chi dite che io sia? (Mc 9,29)
«Il cristianesimo non è una teoria della Verità, o una interpretazione della vita. Esso è anche questo, ma non in questo consiste il suo nucleo essenziale. Questo è costituito da Gesù di Nazareth, dalla sua concreta esistenza, dalla sua opera, dal suo destino – cioè da una personalità storica».
(Romano Guardini, L'essenza del cristianesimo)
Chi è – o chi fu – Gesù di Nazareth? Paradossalmente, proprio in un'epoca come la nostra, così profondamente segnata dalla secolarizzazione, questa domanda ricorre continuamente. Gesù è un personaggio che interessa, che non lascia indifferenti; è un personaggio che suscita le più diverse reazioni, che vanno dall'ammirazione e dalla fede al disprezzo e all'irrisione. E ciò non da oggi.
Indubbiamente la figura di Gesù è assai complessa; ma ciò si può dire di ogni grande personalità religiosa: di Buddha, per esempio, e di Maometto. E tuttavia, né attorno a Buddha né attorno a Maometto si è combattuto e si combatte la battaglia che c'è stata e c'è attorno a Gesù. Perché?
Probabilmente, la spiegazione profonda va cercata in una caratteristica esclusiva della sua figura. Infatti, fra tutti i grandi personaggi religiosi della storia, Gesù è l'unico che ha legato il destino eterno degli uomini alla fede nella sua persona. Gesù – come non ha fatto nessun altro uomo nella storia – non solo ha posto il problema dell'esistenza umana, ma ha anche legato tale senso alla sua persona e al suo messaggio.
Ecco perché nessun uomo che non sia chiuso al drammatico problema della ricerca del senso della vita e s'interroghi perciò sul destino dell'uomo, non può non porsi il problema di Gesù: non può cioè non chiedersi chi sia Gesù e quale valore abbia la sua pretesa, non può non rispondere a una precisa domanda che un giorno Gesù rivolse ai suoi discepoli e che lungo la storia non cessa – in un modo o in un altro – di rivolgere a ogni uomo che viene in questo mondo: "E voi chi dite che io sia?" (Mc 9,29).
INDICE DELLA NOSTRA TRATTAZIONE:
- Il problema di Gesù
- Il valore storico dei vangeli
- Gesù nella storia: una vita che non si chiude con la morte
- Gesù: una personalità sorprendente
- L'insegnamento di Gesù
- I miracoli di Gesù
- Gesù in lotta col male
- La morte salvifica di gesù sulla croce
- Gesù, Messia e Figlio di Dio
- Il fatto della risurrezione di Gesù
I LIBRI PER APPROFONDIRE
Un ebreo marginale
L'argomento presente in questa sezione del sito è ripreso dai 4 volumi di John P. Meier Un ebreo marginale. Ripensare il Gesù storico editi in Italia da Queriniana e che costituiscono un tentativo di risposta al più grande enigma della ricerca religiosa moderna: chi era Gesù? John P. Meier ha iniziato nel 1991 quest'opera in quattro volumi nella quale si può trovare una equilibrata discussione sui principi metodologici e critici della ricerca, con una lunga discussione preliminare sulle fonti giudaiche, pagane ed apocrife (quest'ultime eccessivamente sopravvalutate in ambiente americano).
|
Carlo Maria Martini e la storicità dei vangeli
I testi che la Chiesa riconosce come autentici sono dei resoconti che hanno un fondamento storico oppure la rielaborazione tardiva delle idee della prima comunità cristiana? Vanno letti come racconti di cronaca, con date, fatti, avvenimenti, stati d'animo e persino orari oppure hanno un valore simbolico, allegorico, sganciato dalla realtà? Esiste un Gesù storico diverso dal Gesù della fede? I miracoli narrati nei Vangeli sono davvero accaduti?
«Lo studio delle origini cristiane» sostiene Martini, «comporta diversi aspetti: la conoscenza delle lingue antiche in cui furono scritti i libri della Bibbia, lo studio dell'archeologia, delle culture, della storia, insomma l'avvicinamento alle fonti che parlano di Gesù e del suo tempo. C'è un'altra cosa assai importante: lo studio di tutte le interpretazioni su Gesù. Non mi sono mai accontentato soltanto delle interpretazioni positive, benevole e ho voluto leggere attentamente, ascoltare con serietà e lasciarmi mettere in questione da tutti gli interpreti razionalisti, atei, riduttivi che cercano di interpretare la figura di Gesù in maniera puramente umana o mitica. Così ho passato diversi anni in questo lavoro di lettura, confronto, fatica, talora di ansia, di tensione perché si tratta di una ricerca appassionante che mette di fronte a interrogativi molto gravi. Ma sempre di più si facevano in me chiare le evidenze della storia di Gesù: non si può eludere la sua figura, non si può negare fede alle fonti antiche su di lui senza smentirsi, senza entrare in una qualche contraddizione col metodo di ricerca. Un metodo che voglia risolvere in maniera riduttiva le fonti su Gesù mostra, prima o poi, i suoi punti deboli. Per me l'avere scoperto tutto questo nella fatica quotidiana, nel contatto, nell'incontro, nello sforzo di rendere ragione a tutte le obiezioni possibili, è stato certamente un grandissimo aiuto. E sono giunto a ritenere che la storia di Gesù è nel suo insieme del tutto inattaccabile: Gesù ha detto ciò che ha detto, ha compiuto opere grandi, ha compiuto miracoli, è morto sulla croce sotto Ponzio Pilato, è stato visto vivo dai suoi. È stato una personalità unica nella storia e le sue parole serie sull'uomo ci interpellano necessariamente: "Credi? Accogli, mi dai fiducia? Credi che ti parlo in nome di Dio?". Ecco dove giunge il cammino: alla chiarezza ineludibile della parola di Dio. La richiesta per ciascuno di noi è allora di fare, con i mezzi a nostra disposizione, un po' questo cammino per conoscere la certezza su Gesù e sulle sue parole. Gesù dice al cieco guarito: "Tu hai visto il Figlio dell'uomo: colui che parla con te, è lui". Anche noi, nella ricerca storica su Gesù arriviamo al momento dell'interrogativo ineludibile: "Credi o no a ciò che questa persona seriamente ti dice?". Vorrei che tanti facessero questo cammino» spiega ancora l'arcivescovo, «ciascuno a suo modo, per chiarire sempre di più la certezza che si porta dentro e che è il dono della fede, il dono dello Spirito Santo in noi, certezza che si fonda sulla roccia della storia, della verità, della ragionevolezza». |
|
La storicità di Gesù

|