|  TEOLOGIA






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LA STORICITÀ DI GESÙ
7. I miracoli di Gesù
I miracoli e le concezioni contemporanee
IN CHE MODO LO STORICO TRATTA I RACCONTI DI MIRACOLI – Possono accadere i miracoli? Accadono veramente? Sul piano logico il problema della possibilità e dell'effettivo realizzarsi dei miracoli è la prima domanda che qualsiasi studioso si pone quando deve affrontare l'argomento dei miracoli di Gesù. Ma simili questioni, legittime in ambito filosofico e teologico, sono illegittime o quanto meno irrisolvibili all'interno di una indagine storica. Non è compito dello storico stabilire la possibilità e accertarsi dell'accadere del miracolo. Lo storico può semplicemente verificare dai documenti che ha tra mano che alcuni avvenimenti sono attestati come tali da testimoni oculari.
CHE COS'É IL MIRACOLO? – Una adeguata definizione in termini generali potrebbe essere la seguente. Il miracolo è:
- un evento insolito, sorprendente, o straordinario, che in linea di principio è percepibile da qualsiasi osservatore interessato o "mentalmente onesto";
- un evento che non trova alcuna spiegazione ragionevole nelle capacità umane o in altre forze note che operano nel nostro mondo spaziotemporale;
- un evento che è il risultato di un atto speciale di Dio, che opera quello che nessuna potenza umana è in grado di fare.
UN ESEMPIO CONCRETO – Davanti a un miracolo, quello che lo storico – o il filosofo o il medico – può dire nella sua capacità professionale è che, dopo un esame esauriente della documentazione, non è possibile trovare una causa ragionevole o una spiegazione adeguata di un particolare evento straordinario. Lo storico può anche debitamente registrare che un tale evento straordinario ha avuto luogo entro un contesto religioso e che alcuni partecipanti e osservatori sostengono che si sia trattato di un miracolo. Un esempio concreto di tutto questo avviene al santuario di Lourdes in Francia, dove esiste un ufficio medico costituito (all'occasione) da medici di diverse fedi o senza fede. Per questo, a priori, non è possibile rifiutare il fatto che Gesù abbia potuto compiere miracoli e li abbia fatti. Certo, però, che la Cafarnao del primo secolo non è la Lourdes del secolo ventesimo e non abbiamo a disposizione resoconti medici dettagliati, interviste personali o sistemi di rilevamento. Abbiamo solo i vangeli!
I MIRACOLI E LE CONCEZIONI ANTICHE – Passando dalle concezioni moderne a quelle antiche troviamo che per gli antichi il problema dei miracoli si presenta in termini esattamente opposti. Certo, lo scetticismo e la negazione si riscontra anche fra numerosi esponenti della élite greca o romana (Epicureo, Lucrezio, Cicerone, Luciano); nel complesso, però, l'antico mondo grecoromano è un mondo nel quale i miracoli erano accettai come parte del paesaggio religioso. Il problema fondamentale è, dunque, l'accettazione scontata.
PARALLELI PAGANI E GIUDAICI AI MIRACOLI DEI VANGELI – Una valutazione adeguata dei racconti di miracolo pagani, ebraici e dei vangeli comporta sia differenze che somiglianze. Una attenta analisi permette di fare tre osservazioni:
- molti documenti pagani e giudaici risalgono a secoli successivi
ai quattro vangeli;
- talune volte il materiale "parallelo" non lo è
in realtà ai vangeli nei punti cruciali (Gesù è
operatore di miracoli, non li chiede semplicemente);
- come potevano esprimersi diversamente autori di un medesimo
periodo?
I MIRACOLI E LA MAGIA – Strettamente legata alla rivendicazione dei miracoli era la pratica diffusa della magia. Dai documenti che abbiamo si possono ricavare caratteristiche diametralmente opposte tra la tipologia dei miracoli compiuti da Gesù e i gesti magici rivendicati da altre personalità.
| Miracoli di Gesù |
Atti di magia |
Contesto di fede-fiducia
tra uomo e divinità |
Manipolazione di forze soprannaturali |
Richiesta di aiuto o appello alla fede |
Benefici abbastanza meschini |
Espressioni stringate ma intelligibili |
Ogni richiesta è un caso a sé |
Volontà personale
del taumaturgo |
Il mago non opera
in una cerchia di discepoli |
Contesto di preghiera-affidamento
al Padre |
Formule lunghe
e incomprensibili |
Segni del regno che viene
ed è presente |
Segretezza della
magia operata |
Mai punitivi nei riguardi di altri |
Causa di malattie e morte dei nemici |
Di fatto, a Gesù nei vangeli non viene mai applicata l'etichetta di "mago", né lui usa tale termine – conosciuto nel Nuovo Testamento, per definire la sua attività.
I MIRACOLI DI GESU NEI VANGELI – Il fatto storico che Gesù abbia compiuto gesti straordinari ritenuti miracoli è comprovato decisamente dal criterio dell'attestazione molteplice delle fonti e delle forme e dal criterio della coerenza, per la nitida correlazione tra le parole e le azioni di Gesù che emerge dalle fonti stesse.
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Gli esorcismi di Gesù
Sono i tipi di miracolo più frequentemente attestati
nei vangeli. Dei sette riferimenti a singoli esorcismi nei sinottici,
quello del ragazzo epilettico (Mc 9,14-29), di Maria
Maddalena (Lc 8,2) e dell'indemoniato di Gerasa
(Mc 5,1-20) sembrano risalire con molta attendibilità
a eventi accaduti durante ministero pubblico di Gesù.
Pure la fonte Q conferma che Gesù abbia compiuto esorcismi.
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Le guarigioni operate da Gesù
Anche le guarigioni sono molto attestate e possono essere attribuite
a quattro diverse categorie fondamentali:
a) quattro racconti di persone paralizzate;
b) tre racconti di persone cieche;
c) due racconti di persone affette da lebbra;
d) e una categoria che riunisce varie infermità fisiche
che ricorrono solo una volta (sei casi diversi).
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Il risuscitamento di persone defunte
Anche la tradizione secondo cui Gesù abbia riportato
in vita persone defunte (la figlia di Giairo; il figlio della
vedova di Nain; Lazzaro) gode di una impressionante attestazione
molteplice nelle fonti: Marco, Giovanni, L e Q.
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I cosiddetti miracoli sulla natura
Sono quelli riferibili a "eventi naturali" (camminare
sulle acque, moltiplicare i pani, sedare il vento) e sembrano
essere stati creati dalla chiesa primitiva in funzione di vari
obiettivi teologici, con la sola eccezione del cibo distribuito
alla moltitudine, attestato da molti racconti e coerente con
l'abitudine di Gesù di intrattenersi in banchetti
gioiosi carichi di significato escatologico.
IN CONCLUSIONE – L'affermazione che Gesù ha operato da esorcista e guaritore e tale è stato considerato durante il suo ministero pubblico vanta in suo favore molta e solida documentazione storica, al pari di quasi tutte le altre affermazioni che possiamo fare sul Gesù della storia. In verità, in quanto affermazione globale su Gesù e il suo ministero, essa gode di un'attestazione di molto migliore rispetto a numerose altre asserzioni fatte su Gesù, asserzioni che spesso vengono date per scontate. Ampiamente presente nei vangeli e senza dubbio nel suo ministero concreto, l'attività taumaturgica di Gesù ha ricoperto un ruolo essenziale nella sua capacità di attirare l'attenzione, si in senso positivo che in senso negativo. La sua attività di taumaturgo non solo ha sostenuto, ma ha anche drammatizzato e messo in atto il suo messaggio escatologico e può darsi che abbia contribuito in qualche misura a suscitare tra le autorità quell'allarmismo che alla fine gli procurò la morte.
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