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LA STORICITÀ DI GESÙ

4. Gesù, una personalità sorprendente

 

Le radici della persona

IL SIGNIFICATO DI UN NOME – Tutto quanto riguarda Gesų fu complicato, compreso il nome. La forma del nome Gesų deriva dal nome ebraico Yēsû forma abbreviata del pių antico e corretto Yēsûa' a sua volta forma abbreviata del nome del grande eroe biblico Giosuč figlio di Nun, in ebraico Yehôsûa' il successore di Mosč e guida del popolo di Israele nella terra promessa. "Gesų" rimase un nome popolare tra i giudei fino all'inizio del II sec. d.C., quando probabilmente la venerazione cristiana per Gesų Cristo portō i giudei a interrompere l'uso di Yēsûa' e Yēsû come nomi di persona, mentre ripresero "Giosuč" come forma comune. Per riverenza, i cristiani in generale (eccetto quelli di tradizione spagnola e latino-americana) non hanno usato "Gesų" per chiamare i loro figli: di conseguenza il nome li colpisce come raro e sacro. Nel I sec. d.C., invece. era un nome cosė diffuso che si dovevano aggiungere frasi descrittive come "di Nazaret" o "il Cristo" per distinguerlo da altre persone.

Gli antichi nomi ebraici erano normalmente una forma abbreviata di una frase che spesso proclamava qualcosa di Dio (nomi teofanici). Il nome Giosué in origine significava "YHWH aiuta" e una volta persa l'etimologia originale, quella popolare lo interpretò come "YHWH salva". Inoltre, nel contesto della Galilea del I sec. non è un caso che tutti i parenti di Gesù portino nomi che richiamano i patriarchi, l'esodo dall'Egitto e l'ingresso nella terra promessa (Giuseppe, Maria [Miriam], Giacomo [Giacobbe], Joses [Giuseppe], Simone e Giuda): segno di risveglio dell'identità nazionale e religiosa giudaica.

NASCITA E DISCENDENZA – Bisogna accostarsi con cautela ai racconti dell'infanzia che si trovano nei capitoli 1 e 2 di Matteo e di Luca: ricorrono solo qui e stanno in un relativo isolamento; quasi tutti i testimoni degli avvenimenti attorno alla nascita di Gesù erano morti o indisponibili per la chiesa primitiva; presentano tensioni e contraddizioni. Il luogo della nascita di Gesù è certo problematico: solo Mt 2 e Lc 2 fanno riferimento a Betlemme. Altrove, anche in Matteo e in Luca, Gesù e semplicemente Gesù di Nazaret, Gesù il Nazareno, o Gesù il Nazoreo. Solo Gv 7,43 fa riferimento a Betlemme, ma in un contesto di "ironia giovannea". Diverso è il discorso della discendenza davidica, determinata dalla genealogia di Giuseppe che, secondo la mentalità ebraica, in quanto padre legale di Gesù è il vero padre. Inoltre è attestata da diverse fonti: cfr Rm 1,3-4; 2Tm 2,8; Mc 10,47; 12,35-37; Mt 9,27; 12,23; 15,22; 20,30; 21,9.15; 22,42-45; Lc 3,31; 18,38.39; 20,42-44; At 2,25-31; 13,22-23; Eb 7,14; Ap 3,7; 5,5; 22,16.

Anche il concepimento verginale di Gesù, affermato solo in Mt 1,18-25 e Lc 1,26-38, risale a una tradizione più antica dei due vangeli e non si tratta di una "leggenda tardiva" creata alla fine del I sec. né deriva da idee pagane di fecondazione da parte di un dio. Una possibile fonte della tradizione del concepimento verginale (normalmente non considerata in ambiti discreti) è la possibilità che Gesù sia stato concepito o sia nato fuori del vincolo matrimoniale. L'accusa di illegittimità non è nuova – basti pensare alle tradizioni giudaiche su di una persona chiamata "Ben Pandera" o "Ben Pantera" (cfr il racconto di Celso del 178 d.C.) – e qualche studioso vede alcuni accenni anche nei vangeli: Mc 6,3 e Gv 8,41 (ma è un po' fantasioso). Con molta versosimiglianza, il racconto dell'illegittimità di Gesù non risale a prima della meta del II sec., poiché Giustino martire discute ampiamente con il giudeo Trifone del concepimento verginale, ma Trifone non replica mai con l'accusa di illegittimità (cfr Dialogo con Trifone del 150 d.C. circa).

LINGUA, EDUCAZIONE E CONDIZIONE SOCIO-ECONOMICA – Quale lingua parlava Gesù? Il problema è complesso, in quanto rispecchia la complessa situazione della Palestina del I sec., come un paese "quadrilingue". Cresciuto a Nazaret, parlava probabilmente aramaico come sua lingua quotidiana, pur imparando a sufficienza l'ebraico nella locale sinagoga. Quando cominciò ad apprendere il mestiere di falegname da Giuseppe, avrà trovato utile o addirittura necessario, acquisire qualche frase di greco per scopi commerciali. Le frequenti visite della sua famiglia a Gerusalemme per le grandi feste lo avranno messo maggiormente a contatto con il greco di quella città poliglotta. È verosimile l'ipotesi della sua capacità di leggere il testo sacro. Gesù, il falegname di Nazaret, era povero per i nostri moderni standars, benché relativamente alla sua società non fosse più povero della maggioranza dei galilei: non conoscendo l'indigenza lacerante dei coltivatori spossessati, dei mendicati della città, dei braccianti agricoli a giornata o degli schiavi rurali, non era in fondo alla scala socioeconomica.

FAMIGLIA, STATO CIVILE E STATO LAICALE – Sua madre era Maria, suo padre putativo Giuseppe. Abbiamo notizie di quattro fratelli di Gesù e almeno di due sorelle anonime. Come figlio primogenito, Gesù sarebbe stato oggetto dell'attenzione speciale di Giuseppe, sia nell'approfondimento di un mestiere che in vista della sua educazione religiosa. Il fatto che Giuseppe sia notevolmente assente durante il suo ministero pubblico è spiegato al meglio dall'idea tradizionale che fosse già morto. La madre, i fratelli e le sorelle di Gesù erano ancora in vita nel periodo del suo ministero, benché non senza qualche tensione tra loro e Gesù (cfr Mc 3,21; Gv 7,5; Mc 3,31-35 e paralleli). Di fronte a tutta questa informazione sui membri della famiglia di Gesù, il silenzio totale su una moglie o sui figli è da intendere come indicazione che Gesù scelse il percorso molto inusuale – ma non sconosciuto – del celibato. Gesù nacque come ebreo laico, condusse il suo ministero come ebreo laico e morì come ebreo laico. Non c'è alcuna tradizione storica attendibile che fosse di discendenza levitica o sacerdotale. Anzi, proprio con i gruppi sacerdotali non ebbe un buon rapporto (vedi i sadducei). L'ostilità dei sacerdoti contro Gesù di Nazaret è assoluta. Solo in Eb 7,15ss Gesù è definito "sommo sacerdote", ma spesso si dimentica quanto viene detto subito dopo: non solo Gesù non è sacerdote secondo il punto di vista ebraico, ma neppure dal punto di vista cristiano!


La personalità di Gesù di Nazaret

I vangeli non danno un ritratto di Gesù di Nazaret né fisico né morale; anzi, non paiono interessati a tratteggiare la sua figura, preoccupati soprattutto di trasmettere il suo messaggio e narrare quanto egli ha compiuto. Tuttavia è possibile, scorrendo i vangeli, venire a contatto con la personalità di Gesù, tanto essa è straordinaria e capace di rivelarsi attraverso quello che egli dice e fa.

I TRATTI ESTERIORI – Non sappiamo nulla della sua figura fisica, ma dalla sua persona doveva emanare un fascino particolare, come mostra l'entusiasmo delle folle che lo seguivano. Questo fascino doveva esprimersi specialmente nel suo sguardo, spesso ricordato nelle pagine evangeliche.

LA VITA INTERIORE – In lui l'umanità sembra aver raggiunto il suo vertice. In Gesù, infatti, si trova mirabilmente fuso tutto ciò che fa grande l'uomo: magnanimità e umiltà; fortezza e dolcezza d'animo; intelligenza viva e squisita sensibilità; forte senso dell'amicizia; santità e vicinanza a Dio e amore per i peccatori; premura per i poveri e gli ammalati, tenerezza per i bambini e per gli umili e sdegno profetico per l'ipocrisia e per l'orgoglio; elevatezza di pensiero e semplicità dell'esprimersi; libertà assoluta di fronte agli uomini e totale disponibilità al servizio di Dio e dei poveri; coraggio nell'affrontare la sofferenza e silenziosa accettazione di una morte ingiusta e crudele. Chi è, dunque, Gesù di Nazaret?

 

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La storicità di Gesù

 

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