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LA STORICITÀ DI GESÙ

3. Gesù nella storia
Una vita che non si chiude con la morte

 

La costruzione di una cronologia della vita di Gesù


LA CORNICE TEMPORALE FONDAMENTALE (26-36 d.C.) I quattro vangeli, gli Atti, Flavio Giuseppe e Tacito concordano sul fatto che Gesù fu messo a morte durante l'amministrazione di Ponzio Pilato, il governatore della Giudea. Grazie a Flavio Giuseppe e ad ulteriori informazioni fornite da Filone, Tacito, Svetonio, Dione Cassio ed Eusebio, possiamo calcolare che Pilato detenne il suo incarico dal 26 al 36 d.C. (o all'inizio del 37 d.C.).

Tenendo presente i dati delle lettere di Paolo, così come l'iscrizione extrabiblica di Delfi, che menziona Gallione come proconsole dell'Acaia, possiamo stabilire l'arrivo di Paolo a Corinto per il suo secondo viaggio missionario attorno al 49-51 d.C.; di conseguenza, se consideriamo tutti gli avvenimenti della storia della chiesa primitiva che si sono verificati tra la morte di Gesù e l'arrivo di Paolo a Corinto nel 50 d.C. circa, è quasi impossibile collocare l'esecuzione di Gesù alla fine del governatorato di Pilato. Gesù, quindi, morì approssimativamente alla fine degli anni venti o all'inizio degli anni trenta del I secolo d.C. In aggiunta, Flavio Giuseppe tende a confermare un'idea esplicitata in Lc 3,1, vale a dire che tutto il ministero di Gesù si svolse durante l'amministrazione di Ponzio Pilato, cioè tra il 26 e i primi anni trenta della nostra era.

RESTRINGENDO LA CORNICE TEMPORALE: GESU MUORE TRA IL 28 E IL 33 d.C. – L'impressione che Gesù abbia operato, più o meno, verso la fine degli anni venti è rafforzata dal "sincronismo" in Lc 3,1-2, dove l'evangelista collega i regni dei vari governatori con l'inizio del ministero di Giovanni Battista: «Nell'anno decimoquinto dell'impero di Tiberio Cesare [che regnò come unico imperatore dal 14 al 37 d.C.], mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea [26-36 d.C.], Erode tetrarca della Galilea [governò dal 4 a.C. al 39 d.C.], e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturèa e della Traconìtide [dal 4 a.C. al 33/34 d.C.], e Lisània tetrarca dell'Abilène [date sconosciute], sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa [che fu sommo sacerdote dal 18 al 36 d.C.], la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto».

ALL'ALTRO ESTREMO: GESÙ NACQUE NON MOLTO PRIMA DELLA MORTE DI ERODE IL GRANDE (4 a.C.) – Sia Matteo che Luca – due fonti differenti – acconsentono sul fatto che Gesù nacque durante il regno di Erode il Grande (37-4 a.C.). Per questo Gesù non nacque dopo il 4 a.C.; leggendo poi i racconti dell'infanzia in Matteo, Gesù è presentato come un bambino di uno o due anni al tempo della persecuzione di Erode. Dunque Gesù nacque qualche anno – ma non molti anni – prima che Erode morisse. Il paradosso che Gesù sia nato un po' prima del 4 a.C. è dovuto a un errore di calcolo del monaco Dionigi il Piccolo che nella metà del VI sec. d.C., calcolò male l'anno della morte di Erode e di conseguenza quello della nascita di Gesù. Dionigi pensava che l'1 d.C. equivalesse al 754 dalla fondazione di Roma, in realtà sbagliava di almeno 4 anni, perché Erode morì nel 750 dalla fondazione di Roma.

CONFERMA DA Lc 3,23 Un indizio indiretto ma indipendente che la collocazione di Matteo della nascita di Gesù verso la fine del regno di Erode possa essere storica si trova nell'affermazione di Luca che, quando Gesù cominciò il suo ministero pubblico, «aveva circa trent'anni» (Lc 3,23). Se tale ministero ebbe inizio intorno al 27-29 d.C., l'espressione ci sarebbe di aiuto per calcolare la data di nascita di Gesù e di determinarla pochi, ma solo pochi, anni prima del 4 a.C.

CONFERMA DEL QUADRO GENERALE DA Gv 8,57 e 2,20 La tradizione indipendente di Giovanni, in due testi (8,57 e 2,20) può offrire una modesta conferma.


Cercando di essere più precisi

IL 15° ANNO DI TIBERIO CESARE – "Il quindicesimo anno di Tiberio" è un dato ambiguo e può riferirsi a qualunque anno tra il 26 e il 29 d.C. Tutti i più importanti storici romani contano dal 14 d.C., l'anno della morte di Augusto, il primo anno del regno di Tiberio. È quindi probabile che Luca calcoli il quindicesimo anno dal 14 d.C. e – come era comune nel mondo antico – utilizzi un calcolo inclusivo (cioè include nel calcolo i due anni della estremità della serie). Se Luca utilizzò il calendario giuliano, il 28 d.C. coincide esattamente con il quindicesimo anno di Tiberio.

LE DATE DELL'ULTIMA CENA E DELLA CROCIFISSIONE DI GESÙ – Tutti i vangeli collocano l'ultima cena alla sera del giovedì e la crocifissione, morte e sepoltura prima del tramonto del venerdì, come si ricava andando a ritroso nel calcolo, dal momento che tutti i vangeli affermano che il giorno dopo la crocifissione di Gesù era lo Shabbat giudaico, cioè, sabato. Specificando le date, si vede la discrepanza tra i sinottici e Giovanni: i sinottici descrivono la cena di giovedì come un banchetto pasquale (era dunque il 14 di nisan e Gesù morì il 15 di nisan, venerdì, pasqua giudaica, seguita dal sabato, 16 di nisan). In Giovanni, invece, nulla fa pensare a una cena pasquale, che doveva essere mangiata il giorno seguente: dunque quel giovedì era il 13 di nisan, mentre la pasqua cadeva tra la sera di venerdì 14 di nisan (giorno della morte di Gesù) e sabato 15 di nisan (e per questo era "un giorno importante quel sabato", secondo Gv 19,31). La cronologia giovannea sembra, a tutti gli effetti, la più attendibile.

L'ANNO DELLA MORTE DI GESÙ E LA DURATA DEL SUO MINISTERO – Se la cronologia della passione di Giovanni è la più verosimile, ci fornisce l'anno esatto in cui Gesù morì? Certo, da quanto detto, la sua morte non avvenne prima del 28 d.C., inizio del suo ministero, ma va collocata tra il 29 e il 34 d.C. Ora, gli unici anni in cui il 14 di nisan cadde di giovedì sono il 30 d.C. (venerdì 7 aprile) e il 33 d.C. (venerdì 3 aprile). E il 30 d.C. sembra essere la data più verosimile della morte di Gesù, poiché il suo ministero non durò più di due anni e qualche mese.

RIEPILOGO FINALE – L'oggetto proprio della fede cristiana non è e non può essere un'idea o una ricostruzione scientifica, per quanto attendibile. Per il credente, l'oggetto della fede cristiana è una persona vivente, Gesù Cristo, che assunse pienamente una vera esistenza umana sulla terra nel I sec. d.C., ma che ora vive, risorto e glorificato, per sempre alla presenza del Padre. E tuttavia, la ricerca del Gesù storico ricorda ai cristiani che la fede in Cristo non è solo un vago atteggiamento esistenziale o un modo di essere nel mondo. La fede cristiana è l'affermazione e l'adesione a una particolare persona.

Gesù di Nazareth nacque – più verosimilmente a Nazareth e non a Betlemme – nel 6 o 7 a.C. circa, qualche anno prima della morte di Erode il Grande (4 a.C.). Dopo una educazione non straordinaria in una famiglia devota di contadini giudei nella bassa Galilea, fu attratto dal movimento di Giovanni Battista, che cominciò il suo ministero nella valle del Giordano verso la fine del 27 d.C. o all'inizio del 28. Battezzato da Giovanni, subito, per conto suo, Gesù cominciò, agli inizi del 28, il suo ministero pubblico, quando aveva circa trentatré o trentaquattro anni. Alternò regolarmente la sua attività tra la nativa Galilea e Gerusalemme (inclusa l'area circostante della Giudea), salendo alla città santa per le grandi feste, quando grandi folle di pellegrini potevano garantire un uditorio che altrimenti non avrebbe potuto raggiungere. Questo ministero si protrasse per due anni e pochi mesi. Nel 30 d.C., mentre Gesù era a Gerusalemme per l'approssimarsi della festa di pasqua, evidentemente ebbe la sensazione che la crescente ostilità nei suoi confronti stesse per raggiungere il culmine. Celebrò un solenne banchetto di addio con il gruppo più ristretto dei suoi discepoli un giovedì sera, il 6 aprile secondo il nostro computo moderno, l'inizio del quattordicesimo giorno di nisan, il giorno della preparazione della pasqua, secondo il computo liturgico giudaico. Arrestato nel Getzemani nella notte tra il 6 e il 7 aprile, dapprima fu esaminato da alcuni capi giudei (meno verosimilmente dall'intero sinedrio) e poi consegnato a Pilato venerdì 7 aprile, di buon mattino. Pilato, rapidamente, lo condannò a morte per crocifissione. Dopo essere stato flagellato e schernito, Gesù fu crocifisso, fuori Gerusalemme, nello stesso giorno. Morì la sera di venerdì 7 aprile 30. Aveva circa trentasei anni.

 

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