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FEDE






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DOTTRINA SOCIALE
La dottrina sociale della Chiesa

Ambrogio Lorenzetti,
Effetti del Buon Governo
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LA NASCITA DELLA DOTTRINA SOCIALE – La nascita della dottrina sociale della Chiesa è generalmente collegata all'enciclica Rerum novarum di Leone XIII (1891). In verità, la coscienza cristiana si è sempre confrontata con le questioni sociali del tempo, offrendo la sua riflessione e la sua testimonianza. Ma l'enciclica di Leone XIII parla esplicitamente della «questione sociale» e, insieme, della capacità della coscienza cristiana di offrire una sua risposta. Prende così avvio la ricca tradizione della dottrina sociale della Chiesa cattolica, il cui insegnamento si costituisce in correlazione con l'evolvere della questione sociale. Più in generale, la dottrina sociale della Chiesa mette in risalto e sviluppa la capacità della fede cristiana di comprendere i problemi della società e di mobilitare le energie e le forze per risolverli alla luce della fede cristiana e della testimonianza dei cristiani.
COS'È LA DOTTRINA SOCIALE – Come è stato affermato da Giovanni Paolo II nell'enciclica Sollecitudo rei socialis, la dottrina sociale appartiene «non al campo dell'ideologia, ma della teologia e specialmente della teologia morale» (n. 41). Il suo scopo è di interpretare le complesse realtà dell'esistenza umana, «esaminandone la conformità o difformità con le linee dell'insegnamento del vangelo sull'uomo e sulla sua vocazione terrena e insieme trascendente; per orientare, quindi, il comportamento cristiano». È infatti la persona la chiave di accesso per comprendere il senso della dottrina sociale, il suo orizzonte e il suo fondamento, come anche la sua costante attualità. Il carattere e la dignità della persona umana deriva dal suo essere ad «immagine di Dio», base di tutta l'antropologia biblica. La persona è relazione all'altro, radice della sua nativa dimensione sociale. La persona è unica e irripetibile, portatrice di diritti inalienabili sul cui rispetto deve essere fondata ogni forma di convivenza.
LA CENTRALITÀ DELL'UOMO – Proprio su questo fondamento la dottrina sociale individua quali siano le strutture portanti di un assetto politico, economico e sociale a servizio della persona umana, soggetto di diritti e di doveri essenziali. La centralità dell'uomo quale soggetto e fine di tutti i rapporti comporta l'affermazione del principio del bene comune e della destinazione universale dei beni terreni. Questo bene comune viene conseguito per la via della solidarietà e della sussidiarietà, veri capisaldi della dottrina sociale. In quanto appartenente alla teologia morale la dottrina sociale non si limita ad enunciare i principi che dicono la verità dell'uomo ma entra in dialogo con le varie discipline che si occupano dell'uomo, integrandone gli apporti ed aiutandole ad aprirsi verso un orizzonte più ampio al servizio della persona, conosciuta ed amata nella sua vocazione.
LA CENTRALITÀ DELLA PERSONA – Non deve però essere dimenticato lo specifico della riflessione della dottrina sociale: essa non pone al centro della propria attenzione il fatto sociale in sé stesso (o il fatto economico) ma il rapporto inscindibile tra persona e società umana. Per cui l'esigenza della convivenza umana non è qualcosa di aggiunto ma elemento originario e costitutivo dell'uomo, che incontra la sua prima naturale realizzazione nella famiglia e, attraverso la famiglia, si allarga a comprendere la società. Queste convinzioni, proprie del patrimonio della dottrina sociale, fanno della persona il fondamento, il centro e il fine di ogni forma di vita sociale. Può dunque mutare nel corso della storia la questione sociale, ma non muta l'esigenza di difendere con forza il valore della persona contro le ideologie che tendono a negare il primato della persona umana nella sua natura intrinsecamente sociale e nella sua aspirazione ad edificare, nella storia, una civiltà della giustizia e dell'amore.
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Dottrina sociale

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