Luigi Frigerio - Giacomo Mattalia - Luigi Bianchi

Dossier scientifico su Medjugorje

Presentazione di Flaminio Piccoli

(Prima edizione: marzo 1986)

 

Dossier scientifico su Medjugorje

 

SOMMARIO

  1. Presentazione di Flaminio Piccoli
  2. Premessa
  3. Introduzione
  4. Fenomeni mistici nella Chiesa: criteri medici e scientifici, criteri teologici
  5. Primi studi medici
  6. Gli studi medici dell'equipe francese
  7. Viaggio scientifico dell'8/9/10 marzo 1985
  8. La nascita dell'A.R.PA.
  9. Studi del settembre '85
  10. Sintesi scientifica delle ricerche eseguite a Medjugorje nei giorni 7/8/9 settembre 1985
  11. Considerazioni di psicologia pastorale
  12. Valutazione neuro-psichiatrica
  13. Guarigioni straordinarie e testimonianze
  14. Considerazioni teologiche: la presenza di Maria nel cammino della Chiesa Condizione per l'incontro
  15. Appendice
  16. Perché Medjugorje: impressioni su Medjugorje Testimonianza di un Vescovo brasiliano

Presentazione di Flaminio Piccoli

Quello che è stato definito da credenti e non credenti lo "straordinario mistero" di Medjugorje, di cui si occupano organi di informazione, radio e televisione di tutto il mondo, è al centro, da quattro anni di un commosso pellegrinaggio di uomini e di donne, di ogni età, di ogni condizione e di molti paesi di continenti diversi. Sui fatti del piccolo villaggio iugoslavo si è acceso un dibattito, con alterni giudizi, che ha coinvolto anche la stampa cattolica. Questo era ed è inevitabile per chi è seriamente impegnato nella ricerca e nella definizione della verità e deve rifuggire dal sensazionale, da tutto ciò che assume aspetti di una religiosità soltanto miracolistica.

Medici, uomini di scienza, teologi di diverse nazioni hanno fatto il "punto della situazione", con un impegno di straordinario valore che stronca alcune polemiche superficiali, che pone altri interrogativi, che apre nuovi orizzonti di luce sull'evento.

Questo "dossier scientifico", che riproduce alcuni dei risultati raggiunti, riempie un vuoto e consente ulteriori elaborazioni per il giudizio finale che appartiene alla autorità ecclesiastica. Siamo, anche sotto il profilo di indagini accurate con gli strumenti della scienza più appropriati, dinanzi ad un "mistero". Lo stesso mistero che coglie chi, recandosi a Medjugorje, vive una atmosfera di serenità, sente il bisogno di un rinnovamento di sé, si apre ad una fortissima speranza, ritrova una comunicazione piena con il Signore, tramite quella che noi fermamente crediamo essere la presenza di Maria.

Nessun fanatismo, una perfetta ortodossia in chi gestisce la Parrocchia, un desiderio di preghiera, di meditazione, un'incidenza straordinaria sulle coscienze che porta a numerosissime autentiche conversioni.

Chi poi ha avuto il privilegio di assistere alle apparizioni ha avvertito, nella presenza dei ragazzi che vivono con emozione profonda ma conferma e limpida serenità di fede l'evento, un atteggiamento profondo, per nulla influenzato dall'ambiente che li circonda e dalle persone che assistono alle apparizioni.

Nella mia prima visita, mentre uscivo dalla Chiesa, un giovane mi si è avvicinato e mi ha detto: "Onorevole Piccoli, io sono comunista, sono qui ed oggi ho pregato per lei... ". Sono rimasto commosso, gli ho risposto: "Io, invece, ho pregato per il mio Paese”. Quel giovane è un sociologo, è nata tra noi una relazione umana e nelle sue lettere trovo una fede meditata, convinta.

Ho avuto occasione di incontrare i padri francescani, cui è affidata la Parrocchia, la Chiesa delle apparizioni. Non ho sentito mai, una sola parola di critica o di recriminazione nei confronti di qualche autorità ecclesiastica che pure manifesta il proprio dissenso.

Tutti si sono espressi sempre con profonda spiritualità, con grande pacatezza, con forte sensibilità apostolica.

E' più che comprensibile - certo - la preoccupazione di chi non vuoi compromettere la posizione della Chiesa prima del giudizio definitivo, e va apprezzato quanto ha affermato il Vescovo di Mostar in una dichiarazione a Jesus di impegnarsi -, "se questi fatti vengono dal cielo, sarò io ad essere il primo a riconoscerlo, andando senza prevenzioni in pellegrinaggio a Medjugorje". Ma come si concilia tutto questo con l'altra dichiarazione in cui si afferma la certezza morale che “negli eventi di Medjugorje siamo davanti ad un caso di allucinazione collettiva?” Come si giustifica l'anticipazione di giudizi che sconvolgono i fedeli e definiscono "plagiati” i veggenti e tutti noi che siamo andati lì a pregare, a meditare?

Nessuna accusa ha fin qui trovato il minimo riscontro. Nessuna prova, anche minima, è stata portata per dimostrare che là opera la "stregoneria", che si fanatizzano i pellegrini.

Il "mistero" sta producendo frutti concreti: la conversione ad una autentica vita di preghiera e di penitenza; la profonda edificazione che milioni di pellegrini ricevono dalle testimonianze dei veggenti che con un linguaggio semplice, essenziale e teologicamente perfetto den unciano i vistosi mali, le gravi deviazioni di cui soffre l'umanità, annunciandone i rimedi nella preghiera, nella rinuncia, nello spirito di sacrificio, nel perdono, nella carità. Per tutto questo, non si può accettare che una questione così delicata, venga trattata con superficialità.

Io tornerò ancora a Medjugorje: reco nella mia coscienza di uomo e di cristiano il senso profondo del messaggio mariano. Un messaggio che richiede ad ognuno di compiere sino infondo il proprio dovere: il male del mondo dipende da noi, ogni atto immorale è un atto di guerra e questa non nasce da un americano o da un sovietico, ma da una serie di errori, di colpe morali, di piccoli o grandi atti negativi di cui ogni uomo, ogni donna, ogni giovane, ogni anziano sono responsabili. Da Medjugorje parte, dunque, un materno, accorato invito alla responsabilità personale, emerge un patrimonio spirituale che offre ai pellegrini una forza straordinaria per affrontare la vita di ogni giorno.

Questa la testimonianza che io volevo recare. Rodolfo Doni, nel suo bellissimo libro dedicato allo "straordinario mistero", ha descritto con pagine di alta religiosità quel che tutti noi abbiamo provato recandoci nel piccolo paese iugoslavo. Non siamo dei "plagiati". Riteniamo di essere dei cristiani che hanno avuto una ulteriore prova per una fede che ha resistito ai secoli, che da la forza di soffrire, di operare e sperare. Una fede che non ha bisogno di miracoli (perché il miracolo è nella sua verità) ma che non deve rifiutare il miracolo quando, nella sua lunga storia, esso è spesso intervenuto per un dialogo che si è rivelato fondamentale e capace di aprire nuovi indirizzi di salvezza.

Scienziati anche non credenti andati a Medjugorje, con i criteri severi della scienza e della sapienza umana, hanno ammesso l’eccezionalità di un evento che non riescono a catalogare. E', dunque, eccessivo chiedere - anche alle più diffuse pubblicazioni del mondo cattolico italiano - di prestar orecchio al “popolo di Dio” in attesa che la Chiesa, nella sua prudenza, nel suo saggio accertare con i tempi dovuti, si pronunzi definitivamente su un "fenomeno" che converte atei, rinsalda nella fede i credenti ed offre a tutti il senso profondo del mistero cristiano e dei doveri che, per noi, ne derivano?

Flaminio Piccoli


PREMESSA

Il presente lavoro non è certamente sostitutivo di altre pubblicazioni in materia ma va a completamento doveroso e necessario di studi svolti da altre equipe scientifiche.

Sicuramente rappresenta un lavoro lungo e silenzioso di un nutrito numero di medici italiani che in profonda umiltà e consci della loro limitatezza umana hanno ricercato, attraverso studi sempre più sofisticati e oggettivi, la Verità, almeno dal punto di vista scientifico, su un fenomeno talmente complesso come quello di Medjugorje.

Le motivazioni che ci hanno spinti a questa iniziativa sono molteplici ma soprattutto si è resa vivissima in tutti noi l'esigenza di informare l'opinione pubblica italiana e mondiale su tutto quello che può mettere in evidenza l'armonia fondamentale fra la Scienza e la Fede, fra la natura umana e il mistero del soprannaturale che a Medjugorje si rivela con singolare insistenza affinchè l'uomo sia aiutato per la vita presente e quindi per la vita eterna. Questo sforzo si fa, professando piena adesione alla integrità della fede cattolica e totale sottomissione al Magistero Ecclesiastico e in particolare:

- al Vescovo di Mostar-Duvno, Mons. Pavao Zanic, responsabile in prima istanza del giudizio davanti a Dio e agli uomini, quale successore degli Apostoli in quel luogo benedetto,
- all'Arcivescovo metropolita di Spalato e Makarska Frane Franic, uomo dottrinalmente molto qualificato nella Conferenza Episcopale che è da molti anni Presidente della Commissione Dottrinale della Conferenza Jugoslava,
- al Cardinale Franjo Kukaric, Arcivescovo di Zagabria e Presidente della Conferenza Episcopale Jugoslava,
- al Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede che sovraintende dalla Santa Sede a questi problemi di carattere soprannaturale nella Chiesa cattolica mondiale,
- ed infine al Santo Padre, S.S. Giovanni Paolo II che presiede alla carità, tanto necessaria per il discernimento e alla teologale prudenza che non disdegna di accettare che il divino si comunichi all'umano…

Gli autori: Luigi Frigerio - Giacomo Mattalia - Luigi Bianchi


INTRODUZIONE

 

IL CASO DI ROSY

Dr. Luigi Frigerio

Stava terminando l'estate del 1982, quando la malattia di Rosy si manifestò in tutta la sua gravita: tumore dell'osso sacro ormai diffuso alle strutture anatomiche circostanti.
Rosy era una ragazza di 23 anni, piuttosto alta, esile, ma con un carattere deciso e volitivo.
Da pochi mesi aveva concluso gli studi per diventare ostetrica, pur lavorando in quegli anni nel reparto di oncologia della più grande maternità milanese, dove anch'io lavoro.
Erano stati consultati i migliori specialisti neurologi e ortopedici delle più celebri scuole italiane.
Il tentativo d'asportare chirurgicamente la neoplasia aveva sfiorato la tragedia nel mese di ottobre poiché, dopo pochi minuti dall'inizio dell'operazione, la paziente aveva perso più di 4 litri di sangue. L'esame istologico del materiale prelevato parlava chiaro: tumore dell'osso a cellule giganti.
Intanto il quadro clinico andava rapidamente peggiorando e i dolori si facevano via via più intensi.
Avevo telefonato ad un amico medico che lavora negli Stati Uniti per vedere se fosse stato possibile tentare qualcosa, ma la situazione sembrava ormai compromessa dal punto di vista chirurgico.
Si doveva intraprendere la cobaltoterapia con uno scopo chiaramente palliativo, quando si decise di tentare il «cammino della speranza» volando fino in Svezia per sentire il parere di un altro specialista.
Lo scopo del viaggio aveva un intento prevalentemente psicologico, dal momento che l'ammalata conosceva perfettamente la gravita delle proprie condizioni, avendo per diversi anni lavorato nel reparto dei tumori pelvici del nostro ospedale.
Eravamo quel giorno sulla pista dell'aeroporto di Milano-Linate a bordo dell'aereo che ci avrebbe portati a Gòteborg per il consulto medico. Lo sguardo di Rosy divenne ad un tratto cupo, forse disperato, quasi volesse dire: «Perché ancora ingannarci a vicenda? So bene che devo morire, non c'è via d'uscita!» La situazione divenne insostenibile. Allora le parole sgorgarono spontaneamente, come per la memoria di una cosa già udita: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria del Signore! C'è un posto in Jugoslavia dove la Madonna da più di un anno appare insistentemente a 6 ragazzi. Adesso noi andiamo in Svezia, se lì si potrà fare qualcosa andremo in Jugoslavia per ringraziare, altrimenti andremo lo stesso dove la Madonna appare; certamente qualcosa accadrà!».
Lo sguardo della ragazza era improvvisamente cambiato e la conversazione aveva assunto un tono disteso e talora perfino scherzoso.
Questo clima di fiduciosa certezza non era stato infranto neppure quando il medico svedese aveva dichiarato di non volere tentare un intervento chirurgico assai rischioso, analogo a quello che circa un mese prima aveva eseguito su un'altra paziente italiana proveniente da Roma.
La malata infatti era deceduta in sala operatoria dopo 18 ore di intervento attento ed estenuante.
Cresceva in noi la convinzione che quella fosse la via da seguire ed insistemmo, finché il chirurgo accettò di intervenire.
Il 14 dicembre alle 9.00 del mattino Rosy era ancora sveglia nella sala operatoria del grande ospedale svedese, mentre i medici si apprestavano ai preparativi dell'intervento. «Se qualcosa non funzionasse, ricordati che quanto avevo da dirvi l'ho lasciato scritto in un foglio contenuto nel libretto della Preghiera delle Ore». Dopo questa ultima frase, l'anestesista incominciò ad iniettare lentamente il farmaco per l'induzione e chi scrive provò il grande desiderio di togliersi i guanti chirurgici per fuggirsene altrove.
L'operazione iniziò alle 10.00 del mattino e si concluse alle 10 della sera. Erano stati utilizzati 40 flaconi di sangue e quando, poco dopo, Rosy aprì gli occhi, mentre ancora il tubo dell'anestesia le impediva di parlare chiaramente, disse: «Sono viva, Dio è grande, è un miracolo!».
L'intervento era perfettamente riuscito. In pochi mesi Rosy tornò a camminare e a svolgere una vita del tutto normale, senza alcuna menomazione.
Giunse così la primavera del 1983, quando Rosy mi ricordò il desiderio già espresso di andare insieme in Jugoslavia per ringraziare di quanto era avvenuto.
Quando giungemmo a Medjugorje fummo colpiti dalla grande fede dei pellegrini slavi lì convenuti e dalla semplicità dei ragazzi al centro del fenomeno delle apparizioni.
Subito spiegammo che eravamo giunti lì per ringraziare della guarigione di Rosy ed io domandai al frate di far pregare per il problema dell'aborto e per l'ospedale milanese. Non dissi che ero medico e mi qualificai come «reporter» di un settimanale italiano, poiché un amico giornalista mi aveva chiesto di scattare delle fotografie per la sua rivista. Purtroppo dopo la seconda riparazione, durante il viaggio, mi accorsi che la macchina fotografica aveva l'esposimetro nuovamente rotto e mi rassegnai a tentare solo qualche fotografia.
Domenica 24 Aprile 1983, durante i riti Vespertini, stavo fotografando la folla dal fondo della chiesa di S. Giacomo in Medjugorje, quando improvvisamente decisi di avvicinarmi all'altare presso il quale transitavano i veggenti per recarsi nella sacrestia dove avvengono le apparizioni.
Così, quando i ragazzi passarono accanto a me, tentai di scattare qualche fotografia e subito dopo una giovane suora che li accompagnava, prima di chiudere la porta mi afferrò gentilmente per il braccio e mi attirò all'interno della cappellina di queste apparizioni.
I ragazzi iniziarono la preghiera ad alta voce, in lingua slava, restando in piedi. Improvvisamente, come per un segnale non percepito da altri, si buttarono contemporaneamente in ginocchio, rapiti in un dialogo semplice e attento.
Durante questo fenomeno notai improvvisamente che la macchina fotografica aveva ripreso a funzionare perfettamente (dopo non più) e potei scattare diverse istantanee.
L'apparizione, quella sera, durò all'incirca 3 minuti. Erano presenti Ivanka Jvankovic, Marija Pavlovic e Jakov Colo.
Proprio Jakov, alla fine dell'apparizione, mentre ancora stavo fotografando, si recò dalla giovane suora e le parlò in croato. La suorina si accostò a me e domandò, usando la lingua inglese: «Sei forse tu il ginecologo?» Rimasi alquanto stupito, ma non potei fare a meno di rispondere affermativamente. «Jakov ha detto - proseguì la suora - che Nostra Signora benedice te e quelli che lavorano con te nell'ospedale milanese per quello che state facendo (per la difesa della vita n.d.r.). Voi dovete continuare. Dovete pregare. La Madonna benedice gli ammalati di questo ospedale, gli ammalati per cui questa sera avete pregato e quelli per cui pregherete».
Il giorno successivo 25 Aprile 1983, incontrammo a Spalato l'Arcivescovo Metropolita Mons. Frane Franic che ci disse: «Quanto noi Vescovi jugoslavi non siamo stati capaci di fare con 20 anni di missioni nelle parrocchie, di colpo sta realizzandosi qui in Jugoslavia negli ultimi 2 anni: da quando a Medjugorje è iniziato questo fenomeno così insolito. Sarebbe bello che voi medici ci aiutaste nello studio di questi fatti, anche analizzando i casi di guarigione che vengono segnalati da varie parti.»
Tornati in Italia, raccontammo la nostra esperienza a diversi amici e da quel momento cominciammo a seguire la vicenda di Medjugorje.


FENOMENI MISTICI DELLA CHIESA

 

CRITERI MEDICI E SCIENTIFICI

Dr. Luigi Frigerio - Dr. Giacomo Mattalia

«Dio se c'è non c'entra con la vita» afferma una mentalità oggi assai diffusa nella nostra società. Logica conseguenza di questo atteggiamento, che nasce dalla professione dell'appartenenza dell'uomo a se stesso, risulta l'enunciazione: «Dio non c'è».
Proprio nel tentativo di superare questo «a priori» razionalistico inconfessato che talora ha impregnato anche l'atteggiamento degli uomini di scienza, abbiamo voluto sottoporre al vaglio del metodo scientifico gli avvenimenti di Medjugorje.
Se è possibile che Dio intervenga in modo diretto nella storia (anche oggi) non sarà pure possibile attraverso la serietà della ragione un'indagine su questi avvenimenti?
Al di fuori di qualsiasi preclusione culturale, risulta documentabile questo incontro straordinario che comporta una tangibile modificazione del «recettore-uomo»?
Il tentativo, operato principalmente attraverso la psichiatria, di definire ciò che è «normale» e ciò che è «patologico» ha finito per trasformarsi in una operazione riduttiva della capacità conoscitiva della mente umana.
Frequentemente il concetto di normalità non viene riferito a dati scientifici, ma a valutazioni culturali e sociali rispettose del pensiero dominante ovverossia ultimamente succubi del potere politico.
Tuttavia nonostante l'ottundimento della coscienza religiosa nell'uomo moderno, con insistenza si ripete, in maniera sconcertante, l'incontro fra l'umano e il divino.

 

ESTASI SOGGETTIVA O OGGETTIVA?

Il mercato della droga oggi è in rapida espansione e consente un facile accesso al bisogno di «felicità» insito in ciascun uomo. Come afferma Margnelli la religione ha sempre offerto un suo modello di estasi, perseguibile talora a prezzo di grandi sacrifici.
La scienza ha frequentemente negato l'esistenza di un ampio spazio interiore, mentre la droga offre evasione, divertimento, esplorazione, viaggi e tutto ciò che le altre due sembrerebbero negare. I veri mistici religiosi raggiungono infatti le più alte vette dell'interiorità talora a prezzo di grandi rinunce, mortificazioni severe e autodiscipline che, ovviamente, fanno dell'esperienza chimico-farmacologica un puro surrogato commerciale.
In realtà l'estasi cattolica è un fenomeno poco conosciuto dal momento che, secondo le tradizioni agiografiche, in molte occasioni (anche nei veggenti di Medjugorje), l'estasi si verifica in maniera repentina, indipendentemente dagli stati d'animo e al di fuori di qualsiasi predisposizione.
La questione fondamentale consiste allora nello stabilire, a riguardo delle visioni e delle apparizioni, se il veggente crede in ciò che vede oppure vede ciò che crede.
Nel primo caso la fisiologia del fenomeno conoscitivo viene pienamente rispettata (pur nella straordinarietà dell'incontro), mentre nel secondo caso ci si troverebbe di fronte ad una proiezione allucinatoria di carattere francamente patologico.
Lo studio delle condizioni soggettive del veggente per la recezione delle visioni ed apparizioni costituisce un elemento fondamentale per la valutazione del fenomeno estatico. Margnelli ancora ha scritto:
«In rare occasioni la comunità scientifica si è organizzata appositamente per compiere osservazioni approfondite, nominando commissioni di studio composte da ricercatori qualificati (menti cioè educate all'osservazione sperimentale) e ha potuto allestire qualche verifica strumentale e di laboratorio che ha arricchito il quadro delle informazioni.
E' auspicabile che in futuro la scienza si muova sempre con maggior competenza, organizzazione e chiarezza di intenti in questo campo talmente vasto e intricato che è il «fenomeno estatico».

 

SETTE SECOLI DI ESTASI

Un medico francese del secolo scorso Antoine Imbert-Gour-beyre ci ha lasciato uno studio qualificato e attendibile sulla descrizione sintomatologica, fisica e mentale dell'estasi mistica, con criteri moderni di statistica clinica. Egli scelse un campione umano molto particolare, quello degli stigmatizzati: sono, naturalmente, mistici che hanno abbondanza di estasi, anzi nella stragrande maggioranza dei casi le stigmate vengono ricevute proprio in estasi, ma in tal modo il ricercatore francese ha eliminato dal materiale d'indagine moltissimi casi altrettanto importanti e ben descritti quanto quelli di cui si è occupato.
Il Gourbeyre raccolse un campione di 321 qasi: praticamente tutti quelli segnalati da S. Francesco in poi comprendendo anche casi incompleti e imperfetti che non avevano superato l'esame dell'ortodossia.

 

SINTOMATOLOGIA DELL'ESTASI

Lo stesso Antoine Imbert-Gourbeyre riassumeva la sintomatologica dell'estasi in una triade:
1) Anestesia
2) Catatonia
3) Espressione estatica (di gioia) del volto.

In effetti si tratta dei sintomi più salienti e vistosi che manifestano questi strani «malati» che sono gli estatici.
Del primo cardine della triade, ovvero dell'anestesia totale, abbiamo moltissime constatazioni assai convincenti; innumerevoli sono le testimonianze sull'anestesia soprattutto dolorifica degli estatici. E', in genere il primo tentativo che gli osservatori fanno per svelare la frode: oggi si può affermare con sicurezza che l'anestesia dolorifica in estasi è totale, sia per il dolore di tipo meccanico che per quello termico, sia per quello chimico che per quello evocato mediante stimolazione elettrica. Quanto alla sensibilità profonda anche questa sembra del tutto assente nella fase mistica e ciò è stato abbondantemente dimostrato dagli studi di Warlomont e Lefebvre. Abbondanti sono poi gli accenni allo stato della sensibilità retinica: infatti molti di questi mistici ricevettero direttamente nelle pupille forti luci di illuminazione senza manifestare fastidio o reazioni riflesse involontarie dimostrando così i segni di una completa ma transitoria amaurosi. L'anestesia olfattiva fu dimostrata più volte ponendo sotto le narici dell'ammoniaca: lo stimolo non provocò né reazioni comportamentali, né soprattutto riflesse e cioè la lacrimazione.
Dal momento che anche la funzione uditiva è stata dimostrata abolita nei gradi più elevati di estasi, si potrebbe concludere che questo stato di coscienza si accompagna alla perdita temporanea e reversibile delle sensibilità retinica, olfattiva, uditiva, gustativa e anche vestibolare come dimostrato in altre occasioni.
Molto sicura, perché ha ricevuto innumerevoli conferme e perché è un sintomo neurologico di primaria importanza, è la midriasi estatica (dilatazione pupillare). Nel massimo stato di coscienza, la pupilla è completamente aperta, spalancata, e non reagisce più alla luce (questo dato, insieme a molti altri precedentemente descritti è stato parzialmente riscontrato anche dai nostri studi sui veggenti di Medjugorje).
Per ciò che riguarda poi un'altra triade sintomatologica spesso rilevata, ovvero la frequenza cardiaca, respiratoria e la temperatura cutanea si è assistito ad un aumento sensibile di questi tre parametri.
Per quanto l'estasi sia un fenomeno dinamico, e quindi la frequenza cardiaca e respiratoria possano variare da un momento all'altro tuttavia ciò serve a confermare che l'estasi cattolica è uno stato di iperattivazione ergotrofica.

 

IL CONTENUTO MENTALE

Il terzo elemento della triade sintomatologica di Imbert-Gourbeyre è il contenuto mentale.
Solitamente i teologi mistici identificano tre livelli differenti di psichismo estatico: raccoglimento, preghiera intcriore e rapimento dello spirito; tuttavia a questa generica classificazione si contrappongono alcuni esempi di estatici in cui il contenuto mentale non era riconducibile alla sopracitata suddivisione. L'incapacità poi di ricordare il contenuto delle estasi è un fatto assodato in tutti i veggenti quando il contenuto mentale raggiunge il terzo livello e cioè: il rapimento dello spirito. In questo caso l'esperienza viene detta ineffabile. Resta soltanto un vago ricordo di gioia, di pace, di luminosità e un senso di fusione con l'Assoluto.
A livelli inferiori, nelle cosiddette estasi parlate, il contenuto mentale è stato indagato a fondo. In passato le registrazioni di questi colloqui mistici, in mancanza del magnetofono, venivano fatte col cosiddetto metodo tachigrafico: cinque o sei persone che assistevano all'estasi erano munite di carta e penna; la prima persona trascriveva la prima frase, la seconda la seconda e così via, fino a poter ricostruire tutto il discorso estatico.

 

CONSIDERAZIONI NEUROFISIOLOGICHE

Da un punto di vista strettamente scientifico, l'estasi cattolica si presenta come un soggetto di studio ideale, perché è preciso, uniforme, ripetitivo nel tempo e nello spazio: individui di diverse epoche e di differenti provenienze sociali, diversi per età e sesso, una volta abbracciato un credo religioso unico ed esercitate le stesse pratiche mistico ascetiche, hanno manifestazioni psicofisiche uguali. In questo senso il campione è statisticamente omogeneo e in questo senso si è attuata la selezione operata dai giudici dei tribunali ecclesiastici.
Prese nel loro insieme, le caratteristiche neurologiche dell'estasi cattolica richiamano l'attenzione su due aree del sistema nervoso centrale: vari nuclei del tronco encefalitico e il sistema limbico. Per ciò che riguarda le anestesie e in particolare quella dolorifica, questa è quasi sicuramente dovuta all'attività massimale del cosiddetto sistema intrinseco di controllo del dolore che ha sede nella struttura reticolare del tronco encefalico. Le altre anestesie, non sono così semplicemente spiegabili, anche se probabilmente le medesime strutture reticolari hanno una notevole importanza perché sede dimostrata di strutture filtranti l'afflusso dei messaggi sensitivi verso la coscienza.
Quanto alla rigidità estatica e all'opistotono, che talora si osserva, si è constatato che le strutture reticolari e i nuclei di Deiters hanno un ruolo cruciale.
Lo stato di coscienza che più sembra avvicinarsi all'estasi, è la trance ipnotica. Il paragone però, deve essere contenuto al puro aspetto neurofisiologico perché indubbiamente lo psichismo dei due stati diverge notevolmente» (*).
La scienza sperimentale non è in grado di spiegare in maniera esauriente i fenomeni estatici che la clinica talora ha frettolosamente definito come «condizioni isteriche».
La mistica non è probabilmente riducibile al fenomeno della storia delle religioni né ad un fenomeno psicologico.
Come afferma H. U. Von Balthasar «nella mistica cristiana non si tratta né di "religione" né di "psiche", bensì della rivelazione di Dio in Gesù Cristo trasmessa in uno stato particolare, provocato dallo Spirito Santo, di un recettore e mediatore ecclesiale».
Sarebbe presuntuoso l'atteggiamento di chi volesse ridurre ogni fenomeno alla propria capacità di misurarlo. Il metodo per conoscere un oggetto è determinato dall'oggetto stesso e non è stabilito dal soggetto (adequatio rei et intellectus: S. Tommaso). Così la ragione può divenire come una finestra spalancata su una realtà più grande che può essere tangibilmente sperimentata, ma i cui estremi non possono essere drasticamente definiti.
Lo studio scientifico del recettore umano di una esperienza mistica non deve cedere alla tentazione di un giudizio esauriente, riducendo la valutazione del fenomeno, al proprio punto di vista, necessariamente limitato.
Così crediamo fermamente che il compito della scienza e della medicina nei confronti dell'estasi cattolica consiste nel contribuire all'identificazione dell'autenticità di questa condizione, escludendo allo stesso tempo la frode e la patologia organica o comportamentale.
Successivo compito dell'Autorità nella Chiesa sarà quello di stabilire un limite ovverossia la sponda di quel fiume dove viva è solo l'acqua che vi scorre dentro.

* Marco Margnelli, La droga perfetta, Riza scienze N. 3, marzo 1984.


FENOMENI MISTICI NELLA CHIESA

 

CRITERI TEOLOGICI

Mons. Paolo Hnilica - Vescovo di Rusado

Per poter riuscire a vedere e comprendere l'intervento del soprannaturale nella storia degli uomini dobbiamo persuaderci che non è per mezzo delle sole facoltà concettuali che vi riusciremo. Nella dottrina di Sant'Agostino risulta chiaramente che senza l'amore retto non si può giungere ad una conoscenza vera. L'apostolo che Gesù amava ci trasmette il messaggio eterno con la sua grande semplicità: «Colui che ama è nato da Dio e conosce Dio, colui che non ama non conosce Dio perché Dio è amore» (1 Giov. 4, 7-8).
Parlare della Carità oggi è divenuto banale nella Chiesa e nel mondo. Perciò succede che spiriti elevati e di cuore puro diffidino di questo vocabolario. Questo non è completamente ingiustificato perché in nome della predominanza dell'Amore si trascura la Verità; e d'altro canto molto spesso parlando dell'Amore della Verità, dell'Amore di Dio, e dell'Amore Fraterno si fanno infiltrare dottrine assolutamente estranee alla Verità, di conseguenza all'Amore stesso. Ma, malgrado tutti questi timori giustificati di falsa semplicità, c'è una Verità che rimane inalterabile: Dio è Carità. Perciò il grado di comprensione che, non solo ogni teologo, ma ogni uomo potrà avere dell'intervento del soprannaturale nella storia della Chiesa, è intimamente legato alla Sua Carità.
Ciò che consideriamo vero per fede può rimanere oscuro per la nostra intelligenza che da sola è impotente a cogliere il mistero del mondo soprannaturale. Ma la Carità, come amore incondizionato della Verità, fa che sappiamo, mediante la nostra Fede stessa, che ci sarà un giorno in cui il Mistero nascosto ci sarà svelato.

1) Le apparizioni e la rivelazione di Dio

Dall'apparizione di Dio ad Abramo (1) fino alle visioni di San Giovanni nell'Apocalisse (2), la Sacra Scrittura racconta queste manifestazioni di Dio agli uomini. La Chiesa nascente stessa, «Stefano..., pieno di Spirito Santo, mirando al Cielo, vide la gloria di Dio, e Gesù che stava alla sua destra» (3). Poi Pietro (4), Paolo (5), nei Padri Apostolici (6), narrano questi interventi di Dio nel tempo della Chiesa pellegrina.
«Le apparizioni occupano uno spazio considerevole nella Bibbia». Le apparizioni sono continuate sino ai nostri giorni con modalità diverse». (7)
Innumerevoli sono i santi che hanno avuto apparizioni durante la loro vita. (8).
Dopo la Rivoluzione Francese ci sono state delle Apparizioni Mariane che incontestabilmente hanno marcato la pietà e la vita del Popolo di Dio tutt'intero. La rue du Bac a Parigi, poi la Salette, Lourdes, e Fatima per citare solamente i più grandi in Europa, rimangono a vent'anni dal Concilio Vaticano Secondo luoghi di pietà, di conversione, di penitenza e di grazia, i più frequentati ed anche i più efficienti nell'ordine delle grazie. Nessun movimento ecclesiale, nessun congresso religioso è capace di fornire la l'esima parte di conversione e di grazie soprannaturali che si effondono in questi luoghi della pietà popolare, senza che il tempo e i secoli ne appiattiscano il fervore.
L'Autorità ecclesiastica dal secolo scorso a questa parte si mostra più diffidente a questo riguardo. Ciò malgrado, queste apparizioni mariane riconosciute dall'Autorità Apostolica, con il tempo, entrano nel Magistero ordinario della Chiesa. (9).
«Il popolo di Dio, mosso dalla Fede, per cui crede di essere condotto dallo Spirito del Signore, che riempie l'universo, cerca di discernere negli avvenimenti, nelle richieste e nelle aspirazioni, cui prende parte insieme con gli altri uomini del nostro tempo, quali siano i veri segni della presenza o del disegno di Dio. La Fede infatti tutto rischiara di una luce nuova, e svela le intenzioni di Dio sulla vocazione integrale dell'uomo, e perciò guida l'intelligenza verso soluzioni pienamente umane.» (10).
Le più alte conoscenze della più alta realtà, per quello che riguarda Dio, non sono state e non saranno mai possibili senza una assoluta armonia intimamente vissuta dei due principi seguenti:
1 - «Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto con certezza mediante la luce naturale della ragione umana attraverso le cose create». (11)
2 - «Deve essere attribuito alla Divina Rivelazione il fatto che ciò che nelle cose divine non è di per sé inaccessibile all'umana ragione, possa, anche nella presente condizione del genere umano, essere conosciuto da tutti pubblicamente, con ferma certezza e senza mescolanza di errore.» (12)
«Con la Divina Rivelazione Dio volle manifestare e comunicare se stesso e i decreti eterni della sua volontà riguardo alla salvezza degli uomini, per renderli partecipi dei beni divini, che trascendono assolutamente la comprensione della mente umana.» (12).
E' evidente che, senza una sintesi che per misericordia divina lo Spirito Santo opera nella Chiesa, queste sentenze stesse sulla conoscenza di Dio da parte dell'uomo sembrerebbero contraddittorie e rimarrebbero incomprensibili. Chi può pretendere che, per la luce detta naturale della ragione, l'uomo possa distinguere la frontiera, la linea di demarcazione tra ciò che egli può conoscere di Dio con questa luce stessa attraverso le cose create e ciò che trascende assolutamente la comprensione del suo spirito?». (13).

2) Metodologia abituale per il discernimento teologico in casi di presunte Manifestazioni soprannaturali.

A) Discernimento degli Spiriti.
Questo problema è stato trattato dall'inizio del Cristianesimo da S. Giovanni: «Diletti non crediate ad ogni spirito, ma provate gli Spiriti per sapere se sono da Dio, perché molti falsi profeti sono usciti fuori dal mondo. Da questo conoscete lo Spirito di Dio: Ogni Spirito che confessa Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio». (14). Poi S. Antonio Eremita patriarca dei monaci, (15) S. Bernardo nel sermone 33, il Cardinale Bona nel suo «De discretione spiritum», S. Ignazio di Loyola e tanti altri hanno precisato una metodologia che si può giustamente definire oggi universale.

B) Tre sono le forze che possono muovere lo Spirito dell'uomo.
1) Lo Spirito della Natura.
2) Lo Spirito del demonio.
3) Lo Spirito di Dio.
E' evidente che esiste quasi sempre una mescolanza dell'influenza di questi Spiriti, un po' come la combinazione dei registri dell'organo. E' quindi necessaria una grande perspicacia spirituale per determinare la direzione principale verso la quale, la convergenza di «queste forze» spinge l'uomo.
Lì si arriva al criterio fondamentale dato da Cristo stesso: «Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Voi li riconoscerete dai loro frutti... Non chiunque mi dice: "Signore, Signore", entrerà nel regno dei Cicli, ma chi fa la Volontà del Padre mio che è nei Cicli». (16)
Sono quindi i frutti spirituali che permettono di determinare con certezza l'identità dello spirito che muove l'uomo.

C) Il Magistero della Chiesa ha dato delle indicazioni precise per l'applicazione di questo discernimento: da Benedetto XIV alle norme della S. Congregazione per la dottrina della Fede del 1978. (17).
1) I fatti devono essere giudicati secondo alcuni criteri positivi e negativi.
2) Secondo l'esito del primo giudizio si possono permettere con prudenza alcune manifestazioni di culto e di devozione.
3) Alla luce del tempo trascorso specialmente con l'esame dei frutti spirituali che possono provenire da questa nuova devozione si potrà esprimere un giudizio sulla Verità e il carattere soprannaturale di questi fatti.
Questi criteri riguardano:
1°) I fatti.
2°) I protagonisti.
3°) Gli effetti.
Il teologo dovrà arrivare alla certezza morale sui seguenti punti:
1) Certezza che non si tratta di inganno per ciò che riguarda «i fatti soprannaturali», ossia la sincerità da parte di tutti i protagonisti coinvolti direttamente in questi fenomeni.
2) Certezza dell'equilibrio e della salute mentale dei «veggenti» ossia scartare ogni possibilità di patologia capace di provocare questi fenomeni.
3) Certezza sulla vita morale, religiosa, e spirituale dei protagonisti dopo i fenomeni. (18). Nonché la loro docilità verso l'autorità ecclesiastica.
4) Dopo la cessazione di questi fenomeni con quale naturalezza tornano alla vita «normale» della Fede.
5) Certezza che non scaturisca da questi fenomeni un insegnamento che sia in contraddizione con la Fede o la morale Cristiana, anche se alcuni elementi umani si possono mescolare. (19).
6) La certezza della perseveranza dei frutti spirituali, come lo spirito di preghiera, le conversioni, la pratica dei sacramenti, il progresso nelle virtù morali etc.
N.B. Non è lecito ritenere come effetti negativi per esempio atti immorali, ricerca di guadagno, bugie gravi etc. se non sono connessi con il fatto stesso e soprattutto se non sono avvenuti dopo la manifestazione di questi fatti soprannaturali. Abbiamo nella storia della chiesa delle apparizioni a grandi peccatori che appunto hanno ricevuto queste grazie per la loro conversione.

3) Verifica dei criteri sopracitati sui fatti di Medjugorje.

E' necessario ricordarsi che: «Nella Chiesa cattolica ogni mistica cristiana sottosta al criterio della mistica della Rivelazione biblica,... e va giudicata in base a tale criterio. Ogni mistica cristiana genuina è per colui che la media al servizio della parola di Dio; essa non è perciò in primo luogo «esperienza» o «stato», bensì trasmissione di una Verità e messaggi contenutistici e oggettivi indipendentemente dall'uomo e, quindi non enucleabili da alcuno stato né identificabili con alcun stato». (20).
Le seguenti conclusioni sono state tratte dopo tre anni di studi sui fatti, i protagonisti e gli ambienti di questi ultimi. Tutte le conclusioni sono documentabili, sia dal punto di vista psicologico, sia dal punto di vista medico, sia dal punto di vista pastorale.
1) Le indagini psicologiche permettono di escludere con certezza la frode e l'inganno da parte di tutti i veggenti.
2) Secondo gli esami medici si può escludere con certezza che si tratti di allucinazioni patologiche.
3) Secondo le indagini psicologiche e mediche si deve escludere una spiegazione puramente naturale di questi fenomeni.
4) Secondo le osservazioni documentabili non è possibile ritenere una spiegazione di questi fenomeni che sia di ordine preternaturale ossia di origine diabolica.
5) Secondo le osservazioni sempre documentabili c'è corrispondenza sia sotto l'aspetto medico che l'aspetto pastorale con i fenomeni descritti abitualmente nella teologia mistica.
6) Secondo informazioni sicure si può parlare con certezza di progressi spirituali e morali per i «veggenti» dall'inizio di questi fenomeni sino ad oggi.
7) Non si può trovare un insegnamento scaturito da queste «rivelazioni» che sia in contraddizione con la Fede o la morale cristiana.
8) Dopo più di quattro anni nessuno può negare i frutti spirituali buoni su tutto il popolo di Dio coinvolto in questi fenomeni.
9) Non si può ritenere che sia nato intorno a questi fenomeni qualche movimento nella Chiesa che sia in contraddizione con la Fede o la morale cristiana.
10) Quindi secondo la prassi abitualmente usata in casi simili nella Chiesa non si può rifiutare per adesso il «nihil obstat» alle devozioni e alle manifestazioni pubbliche di culto osservando con grande cautela e prudenza pastorale l'evolversi della situazione in modo da poter arrivare, una volta terminati questi fenomeni, alla conclusione sulla Verità e il carattere soprannaturale di cedesti fatti.

 

DISPOSIZIONI DEL MAGISTERO SULLE APPARIZIONI DI PAPA BENEDETTO XIV

  1. Il veggente ha desiderato avere delle visioni? Ha cercato di provocarle? (questo prima dell'inizio dei fenomeni)
  2. Ha ricevuto dal suo direttore spirituale consigli di comunicare con delle persone colte e pie? Ha parlato a tutti, senza discernimento?
  3. Ha praticato l'obbedienza verso i suoi maestri spirituali? Ha fatto progresso nell'amore di Dio e nell'umiltà?
  4. Gode normalmente di pace e di serenità di coscienza? Ha il desiderio di perfezione?
  5. Sceglie le persone credulone o quelle che lo contraddicono? Ama le persone che lo adulano?
  6. Le sue guide spirituali hanno da rimproverare un vizio palese? In particolare la vanagloria?
  7. Ha ricevuto da Dio la promessa che le sue richieste ragionevoli e legittime saranno esaudite? Ha ottenuto grandi grazie dopo averle chieste con fiducia e certezza?
  8. Quelli che lo avvicinano, supponendo che la loro perversità non sia un ostacolo all'azione della grazia, sono incoraggiati ad amare Dio e la virtù?
  9. Queste visioni hanno luogo dopo preghiere ferventi o dopo la Santa Comunione? Hanno fatto desiderare di soffrire per la gloria di Dio?
  10. Il veggente fa penitenza nel suo corpo? E' felice spiritualmente delle prove? Nella contraddizione e nell'amore di Dio?
  11. Ama essere in disparte? Sfugge la società mondana? Si sta spogliando dei vincoli naturali?
  12. I Teologi non hanno trovato niente in queste visioni che fosse contrario alle regole della Fede? O che fosse reprensibile sotto un altro aspetto?

Questo capitolo è la sintesi teologica fatta in collaborazione con l'assistente spirituale dell'A.R.PA. su rapporti di docenti universitari e presuli di oltre 10 nazioni.
Non ha altro scopo che mettere i risultati di questi studi a disposizione del magistero autentico della Chiesa, in piena docilità filiale e fiduciosa, senza voler fare pressione su nessuno, e confidando in Maria Madre della Chiesa.

NOTE:

(l) (Gen. 18/1)
(2) (22/6 s.)
(3) (Alt. 7/55)
(4) (Att. 11/5)
(5) (AH. 16/9)
(6) (Pastore di Erma)
(7) (Rene Laurentin in Nuovo dizionario di Mariologia Ed. Paoline 1985, art. Apparizioni)
(8) (Santa Brigida, San Tommaso d'Aquino, S. Ignazio di Loyola, S. Teresa D'Avila, S. Giovanni della Croce, S. Caterina da Siena, S. Giovanna d'Arco, S. Margherita Maria etc.).
(9) (Es. Enc. Fulgens corona di Pio XII 1953, Enc. Le Pélerinagede Lourdes, Pio XII, 1957, viaggi a Fatima e Lourdes di Paolo VI, e Giovanni Paolo II).
(10) (Gaudium et Spes, n° 11, Con. Val. II).
(11) (Con. Val. I. D.S. 3004 - Con. Vat. II. Dei Verbum, n°6)
(12) (Con. Vat. I. D.S. 3005 - Con. Vat. II Dei Verbum, n° 6)
(13) (Regola d'Oro della Dottrina della chiesa, Ed. Ftà SS. V. Maria ROMA - 1985).
(14) (1 S. Giov. 4, 1 s.)
(15) (C.F. S. Atanasio «Vita di S. Atanasio» P.G. 26)
(16) (S. Mat. 7,15 e s.)
(17) (Benedetto XIV «De Servorum Dei Beatificatione 1, III. C. not, n° 12).
(18) («Secondo tutti gli autori di Trattati sulla vita mistica, soprattutto nei casi di grazie «gratis datae», bisogna che si verifichi un indirizzo generale buono il quale evidentemente non esclude le piccole mancanze e i difetti naturali della persona. » Garrigou - Lagrange «Les Trois Ages de la Vie Intérieure» T. II pag. 755 Ed. CERF Parigi 1938)
(19) («Non è impossibile che qualche errore si mescoli poiché i santi stessi possono attribuire allo Spirito Santo ciò che procede dal loro proprio essere o interpretare male il senso di una rivelazione divina». Come l'insegna S. Tommaso d'Aquino -11° Ilae. q. 173 a. 4,e. -Garrigou- Lagrange O.P; Cit. pag. 756).
(20) (Hans Urs von Balthasar in «L'Apocalisse» di Adrienne Von Spyr Ed. Jaca Book Milano 1983 pag. 12).


PRIMI STUDI MEDICI

 

In questa prima parte riferiamo i giudizi di alcuni medici che dapprima hanno potuto esaminare i veggenti durante il fenomeno delle apparizioni, a partire da una valutazione cllnica e strumentale piuttosto elementare.

 

INDAGINI MEDICHE DURANTE L'APPARIZIONE

Dr. Maria Federico Magatti

I cinque veggenti di Medjugorje, sono stati esaminati da parecchi medici, con l'intento di capire, dal punto di vista scientifico, il fenomeno delle apparizioni.
Anch'io pur timorosa e conscia della mia limitatezza umana e scientifica, quando ho potuto essere presente nella cappella delle apparizioni, non ho esitato a sottoporre i cinque ragazzi ad una indagine neurologica necessariamente rapida e sommaria, data la brevità dell'apparizione.
Bisogna ricordare che i riflessi della sensibilità generale sono indispensabili alla nostra vita di relazione. Da un lato si ha la coscienza lucida con l'integrità riflessica, dell'individuo vigile, completamente funzionante e, all'estremo opposto, come negli stati di perdita di coscienza (il coma) si ha la totale perdita di contatto con il mondo e l'estinzione di tutta l'attività riflessa normale.
Questa rapida premessa, strettamente medica, ci è utile per capire il significato di quanto ho voluto valutare.
Usando un termine non perfettamente scientifico, il momento della visione può essere descritto come un'estasi, quindi come una perdita completa di rapporti con il mondo che li circonda. E' quindi interessante valutare la sensibilità, durante questa transitoria "assenza", e ciò è stato fatto.
Durante le apparizioni del 3 e 4 febbraio e del 22 marzo 1984, ho personalmente sottoposto i "veggenti" ad una indagine clinica, per valutare la loro sensibilità e la loro reattività a stimoli sensori, tattili, luminosi e dolorifici.
I ragazzi sono stati perciò stimolati in vario modo: pizzicati, chiamati, toccati, senza però che essi manifestassero alcuna risposta allo stimolo, anche di tipo doloroso.
Si deve tuttavia rilevare l'integrità e la conservazione del riflesso dell'ammiccamento poiché i ragazzi, durante i momenti del colloquio con la Vergine, ammiccano spontaneamente.
Dati significativi si sono ottenuti studiando il tono muscolare e la postura: durante l'apparizione i ragazzi sono in ginocchio con le mani giunte ed il volto e lo sguardo fisso ad un medesimo punto. Sollevando l'arto superiore di uno dei ragazzi (Ivan per la precisione) si osserva assenza di resistenza, ma quando l'arto viene abbandonato, anziché cadere pesantemente, torna nella posizione di partenza, come per un movimento volontario.
La stessa osservazione, ancor più significativa è stata fatta sollevando il piccolo Jakov che stava inginocchiato durante l'apparizione. Gli arti inferiori hanno assunto la posizione verticale, come «a penzoloni», quasi senza controllo muscolare. Quando poi lo abbiamo appoggiato nuovamente sul pavimento, il bambino ha spontaneamente riacquistato la posizione genuflessa.
Durante l'apparizione non si osserva né sudorazione né lacrimazione.
La sola attività motoria spontanea, e quindi «volontaria», presente in quei momenti è il movimento delle labbra, che rivela il colloquio in atto fra la Vergine ed i veggenti.
Da tutti questi dati si deduce la assoluta normalità di atteggiamento dei veggenti, nonostante la completa mancanza della coscienza relazionale, ovvero della possibilità di stabilire rapporti con il mondo esterno.

 

I TRE SINCRONISMI

Dr. Luciano Cappello

Sono stato personalmente presente a Medjugorje nella stanzetta dove avvengono abitualmente le apparizioni, nei giorni 5-6 febbraio e 23 marzo 1984.
Ho avuto modo di osservare il comportamento di Ivan, Jakov e Marija per 3 volte distinte, di Vicka per 2 volte, e di Ivanka per una volta sola.
Posso in coscienza affermare di non aver riscontrato alcuno stato di agitazione psichica e tanto meno motoria.
Non ho rilevato alcun segno di condizionamento psichico se non quello che i veggenti riferiscono conseguente alla visione dell'Apparizione. In particolare i ragazzi sono entrati nella cappella normalmente e semplicemente, come per qualsiasi altra attività della loro vita quotidiana, riconoscendo e salutando con tratto assolutamente spontaneo e familiare alcuni di noi che precedentemente avevano incontrato e conosciuto; con disinvoltura maggiore (Vicka) o minore (Marija e Ivan), in conformità al loro naturale temperamento.
Così pure al termine dell'apparizione si sono accomiatati con molta semplicità da chi si avvicinava loro per salutarli.
Durante l'apparizione ho avuto modo di constatare la pressoché assoluta estraneità dall'ambiente esterno di Vicka a cui ho rilevato il polso, risultato appena più frequente, ho controllato il respiro (normale), ho tastato la fronte che è apparsa fresca. Durante tale rilevazione Vicka non ha dato il minimo segno di reazione a quanto le veniva fatto.
Sempre durante la stessa apparizione, ho sollevato da terra in maniera improvvisa, afferrandolo sotto le ascelle il piccolo Jakov, per un'altezza di circa 15 cm., Jakov non ha offerto la minima resistenza, se non quella imposta dalla gravita, non ha avuto reazione di ricerca dell'equilibrio sia all'inizio del sollevamento che al riposizionamento in ginocchio, quasi che tale posizione fosse per lui quella di suo massimo rilassamento e secondo gravita. L'atteggiamento esteriore ed il comportamento non mi sono parsi tradire alcun condizionamento imposto di recente o da lunga data.
In tutti i veggenti non ho riscontrato alcun tipo di frustrazione o di ricerca di secondo fine. Mi sono invece sembrati discreti, ordinati, composti, puliti, accurati nel loro modo di vestire, di procedere, di parlare, in assoluto rispetto dell'ambiente nel quale erano ospitati.
Ho poi potuto colloquiare indirettamente (cioè attraverso il traduttore) con Jelena, ragazza di circa 11 anni, e Marjana di 12 anni, che hanno ricevuto il dono della «locutio interna».
L'allineamento con giovani della loro età mi è sembrato totale.
Presenziando a più riprese alle apparizioni di Medjugorje come avvengono oggi nella cappellina adiacente all'altare maggiore della chiesa parrocchiale, ho potuto evidenziare «tre sincronismi» che hanno una certa importanza per una valutazione razionale dei fatti.

Il primo sincronismo: i ragazzi cadono in ginocchio.

Il primo sincronismo si realizza quando i ragazzi, dopo aver iniziata la preghiera del «Padre nostro», senza alcun comando percepibile dall'esterno - comando che potrebbe essere un segno luminoso, un segnale acustico, un cenno di intesa - tutti contemporaneamente cadono in ginocchio.
Inizia così la fase del «black-out» sonoro: mentre infatti prima le loro preghiere erano percepibili acusticamente, da quel momento non si odono più, benché i ragazzi continuino a pregare. Si ha cioè la perdita dell'effetto acustico della parola, pur conservandosi l'effetto mimico della parola nel senso che i ragazzi continuano a muovere le labbra e ad atteggiare il viso conformemente a sentimenti di gioia o di tristezza.
L'unico effetto sonoro che si percepisce in questa fase è lo sciacquìo delle labbra, che risulta bene evidente in una registrazione su videocassetta fatta da dei tecnici di Legnano.
Volendo analizzare a fondo questo sincronismo possiamo dire che, teoricamente, potrebbe essere il frutto di una intesa tra i ragazzi, nel senso che essi si sarebbero potuti accordare sulla parola con la quale cessare la recita del «Padre nostro».

Secondo sincronismo: la ripresa dell'effetto sonoro.

Il secondo sincronismo - che ha decisamente molta importanza -consiste nella contemporanea ripresa dell'effetto sonoro.
Esso è importante, perché segue ad un intervallo di tempo che varia da apparizione ad apparizione, un intervallo cioè di durata non costante, per misurare il quale ci sarebbe bisogno di un cronometro.
Contemporaneamente, e senza nessun comando che derivi dall'esterno, i ragazzi riprendono l'effetto sonoro della parlata sempre con le parole: «... che sei nei cieli»; essi infatti dicono che, quando la Madonna inizia da sola la recita del «Padre nostro», essi lo continuano con Lei, dicendo: «che sei nei cieli, ecc.».
Di questo secondo sincronismo non si vede proprio quale possa essere la causa naturale, essendo di fatto impossibile ai ragazzi prendere un accordo previo.

Il terzo sincronismo: i ragazzi salutano la Madonna.

Il terzo sincronismo si ha quando i ragazzi, dopo un intervallo di tempo che varia da apparizione ad apparizione, tutti insieme salutano la Madonna che - come essi dicono - sublima verso l'alto.
In questo momento tutti i ragazzi, con assoluto parallelismo dello sguardo, innalzano contemporaneamente gli occhi al ciclo, come se seguissero un punto, visibile solo a loro, che si leva in alto. Ripeto: non c'è uno sguardo che si innalza prima e uno che si innalza dopo ma, come si vede anche da videoregistrazioni, la contemporaneità e il parallelismo di questo gesto sono assoluti.
Qualche volta (ma non sempre) il levarsi degli sguardi in alto è accompagnato dalla parola «Ode!», «Se ne va!», pronunciata o da un solo veggente o da più veggenti insieme.
Riteniamo che la parola «Ode» non può fungere da segnale, perché talvolta manca e talvolta è detta contemporaneamente da più veggenti, e tale contemporaneità ha appunto bisogno di essere spiegata.

Conclusioni.

Se il primo sincronismo potrebbe essere (dico «potrebbe essere», non «è») spiegato con cause «naturali», il secondo e il terzo (specialmente il secondo) non sono spiegabili naturalmente e rimandano a cause da noi non percepibili, ma percepite solo dai ragazzi in stato di estasi.

 

TEST DI HOLTER

Dr. Mario Botta

Sono stato per la prima volta a Medjugorje i giorni 8 e 9 dicembre 1983 e ho potuto assistere a due apparizioni durante le quali ho potuto procedere ad alcuni esami medici.
Personalmente ho accertato sui veggenti Vicka, Marija, Ivan, Ivanka e Jakov, ad apparizione in atto, che la frequenza cardiaca si mantiene del tutto normale; il polso, valutato palpatoriamente, è normosfigmico e tali parametri non subiscono variazioni significative per tutta la durata della apparizione stessa.
Un particolare ritengo degno di nota: Ivan aveva le mani giunte verso il basso e il cinturino dell'orologio cadeva proprio sopra il punto del polso dove abitualmente si rilevano le pulsazioni della arteria radiale; ebbene io ho cercato di rialzare l'orologio, allontanandolo dalla mano, per farmi spazio così da poter palpare il polso. Nel fare ciò, io ho avuto netta sensazione che Ivan non avvertisse affatto questa mia manovra. Il ragazzo, veggente, era privo di ogni reazione, sembrava che io stessi facendo questa manovra (l'espressione è brutta ma rende) su un cadavere, tale era la sua insensibilità. Il polso però si manteneva regolare per l'età.

La seconda volta che fui a Medjugorje, il 5 e il 6 febbraio 1984, sono stato presente a due apparizioni. Una sola volta, il 6/2 (in quanto il 5/2 mi sono occupato di filmare il fatto) ho assistito con ottica medica e ho constatato nei veggenti, questa volta ancora con rilievi clinici, non strumentali, parametri cardiocircolatori praticamente sovrapponibili nella loro normalità, a quelli già osservati durante il mio primo viaggio; inoltre la stimolazione dolorifica (pizzicotto) non provocava reazioni, e normale appariva anche la frequenza respiratoria.

La terza volta sono stato a Medjugorje il 23 e 24 marzo 1984. Io ho presenziato ad una apparizione il giorno 23/3 in quanto l'indomani, giorno in cui aveva luogo la 999 apparizione, sono rimasto con mia moglie e mia figlia in Chiesa.
Mi premunii per questo viaggio di un apparecchio cardiocorder (mod. Cardioline) per eseguire su un veggente un test di Holter (registrazione in continuo nel tempo del ritmo cardiaco). D'accordo con il francescano Padre Tomislav Vlasic, che spiegò in croato al ragazzo la finalità documentativa dell'esame, io applicai l'apparecchio al veggente Ivan, circa 10 minuti prima dell'apparizione, in sacrestia, e lo staccai al termine della Santa Messa (non più tardi, come io avrei invece voluto, in quanto il ragazzo mi disse che così desiderava, dovendosi recare la notte sul monte della Croce a pregare). Il tracciato, che qui viene riprodotto, documenta la presenza, prima, durante e dopo l'apparizione, di un ritmo sinusale; la frequenza cardiaca, come si può desumere dalla intera registrazione, è variabile fra 74 e 110 battiti/minuto. P-Q 0,12.

 

STUDIO ESEGUITO IL 15 APRILE 1984

Prof. Dr. Anna Maria Franchini

Il 5 aprile 1984 a Medjugorje - Bosnia Erzegovina - Jugoslavia - nella chiesa parrocchiale di San Giacomo Ivan Dragicevic, Vicka Ivankovic, Marija Pavlovic e Jakov Colo entrano nella cappella antistante la sagrestia, poco prima delle 19, ora legale. Ivan solleva il braccio destro in un gesto di leggero disappunto. Tutti i ragazzi hanno un'espressione raccolta ed attenta ed i loro occhi non divagano. Si mettono in piedi di fronte al crocifisso, sul quale converge il loro sguardo.
Recitano delle preghiere in croato. Poco dopo si inginocchiano simultaneamente, con uno scarto di decimi di secondo l'uno dall'altro, in un movimento rapido ed armonico di entrambe le ginocchia, e guardano con la massima attenzione verso il crocifisso, senza alcuna deviazione di sguardo.
E' il momento della «apparizione». Vicka sorride con un movimento complesso dei muscoli del viso; anche Jakov sorride e le loro labbra si muovono rapidamente senza emettere alcun suono udibile. Infine sollevano lo sguardo più in alto (Jakov alza anche il mento) e dicono in croato «ode» (se ne va). Poi subito si rialzano e ritornano in chiesa a pregare con molta intensità.
La mia impressione è stata di un gruppo dove ciascuno è indipendente ed assume atteggiamenti propri, ma tutti sono intensamente attratti verso un oggetto esterno, che polarizza la loro attenzione ed il loro interesse ad un livello di intensità che non ho ' mai visto prima e che caratterizza secondo me la singolarità dell'esperienza. La autentica semplicità dei ragazzi la rende evidente. Su tutto rimane il sigillo del segreto, il mistero dell'inconoscibile.


GLI STUDI MEDICI D'EQUIPE FRANCESE

 

GLI STUDI MEDICI SUI VEGGENTI ESEGUITI DALL'EQUIPE DELL'UNIVERSITÀ DI MONTPELLIER

Dr. Giacomo Mattalia

Oltre al nostro gruppo di studio e a quello del governo jugoslavo che per primo ha analizzato i ragazzi veggenti di Medjugorje, anche una equipe medica francese guidata dal mariologo Rene Laurentin si è recata in Erzegovina quattro volte nel 1984 e precisamente il 24 e 25 marzo, il 9 e 10 giugno, il 6 e 7 ottobre ed infine il 28 e 29 dicembre avendo l'opportunità di incontrare in quest'ultima occasione anche il dr. Mattalia, della Commissione Medica Italiana e di avere con lui uno scambio di opinioni sui risultati conseguiti dai due gruppi di studio.
L'esame clinico dei veggenti compiuto prima, durante e dopo l'apparizione permette di eliminare formalmente qualsiasi segno clinico paragonabile a quelli che possono essere osservati nell'allucinazione individuale o collettiva, o nell'isteria, nella nevrosi o in estasi patologica.
Gli studi elcttroencefalografici eseguiti su Ivan Dragicevic e Marija Pavlovic permettono di scartare del tutto in questi soggetti nel giorno dell'esame fenomeni di sogno, di sonno o di epilessia. Nel momento delle tre registrazioni, la prova di stimolazione luminosa intermittente (SLI) non ha permesso di osservare scariche elettriche di tipo epilettico prima, durante e dopo l'estasi. La normalità degli esami del fondo dell'occhio permette di escludere una anomalia organica. L'allucinazione visiva derivante da un danno del recettore sensoriale e periferico (che si trova a volte nelle persone anziane o malate) è esclusa. Il sistema oculare è anatomicamente e funzionalmente normale.
Durante l'estasi il funzionamento riflesso delle palpebre alla minaccia e alla luce abbagliante viene inibito; il battito fisiologico regolare delle palpebre è molto ridotto in due veggenti e abolito negli altri due.
All'inizio della visione c'è in due veggenti simultaneità ad 1/5 di secondo nella cessazione dei movimenti dei globi oculari e ripresa simultanea degli stessi movimenti al cessare dell'estasi. Uno schermo posto di fronte ai loro occhi non disturba la loro visione che obbliga gli sguardi dei veggenti a convergere verso una medesima direzione.
Anche la funzione cardiaca è stata indagata a fondo dall'equipe di Montpellier: in tutte le fasi dello studio, il ritmo cardiaco appare rapido, sempre superiore a 90 pulsazioni al minuto.
Durante l'estasi si è notato in Ivanka e Marija una leggera diminuzione della frequenza cardiaca mentre in Vicka e Ivan una notevole accelerazione.
Questi risultati secondo i medici transalpini non sono significativi: traducono una differenza nel comportamento emozionale considerando che sia il periodo che precede, quello che segue e l'estasi vera e propria corrispondono ad un evento sempre nuovo, sempre diverso e paranormale per i veggenti.
L'evoluzione della pressione arteriosa in due veggenti permette di osservare durante l'estasi contrariamente ai nostri risultati, una diminuzione della stessa da 4 a 11 mm. di mercurio che non riveste nessun particolare significato. Per ciò che riguarda la prova dei potenziali uditivi che studiano l'influsso nervoso dalla periferia (ovvero dalla coclea che è una parte dell'orecchio interno) fino ai nuclei del tronco encefalico, si può affermare che le vie multiple sono normali fino ai nuclei della base cerebrale. L'andamento regolare del tracciato elimina formalmente un'allucinazione uditiva di tipo epilettico.
Il gruppo medico francese si è anche soffermato sullo studio della funzione fonatoria: le modificazioni di movimento dell'ago sul misuratore di impedenza indicano le variazioni del funzionamento laringeo; inversamente l'immobilità dell'ago indica un'immobilità della laringe. Ebbene, durante i due periodi muti dell'estasi (prima e dopo il Pater e il Gloria che recitano con la Vergine) si ha totale cessazione del funzionamento laringeo (ago immobile) senza modificazione del funzionamento dei muscoli della mimica facciale.

 

Conclusioni della perizia

Il fenomeno delle apparizioni di Medjugorje in Jugoslavia, studiato in diversi periodi dell'anno 1984 su 5 veggenti, si rivela scientificamente inspiegabile. L'osservazione clinica e strumentale condotta dall'equipe francese permette di affermare che questi giovani sono normali, sani di corpo e di mente.
Gli studi clinici e paraclinici minuziosi realizzati prima, durante e dopo le estasi conducono alla conclusione che scientificamente non esiste nessuna modificazione patologica dei parametri oggettivi studiati: elettroencefalogramma, elettrooculogramma, elettrocardiogramma, potenziali uditivi.
Quindi:
- non si tratta di epilessia, lo dimostrano gli elettroencefalogrammi
- non si tratta di sonno o di sogno, perché anche questo lo dimostrano gli elettroencefalogrammi
- non si tratta di allucinazione nel senso patologico del termine.
Non è una allucinazione uditiva o visiva legata ad un'anomalia a livello dei recettori sensoriali periferici (poiché le vie uditive e visive sono normali).
Non è una allucinazione parossistica: lo dimostrano gli elettroencefalogrammi.
Non è una allucinazione di tipo onirico come possono essere osservate nelle confusioni mentali acute o nel corso dell'evoluzione delle demenze atrofiche.
- non si tratta di isteria, di nevrosi o di estasi patologica, perché i veggenti non hanno alcun sintomo di queste affezioni in tutte le loro forme cliniche.
- non si tratta di catalessi, perché durante l'estasi i muscoli della mimica non sono inibiti ma funzionano normalmente.
I movimenti di attenzione del globo oculare dei ragazzi cessano simultaneamente all'inizio dell'estasi e riprendono immediatamente alla fine. Durante il fenomeno estatico gli sguardi convergono e c'è come un faccia a faccia tra i veggenti e la persona che è oggetto delle loro visioni.
Questi giovani hanno sempre un comportamento non patologico e ogni sera alle ore 17.45 essi cadono in uno «stato di preghiera» e di comunicazione interpersonale. Essi non sono degli emarginati, sognatori, stanchi della vita, angosciati: sono liberi e felici, ben inseriti nel proprio paese e nel mondo moderno.
A Medjugorje le estasi non sono patologiche e non c'è imbroglio. Nessuna denominazione scientifica pare adatta a designare questi fenomeni.
Si potrebbero definire come uno stato di preghiera intensa, separata dal mondo esterno, uno stato di contemplazione e di comunicazione coerente e sana, con una persona distinta che essi solo vedono, odono e possono toccare.



 


VIAGGIO SCIENTIFICO DELL'8/9/10 MARZO 1985

Dr. Giacomo Mattalia - Dr. Luigi Frigerio

 

Come da accordi presi in precedenza con i Padri Francescani di Medjugorje ed in particolare con Padre Slavko Barbarie, una parte dell'equipe medica italiana torna in Jugoslavia nei giorni 8/9/10 marzo 1985.
Oltre al Dr. Luigi Frigerio di Milano e al Dr. Giacomo Mattalia di Torino che erano già stati altre volte sul posto, questa volta sono con loro la Dott.ssa Anna Maria Borgonovo, oculista dell'Ospedale di Treviglio Caravaggio (Bg) e il Dr. Lorenzo Gribodo specialista in Otorinolaringoiatria, Patologia cervice-facciale e Audiolo-gia, presso il Reparto ORL dell'Ospedale Molinette di Torino (Primario: Prof. Filippin).
Lo scopo del viaggio consisteva in studi audiologici (impeden-zometria con timpanogramma e studio del riflesso stapediale), nella prova con il laringofono elettronico e in rilevazioni cliniche oculistiche quali lo studio della sensibilità corneale, la valutazione dei riflessi fotomotore diretto e consensuale, l'ammiccamento spontaneo, l'esame del fondo dell'occhio e il riflesso di accomodazione e convergenza.
L'esame impedenzometrico, per disguidi tecnici, è stato eseguito solo in parte, ma già suggerendo per quanto consentito, una normale pervietà delle vie acustiche periferiche e una fisiologica funzionalità del riflesso stapediale.
La prova col laringofono elettronico viene eseguita solo su Vicka e per di più nella sua casa, la sera dell'8/3/1985 alle ore 21,30 durante una apparizione privata. Questa apparecchiatura, molto semplice sia come concezione che come maneggevolezza, permette, sfruttando il movimento dei muscoli ausiliari della faringe e del collo, la modulazione della voce ai laringectomizzati.
Invia infatti un'onda sonora che viene modulata dal movimento dei suddetti muscoli e trasformata in voce parlata, sia pure metallica e monocorde, ma pienamente intelleggibile. Eseguita questa prova su Vicka, fuori dall'estasi, essa risulta positiva, ossia la voce «afona» della ragazza viene modulata perfettamente dal laringofono e riprodotta fedelmente dal nastro magnetico. Durante la visione invece, mentre all'inizio c'è un accenno brevissimo alla modulazione, poi il laringofono è «muto», ovvero si sente solo l'onda sonora dello strumento ma non modulata; e ciò nonostante che la mimica labiale della veggente sia molto accentuata e che l'apparecchio venga mantenuto ben adeso lateralmente alla cartilagine tiroidea.
Dal risultato ottenuto si può dedurre che durante il fenomeno estatico, non sono messi in movimento dalla mimica dei veggenti i muscoli faringo-laringei. Sarebbe auspicabile ripetere detto esperimento sulla stessa ragazza e su altri veggenti, ma quella sera la Vergine avrebbe detto a Vicka sorridendo, che quell'esame si poteva evitare in quanto non necessario.
Per ciò che riguarda lo studio oculistico eseguito su Marija, Ivanka e Vicka si possono riassumere in modo schematico i seguenti risultati:

VICKA

  Durante estasi Dopo estasi
Sensibilità corneale + - + +
Riflesso fotomotore diretto + +
Esame fundus oculi Normale Normale
Ammiccamento spontaneo Molto ridotto (ogni 15-20 sec.) Normale

MARJA

  Durante estasi Dopo estasi
Sensibilità corneale + - + +
Esame fundus oculi Normale Normale
Ammiccamento spontaneo - + +

IVANKA

  Durante estasi Dopo estasi
Sensibilità corneale - + + +
Esame fundus oculi Normale Normale
Ammiccamento spontaneo Ridotto Normale

Da queste indagini risultano alcuni fatti importanti: alcuni riflessi (per esempio il riflesso fotomotore di costrizione pupillare alla luce) sono normali e presenti sia fuori dall'estasi che durante l'apparizione. Invece l'ammiccamento spontaneo (lubrificazione dell'occhio mediante la chiusura palpebrale) è normale fuori dall'estasi (circa 12 volte al minuto) mentre durante l'apparizione diminuisce sensibilmente.
L'assenza di sensibilità corneale durante l'apparizione e la conseguente mancata chiusura dell'occhio al tatto sono un fatto straordinario.
Questo esclude la finzione poiché si tratta di un riflesso obbligato. In presenza di malattia comportamentale oppure organica questo fenomeno tenderebbe a persistere anche fuori dall'estasi. Ma questo non avviene nei ragazzi di Medjugorje.
Durante la 17a apparizione di Lourdes il medico presente osservò che durante l'estasi Bernardette reggeva nella mano destra una candela accesa, mentre la mano sinistra era lievemente sollevata con le dita un poco divaricate. La fiamma della candela passava fra le dita ma la pelle non bruciava e la ragazza non avvertiva dolore.
Dopo l'apparizione il medico toccò nuovamente la mano sinistra di Bernardette con la fiamma della candela. Bernardette retrasse subito la mano e accusò dolore.
Con modalità diverse e più complesse abbiamo verificato che nei veggenti di Medjugorje durante l'estasi si verifica lo stesso fenomeno: è abolita la sensibilità dolorifica (sensibilità protopatica) insieme ai riflessi fondamentali di difesa.
Questi fatti non trovano in alcun modo una spiegazione scientifica esauriente.

 

Considerazioni sulle esperienze del prof. Joyeux

Egregio Prof. Spaziante,
Le fornisco alcune considerazioni personali sull'esperienza svolta dal Prof. Joyeux e dalla sua équipe;
In primo luogo ritengo acquisito che i protagonisti siano persone del tutto sane ed equilibrate, anche se ovviamente i loro caratteri differiscono nell'ambito di una variabilità normale;
Ciò che colpisce, d'altra parte, è la similarità di comportamento nel corso della stessa esperienza mistico-religiosa;
Ciò premesso mi sembra dimostrata la esclusione di manifestazioni patologiche o anomale in senso lato ed, in particolare, di allucinazioni collettive sia di tipo ipnagogico (l'EEG è tipico della veglia) sia di tipo psicotico (comportamento del tutto normale prima e dopo l'estasi; assenza di fenomeni di influenzamento particolari e costanti in quanto non sempre le stesse persone si ritrovano insieme); anche la narcolessia mi sembra da escludere sia per la sua rara frequenza (ed in questo caso si tratta di varie persone dello stesso villaggio) sia per l'assenza delle sue tipiche manifestazioni cliniche.
Passando ora alle considerazioni sugli esami strumentali:
a) L'EEG permette di stabilire con assoluta sicurezza che nelle fasi precedenti, contemporanee e successive all'estasi è costante mente mantenuta la fase di veglia. L'attività elettrica cerebrale fondamentale è costituita dalla presenza del ritmo alpha che è notoriamente associato ad uno stato di veglia tranquilla, il passaggio ad attività rapide correlato a focalizzazione della attenzione non dipende, nel caso specifico, da stimoli esterni ma unicamente da stimolazioni di tipo interno legate alla peculiare loro Esperienza.
b) Per quanto riguarda la funzione oculare-visiva, la presenza dei riflessi elementari (riflesso fotomotore in particolare) depone per l'integrità anatomo-funzionale di strutture periferiche; la netta riduzione (o assenza) del riflesso di ammiccamento (o alla minaccia o spontaneo), come del resto la riduzione dei movimenti oculari di esplorazione, depone per una condizione di «deafferentazìone funzionale» della corteccia cerebrale durante l'estasi, il che concorda pienamente con i risultati forniti dall'EEG.
c) Lo studio della funzionalità cardiaca mi sembra di per sé meno specifico, in quanto nel corso di una stessa esperienza emozionale vi può essere, da un soggetto all'altro, una variazione funzionale con prevalenza ortosimpatica o parasimpatica.
d) La presenza dei potenziali evocati uditivi precoci depone per una normale conduzione delle vie uditive sino al tronco cerebrale nel corso dell'estasi.
e) Lo studio della funzione di fonazione offre risultati che con cordano con quanto già evidente dall'osservazione.
Se mi posso permettere una osservazione, giudicherei interessante in questo caso l'esecuzione dei potenziali evocati cerebrali corticali, per dimostrare se vi sia un normale arrivo di stimolazioni periferiche (visive, acustiche, somatosensoriali) alla corteccia cerebrale; vi è poi un esame sofisticato consistente nella registrazione dell'onda di aspettativa (onda CNV di Grey Walter) che però, presumibilmente, risulterebbe assente.
In conclusione, mi sembra che gli Autori abbiamo dimostrato nel modo più convincente la assenza di qualsiasi elemento patologico o anomalo in senso lato in questi giovani e che la loro estasi sia assolutamente priva di elementi patologici dal punto di vista cli-nico e psicologico, anche se ovviamente tale studio non entra in merito alla Esperienza stessa sul piano morale-religioso.

Dott. Emilio Mariani
(da: CIELO APERTO - MEDJUGORJE di G. Spaziante Ed. MIMEP-DOCETE)


 

LA NASCITA DELL'A.R.PA.

Dr. Giacomo Mattalia

 

Al ritorno dalla missione scientifica dell'8-9-10 marzo 1985, era maturo il momento propizio per la fondazione dell'A.R.PA. (Associazione Regina Pacis) che ebbe atto notarile, alla presenza di alcuni medici dell'equipe di ricerca su Medjugorje tra cui il Dr. Frigerio, il Dr. Mattalia e il Dott. Farina, il 28 marzo 1985 a Monza nello studio del Notaio Carlo Mussi.
Riportiamo in sintesi l'atto di fondazione:

Istituzione dell'Associazione Regina della Pace-ricerche scientifiche per l'aiuto alla vita. (A.R.PA.).

In data 28.03.1985 è stata costituita, con atto a ministero Notaio Dott. CARLO MUSSI di Monza, con la forma dell'Associazione Non Riconosciuta (art. 36 C.C.) l'«Associazione Regina della Pace-Ricerche Scientifiche per l'Aiuto alla Vita (A.R.PA.)».
Essa si propone di contribuire alla ricerca culturale e scientifica, in particolare medica, sulla vita, e in particolare sulla vita prenatale, nella piena condivisione della concezione cristiana della intangibilità e sacralità della stessa.
I promotori dell'Associazione: Dott. Luigi Farina, Presidente del Consiglio di Amministrazione: Dr. Giacomo Mattalia, Consigliere: Dr. Luigi Frigerio, Consigliere: Dr. Dario Maggioni, Consigliere: Avv. Ambrogio Sangalli, Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione ed inoltre Rag. Sandro Barni, Rag. Alberto Fumeo, Marco Arosio, membri del Collegio dei Revisori, Dr. Paolo Arosio, Dr. Angelo Maggioni, Dr. Leo Aletti, membri, unitamente al Dr. Luigi Frigerio, al Prof. Dr. Augusto Ferrari, al Prof. Dr. Giovanni Battista Candiani, al Dr. Maurizio Solca del Comitato Scientifico, sono stati mossi nel loro gesto dall'esigenza morale, resa vivissima dall'esperienza vissuta a Medjugorje (Jugoslavia), ove cinque giovani affermano di avere ormai da più di quattro anni l'Apparizione della Beata Vergine, di concretamente operare soprattutto da un punto di vista culturale, pur nei limiti delle loro capacità e dei loro mezzi, perché gli insegnamenti della MADONNA e della Chiesa per la Pace possano raggiungere un sempre maggior numero di uomini, permeandone la vita.

Oltre alla Sezione a difesa della vita è presente nell'A.R.PA. una seconda Sezione per lo studio apologetico del rapporto tra la «natura umana» e il «soprannaturale». Ecco in proposito cosa afferma uno stralcio dello Statuto:
Nello spirito dell'Associazione Regina della Pace definito nell'atto di fondazione legale in data 28.3.85, si è deciso di creare una sezione culturale-scientifica con scopo apologetico per mettere in luce l'armonia della Scienza con la Fede.
Tutti gli aderenti si impegnano a lavorare in perfetta sintonia con il Magistero della Chiesa, con particolare riferimento al Suo Capo visibile, il Santo Padre.
Il primo «Dossier» apologetico riguarda lo studio degli interventi soprannaturali nella natura umana:
- guarigioni
- «miracoli»
- visioni, estasi
- locuzioni
- vita spirituale
- vita mistica
- etc.
e questo con particolare riferimento agli avvenimenti soprannaturali riconosciuti come autentici dal Magistero ecclesiastico.
Questi studi coinvolgono quindi:
- la Medicina, specialmente, la psicologia medica, la neuropsichiatria, l'igiene mentale, la genetica, etc.
- la Filosofia, particolarmente, la filosofia della natura, la psicologia, la filosofia morale, la filosofia della storia, la cosmologia...
- la Teologia, teologia spirituale e mistica, teologia morale e pastorale, la teologia della storia
- la pedagogia, l'insegnamento della religione, la catechesi, l'educazione cristiana, la famiglia.
A questa sezione partecipano anche diversi consulenti ecclesiastici fra cui:
- Mons. Paolo Hnilica
- L'Abbé Rene Laurentin
- Padre Gabriele Amorth
- Don Luigi Bianchi
- Padre Massimo Rastrelli
- Padre Luca Cirimotic e numerosi altri.

Come emerge chiaramente dalla seconda Sezione, ecco che in questa ottica, l'A.R.PA. poteva sostenere in parte anche gli studi medici che stavamo compiendo a Medjugorje e la raccolta indaginosa delle guarigioni straordinarie che colà avvengono.


STUDI DEL SETTEMBRE '85

 

LA PREPARAZIONE DEL VIAGGIO DEL SETTEMBRE 1985

Dr. Giacomo Mattalia

Col passare dei mesi era emerso sempre più chiaramente in noi, medici coordinatori, l'esigenza di studi più raffinati che dessero un taglio radicale a tutte le incertezze che rilevamenti puramente clinici comportano.
Soprattutto stuzzicava la nostra ricerca e sete di maggiori informazioni un esame che l'equipe francese di Montpellier in parte aveva eseguito, ma che per la brevità del fenomeno estatico era rimasto incompleto: ovvero lo studio dei Potenziali evocati uditivi visivi e somato-sensitivi.
Anche il Dr. Mariani, neurologo degli I.C.P. di Milano, in una sua lettera esprimeva la necessità di indagare ulteriormente in questa direzione e con questo tipo di tests. Volendo tuttavia, a tutti i costi, portare a compimento questi rilevamenti, si aprirono innanzi a noi nuovi problemi organizzativi e tecnici.
Nel giugno '85 iniziarono alcune consultazioni con l'Amplifon di Torino (che già in precedenza aveva collaborato fornendoci altri strumenti audiologici) e in un secondo tempo con la sezione milanese della medesima Società che negli ultimi mesi aveva approntato un nuovo apparecchio scientifico (AMPLAID MK 10) che poteva, pur nei limiti della trasportabilità (è grande poco più di un televisore) fornirci l'acquisizione dei potenziali evocati per l'analisi clinica delle vie sensoriali e ncurali uditive, somalo-sensitive e visive. Con questo esame, in pratica, noi potevamo studiare, ovviamente senza la collaborazione dei veggenti, le reazioni della loro corteccia cerebrale durante il fenomeno estatico che a Medjugorje si ripete ormai ogni giorno da cinque anni alle ore 17,45 circa.
Nel mese di luglio '85 si tenne a Madonna di Campiglio una prima seduta di lavori di programmazione per questo nuovo viaggio, nel quale il giudizio sull'estasi e sui ragazzi non sarebbe stato soggettivo (affidato cioè totalmente all'esperienza clinica dei medici) ma oggettivo, con risposta su grafico elaborato dalle stampanti dei computer che avremmo portato con noi.
Volevamo cioè, essere ancora meno criticabili nei nostri giudizi e risultati, evitando la conclusione qualunquistica di chi affermava che essendo, alcuni dei medici del gruppo di ricerca cattolici, essi giungevano inequivocabilmente ad un risultato positivo su queste apparizioni.
I nostri contatti frequenti ed insistenti con l'Amplifon convinsero il Direttore del Marketing non solo a consegnarci in prestito il prezioso strumentario scientifico ma ad affiancarci un ingegnere elettronico per tutti i problemi tecnici, di taratura e di interpretazione legati a questo computer.
Il nostro impegno organizzativo proseguì in una successiva riunione di lavoro a S. Margherita Ligure nell'agosto '85, quando decidemmo di invitare per questa nuova missione, qualificati esponenti del mondo della scienza ed in particolare della neurofisiologia.
Fu così che interpellammo un famoso neuro-psico-farmacologo italiano che aveva studiato a lungo presso la Columbia University, esperto nella fisiopatologia del dolore e del suo trattamento. Costui aveva negli ultimi anni messo a punto un Algometro elettronico, ovvero un sistema per il rilevamento della soglia al dolore di tipo termico sulla superficie cutanea. Dopo essersi dimostrato assai contrariato ed incredulo su ciò che gli era stato esposto, accettò l'invito per sperimentare direttamente sui veggenti, attraverso il suo strumento, l'eventuale anestesia superficiale da noi già rilevata in precedenza con metodi molto più semplici ma non per questo meno efficaci.
Anzi affermò: «Vengo in Jugoslavia, ma non per giungere alla conclusione che voi attendete, ma per dimostrare una volta per tutte che si tratta di una farsa!» Inutile aggiungere che dovette poi ricredersi su tutto ciò che aveva detto.
Anche un altro esimio neurofisiologo del CNR, il Dr. Marco Margnelli, accettò l'invito. Costui aveva studiato a lungo fenomeni estatici, mistici e aveva cercato ripetutamente una spiegazione in linea puramente scientifica a questi fenomeni. Aveva pubblicato inoltre numerosi lavori in proposito.
Nei giorni immediatamente precedenti la partenza, furono coinvolti anche il Prof. Bigi, immunologo e fisiopatologo dell'Università di Milano, il Dr. Paolo Maestri otorinolaringoiatra, quale esperto di potenziali evocati uditivi e il Dr. Gagliardi in qualità di psicologo.

 

COMPOSIZIONE DEL GRUPPO MEDICO E STRUMENTI UTILIZZATI

Dr. Luigi Frigerio

Nell'agosto del 1985 maturò fra noi l'idea che una équipe italiana di medici si recasse a Medjugorje durante il successivo mese di settembre per completare una parte degli studi che ci eravamo proposti.
In questo caso la varietà della competenza e la ricchezza della strumentazione scientifica a nostra disposizione imponeva una analisi più approfondita.
Il gruppo era così composto:
- Dr. Luigi Frigerio e Dr. Giacomo Mattalia medici coordinatori
- Prof. Giuseppe Bigi - Fisiopatologo - Università Milano
- Dr. Giorgio Gagliardi - Cardiologo e Psicologo
- Dr. Paolo Maestri - Otorinolaringoiatra
- Prof. Marco Margnelli - Neurofisiologo
- Dr. Raffaele Pugliese - Medico Chirurgo
- Prof. Maurizio Santini - Neuropsicofarmacologo - Università di Milano.

L'equipe era coadiuvata da un ingegnere elettronico, Saverio Brighenti, per l'assistenza alla strumentazione scientifica e disponeva di diverse apparecchiature, di cui alcune piuttosto sofisticate:
1) Un algometro elettronico per lo studio della sensibilità nervosa termo dolorifica. Si tratta di uno strumento idoneo a valutare la soglia del dolore nell'unità di tempo misurata in decimi di secondo per una stimolazione di intensità prestabilita (per esempio 50° Centigradi).
2) Due estesiometri corneali per analisi della sensibilità oculare evocata da uno stimolo tattile. Si tratta di un manipolo sormontato da un filo di naylon la cui lunghezza è variabile. Accorciando la lunghezza del filo aumenta la rigidità della setola e dunque il peso in grammi aumenta quando lo strumento viene appoggiato sulla cornea (pesata minima 4 mg.; pesata massima 190 mg.)
3) Un poligrafo multicanale (Lafayette-Diplomat one) di fabbrica zione statunitense per lo studio contemporaneo della frequenza respiratoria, della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, della resistenza elettrica cutanea e della portata vascolare perife rica (pletismografia). Si tratta di uno strumento assai sensibile capace di valutare qualsiasi variazione emotiva in rapporto a modificazioni ambientali esterne e/o interne al soggetto esaminato.
4) Un apparecchio AMPLAID MK 10 (Amplifon) per l'acquisizione dei potenziali evocatie per l'analisi clinica delle vie sensoriali uditive, somatiche e visive. Risulta così possibile registrare la risposta del cervello umano (tronco cerebrale e corteccia) a stimoli esterni di volta in volta somministrati. Un computer analizza queste risposte e fornisce il risultato su un pannello luminoso e su carta, memorizzando i dati anagrafici e aritmetici.
5) Un impedenzometro AMPLAID 709 (Amplifon) per la registrazione del timpanogramma e la ricerca dei riflessi uditivi fondamentali: esame della coclea - nervo acustico - nervo facciale e muscolo stapedio.
6) Una telecamera per lo studio della pupillometria (variazioni dei diametri della pupilla in relazione a modificazioni della luminosità ambientale e/o del tono del sistema nervoso vegetativo) e per la registrazione degli avvenimenti in esame. Abbiamo in tal modo documentato ogni nostro intervento eseguito prima, durante e dopo l'estasi dei ragazzi veggenti di Medjugorje.

 

ANALISI DI ALCUNI PARAMETRI PSICOFISIOLOGICI DI JAKOV COLO E IVAN DRAGICEVIC DURANTE TRE EPISODI ESTATICI

Dr. Marco Margnelli

Scopo della presente indagine è stato lo studio di alcuni parametri fisiologici elementari in tre soggetti di giovane età, Jakov Colo, Ivan Dragicevic e Marija Pavlovic che da diverso tempo, a Medjugorje, in Jugoslavia, hanno, quotidianamente, episodi di alterazione della coscienza, definiti estasi, durante i quali apparirebbe loro la Vergine Maria.
Nella letteratura medico-scientifica e in quella agiografica esistono diverse segnalazioni sullo stato di alcuni di questi parametri nel corso di stati alterati di coscienza definiti «estasi» (per una rassegna di questa letteratura cfr.: M. Margnelli, La droga perfetta: neurofisiologia dell'estasi, Riza Scienze, 3 marzo 1984) e, pertanto, un primo obbiettivo del presente studio è stato quello di mettere a confronto le eventuali variazioni dei parametri fisiologici studiati a Medjugorje con i dati della letteratura.
Per accettare scientificamente un'estasi come autentica è punto centrale la dimostrazione che il soggetto che la vive sia completamente «assente» al mondo circostante: il controllo oggettivo di questa circostanza nei veggenti di Medjugorje è stato il secondo obbiettivo del presente studio. Lo stesso controllo, tralasciando di considerare le esigenze della teologia, si può anche considerare un eccellente criterio'per escludere la frode.
Infine, poiché l'estasi religiosa è uno stato poco studiato e incompletamente conosciuto da un punto di vista neurofisiologico, si ritiene che il presente studio abbia costituito un'eccellente occasione per raccogliere dati obbiettivi di futuro, grandissimo, interesse scientifico.

Procedura

I dati sono stati raccolti mediante un poligrafo portatile Lafayette, tipo Diplomat I, di fabbricazione statunitense. Esso permette la registrazione su carta di sei parametri:
1) 2 tracciati pneumografici da due derivazioni indipendenti, costale e diaframmatica;
2) un tracciato dell'attività elettrodermica, espressa in variazioni fasiche e toniche della resistenza elettrica della cute della faccia palmare di una mano (misurazione nota anche come reflessologia psico-galvanica);
3) del tracciato pletismografico del polpastrello di un dito, espresso come variazioni di opacità del tessuto a un raggio luminoso;
4) un tracciato della pressione arteriosa;
5) una stima indiretta della frequenza cardiaca, calcolabile sia dal tracciato pletismografico che da quello pressorio.
Nella letteratura psichiatrica, psicologica e medico-legale questi stessi indici vengono designati anche come parametri psicofisiologici.
Nel pomeriggio del 7 settembre 1985 ho provveduto alla registrazione di tali indici in condizioni basali da Jakov Colo, da Ivan Dragicevic e da Marija Pavlovic, in modo tale da disporre successivamente di valori di riferimento con i quali porre a confronto il comportamento degli stessi indici durante le cosiddette estasi.
A tale scopo, i tre veggenti, a turno, dopo la posizionatura dei vari elettrodi di registrazione, sono stati invitati a restare per qualche minuto seduti, immobili e a occhi chiusi, mentre il poligrafo registrava i dati di baseline.
Più tardi, nello stesso pomeriggio del 7 settembre e poi il giorno 8 e 9 settembre, sono invece stati registrati gli stessi indici psicofisiologici durante due estasi di Jakov Colo e una di Ivan Dragicevic.
Allo scopo, circa 10 minuti, prima delle estasi si è proceduto alla posizionatura degli elettrodi di registrazione e al controllo che il poligrafo fosse regolarmente funzionante. La registrazione vera e propria (e la regolazione delle amplificazioni sui vari canali di registrazione) cominciava non appena i veggenti iniziavano la preghiera in comune, a voce alta, l'interruzione della quale, abitualmente, segna l'inizio dell'estasi.
In tutte e tre le registrazioni durante i periodi estatici non è stato possibile registrare la pressione arteriosa: Jakov Colo ha rifiutato di indossare il manicotto gonfiabile in quanto gli provocava dolore; durante l'estasi di Ivan Dragicevic mi è mancato il tempo per attivare il canale di derivazione. Tuttavia, diversi dei medici presenti hanno provveduto a rilevare sia il polso radiale che la pressione arteriosa dei tre veggenti, sia prima che durante che dopo le estasi. Tali dati vengono, in parte, utilizzati nel presente studio e discussi insieme a quelli ottenuti col poligrafo.
Le condizioni in cui sono avvenute le registrazioni hanno comportato diverse difficoltà.
Innanzitutto la posizione inginocchiata si discostava non solo da quella in cui sono stati registrati gli indici di baseline, ma anche dalle condizioni in cui normalmente si registra un baseline psicofisiologico clinico.
In tale posizione, per esempio, il pletismografo registrava da un polpastrello di un dito lasciato pendere lungo il corpo, introdu-cendo la pressione idrostatica passiva come fattore di disturbo della misurazione.
Altrettanta importanza, nella valutazione dei pneumogrammi ha il fatto che i veggenti «parlano» durante le estasi e poi, anche, pregano.
Notevoli difficoltà, infine, sono derivate dalla brevità delle estasi stesse: la mancanza di tempo, in particolare durante la registrazione dell'estasi di Ivan Dragicevic del 9 settembre, ha addirittura impedito di registrare tre dei cinque parametri in programma.
Si è avuta l'impressione che l'affollamento di medici e lo schieramento di strumenti scientifici abbiano disturbato i veggenti: è un fatto che la durata delle estasi fosse notevolmente inferiore alle medie abituali.

Pletismogramma derivato dal polpastrello del terzo dito della mano sinistra di Ivan Dragicevic.
A. Tracciato ottenuto in condizione di riposo (7 settembre 1985, ore 16.15).
B. Tracciato ottenuto durante un episodio estatico (9 settembre, ore 18.45).
Si noti in B la drastica riduzione dell'ampiezza dell'onda dicrota.
I e il segnale indicato dalla freccia evidenziano l'inizio dell'estasi.

RISULTATI

Estasi di Jakov Colo del 7 settembre 1985, ore 18,45.

L'episodio è durato 75 secondi.
La frequenza cardiaca immediatamente prima dell'estasi era di circa 156 puls/min. Nei primi 10 secondi dell'estasi è passata a 180 puls/min. e, successivamente, si è stabilizzata su valori di circa 130 puls/min., valore che si è riscontrato anche alla fine dell'episodio estatico.
Altrettanto notevole è stata la variazione del tracciato pietismo-grafico: rispetto a un valore quantitativo medio di controllo (ampiezza delle onde dicrote in millimetri) di mm. 23,8 si è osservata una riduzione a mm. 16,6 con una amplificazione circa 2,5 volte maggiore rispetto all'amplificazione con cui erano stati registrati i valori di baseline.
Il pneumogramma, oltre a dimostrare una frequenza respiratoria inferiore al valore di riferimento (18/min. invece che 22/min.) dimostra una modificazione della forma dei singoli cicli in/espira-tori. In particolare, si osserva che il tratto ascendente (fase inspira-toria, I) dei singoli pneumogrammi è verticale, mentre il tratto discendente (fase espiratoria, E) è rettilineo, con una pendenza di 45 gradi. Inoltre, tra la fase I e la fase E, c'è un piccolo plateau dentellato: si tratta di segni indicativi che il soggetto sta parlando.
L'attività elettrodermica è caratterizzata da uno slivellamento progressivo della linea di base e da numerose, piccole variazioni cupoliformi della resistenza elettrica cutanea, sincrone con gli atti respiratori. Lo slivellamento della linea di base è un dato significativo e verrà discusso più avanti. Le variazioni fasiche vanno considerate artefatti.
Un'analisi dinamica, in funzione della durata di tutto l'episodio estatico, delle variazioni dei parametri psicofisiologici appena descritte permette di identificare un:
a) periodo prodromico, temporalmente collocato nei 15 secondi che precedono la caduta in estasi, mentre il veggente sta recitando a voce alta la preghiera che innescherà la caduta in estasi, durante il quale il tracciato pletismografico rivela una irrorazione capillare ancora più ridotta rispetto a quella che si documenterà durante l'estasi vera e propria;
b) immediatamente dopo l'inizio dell'estasi le onde dicrote diven tano un po' più ampie e per circa 30 secondi si stabilizzano su valori che sono circa il 30-40% di quelli di riferimento;
c) nella seconda metà dell'estasi, l'ampiezza delle onde dicrote aumenta ulteriormente fino al 60-70% dei valori di controllo;
d) immediatamente dopo il termine dell'estasi, l'ampiezza delle onde balza a valori che sono quattro volte più ampi dei valori del periodo prodromico e due volte e mezza quella della prima metà dell'estasi (effetto rebound).
Durante tutta l'estasi, infine, la linea di base del tracciato pletismografico mostra delle oscillazioni sincrone con i cicli in/espiratori.
Per quanto riguarda il tracciato elettrodermico, come si è già detto, si è osservato un progressivo slivellamento della linea di base che dimostra un progressivo aumento della resistenza cutanea con il progredire dell'estasi.
Nel pneumogramma, oltre alle descritte caratteristiche morfologiche dei singoli pneumogrammi, si osserva un breve episodio di apnea, intercorso circa 25-30 secondi dopo l'inizio dell'estasi, durato circa 10 secondi, dopo del quale si osserva una polipnea caratterizzata da cicli superficiali, di variabile ampiezza e di variabile morfologia dei tratti I ed E.

Estasi di Jakov Colo dell'8 settembre 1985, ore 18,45.

L'episodio è durato 49 secondi.
Le modificazioni della frequenza cardiaca e delle onde pietismo-grafiche descritte durante la prima estasi, si sono verificate esattamente identiche anche in questo secondo episodio.
La frequenza cardiaca media è stata di 156 puls/min.
L'ampiezza delle onde dicrotiche è stata mediamente a un terzo del valore di controllo.
Qualche lieve differenza tra prima e seconda estasi si è osservata nel peumogramma e nel tracciato elettrodermico.
Il pneumogramma dimostra una respirazione affrettata che, tuttavia si può giustificare col fatto che nella seconda parte dell'estasi il veggente pregava a voce alta.
La resistenza elettrica cutanea, invece, è rimasta costante per tutta la durata dell'estasi, senza slivellamenti della linea di base e senza le variazioni fasiche, sincrone con gli atti respiratori descritte nel tracciato della prima estasi.
Da un punto di vista dinamico, soprattutto nel pletismo-gramma, come nella prima estasi, si riescono a identificare nettamente,
1) periodo prodromico (circa 10-15 secondi), durante il quale l'ampiezza delle onde dicrote è addirittura inferiore a quella che si registrerà durante l'estasi;
2) il periodo estatico, durante il quale l'ampiezza delle onde è pressoché costante al valore di un terzo di quello di riferimento (circa 40 secondi) e
3) il fenomeno del rimbalzo (rebound), immediatamente successivo alla fine dell'estasi, per il quale l'ampiezza delle onde pletismografiche aumenta velocemente fino a valori che superano quelli di controllo.
Circa 3 minuti dopo la fine dell'estasi le onde dicrote, registrate con la stessa amplificazione con la quale erano state registrate nell'esame di baseline il 7 settembre, avevano un'ampiezza di circa un terzo maggiore dei valori di controllo.

Estasi di Ivan Dragicevic del 9 settembre 1985, ore 18,45.

L'episodio è durato circa 60 secondi.
Purtroppo per diverse ragioni tecniche (malfunzionamento dello strumento di registrazione, spostamento del sensore di stiramento per la registrazione del pneumogramma, artefatti di movimento) e circostanziali (brevissimo periodo prodromico, tentativo di registrazione dell'elettroencefalogramma) è stato registrato un tracciato dì qualità scadente.
In pratica, risulta leggibile solo il pletismogramma e, anche questo, solo a tratti.
Nondimeno, la riduzione di ampiezza delle onde dicrote osservata e descritta nelle due estasi di Jakov Colo, si osserva molto nettamente anche in questo tracciato.
Addirittura, la diminuzione di ampiezza delle onde sembra ancora più imponente di quella osservata nell'altro veggente.
Non è possibile identificare i momenti dinamici identificati nelle estasi di Jakov, anche se, all'immediato inizio del tracciato, le onde dicrote sono di ampiezza minima (4 mm) e raddoppiano nei successivi 15 secondi.
La frequenza cardiaca è rimasta costante per tutta l'estasi sulle 132 puls/min.
Immediatamente prima di quello che è stato definito periodo prodromico (in pratica mentre avveniva la posizionatura degli elettrodi) il polso era di 96 puls/min e la pressione arteriosa di 130/90 mm/Hg.

COMMENTI

A) L'attività elettrodermica.

L'andamento di questo parametro nel corso di un evento come quello che si manifesta nei giovani veggenti di Medjugorje, può fornire tre tipi diversi di informazioni:
1) sul livello di vigilanza e/o sul livello di attivazione sia nervoso centrale che nervoso vegetativo;
2) segnalare il verificarsi di modificazioni fasiche della resistenza elettrica cutanea ovvero segnalare il verificarsi di emozioni transienti;
3) fornire informazioni indirette sullo stato di attività o riposo di aree o porzioni del sistema nervoso centrale.
Si è visto che nella prima estasi di Jakov Colo si è verificato uno slivellamento della linea di base del tracciato elettrodermico: la resistenza elettrica cutanea è aumentata in modo lento e progressivo durante il corso dell'estasi: è quella che in psicofisiologia si definisce variazione tonica, variazione del livello di «tensione» in un sistema.
L'aumento della resistenza può essere essenzialmente attribuito ad una diminuzione del tono vegetativo centrale in quanto si trovano segni esattamente paralleli della stessa diminuzione sia nel pletismogramma che nei valori istantanei della frequenza cardiaca.
Nel pletismograrnma, l'ampiezza delle onde dicrote, minima poco prima e subito dopo l'inizio dell'estasi, aumenta progressivamente lungo il corso dell'evento fino a raggiungere il 60-70% dei valori di riferimento.
La frequenza cardiaca, invece, da un valore di ben 180 puls/min. nei primi 10 secondi dell'estasi, cala a 130 puls/min. nei successivi 10 secondi e rimane poi pressoché costante su tale valore fino alla fine dell'estasi.
Poiché la resistenza elettrica della pelle è, innanzitutto funzione dello stato di sudorazione distrettuale, la variazione tonica osservata durante la prima estasi di Jakov indica che la pelle dei polpastrelli del II e del III dito della mano sinistra è andata leggermente asciugandosi durante il pur breve corso dell'evento.
E poiché, a sua volta, la sudorazione delle mani è regolata del sistema simpatico, l'analisi della resistenza cutanea durante la prima estasi di Jakov dimostra che c'è uno stato di ipertonia simpatica all'inizio dell'estasi, e che tale ipertonia si attenua nel corso dell'evento.
Come si vedrà, lo stato di ipertonia simpatica è dimostrabile anche con l'analisi di altri parametri psicofisiologici, non solo presi in considerazione in questa ricerca ma anche in quelle di altri medici presenti a Medjugorje nella stessa occasione.
L'altro risultato importante ottenuto mediante l'analisi dei tracciati elettrodermici è la totale assenza di variazioni fasiche della resistenza elettrica cutanea.
Nei soggetti in normale stato di vigilanza, brusche variazioni della resistenza sono frequenti e ampie (qualche esempio si può vedere nel baseline di Marija Pavlovic, allegato al presente studio) e, in genere, segnalano una emozione.
La loro assenza nei tracciati di Jakov assume un duplice significato: innanzitutto che il soggetto era assente dalla realtà e, secondariamente, che l'evento psichico che sta vivendo non contiene stimoli emozionali.
Quanto al primo significato, esso va inteso in senso strettamente probante: il cosiddetto riflesso psicogalvanico è un indice estremamente sensibile. Durante una registrazione di baseline clinico che fosse eseguita in un ambiente simile a quello in cui è stata registrata l'attività elettrodermica di Jakov in estasi, il tracciato sarebbe costellato di segnali fasici dovuti a voci, rumori, movimenti delle persone, luci e così via (volendosi riferire ancora al baseline di Marija Pavlovic, si tenga presente che durante quella registrazione, la veggente teneva gli occhi chiusi).
Dunque, durante l'estasi, se non si fosse verificata un'autentica estraneazione dall'ambiente si sarebbero potute registrare risposte psicogalvaniche spontanee e anche provocate. Il professor Santini, infatti, durante le stesse estasi ha stimolato gli occhi di Jakov con un cstesiometro corneale e, con un algometro termico, varie aree cutanee. Mi ero dunque preparato a osservare se all'istante delle stimolazioni comparisse un segno nel tracciato elettrodermico. Non è successo nulla.
Pertanto, se un'estasi è innanzitutto «alienazione dei sensi», ciò che vive Jakov può essere un'autentica estasi.

Quanto al secondo significato che si può attribuire all'essenza di variazioni fasiche della resistenza cutanea, e cioè che l'evento che si svolge nella mente dell'estatico sia privo di stimoli emozionali, esso è meno sicuro.
Essendo un dato che viene rilevato per la prima volta in senso assoluto, la correttezza dell'interpretazione può essere rimandata a future osservazioni.
Quanto all'estasi di Ivan Dragicevic, l'elettrodermogramma non è stato registrato.

B) La pletismografia.

Questo indice misura le variazioni di volume del sangue nel polpastrello di un dito. Nel poligrafo impiegato a Medjugorje la misurazione è realizzata con metodo ottico: un apposito sensore registra le variazioni di trasparenza che intervengono in una piccola porzione di tessuto del segmento corporeo preso in esame. La trasparenza è direttamente proporzionale al contenuto ematico del tessuto stesso.
In fase con un ciclo cardiaco, dunque, si realizza una variazione di trasparenza che segue l'arrivo periferico della gettata sistolica, il suo passaggio attraverso il letto capillare e il suo allontanamento nel letto venoso. Ne risulta una variazione di trasparenza a forma di onda difasica, detta onda dicrota.
Nel poligrafo Lafayette, la registrazione avviene in modo tale che la penna del registratore ritorni, dopo ogni onda, ad una linea di base costante, detta anche linea di centro, che è indicativa, per così dire, della trasparenza (o della opacità) costante del tessuto. In realtà, segnala la quantità di sangue contenuta nel tessuto al punto morto diastolico e cioè indica lo stato di contrazione/rilasciamento dei vasi capillari.
Le variazioni della linea di base, a loro volta, sono indicative di variazioni del tono capillare e possono essere di due tipi, fasiche quando sono di breve durata, toniche quando la linea di base si slivella in modo progressivo e costante, per tempi lunghi.
Durante le estasi di Jakov Colo sono stati osservati diversi eventi fasici e tonici:
a) una notevole diminuzione dell'ampiezza delle onde dicrote rispetto ai valori di controllo, cioè a dire, uno stato di notevole ipertonìa capillare, con conseguente marcata diminuzione del flusso ematico locale;
b) delle variazioni di ampiezza delle onde dicrote che, potendo essere messe in relazione costante con diversi momenti dell'estasi, permettono di descrivere un periodo prodromico, un periodo di stato e un fenomeno di rimbalzo (rebound).
Seppure con minore chiarezza, le stesse osservazioni sono state fatte nel pletismogramma dell'estasi di Ivan Dragicevic.
Tali fenomeni indicano, in ambedue i veggenti, uno stato di notevole ipertonia adrenergica periferica, stato che era già ipotizzabile dall'analisi dei tracciati elettrodermici di Jakov.
E' importante sottolineare che la fenomenologia pletismografica è costante: si riscontra in due estasi successive nello stesso soggetto e si ritrova in un'altra avuta da un soggetto diverso.
L'organismo di ambedue i veggenti si trova in uno stato di allerta ergotrofica e, come si vedrà più avanti, ciò è determinante sia per giudicare dell'autenticità dell'estasi, che per ipotizzare l'esistenza di un trigger dell'entrata in estasi, che, infine, per abbozzare una interpretazione neurofisiologica dell'estasi stessa (R. Fisher, A cartography of thè ecstatic and meditative states, Science, 174, 1971, 897-904. E. Gellhorn e W.E. Kiely, Mystical states ofcon-sciousness: neurophysiological and clinical aspects, J.Nerv. Ment. Dis. 154, 1972, 399-405).

C) La frequenza cardiaca

La frequenza cardiaca durante l'estasi è calcolabile direttamente dal tracciato pletismografico.
Sia Jakov Cólo che Ivan Dragicevic, durante le estasi, fanno registrare frequenze cardiache molto elevate: 150 puls/min. Jakov, 130 puls/min. Ivan.
I valori di riferimento (e cioè quelli ottenuti durante la seduta di baseline) erano, rispettivamente, di 96 e 84 puls/min.
Anche Marija Pavlovic, alla quale polso e pressione arteriosa durante le estasi, sono stati misurati a turno dai vari medici presenti, aveva valori basali di frequenza tra 80 e 96 puls/min. (si veda anche il tracciato di baseline allegato al presente studio) e valori, durante le estasi, tra le 125 e le 135 puls/min.
I valori della frequenza cardiaca dimostrano, di nuovo, lo stato di ipertonia adrenergica periferica già rilevato dall'analisi dei tracciati elettrodermici e pletismografici.

D) Il pneumogramma

Si tratta dell'indice meno importante tra quelli studiati perché è quello che fornisce meno indicazioni psicofisiologiche.
I tracciati basali rivelano frequenze respiratorie abituali in Ivan Dragicevic di 18/min, in Jakov Colo di 22/min e in Marija Pavlovic di 22/min.
La frequenza in estasi è stata misurata solo in Jakov, che nella prima estasi respirava 18 volte al minuto e, nella seconda, 24.
Sia i valori basali che quelli intra-estatici sono più alti della frequenza media fisiologica per soggetti dell'età dei tre veggenti.
Poiché nel determinismo di tali valori concorrono numerosi fattori è difficile azzardare ipotesi e interpretazioni solo sulla base di quanto si è raccolto.
Non è comunque inutile ricordare che l'iperventilazione è un correlato fisico delle situazioni ergotrofiche.
Quanto ad altre possibili valutazioni, fin dall'epoca delle osservazioni mediche su Luisa Lateau (M. Warlomont-Louise Lateau,Rapport medicale sur la stigmatisée de Bois d'Haine, Bull. Soc. Roy. Med. du Belgique, XV, 1875, 144-314) si era cercato di capire se ci fosse qualche relazione tra concentrazione dei gas respiratori nel sangue e estasi.
Proprio nel caso di Luisa Lateau vennero fatti esami dei gas espiratori prima e durante le estasi e non furono trovati valori o anomalie della concentrazione che facessero ritenere probabile che lo stato alterato di coscienza di Luisa fosse dovuto a ipercapnia o a ipocapnia.
In epoca recente un'indagine del genere, del tutto risolutiva per il problema, è stata fatta da Wallace e Benson su meditatori occasionali e abituali (K.R. Wallace e H. Benson,The physiology of meditation, Sci.Amer., 226, 1972, 84-90).

 

STUDIO PUPILLOMICO DEI RAGAZZI VEGGENTI

Dr. Luigi Frigerio - Dr. Luigi Farina

Durante il mese di settembre 1985 abbiamo raccolto una serie di immagini fotografiche della pupilla e dell'iride dei veggenti di Medjugorje prima, durante e dopo l'estasi.
La pupilla di un soggetto normale si dilata quando si verifica una riduzione della luce ambientale e si restringe quando la lux-metria aumenta.
Una variazione di diametri pupillari, a condizioni invariate di luce, può altresì verificarsi per modificazioni del sistema neurovegetativo, intrinseche al soggetto esaminato.
Per esempio uno stato di iperattività del sistema nervoso ortosimpatico può determinare, oltre ad un aumento della pressione arteriosa sistemica e ad un incremento della frequenza cardiaca al minuto, anche un ampliamento dei diametri della pupilla. Tale modificazione può essere studiata con metodo fotografico calcolando la variazione millimetrica percentuale della pupilla rispetto ai diametri dell'iride (parte colorata dell'occhio).
Il giorno 7 settembre 1985 abbiamo studiato la pupilla di Marija Pavlovic poco prima dell'estasi, sul luogo dell'apparizione.
La pupilla presentava un diametro pari al 36% del diametro totale dell'iride.
Durante l'estasi invece la pupilla appariva dilatata con un diametro pari al 55% del diametro totale dell'iride.
Subito dopo l'estasi la pupillometria si riduceva e, a condizioni invariate di luce, risultava del 32% rispetto al diametro dell'iride.
Il giorno 8 settembre 1985 abbiamo eseguito diverse rilevazioni cine-fotografiche sulla pupilla di Jakov Colo.
Durante l'estasi la pupillometria di Jakov risultava pari al 42% dei diametri dell'iride. Subito dopo l'estasi il diametro pupillare si era ridotto al 36% rispetto ai valori dell'iride.
Questi dati confermano l'esistenza di una modificazione funzionale del sistema neurovegetativo nei ragazzi di Medjugorje in relazione al verificarsi del fenomeno estatico.
E' molto probabile che tali modificazioni debbano essere interpretate nell'ambito di un ipertono generalizzato del sistema nervoso ortosimpatico che si verifica durante l'estasi.

 

STUDIO DELL'AMMICCAMENTO SPONTANEO

Controllo video eseguito da:
Dr. L. Frigerio - Dr. L. Farina - Dr. Vangelis Katoulis di Atene.

1° giorno - 7.9.85 - Marija Pavlovic

Prima dell'estasi

Controllo di un minuto continuo con 25 ammiccamenti e precisamente con questa frequenza: 0"-l"-2"-3"-6"-8"-10"-ll"-14"-16"-21"-24"-31"-34"-38"-39"-45"-47"-49"-50"-52"-54" 55"-56"-59".

Durante l'estasi

La durata dell'estasi è stata di 1' e 11".
Si possono vedere sul video gli occhi della veggente nei seguenti periodi:
da 3" a 11"
da 17" a 32"
da 40" a 41"
da 51" a 1',11" si è visto un solo ammiccamento al 59".
N.B. Fuori dall'estasi Marija Pavlovic presentava un ammiccamento ogni 2,4 secondi (media aritmetica) mentre durante l'estasi la frequenza del fenomeno si riduceva (un ammiccamento su 44 secondi esaminati).

2° giorno - 8.9.85 - Jakov Colo

Durante l'estasi

La durata è stata di 52". Si sono avuti 7 ammiccamenti e precisamente a: 4"-10"-25"-31"-33"-38"-43" (media aritmetica: un ammiccamento spontaneo ogni 7,4 secondi).

Dopo l'estasi

Controllo di 12" continui. Si registrano 7 ammiccamenti con questa frequenza: l"-2"-3"-5"-7"-9"-12" (media aritmetica: un ammiccamento spontaneo ogni 1,7 secondi).

Conclusioni

Lo studio dell'ammiccamento spontaneo dimostra che si verifica una netta riduzione d