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PREGHIERA






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DEVOZIONI
Il Sacro Cuore di Gesù

Il Sacro Cuore di Gesù
(celebre dipinto di Pompeo Batoni nella cappella della Chiesa del Gesù a Roma)
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È alla suora visitandina S. Margherita Maria Alacoque che dobbiamo la diffusione della devozione al Sacro Cuore di Gesù e della pia pratica dei primi nove venerdì del mese. Vissuta tra il 1947 e il 1690 nel convento francese di Paray-le-Monial, nel corso della sua vita ebbe numerose apparizioni e locuzioni di Gesù Cristo che ella descrisse in una serie di lettere al proprio direttore spirituale.
In una sera della ottava della festa del Corpus Domini del 1975, ella vide il Redentore che, mostrandole con il dito il proprio cuore, le disse: «Ecco quel Cuore che tanto ha amato gli uomini e che nulla ha risparmiato, fino a esaurirsi e a consumarsi, per testimoniare loro il suo amore. In segno di riconoscenza, però, non ricevo dalla maggior parte di essi che ingratitudini, per le loro tante irriverenze, i loro sacrilegi, e per le freddezze e i disprezzi che essi mi usano in questo sacramento d'amore. Per questo ti chiedo che il primo venerdì dopo l'ottava del Corpus Domini sia dedicato a una festa particolare per onorare il mio Cuore ricevendo in quel giorno la Santa Comunione e facendo un'ammenda d'onore per riparare tutti gli oltraggi che ricevuti durante il periodo in cui è stato esposto sugli altari. Ti prometto che il mio Cuore si dilaterà per effondere abbondantemente le grazie del suo divino amore su coloro che gli renderanno quest'onore e procureranno che anche altri glielo rendano».
Lei stessa fu la prima a usufruire di quei doni che, però, furono accompagnati da una serie di incomprensioni, di sofferenze, e di giudizi ingenerosi delle consorelle e del suo stesso direttore spirituale, che la giudicava un'esaltata. Margherita pativa in silenzio. E sarebbe morta così, disprezzata e dimenticata, se il gesuita Claudio de la Colombière non avesse colto nella sua straordinaria esperienza il segno di Dio. Dietro suo invito, Margherita rese pubbliche, scrivendo un'autobiografia, le rivelazioni ricevute da Gesù.
Nonostante la opposizione del movimento dei giansenisti, questa moderna devozione ebbe larga diffusione in tutta Europa grazie all'appoggio dato dai Gesuiti e dei Padri Redentoristi. A coronamento della devozione ci fu l'approvazione di Papa Clemente XIII diede nel 1765 all'Ufficio e alla Messa del Sacro Cuore, e Papa Pio IX nel 1856 estese a tutta la Chiesa la solennità del Sacro Cuore, stabilendo che si celebrasse il venerdì successivo al Corpus Domini, e nel 1873 approvò la pratica del mese di giugno in onore del Sacro Cuore.
Le dodici promesse
Il Signore tramite lei ha dunque voluto consegnare un messaggio d'amore e di Misericordia destinato alla Chiesa e a tutti gli uomini. Gesù le ripete in continuazione che con il culto al suo Cuore intende rinnovare in questi ultimi secoli la sua Redenzione, a una condizione essenziale: che gli uomini si decidano ad amarlo. La particolarità di queste rivelazioni a Suor Margherita, che venne proclamata santa nel 1920, fu che Gesù le dettagliò 12 promesse riguardanti i devoti del Sacro Cuore.
- "Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato di vita" (lett. 141).
- "Porterò soccorso alle famiglie che si trovano in difficoltà e metterò la pace nette famiglie divise" (lett. 35 e 131).
- "Li consolerò nelle loro afflizioni" (lett. 141).
- "Sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte" (lett. 141).
- "Spargerò abbondanti benedizioni sopra tutte le loro opere" (lett. 141).
- "I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l'oceano della Misericordia" (lett. 131).
- "Riporterò le comunità religiose e i singoli fedeli al loro primo fervore" (lett. 141 e 132).
- "Le anime fervorose giungeranno in breve a grande perfezione" (lett. 35).
- "Benedirò i luoghi dove l'immagine del mio Sacro Cuore verrà esposta ed onorata" (lett. 35).
- "A tutti coloro che lavoreranno per la salvezza delle anime darò il dono di commuovere i cuori più induriti" (lett. 141).
- "Il nome di coloro che propagheranno la devozione al mio sacro Cuore sarà scritto nel mio Cuore e non ne verrà mai cancellato" (lett. 39,4 e 89).
Infine, la dodicesima è quella che viene chiamata la grande promessa: «Io ti prometto, nell'eccesso della Misericordia del mio Cuore, che il mio Amore Onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno il Primo Venerdì del mese per nove mesi consecutivi, la grazia della penitenza finale. Essi non moriranno in mia disgrazia, ma riceveranno i Santi Sacramenti, e il mio Cuore sarà loro asilo sicuro in quell'ora estrema».
Quest'ultima promessa ha dato origine alla devozione della Comunione nei primi nove venerdì del mese. A diffondere tale pratica ha contribuito in particolare l'Apostolato della preghiera, una associazione fondata nel 1844 in Francia dal gesuita Padre François Xavier Gautrelet.
Una straordinaria conferma della perenne validità della promessa a Santa Margherita è giunta nel 1947 dalle apparizioni alle Tre Fontane a Roma, in cui la Vergine della Rivelazione disse con chiarezza al veggente Bruno Cornacchiola, un eretico filo-protestante che non perdeva occasione per denigrare la Madonna: «Io sono Colei che sono nella Trinità divina. Sono la Vergine della Rivelazione. Tu mi perseguiti: ora basta! Entra nell'ovile santo, corte celeste in Terra! Il giuramento di Dio è e rimane immutabile: i Nove Primi Venerdì al Sacro Cuore di Gesù, che la tua fedele sposa ti fece fare prima di entrare nella via della menzogna (il protestantesimo) ti hanno salvato! Frequentate i Primi Venerdì del mese perché è una promessa di mio Figlio!».
Il Sacro Cuore di Gesù
La devozione al Sacro Cuore è diffusa in tutto il mondo, come possiamo facilmente notare nelle intitolazioni che portano chiese, raffigurazioni, congregazioni religiose e associazioni laicali. Padre Agostino Gemelli, fondatore della Università cattolica del Sacro Cuore, ne è stato grande cultore. Si tratta dunque un fenomeno esteriormente molto visibile, a cui corrisponde tutta una serie di pratiche religiose e di atteggiamenti spirituali interiori che dopo il Concilio hanno assunto il carattere di una vera e propria spiritualità.
La spiritualità del Cuore di Gesù affonda le sue radici nel colpo di lancia inferto dal soldato romano nel costato di Gesù sulla Croce. Una ferita da cui sono sgorgati sangue ed acqua, e l’amore misericordioso di Dio: «Nel linguaggio biblico – nota Papa Benedetto XVI – il "cuore" indica il centro della persona, la sede dei suoi sentimenti e delle sue intenzioni. Nel cuore del Redentore noi adoriamo l’amore di Dio per l’umanità, la sua volontà di salvezza universale, la sua infinita misericordia. Rendere culto al Sacro Cuore di Cristo significa, pertanto, adorare quel Cuore che, dopo averci amato sino alla fine, fu trafitto da una lancia e dall’alto della Croce effuse sangue e acqua, sorgente inesauribile di vita nuova». (cf. Angelus del 4 giugno 2005)
Cercare di conoscere e amare Dio non sarebbe forse una evasione che ci dispenserebbe dall'amore per i fratelli? Nel Sacro Cuore di Gesù troviamo in modo particolarmente suggestivo sia la rivelazione che Dio è amore, cioè ama per primo per libera iniziativa, sia la via per crescere nella sua conoscenza, poiché mettendoci alla sua scuola il nostro cuore potrà trovare in lui riposo. Diceva Sant'Agostino: «il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te, Signore», cioé con l'incontro beatificante della pienezza dell'amore. Più siamo alla scuola di Gesù, ossia miti e umili di cuore, più Dio si fa misteriosamente conoscere a noi e questo movimento porta nuovi progressi anche nell'amore per i fratelli, in una specie di concatenazione infinita. Questo movimento suppone da parte nostra l'accettazione della nostra piccolezza perché Dio sceglie i piccoli per rivelarsi loro.
Molti amano sbandierare le proprie amicizie: dire che si è amici di qualche persona importante è considerato da molti un biglietto da visita quasi indispensabile. Ma di tutti costoro, quanti restano tali allorché si ha davvero bisogno di essi? È facile essere amici a parole, ma assai meno nei fatti. Eppure c'è qualcuno su cui possiamo contare sempre, in ogni momento, anche quando sembra non essere possibile la speranza dell'aiuto di chicchessia: si tratta di Gesù. Egli ha detto: «Nessuno ha amore più grande di questo: dare la vita per i suoi nemici», e non si limitò a dirlo, in quanto finì in croce per i suoi amici uomini, ma la sua amicizia per noi la professò prima del Getzemini. In quella occasione disse senza mezzi termini: «Voi siete miei amici se fate quel che io vi esorto a fare: amatevi scambievolmente» (cf. Gv 15, 13.17). Dell'amicizia di Gesù, cioé di Colui che ha vinto il mondo (cf. Gv 16, 33), non possiamo farne a meno, ed è stupendo sapere di potersi rivolgere a Lui in qualità di "amico".
LE CONDIZIONI DELLA PRATICA DEI PRIMI NOVE VENERDÍ DEL MESE
Il Cuore di Gesù promette, in modo assoluto e senza restrizioni, che chi ha fatto bene i primi nove venerdì non morrà in peccato mortale. Per quanto riguarda questa pratica devozionale è bene compierla con diligenza, ma senza cadere nello scrupolo perché Dio non è fiscale. Ciò che veramente conta è l'amore è con il quale facciamo queste pie pratiche perché lo scopo è quello di farci avvicinare al Cuore di Gesù, ed è questo il fine a cui dobbiamo tendere.
• Che significa fare bene i primi nove venerdì?
– Confessarsi entro gli 8 giorni precedenti il primo venerdì del mese.
– Le confessioni sacramentali devono essere nove come le comunioni.
– Durante la confessione oltre a manifestare i propri peccati al confessore insieme al proposito di non commetterli più, si esprima l'intenzione di fare la pratica dei primi nove venerdì per amare, conoscere e onorare il Sacro Cuore di Gesù.
– Comunicarsi il primo venerdì del mese per nove mesi consecutivi, partecipando alla Santa Messa.
– Le comunioni devono essere ricevute nel primo venerdì del mese e non in un altro giorno della settimana.
– Le comunioni devono essere nove, precedute dalla confessione sacramentale che assicura la condizione dell'essere in grazia in Dio, la volontà di perseverare nel bene e di vivere da buon cristiano.
– Le comunioni devono essere consecutive e senza interruzione. Chi ne tralasciasse anche solo una o smettesse anche dopo averne fatte otto, dovrebbe iniziare daccapo.
– Le comunioni devono essere fatte con la specifica intenzione del Cuore di Gesù che non vuole altro che gli uomini lo amino, lo conoscano e lo onorino.
• Perché il venerdì?
La scelta del Venerdì l'ha fatta Gesù stesso; è il giorno in cui si commemora la Passione e morte di Gesù, il giorno della Redenzione, centro della storia della salvezza.
• Perché il primo venerdì?
La pratica del primo venerdì, come giorno di riparazione, era molto in uso al tempo di S. Margherita, anche fuori del monastero. La comunione richiesta per il primo venerdì non è quindi una comunione qualsiasi bensì è una comunione riparatrice.
• Perché nove primi venerdì consecutivi?
I nove mesi sono praticamente un anno intero. Si tratta perciò di un impegno che stimola una persona a vivere in amicizia con il Signore per l'arco di tutto un anno; e questa buona volontà costante nel desiderio di compiacere Cristo, commuove il suo Cuore attirando la sua benevolenza.
• Un ultimo scrupolo: se si cadesse in peccato grave durante i novi mesi?
Chi avesse iniziato i nove primi venerdì con buone disposizioni, ma poi per debolezza venisse a cadere in peccato grave, purché si penta di vero cuore, riacquisti la grazia santificante con la confessione sacramentale e contìnui senza interruzioni le nove comunioni; costui conseguirà la Grande Promessa. |
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