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PREGHIERA






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DEVOZIONI
La devozione mariana di Giovanni Paolo II

Lo stemma episcolape di Giovanni Paolo II, con la M di Maria |
Il due aprile, nel palazzo apostolico in Roma, moriva Karol Wojtyla, ormai noto con il nome di papa Giovanni Paolo II, polacco, "venuto da lontano" con un messaggio speciale di attaccamento, lui diceva: affidamento, alla Vergine Santa, tanto da aver inserito nel suo stemma episcopale e poi pontificio una M ed un motto "Totus Tuus".
La particolare devozione alla Madonna in Karol Wojtyla, ha una sua storia che lui stesso più volte ha ricordato e raccontato. Leggiamo assieme questa simpatica testimonianza, come lui l'ha resa in occasione della visita alla Madonna di Jarna Gora (Czestochowa) nel piccolo villaggio di Boirek Palescki dove era situata la fabbrica di soda nella quale da giovane lui lavorava:
"Non ho mai abitato qui, ma sapete bene che qui ho lavorato. Questa enorme fabbrica costituiva il mio posto di lavoro durante i quattro anni di occupazione. E qui, durante quegli anni, e nata la mia vocazione sacerdotale. La mia vocazione iniziava a formarsi mentre lavoravo nella cava di pietra e si concludeva qui, nella fabbrica di soda, sul vostro territorio. Ecco le ragioni per cui desidero parlare come vostro parrocchiano e salutare la Madre santissima. Voglio ringraziarla, io, vostro vescovo, per la grazia sacerdotale che si è conclusa in questa parrocchia. Questi sono i profondi legami che mi uniscono a voi
Questi legami mi uniscono per sempre anche alla Madre santissima. Sempre, quando passo vicino a questa fabbrica, specialmente vicino alla sala delle caldaie, ricordo il percorso e i momenti decisivi della mia vita. Spesso vedo davanti ai miei occhi un piccolo libriccino con la copertina celeste. Quando ero operaio della Solvay lo portavo con me, insieme con un pezzo di pane, per il turno pomeridiano e dì notte. Durante il turno di mattina era più difficile poter leggere. Durante il turno pomeridiano spesso leggevo quel libretto. Si intitolava: Trattato sulla devozione alla santissima Vergine Maria. L'autore, che era in quei tempi beato, fu elevato agli altari come santo: Luigi Maria Grignion da Montfort. Permettetemi di ricordarlo nel giorno in cui inizia la visita alla Madonna nella vostra parrocchia.
Quel piccolo libriccino con la copertina celeste, simile ad un libretto da messa, mi serviva da lettura durante molti giorni e molte settimane. Non solo lo leggevo e lo conservavo. Lo leggevo, se così si può dire, da capo alla fine e di nuovo da capo. Da quel libriccino ho imparato cosa vuoi dire la devozione alla Madonna. L'ho letto tanto che tutto, dentro e fuori, era intriso di soda. Le ricordo benissimo quelle macchie di soda, perche proprio esse sono un elemento importante di tutta la mia vita inferiore. Questo desideravo oggi, ricordare". Il padre monfortano Alberto Rum ricorda con piacere il giorno nel quale lo stesso Giovanni Paolo II gli confidò sorridendo: "II Trattato della vera devozione a Maria? Lo sapevo a memoria".
Abbiamo rintracciato quel libriccino con la copertina celeste. Era stato stampato nel 1927 a Poznam-Warsawa-Vilno-Lublin, daNakhal Ksicrgarni, con il titolo: O Doskonaiem Nabozenstwie to Najswietszej Marji Panny (Della perfetta devozione alla santissima Vergine Maria). Era la seconda volta che il Trattato del Montfort veniva pubblicato in polacco, dacché la prima edizione risaliva niente meno che al 1893, con un titolo ancor più eloquente: O Zao-fìardwaniu, Sie Jezusowi przez Marja (Della consacrazione di se stesso a Gesù per mezzo di Maria).
Ma per Karol Wojtyla la devozione verso la Vergine Maria divenne subito completa. All'indomani della sua elezione a pontefice universale, nel radiomessaggio dalla Cappella Sistina, confidava: "in quest'ora per noi trepida e grave, non possiamo fare a meno di rivolgere con filiale devozione la nostra mente alla Vergine Maria, la quale sempre vive ed opera come Madre nel mistero di Cristo e della Chiesa, ripetendo le dolci parole Totus tuus che vent'anni fa scrivemmo nel nostro cuore e nel nostro stemma, al momento della nostra Ordinazione Episcopale". Infatti fu proprio il mistero di Cristo e della Chiesa che gli rivelò il ruolo essenziale della devozione mariana.
"Devo ammettere che in quel periodo (della preparazione al sacerdozio) ebbi delle difficoltà sul concetto di devozione alla Santissima Vergine Maria e sul rapporto di questa devozione con la devozione a Cristo Signore. Rimasi a lungo alle prese con questo Trattato che mi era venuto tra le mani così provvidenzialmente. Lo studiai si può dire in tutte le direzioni, dall'inizio alla fine, tornando su alcuni passi parecchie volte e stancandomi vera mente. Devo però ammettere che dopo alcuni mesi di tale studio qualcosa si era formato dentro di me su questo tema e quello che oggi dirò risale I quel periodo. Avevo capito innanzitutto che la vera devozione alla Madre di Dio risulta dalla comprensione del mistero della Redenzione. Per avere un rapporto profondo con la Madre di Dìo (non soltanto una devozione estenore. non soltanto il culto sentimentale, ma un rapporto profondo), quel rapporto profondo e impegnato che ha tanto interessato san Luigi Maria Grignion da Monlfort, bisogna riferirsi a Maria in tutto il contesto del mistero della nostra redenzione" (20 maggio 1965, ai sacerdoti della diocesi di Cracovia).
Il 6 gennaio 2000, il Postulatore Monfortano chiedeva alla Santa Sede con un Supplex Libellus la concessione del titolo di Dottore della Chiesa per san Luigi di Montfort. Non era una manovra senza solida base: la conoscenza della devozione mariana ispirata ed insegnata dal Montfort è ormai patrimonio dell'universalità dei fedeli, i quali sparsi nell'intero mondo, stimano, amano e seriamente seguono la spiritualità della consacrazione a Gesù per mezzo di Maria. Forse nessun libro mariano ha avuto un successo editoriale paragonabile a quello del Trattato, e, questo è importante, forse nessuna pubblicazione mariana ha mai avuto tanta incidenza nella formazione spirituale e devozionale come quella che nel giro di soli 160 anni ha potuto realizzare quest'opera. Infatti, Luigi di Montfort pare abbia composto questo Trattato attorno agli anni 1710-12 affidandolo ad un quadernetto sperduto poi fra le tante cose lasciate dal grande apostolo della Vandea. Come è attestato dalle cronache, al tempo della Rivoluzione francese si dovette ricorrere a nascondere tutto ciò che avrebbe potuto sembrare, alla nuova religione del Terrore, una assurda affermazione di spiritualità cristiana e papalina. L'Autore aveva previsto questo, quando scriveva: "Prevedo che molte bestie frementi verranno infuriate per dilaniare con i loro denti diabolici questo piccolo scritto e colui del quale lo Spirito Santo si è servito per scriverlo, o almeno per seppellirlo nelle tenebre e nel silenzio di un cofano perché non sia pubblicato".
Casualmente ritrovato nel 1842, fu immediatamente pubblicato nel 1843 da Gaume a Parigi, e subito ebbe una risonanza impareggiabile. Fino ad oggi si contano più di trecento edizioni in trenta lingue, che hanno attirato l'attenzione di teologi, hanno costituito l'ispirazione della vita di milioni di fedeli e il sostegno per il movimento del culto mariano in tutto il mondo, e sono state fonte di spiritualità per innumerevoli Associazioni e Istituti anche laicali, come la Legio Mariae di Frank Duff (1925).
Papa Giovanni Paolo II si riconosce discepolo di questo grande Maestro; poiché la postulazione per il dottorato aveva interessato la Congregazione delle Cause dei Santi e quella della Dottrina della Fede, lui stesso ne venne informato, e, siccome venivano richiesti maggiori studi e più approfondite esperienze in tutta la'cristianità, quasi a voler stimolare ancor più tali studi e ricerche, volle dettare una Lettera sulla dottrina spirituale di san Luigi Maria di Montfort, ai Religiosi ed alle Religiose delle Famiglie monfortane, il 14 gennaio 2004, dove afferma: "Io stesso negli anni della mia giovinezza, trassi un grande aiuto dalla lettura di questo libro, nel quale trovai la risposta alle mie perplessità dovute al timore che il culto di Maria, dilatandosi eccessivamente, finisse per compromettere la supremazia del culto dovuto a Cristo. Sotto la guida sapiente di san Luigi Maria compresi che, se si vive il mistero di Maria in Cristo, tale rischio non sussiste. Il pensiero mariologico del Santo, infatti è radicato nel Mistero trinitario e nella verità dell'incarnazione del Verbo di Dio [...] Com'è noto, nel mio stemma episcopale, che è l'illustrazione simbolica del testo evangelico appena citato, il motto Totus tuus è ispirato alla dottrina di san Luigi Maria Grignion da Montfort".
Nell'intervista al giornalista francese Andre Frossard, confidava: "La mia devozione mariana così modellata – ne do oggi soltanto un'idea in breve – dura in me da allora. È parte integrante della mia vita intcriore e della mia teologia spirituale. Si sa che l'Autore del Trattato definisce la sua devozione come una forma di schiavitù. La parola può urtare i nostri contemporanei. Per conto mio, non vi trovo alcuna difficoltà. Penso che si tratti di una sorta di paradosso, come spesso se ne trovano nei vangeli, poiché le parole santa schiavitù significano che non potremmo usare meglio la nostra libertà, il più grande dei doni che Dio ci ha fatto. Poiché la libertà si misura sulla misura dell'amore di cui siamo capaci. E questo credo che l'Autore ha voluto indicarci".
Ben pochi come papa Giovanni Paolo II avevano ricordato che la missione speciale affidata dal papa Clemente XI a san Luigi Maria era sotto il segno del battesimo, e che la vita spirituale proviene direttamente dal mistero del battesimo al quale occorre, oggi più che mai, ritornare con sincerità e coerenza. Il papa lo ricordava nel pellegrinaggio in terra di Francia il 19 settembre 1996 e proprio dal santuario sulla tomba di Luigi Maria di Montfort a Saint-Laurent sur Sèvre, quando, rivolto alle persone consacrate giunte da tutto l'Ovest della Francia, sottolineava l'Atto di consacrazione monfortano, perché al centro di questo Atto ci sono le seguenti parole. "Io – a questo punto si pronuncia il nome, ad esempio Louis-Marie, o Giovanni Paolo o Carlo – peccatore infedele rinnovo e ratifico oggi nelle tue mani (fra le mani di Maria) le promesse del mio battesimo: rinuncio per sempre a satana, alle sue pompe e alle sue opere, mi dono interamente a Gesù Cristo, la Sapienza incarnata, per portare la mia croce seguendo il suo esempio, tutti i giorni della mia vita".
"Nel sacramento del battesimo vi è un certo ritorno all'inizio, alle origini, quando bisognava scegliere il bene e non il male, la salvezza e non il rifiuto. Se Grignion da Montfort inserisce ciò nel contenuto della sua autentica devozione alla Madre di Dio, lo fa perche Maria, per volontà divina, fin dalla sua immacolata Concezione, è stata iscritta nel piano di Dio per vincere il peccato attraverso la giustificazione ricevuta dalla grazia proveniente da Cristo. L'esigenza di tale impegno può apparire ai vostri contemporanei difficile da capire e quasi impossibile da vivere. Ciò non vi preoccupi! In verità, fedeli ed umili, voi rendete una testimonianza di cui il mondo ha bisogno..."
Nel Messaggio alla famiglia Monfortana del 21 giugno 1997, in occasione della celebrazione del 500° anniversario della canonizzazione di san Luigi Maria di Montfort, il papa ritornava sul medesimo pensiero e sullo stesso incoraggiamento: "In molte regioni del mondo s'impone la necessità di una nuova evangelizzazione e lo zelo del Padre di Montfort per la Parola di Dio, la sollecitudine per i più poveri, la capacità di farsi capire dai più semplici e di stimolare la pietà, le qualità di organizzatore, le iniziative per prolungare il fervore con la fondazione di movimenti spirituali e per coinvolgere i laici nel servizio dei poveri, tutto questo, con gli adattamenti adeguati, può ispirare gli apostoli di oggi".
Giovanni Paolo II sembra qui voler ricalcare con l'insistenza del Maestro Universale della Chiesa il grande messaggio e la profetica visione monfortana sugli apostoli degli ultimi tempi: uno di questi apostoli degli ultimi tempi, senza dubbio, fu papa Wojtyla.
(fonte: Eugenio Falsina – L'apostolato di Maria, novembre 2005)
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