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I DIECI COMANDAMENTI

I Dieci Comandamenti

Gli indicatori di strada sul cammino della santità

 

Non nominare il nome di Dio invano Ricordati di santificare le feste Onora il padre e la madre Non uccidere Non commettere atti impuri Non rubare Non dire falsa testimonianza Non desiderare la roba d'altri

 

«Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti» (Mt 19,17)


LA LEGGE UNIVERSALE DELLA MORALITÀ – I dieci Comandamenti non sono soltanto la Legge di Dio scritta sulle Tavole della Legge consegnate a Mosè sul Monte Sinai, ma è quella guida interiore della coscienza che si trova scritta nel cuore di ogni uomo. Si tratta pertanto di quella legge morale naturale che è rappresenta la piattaforma morale sulla quale tutti gli uomini di ogni cultura e di ogni tempo si possono incontrare proprio perché che si trova scritta nel più profondo dell'animo delle persone e che è presente, sebbene in forma incompleta, in tutte le più grandi religioni. Molti oggi invece parlano di "pluralismo etico": cosa siginfica? Secondo costoro non sarebbe possibile l'esistenza di una legge morale naturale valida per tutti gli uomini, per cui non ci sarebbero solide affermazioni su ciò che è bene e ciò che è male, ma bene e male dipenderebbero da una data cultura. Come logica conseguenza anche gli Stati non avrebbero più basi su cui legiferare e finirebbero per tener conto solo sui sondaggi e solo sulle opinioni delle persone, che però sono cangianti e mutevoli. Questa impostazione non riflette però la prospettiva cristiana, che invece afferma che i dieci Comandamenti, sebbene siano una rivelazione divina di matrice biblica, sono scritti nel cuore di ogni uomo per cui tutti gli uomini possono e devono far riferimento a questi principi morali.

LA RIVELAZIONE DIVINA – Qual è la base su cui è possibile parlare di una universalità della moralità? Il fondamento sta nella ragione umana: l'uomo, con il retto uso della ragione e con la voce della propria coscienza ben formata, è in grado di stabilire ciò che è bene e ciò che è male. Perché dunque Dio ha avuto la necessità di rivelare in suoi comandamenti sul Monte Sinai? Il motivo sta nel fatto che l'umanità, ottenebrata dal peccato originale e dalle passioni, si era smarrita e aveva perso quella chiarezza in rapporto al comportamento morale. La civilià dell'amore e della pace potrà essere costruita soltanto in seguito della conversione del cuore di ogni uomo alla Legge di Dio, attraverso la riscoperta della fiducia in Dio e della sua Legge, fondamento stesso della moralità umana. I Dieci Comandamenti sono degli indicatori di strada sulla via della santità.

L'ECLISSI DELL'ETICA – Oggi l'umanità, in particolar modo l'Occidente cristiano, per una falsa soncezione della libertà, sta vivendo una fase di eclissi dell'etica secondo il motto "tutto è lecito sotto il profilo morale purché non si faccia male agli altri". Spesso vi è poi la riduzione dell'etica a proprio uso e consumo, fatto che però costituisce un grave inganno perché senza l'osservanza di tutti e dieci i comandamenti non si può fare un passo in avanti nel proprio cammino spirituale. La sequela di Cristo presuppone dunque l'osservanza di tutti i comandamenti. Se dunque sotto il profilo religioso l'uomo vive come se Dio non esistesse, sotto il profilo etico l'uomo si sta facendo autore lui stesso della legge morale volendo stabilire da sé ciò che è bene e ciò che è male. In questo modo si compie la tentazione mirabilmente descritta nel libro della Genesi in cui il Serpente invitò i progenitori a nutrirsi dell'albero della conoscenza del bene e del male. Si tratta della mai sopita tentazione dell'uomo di farsi legislatore di ciò che è bene e ciò che è male. Noi invece sappiamo che è Dio a stabilire ciò che è bene e ciò che è male, e la creatura deve riconoscere ciò che Dio ha stabilito, accoglierlo liberamente per poi viverlo. Nel caso in cui l'uomo disattende tale Legge lo fa a proprio rischio e pericolo perché finisce per distruggere sé stesso perché la legge divina è tale per cui vivendola l'uomo si realizza.

GESÙ HA PERFEZIONATO I COMANDAMENTI – Per i cristiani la Legge contenuta nei dieci Comandamenti conserva integra tutta la sua importanza anche viene letta secondo una prospettiva evangelica, accogliendo quei perfezionameti della legge dell'amore che Gesù Cristo ha apportato. Infatti Gesù, nel discorso della montagna, ha detto di non essere venuto ad abolire la legge, ma a confermarla e a portarla a compimento (cf. Mt 5,17). L'ideale di santità cristiano parte dai dieci Comandamenti ma raggiunge l'ideale nella persona stessa di Gesù Cristo e nella perfezione stessa del suo amore. Ad esempio il comandamento "non uccidere" viene elevato con il "porgere l'altra guancia", intesa nel senso di non rispondere al male col male.

 

LE PAROLE DI GIOVANNI PAOLO II

I Dieci Comandamenti schiudono davanti a noi l'unico futuro autenticamente umano e questo perché non sono l'arbitraria imposizione di un Dio tirannico. Jahvè li ha scritti nella pietra, ma li ha incisi soprattutto in ogni cuore umano quale universale legge morale valida ed attuale in ogni luogo ed in ogni tempo. Questa legge impedisce che l'egoismo e l'odio, la menzogna e il disprezzo distruggano la persona umana. I Dieci Comandamenti, con il loro costante richiamo alla divina Alleanza, pongono in luce che il Signore è l'unico nostro Dio e che ogni altra divinità è falsa e finisce per ridurre in schiavitù l'essere umano, portandolo a degradare la propria umana dignità. (dalla Udienza Generale del 1° marzo 2000)

 

I Dieci Comandamenti

 

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