
FEDE






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I DIECI COMANDAMENTI
10° Comandamento:
NON DESIDERARE LA ROBA D'ALTRI
Come per il nono comandamento, il significato è
contenuto nel verbo "desiderare", esteso alle cose; ciò
che il decimo comandamento vuole condannare è l'istinto al potere,
al possesso, al dominio e al successo. Questo non significa che
il desiderio di accrescere il proprio patrimonio e di raggiungere
una migliore posizione sociale sia contrario del decimo comandamento...
Per gli Ebrei la terra appartiene a Dio. E Dio
che ne fa dono agli uomini in modo libero e gratuito, che non dipende
da diritti o meriti di Israele. Il dono della terra, dei beni, delle
ricchezze, ma anche quella delle capacità, non serve per
arricchire il singolo uomo, ma per arricchire l'umanità intera.
Le cose, nella prospettiva di Dio, sono un dono, e il dono come
tale costruisce relazioni. Per noi invece sono diventate un possesso,
che al contrario del dono ci separa dagli altri.
Servire Dio anche con le ricchezze
Lavorare la terra significa servire Dio: il lavoro
diventa maledizione e alienazione quando l'uomo si dimentica di
ciò. Il capitolo 8 del libro del Deuteronomio afferma che
il peccato consiste nel ritenere il benessere economico come opera
dell'uomo e non come dono di Dio. Quindi la prima cosa che dobbiamo
imparare è svolgere il nostro lavoro e i nostri compiti
come un servizio agli altri e non solo come un dovere, un mestiere,
un modo per guadagnare soldi.
Spesso sul lavoro si prova invidia: perché
gli altri guadagnano di più o hanno una posizione più
prestigiosa, perché hanno fatto carriera. Il desiderio di
stare meglio non è sbagliato. L'invidia però è
un'altra cosa: è il disappunto per la preferenza data agli
altri in modo secondo noi ingiusto, oppure il desiderio di cambiare
la situazione in modo che gli altri diventino poveri ed io abbia tanta ricchezza. L'invidioso disprezza la persona che invidia e
ne parla male, non gli riconosce alcun valore e alcuna capacità.
Che cosa ha a che fare con Dio questo comandamento?
Dal momento che per la Bibbia "la Terra è di Dio",
diventa chiaro perché un pensiero avido possa essere peccato,
perché questo desiderio contesta a Dio il suo ruolo di unico
essere che abbia un diritto incondizionato sul nostro cuore e sulle
cose.. Il Vangelo di Luca (12, 13-21) condanna quel tale che ha accumulato
le sue ricchezze nei magazzini: "Stolto! Questa notte stessa
dovrà morire". ll brano finisce con queste parole: "Così
accade a chi accumula ricchezze per sé e non si a davanti
a sé e non si arricchisce davanti a Dio".
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I Dieci Comandamenti

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