Totus Tuus link

FEDE

Catechesi
Comandamenti
Dottrina sociale
Apologetica
La santità

 

I DIECI COMANDAMENTI

7° Comandamento:
NON RUBARE

 

In lingua ebraica il verbo qui usato non significa soltanto "rubare", ma possiede un senso più ampio: "portar via", cioè rubare, rapire, ingannare. Nel libro del Deuteronomio è scritto: "Se un uomo rapisce uno dei suoi fratelli tra i figli d'Israele e agisce dispoticamente contro di lui e lo vende come schiavo, tale ladro morirà. Così sterminerai il male in mezzo a te"(Pt 24,7)

Questo comandamento intende innanzitutto difendere la persona e il diritto a quella proprietà fondamentale che è la libertà personale. Un uomo non può essere venduto come se fosse una merce o una cosa. Gli Ebrei erano talmente convinti del valore delia libertà personale che ogni sette anni se una persona fosse stata costretta a vivere come schiavo presso un altro, il suo parente più prossimo aveva il dovere di pagare il riscatto per liberarlo.


Cercare la giustizia

Dalla esigenza di tutelare la libertà della persona, deriva il senso comune della settima parola: non rubare, ma rispetta la proprietà dell'altro. Per la Bibbia la proprietà privata è una realtà buona e necessaria affinché l'uomo si realizzi sempre più. Infatti l'uomo esprime sé stesso anche attraverso la proprietà: dal modo in cui spendiamo il denaro noi facciamo vedere chi siamo, che cosa ci interessa, che cosa troviamo bello, che cosa ci appare pregevole e capace di riempire la nostra vita di significato. Si potrebbe perciò tradurre così il settimo comandamento in un linguaggio moderno: "non distruggere ciò che un uomo ha costruito perché in questo caso distruggi una parte di lui" (Otto Hermann Pesch, I dieci comandamenti, Queriniana)

Non occorre eliminare la proprietà privata come se fosse di per sé negativa. Bisogna però evitare che vi siano abusi di proprietà privata, cioè che alcuni posseggano molto ed altri molto poco. I beni che si possiedono non vanno accumulati per sé, ma indirizzati al bene comune e spesi perché la vita di tutti diventi migliore.

Oggi nel mondo ci sono moltissimi squilibri nella distribuzione delle ricchezze, e questa ingiustizia è la minaccia più grave alla pace. Meno del 20% della popolazione del mondo consuma più dell'80% delle ricchezze. Quasi 4 miliardi di persone vivono in povertà assoluta, con meno di 1 euro al giorno, mentre i 200 uomini più ricchi della terra detengono complessivamente il 41 % della ricchezza mondiale. E noi? Ogni cittadino dei paesi membri dell'ONU contribuisce ogni anno ai progetti dì sostegno ai paesi in via di sviluppo con una cifra pari a due caffè. E pensare che se l'Italia da sola decidesse di finanziare tutti i progetti dell'ONU, ogni italiano dovrebbe rinunciare solamente a tre pizze in un anno. In particolare in Brasile c'è il problema della distribuzione delle terre: pur essendo grande 28 volte più dell'Italia, moltissime persone non hanno una terra da coltivare.

 

 

I Dieci Comandamenti

 

eXTReMe Tracker